Curiositá: Onorificenze e nobilta' personale

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Curiositá: Onorificenze e nobilta' personale

Messaggioda Giovanni Sebastiano » martedì 6 marzo 2007, 19:52

Da completo ignorante in materia mi scuso in anticipo per eventuali imprecisioni.
Mi sembra che l'ordine di Malta riconosca la nobiltá personale agli insigniti del Cavalierato di Grazia Magistrale (per grazia del Gran Maestro), tanto piu' che alla terza generazione consecutiva essa si trasformi in nobilta' trasmissibile permettendo l'ingresso nel ceto di Grazia e Devozione (correggetemi se sbaglio).
A questo punto mi domando come mai non venga mai usato il titolo di "Nobile" riferendosi ai Cavalieri di Grazia Magistrale?
Alla questione mi aveva fatto riflettere anche un esempio familiare. Un mio avo, in quanto alto ufficiale, venne insignito dell'ordine dei SS Maurizio e Lazzaro, anch'esso, ad un certo punto lessi, portatore di Nobilta' personale per l'insignito (anche qui correggetemi se sbaglio) pero' non ho mai trovato in nessuna carta familiare il riferimento al mio avo come "Nobile". Esiste dunque una qualche "norma" che impadisca di chiamare "Nob. Cav." l'insignito, nato borghese, di una onorificienza riconosciuta nobilitante?
Grazie

Giovanni
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Messaggioda Cottoneum » martedì 6 marzo 2007, 20:03

Premesso che non sono un esperto, dalla nascita del Regno d'Italia l'ordine mauriziano ha smesso di essere nobilitante, se non sbaglio persino le "nobilitazioni" dell'Ord. dell'Annunziata sono messe in discussione. Ho sentito parlare di nobilitazione mauriziana alla terza generazione, o per commenda, ma mi sembra che di fondamento giuridico ve ne sia ben poco, per quanto io possa aver studiato. Certo, un'eventuale nobilitazione mauriziana, se non ratificata con patenti etc può al giorno d'oggi sembrare quanto mai sospetta... per quanto riguardo il SMOM mi rimetto al giudizio degli esperti.
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Messaggioda MMT » martedì 6 marzo 2007, 20:15

Concordo con Giovanni, per quanto riguarda l'Ordine mauriziano.
Aggiungo che anticamente anche l'Ordine Equestre del Santo Sepolcro era considerato nobilitante e che i suoi membri erano di fatto creati conti palatini. Sulla questione s'è discusso a lungo e alcuni sostengono che questo carattere nobilitante sia tutt'ora vigente.
Io non entro in merito alla questione.

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Messaggioda Giovanni Sebastiano » martedì 6 marzo 2007, 20:33

Grazie infinite per la rapidissima risposta.
Da quel pochissimo che so (o credo di sapere) mi risulta che l'ordine Mauriziano smise di essere "Nobiliare" nei primi decenni del secolo quando venne "prestato" allo Stato venendo assegnato praticamente d'ufficio alle cariche piu' elevate della pubblica amministrazione e delle forze armate.
Cio' che lei dice mi sembra strano in quanto non capisco perche' lei chiami un ordine Nobiliare (come mi sembra fosse il Mauriziano prima dell'Unita' D'Italia) Nobilitante (se i membri dovevano gia' essere tutti nobili che bisogno vi e'?). Come avevo inteso la storia del Mauriziano esso smise appunto di essere Nobiliare e divenne Nobilitante, a titolo personale, per l'insignito e a titolo ereditario, come dice lei, dopo 3 generazioni. Insomma analogo sotto questo punto di vista all'attuale Cavalierato di Grazia Magistrale dello SMOM.
Perdoni la mia digressione... Non ha nessuna idea comunque del perche' non si usi in nessuno dei due casi da me citati l'appellativo di "Nob. Cav." (ammesso che quello dell'ordine Mauriziano sia corretto, non sono poi cosi' sicuro delle mie informazioni!)?
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Messaggioda Giovanni Sebastiano » martedì 6 marzo 2007, 20:37

Attenzione a dare ragione a Giovanni... Che siamo in 2 :)
Anche se temo di non essere io :(

Saluti
Giovanni Sebastiano
 
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Messaggioda MMT » martedì 6 marzo 2007, 20:43

"Non ha nessuna idea comunque del perche' non si usi in nessuno dei due casi da me citati l'appellativo di "Nob. Cav." (ammesso che quello dell'ordine Mauriziano sia corretto, non sono poi cosi' sicuro delle mie informazioni!)?"

Perchè probabilmente il fatto del carattere nobilitante non era accettato da tutti pacificamente, e inoltre credo che non vi fossero determinate regole per il riconoscimento di un titolo ad personam. Inoltre credo che la consuetudine fosse quella di considerare il "cav." un titolo e basta, senza bisogno di dover aggiungere alcunchè.

