Cari amici,
poiché ci troviamo in un forum con precise finalità scientifiche, in particolare dedicato a materie storiche, mi sembra il caso di affrontare l’argomento “Hitler e decorazioni” con un approccio di tipo puramente storico, quindi sgombro da ogni vena politica.
Bisogna quindi guardare ad Adolf Hitler considerandolo come un personaggio storico (ricordo che nacque nel 1889!

), esattamente come faremmo, ad esempio, con Napoleone Bonaparte, Genghis khan, Yusuf ibn Ayyub Salah al-Din (meglio noto in occidente come “il feroce Saladino”), o Hernando Cortez.
Di certo, pur se questi personaggi (come del resto tanti altri) si sono resi responsabili d’innumerevoli lutti, nessuno oggi, in una seria prospettiva storica, li definirebbe “pazzi” o “mostri”. Ogni epoca ed ogni popolo ha commesso i propri delitti, basti ricordare i genocidi degli indigeni delle due americhe, degli armeni, dei cosacchi, le lotte tribali in Africa o la Santa Inquisizione.
La storia va studiata e (possibilmente) capita, non giudicata.
Anche l’appellativo di “rozzo” (che peraltro fu usato, altrettanto impropriamente, anche per il Saladino) mi appare gratuito. Hitler era tutt’altro che rozzo, fu un’amante dell’arte ed un artista egli stesso. Sue opere sono andate di recente all’asta in Canada (spuntando prezzi ragguardevoli) e notissima è la sua passione per le opere di Arnold Böcklin.
Fatta questa premessa, doverosa
allo scopo di chiarire (spero) che intendo parlare – con il dovuto distacco - di fatti storici circa un personaggio storico e non giudicare un capo politico, veniamo all’argomento della discussione.
Indipendentemente dal fatto che ciò possa non piacerci, Hitler riteneva di avere una missione da compiere: rendere nuovamente grande la Germania. Umiliata dalla sconfitta nella I guerra mondiale e costretta a subire un trattato di pace a condizioni molto onerose, con notevoli perdite territoriali ed ingenti riparazioni di guerra da pagare alle nazioni vincitrici (che avrebbe dovuto continuare a pagare fino al … 1988

!!!), la Germania, con sei milioni di disoccupati ed un inflazione che faceva costare un francobollo due milioni di marchi, ambiva ad una rivincita ed Hitler seppe interpretare questo sentimento molto diffuso tra i Tedeschi che, come è noto, lo seguirono, in larghissima parte, fino alle estreme conseguenze (al contrario, ad esempio, di ciò che avvenne in Italia).
Alla luce di queste considerazioni si comprende come egli fosse totalmente dedito alla sua missione di realizzare una grande Germania e lontano da ogni vanità o interesse personale, dando alla propria vita una connotazione assolutamente spartana e quasi monastica.
Egli, infatti, devolveva tutto il proprio stipendio di Cancelliere al partito e viveva in un modesto appartamento di due stanze annesso alla Cancelleria ove consumava frugali pasti vegetariani.
Dal punto di vista uniformologico, la psicologia del personaggio era tale che, pur potendo, ovviamente, assumere qualunque grado militare, magari auto-proclamandosi Imperatore (come del resto fece Napoleone) e successore del Kaiser, rifuggì sempre da abiti sontuosi o uniformi sfavillanti, preferendo solo la sua uniforme da caporale con le sole decorazioni conquistate sul campo di battaglia ed il simbolo del partito (anche questo uguale a quello di tutti gli altri, senza alcuna insegna particolare).
Non vi è quindi alcuna contraddizione in chi, ritenendo di dover dare tutto per una causa (ripeto: senza entrare nel merito della causa in questione), pur ben conoscendo onorificenze e decorazioni, nulla desidera per sé. Diverso discorso vale per altre personalità dell’epoca. Evidentemente ciascuno era libero di comportarsi come credeva, si andava quindi dallo sfarzo di Goering al basso profilo di Hess e Goebbels che preferivano, invece, spogli abiti borghesi con le sole insegne del partito.
Infine, riporto qui qualche curiosità a proposito dell’ordine dell’Aquila Tedesca istituito nel 1937 da Adolf Hitler per decorare gli “stranieri meritevoli”, tra questi:
Il senatore Prescott Sh. Bush (1895-1972) nonno dell’attuale presidente USA. La motivazione: “avere finanziato, con la sua banca, il partito nazional socialista dei lavoratori tedeschi”, il NSDAP, di cui Hitler era segretario. Il certificato di conferimento dell’onorificenza, firmato da Hitler e dal suo segretario di Stato Otto Meissner, è datato 7 marzo 1938. Il tutto risulta conservato negli archivi del Dipartimento della Giustizia USA.
Un altro americano che ricevette l’Aquila Tedesca di prima classe (una stella da appuntare sul petto) fu poi Thomas Watson (1874-1952) il fondatore della IBM, per le importanti forniture ricevute dalla Germania tramite la sussidiaria tedesca Dehomag-IBM.
Forse, però, il più celebre fu Charles A. Lindbergh. Il primo a trasvolare l’Atlantico nel 1927.
Lindbergh si era infatti stabilito in Francia dove collaborava agli esperimenti del Nobel per la medicina, Alexis Carrel. L’uno e l’altro finirono per simpatizzare con i governi di destra europei.
Lindbergh fu invitato a una cena ufficiale dall’ambasciatore americano in Germania, Hugh Wilson, alla quale aveva invitato anche Hermann Goering e Willy Messerschmitt. In quell’occasione, Goering gli conferì la decorazione dell’Aquila Tedesca per i suoi meriti di aviatore.
Inoltre, cosa forse non notissima, nel Terzo Reich, furono decorati numerosi ufficiali ebrei, o semi ebrei, tra i quali:
Il feldmaresciallo Erhard Milch, decorato personalmente da Hitler per la campagna del 1940 (campagna di Norvegia).
L'Oberbaurat della Marina e membro del partito Franz Mendelssohn, discendente del filosofo ebreo Moses Mendelssohn.
L'ammiraglio Bernhard Rogge decorato da Hitler e dall'imperatore del Giappone.
Il comandante Paul Ascher, ufficiale di Stato maggiore sulla corazzata Bismarck.
Gerhard Engel, maggiore aiutante militare di Hitler.
Il generale Johannes Zukertort e suo fratello il generale Karl Zukertort.
Il generale Gothard Heinrici.
Il generale Karl Litzmann, "Staatsrat" e membro del partito nazista.
Il generale Werner Larzahn decorato personalmente da Hitler.
Il generale della Luftwaffe Helmut Wilberg.
Philipp Bouhler, Capo della Cancelleria del Fuhrer.
Il maggiore Friedrich Gebhard, decorato personalmente da Hitler.
Il pluridecorato maggiore Heinz Rohr, l'eroe degli U-802, i sottomarini tedeschi.
Il Capo dell'ufficio per la sicurezza del Reich, generale delle SS, Reinhardt Heydrich, di padre ebreo. Anche lui, diretto superiore di Heichmann, era di "origine ebrea" (come anche riportato da A. Speer, nel suo “Inside the Third Reich”)
(notizie tratte dal libro dello storico ebreo Bryan Mark Rigg, della Yale University, "I soldati ebrei di Hitler" pubblicato da Newton & Compton)
Un saluto
Guido