ritengo che sia giusto far in modo che l'araldica sia mantenuta come una scienza viva attraverso la figurazione e l'interpretazione moderna dei simboli, senza però venir meno nei confronti di una certa tradizione che, volenti o meno, segna il passaggio di questa scienza attraverso i tempi, la sua evoluzione, il gusto estetico dei popoli. Ciononostante, quello di cui si disserta qui è l'uso di elementi esterni allo scudo che, per certe ragioni , ovvie, dovrebbero essere "catalogate" in quanto rappresentanti non tanto del messaggio che il possessore dello stemma vuole comunicare ma piuttosto il ruolo che esso ricopre all'interno di una gerarchia, cioè la dignità di cui è investito, come si usava dire una volta! Proprio perchè questi elementi sono esterni dovrebbero essere codificati perchè dovrebbero avere un preciso messaggio che non andrebbe dedotto e interpretato, e, quindi, non lasciato al libero arbitrio e gusto (buono o cattivo) del suo possessore.
Poi si parla di araldica in quanto scienza, ma se la scienza non è soggetta a delle regole precise, su cosa si basa? cosa la distingue da altre forme di figurazione? e cosa la identifica come scienza?...
Scusate la prolissità!
marcoluca


si arriva in cielo