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Messaggioda Cottoneum » martedì 6 marzo 2007, 20:49

Un tempo nell'ordine mauriziano esistevano le categorie di giustizia e di grazia, nella quale venivano accolti quelli che non erano nobili, difettavano di prove (ad es. non erano 4/4 nobili o similia), o anche gli stranieri.

Lascio però la parola agli esperti -e qui ce ne sono parecchi- non avendo sufficienti informazioni e preparazione.
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Messaggioda nicolad72 » martedì 6 marzo 2007, 20:51

Mi intrometto per parteciparvi un dubbio.
A mio giudizio la Grazia Magistrale non nobilita, nè tantomeno ho mai sentito che dopo la "terza generazione" si abbia diritto alla Grazia e Devozione.
Ho letto sia la Carta Costituzionale, sia il Codice dell'Ordine, ma di ciò che è stato detto in questo forum nulla ho trovato!

Quali sono le vostre fonti... oltre al sentito dire?
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Messaggioda Giovanni Sebastiano » martedì 6 marzo 2007, 20:52

Grazie mille per la rispsta.
Pensa che questo valga anche in casa SMOM?
Essendo ente Sovrano immagino possa chiamare i propri Cavalieri come preferisce... E se ai Cavalieri di Grazia Magistrale riconosce la Nobilta' personale, come mai non fa uso dell'appellativo (mi sembra che il titolo, anche generico di "Nobile", per i Cavalieri degli altri ceti, sia sempre usato)?
Idee in proposito?

Saluti
Giovanni Sebastiano
 
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Messaggioda Cottoneum » martedì 6 marzo 2007, 20:54

Giovanni Sebastiano ha scritto:E se ai Cavalieri di Grazia Magistrale riconosce la Nobilta' personale, come mai non fa uso dell'appellativo (mi sembra che il titolo, anche generico di "Nobile", per i Cavalieri degli altri ceti, sia sempre usato)?


[Una risposta provocatoria (se è troppo provocatoria chiedo ai moderatori di toglierla :wink: ).]

Perchè magari i veri nobili potrebbero offendersi... :wink:
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Messaggioda nicolad72 » martedì 6 marzo 2007, 21:00

Giovanni Sebastiano ha scritto:...mi sembra che il titolo, anche generico di "Nobile", per i Cavalieri degli altri ceti, sia sempre usato

A me non risulta... se gli iscritti alla Gr. e dev e On e Dev usano appellativi nobiliari è perchè ne sono titolari, non in virtù dell'appartenenza all'Ordine.
Le Gr. mag.li non usano appellativi nobiliari perchè non sono nobili.
Il discorso mi sembra semplice...
L'appartenenza all'Ordine di Malta non nobilità! (Eccezion fatta per l'animo)
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Messaggioda Giorgio Aldrighetti » martedì 6 marzo 2007, 21:16

Condivido in pieno quanto sopra riportato.
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Messaggioda Giovanni Sebastiano » martedì 6 marzo 2007, 22:09

Pongo all'attenzione dei partecipanti alla discussione il seguente documento

http://www.smomve.it/IMGPAGINE/Lezione%2020060306.pdf

Nota 14 pagine 26...

Siamo sicuri che non vi sia processo di Nobilitazione? Questo mi sembra un documento ufficiale dell'ordine.
Giovanni Sebastiano
 
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Messaggioda Antesterione » martedì 6 marzo 2007, 22:23

A mio avviso il fatto che non si riconoscano pacificamente le prerogative nobilitanti di alcuni ordini, seppur attestate da statuti e/o diplomi, tradizione ecc.
Affonda le sue radici in poche ragioni:

1) Una la individuo nell'intervento provocatorio (neanche troppo in realtà perché corrispondente al vero) del Gent.mo Gio Cairo. (anche se dal momento che una persona è nobilitata, perché chiamare altri "veri" nobili? Anche loro sono discendenti di non nobili e devono ringraziare uno o più membri della loro famiglia per il tanto vantato "salto di qualità", mi sbaglio? ;) ) Purtroppo. Poiché credo fermamente che continuino a nascere gentiluomini a cui dovrebbe solo essere "riconosciuta" quella nobiltà d'animo, di cui, purtroppo la società non più si occupa (rendendo de facto, inutile l'avvalersi di tali titoli). Oggi li si riconosce più volentieri a famiglie che hanno un'eredità, che di quei titoli, oltre a fregiarsene, se ne assunsero anche le responsabilità.

