Gian ha scritto:mi viene una curiosità...ma il Caravaggio era cavaliere di Malta? ed era nobile?
Gian
In un topic precedente su Caravaggio e la sua famiglia vi erano stato vari interventi che riporto di seguito.
Era notizia di appena qualche settimana fa che un ricercatore milanese avrebbe ritrovato il certificato di battesimo del Caravaggio - mi pare ne abbia parlato il "Corriere" - ove i genitori dell'artista erano nominati con l'appellativo di "Dominus" e "Domina" distinzione che nella Lombardia cinquecentesca era attribuita a personaggi socialmente tutt'altro che dimessi.
FJVT
«Michelangelo Merisi (o Amerighi, Merigi, Merisio ecc.) non discendeva da famiglia nobile. Il padre, come è stato giustamente ricordato, era una sorta di capomastro della famiglia dei marchesi di Caravaggio. Essi, peraltro, nutrirono sempre un manifesto affetto per i figli di questo loro dipendente, non facendo mai mancare a Michelangelo e ai suoi fratelli, nel corso della loro vita, aiuto e protezione. La famiglia del pittore non possedeva, quindi, uno stemma gentilizio né mi risulta che utilizzasse altro emblema araldico. Michelangelo fu ricevuto nell’Ordine di San Giovanni il 14 luglio del 1608 quale Cavaliere di Grazia, classe riservata ai non aristocratici e, pertanto, non dovette presentare alcuna prova relativa alla nobiltà dei suoi natali. Diedero invece qualche problema i suoi burrascosi trascorsi, tanto che il Gran Maestro rimise la questione a Roma. Ma una volta pervenuto il “nulla osta” di Paolo V, l’artista potè vestire, anche se per poco, l’abito della Sacra Religione. Nel mese di dicembre del 1608, infatti, dopo soli cinque mesi, egli veniva espulso dall’Ordine. Circa altri aspetti della vicenda, debbo dire che, personalmente, non mi trovo d’accordo con l’affermazione del sig. Cairo relativa al fatto che l’Ordine di Malta facesse “da protezione per i giovin signori particolarmente viziosi” che mi pare giudizio generalizzante e non rispondente alla verità storica, né precedente né contemporanea alla permanenza di Caravaggio sull’isola. Basterebbe, del resto, leggere una qualsiasi storia sull’Ordine ben fatta (ad esempio quella di Ernle Bradford) per comprendere quale fosse, anche a fronte di un certo mutamento nei costumi di vita dei cavalieri, la realtà melitense del XVI e XVII secolo.
Luca Marcarini»
«In aggiunta a quanto già è stato correttamente puntualizzato su questo discorso, aggiungo che la nostra rivista Nobiltà si è occupata di ciò nel n° 32, settembre 1999, pag. 507, in un articolo di M. Marini dall'eloquente titolo 'Die XIV mensis Julii 1608' Michelangelo da Caravaggio, Cavaliere di obbedienza: in esso l'Autore, studioso ed esegeta del grande pittore, si sofferma con dovizia di particolare sullo scottante argomento, ma non sfiora l'argomento dello stemma dell'artista.
Sul quale, invece, F. Palazzi Trivelli dà un'interessante segnalazione nel suo Stemmi della 'Rezia minore', Sondrio 1996, pag. 132, voce Merizzi. Nel parlare di codesta famiglia valtellinese, egli la dice dello stesso ceppo dei Merisi bergamaschi, e ce ne propone tre stemmi differenti, accompagnati dal disegno di uno di essi che così si blasona:
troncato: nel 1° d'argento, all'aquila al volo piegato di nero, linguata di rosso, sostenuta dalla partizione; nel 2° di verde, alla mano destra recisa di carnagione, impugnante cinque spighe recise d'oro. »
«Caro Fra' Eusanio,
ad integrazione della tua osservazione vorrei ampliare la panoramica araldica riconducibile ai Merisi di Caravaggio antico consortile lombardo diffuso in vari rami dalle condizioni più diverse e prevalentemente nel territorio Bergamasco ma con rami in Valtellina e a Brescia.
Il principale stemmario bergamasco il C. de Gherardi Camozzi Vertova, Stemmi delle famiglie bergamasche (1888), Bergamo 1994, ai MERISII assegna un: troncato, nel 1° d'oro all'aquila di nero, nel 2° d'azzurro al destrocherio di carnagione, vestito di rosso impugnante tre spighe d'oro poste a ventaglio, il tutto uscente dal fianco sinistro.
Un ramo dei Merisi di Caravaggio sono i già citati nobili MERIZZI di Tirano saliti nella Valtellina superiore alla fine del '400 e che alzano infatti stemma simile al precedente: troncato d'argento all'aquila bicipite di nero, nel 2° di verde alla mano recisa di carnagione posta in fascia impugnante cinque spighe poste a ventaglio d'oro (stemma che compare nel settecentesco stemmario valtellinese Wappenbuch des Bergell) e che sui palazzi di famiglia presenta qualche minima variante.
Da un ramo di questi ridisceso a Brescia e nominatosi MERICI con stemma simile del suddetto consortile e, cioè, di rosso al destrocherio di carnagione uscente dal fianco sinistro dello scudo e impugnate tre spighe d'oro con il capo d'argento all'aquila di nero bicipite, deriva le celebre Sant' Angela Merici (1474 - 1540) fondatrice della Compagnia delle Dimesse di Sant'Orsola e canonizzata dal Pontefice Pio VII.
È lecito supporre che anche il Caravaggio se non lo usasse, conoscesse forse l'esistenza di uno stemma che negli elementi comuni e pur nelle sue diverse varianti, appare usato dai vari rami del consortile.
Un saluto cordiale.
Marco Foppoli»