2) Un'altra nel fatto che le autorità preposte a garantire e proteggere questi titoli non esistano più (in alcuni casi, come l'italia) o non se ne curino più. (Autorità sovrana e Santa Sede, per menzionare quelle che mi vengono in mente immediatamente). Basti pensare all'atteggiamento della Santa Sede nei confronti dei propri Ordini di diretta collazione o di tutto ciò che concerna la "nobiltà". Per un evidente cambiamento di vedute, progressivo, e successivo al concilio Vaticano II (con rare eccezioni) (ecco il perché del "trascurare" anche i privilegi dell'OESSG, che è di sub-collazione pontificia, mai nessuna bolla o documento infatti decretò la fine dei privilegi di questo Ordine, anzi in più occasioni furono confermati dai pontefici, cosa non accaduta per tutti gli Ordini Equestri che si avvalevano dei medesimi privilegi).

Legata a quest'ultima ragione vi è il fatto che i singoli Ordini Equestri, non ammettano sempre considerando quei criteri un tempo molto importanti per accedere al rango di Nobile, limitandosi a riconoscere l'uso dei titoli nei propri documenti per coloro che già ne avevano diritto. *1

Un'altra ragione la individuo nel cambiamento radicale della concezione di "ceto nobile". Un tempo il numero degli appartenenti ad un ceto era importante per decretarne la forza, oggi è il contrario e ci si affanna così tanto per farsi approvare quel "Nob." tra ricerche nobiliari, sanatorie e chi più ne ha più ne metta, che immagino che i vincitori di questa caccia al tesoro se ne risentirebbero se un mattino il pontefice dovesse dire che 20.000 cavalieri, confermando gli antichi privilegi già in più occasioni confermati da loro predecessori, hanno diritto, senza alcuna restrizione all'uso del titolo di Nobile loro spettante de facto. Immaginate la stampa e le ripercussioni sull'immagine del "vaticano" e della "chiesa" nella società di oggi. Le reazioni sarebbero tutte negative, nell'ambito nobiliare per quanto detto prima, nell'ambito borghese perché ciò avvallerebbe il pregiudizio di una chiesa distante dalla povera gente e attenta a mere vanità.


La mia personale opinione è che la tradizione non si cancella, in modo particolare se un diploma di conferimento riporta (riprendendo quanto accennato dal Gent.mo Michele Tuccimei di Sezze):

"(...) Nos igiur quos, licet immeritos ad patriarchalis huius Ecclesiae regimen Divinae gratiae munus, evexit cum te dilectissimum in Christo Nobilem .................... tum generis nobilitate illustrem, conditionisque dignitate spectabilem, tum Catholica fidei zelo atque religione erga SS. Haee Redemptionis nostrae monumenta nec non de Sancta Christi Ecclesia per praclara fidei et pietatis opera, valde benemeritu, legitimo testimonio noverimus meritis tuis atque operibus quantum in Nobis est digna praemia conferre aequum existimavimus (...) ecc."*2



*1 (Che ad esempio i borghesi ammessi al ceto di Cavalieri di Onore e Devozione in Obbedienza del SMOM, dovessero essere nobilitati, era opinione comune, ed anche se ciò accade ancor oggi (e sempre più sovente accade ed accadrà, per ovvie esigenze e circostanze dovute alla nostra epoca), non mi pare che i neo insigniti usino fregiarsi del titolo di Nobile, probabilmente per rispetto a quelle famiglie antichissime che si fregiano di tale titolo.

*2 OESSG. Alcuni ancora, concordano nel diritto a fregiarsi anche del titolo di Conte Palatino (che una leggenda vuole "cancellato", in quanto le documentazioni, a quanto mi risulta dicono altro). Ma considerando quanto ho esposto pocanzi, se il problema sorge per la semplice "nobilitazione", figuriamoci per un'impegnativa "contea".

Certo di non essere stato esaustivo, prendete questo intervento solo come un punto di vista, un'opinione del tutto personale che non vuole riaprire antiche questioni.

Chi vive la tradizione del proprio Ordine e cerca di esserne degno nel quotidiano, vive i benefici spirituali della propria appartenenza e sarà Nobile anche se ciò non gli sarà riconosciuto. D'altronde, il Cavalierato, quello vero, quello militante, impone di vivere "nobilmente", nella qualità più importante di ogni uomo: l'animo. ;)
A l'heure où le mal a si souvent droit de cité parmi les hommes, et jusque dans les plus hautes institutions, le réveil de la vocation chevaleresque est une urgence, à laquelle le ciel n'a jamais tardé à répondre. P. Philippe-Emmanuel RAUSIS o.p.
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Messaggioda Cottoneum » martedì 6 marzo 2007, 23:15

Giovanni Sebastiano ha scritto:Siamo sicuri che non vi sia processo di Nobilitazione? Questo mi sembra un documento ufficiale dell'ordine.


Mi sembra chiaro, si parla di consuetudine, di prassi; ma nulla di ufficiale.
L'uso dei condizionali non lascia dubbi sul fatto che non c'è una regola fissa.

Ma ciò è solo una consuetudine e non è codificata su nessun documento ufficiale dell'Ordine.


Per il resto concordo con Antesterione sul cavalierato d'animo. :wink:
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