Stemma da blasonare

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 19 febbraio 2004, 19:51

Confermaci almeno se proviene dal medesimo testo, o è della stessa mano!

Bene :wink: vale
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Messaggioda mcs » giovedì 19 febbraio 2004, 19:58

No: la mano non è la stessa...ed il testo neppure; tra i due disegni vi sono circa 22 lustri :!:
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 20 febbraio 2004, 17:38

E va bene...

Chino il capo :oops: , e nell'attesa di saperne di più su questo (per me) anonimo stemma, mi limito a dartene il blasone:

troncato da una fascia diminuita di rosso: nel 1° d'azzurro, al cane d'argento sostenuto dalla partizione, collarinato del primo e legato dello stesso ad una freccia d'oro, cadente in palo e posta nel cantone destro del capo; nel 2° d'argento, piumato di rosso.

Baratto, però, la spiegazione di questo blasone :twisted: con maggiori chiarimenti da parte tua... e bada che ne ho, di cose da dirti! :wink:

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Messaggioda mcs » venerdì 20 febbraio 2004, 19:58

Finalmente battuto :lol: :lol: :lol: !!!
Volevo proprio vedere come facevi a risolvere questo: il primo stemma, come si è già detto, è della famiglia Prandi, tratto dal Blasone di Ravenna del Ginanni. Unica variante, è stato colorato rispetto all'originale, da una persona di mia conoscenza.
Il secondo, è tratto dal già citato stemmario manoscritto Calzi, mai pubblicato, e che ha una sua variante in uno stemmario contenente alberi genealogici delle famiglie nobili di Forlì della fine del settecento, in questo caso, pubblicato nella sua sola blasonatura (piuttosto maccheronica) in "Araldica Romagnola" all'interno del terzo volume di "Rocche e Castelli di Romagna".
Ah! Lo stemma è della famiglia Pirazzini di Faenza.
La blasonatura è quasi ok: il cane è collarinato di rosso e legato dello stesso!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 20 febbraio 2004, 20:20

Battuto io? :shock: Sì, è vero, anzi da buon frate sono battuto, umiliato e flagellante, per l'esattezza... :cry:

Flagellante di me :( medesimo, innanzitutto, ut non eveniat superbiam: sed cum :twisted: oportet (sull'esempio di Agostino) anche dei confrati...

...ma sto ancora attendendo :roll: che tu mi aiuti a capire la differenza (visti i tuoi disegni) fra squamato e piumato...

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Messaggioda mcs » venerdì 20 febbraio 2004, 20:37

Capisco che ti roda essere battuto...il fatto è che non sei abituato :wink: .
Il primo stemma io l' ho blasonato con terminologia desueta e vetusta "padiglionato", mentre lo squamato (come lo intendo io, di due smalti diversi a file alterne) non compare in nessuno dei due stemmi; il piumato si differenzia dallo squamato in quanto riporta centralmente il rachide della penna degli uccelli, come nel secondo stemma (anche se di solito vengono riportate anche le barbe).
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 20 febbraio 2004, 21:03

mcs ha scritto:Capisco che ti roda essere battuto...il fatto è che non sei abituato :wink: .

Ti sbagli: sappiamo tutti benissimo che qui non stiamo a gara, quindi perché parli di battuti e di vincenti? E poi, avendo letto gli altri post, sai anche che qui nessuno sa tutto per definizione, e tanto meno fra' Eusanio, che ha ben chiari i suoi tanti e poi tanti limiti...

Il primo stemma io l' ho blasonato con terminologia desueta e vetusta "padiglionato", mentre lo squamato (come lo intendo io, di due smalti diversi a file alterne) non compare in nessuno dei due stemmi; il piumato si differenzia dallo squamato in quanto riporta centralmente il rachide della penna degli uccelli, come nel secondo stemma (anche se di solito vengono riportate anche le barbe).
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Questo sì che è un parlare corretto! :roll: :P

Tornando a fare i seri, la differenza fra piumato e squamato è proprio tutta qui, nelle "barbette" interne alle scaglie del primo, e delle quali il secondo è privo. Lo stesso Menestrier, citato sopra, a pag. 124 del Methode dice testualmente che il piumato "est le meme que le moucheté du pappelonné" ("equivale alla moscatura dello squamato").

E ancor più seriamente, va detto che si tratta di figure rare, in Italia rarissime, sulle quali è facile sbagliarsi, sia a disegnarle che a leggerle. A disegnarle soprattutto, giacchè per loro natura sono purtroppo suscettibilissime di errori anche involontari da parte degli artefici che si trovino a doverle eseguire.

Il problema è tutto qui, anche nei due disegni da te proposti: siamo sicuri che il blasone originario di entrambi prevedesse esplicitamente un piumato?

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Messaggioda mcs » venerdì 20 febbraio 2004, 22:07

Ecco uno di quei casi in cui (mi sa) il mistero andrà irrisolto: "Il blasone di Faenza" è andato presumibilmente distrutto in un incendio di circa un secolo fa.................
.........e tornando seri, non partecipavo ad alcuna gara, anzi, colgo l'occasione per ringraziare "il frate" che si presta amabilmente a questi scherzetti, dandoci costantemente delle ottime lezioni di araldica (e non solo); ma ditemi un pò, in quale altro luogo si possono avere delle lezioni così animate ed interessanti come in questo forum :wink: ?
Grazie ancora e......alla prossima :!:
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 20 febbraio 2004, 22:20

mcs ha scritto:Ecco uno di quei casi in cui (mi sa) il mistero andrà irrisolto: "Il blasone di Faenza" è andato presumibilmente distrutto in un incendio di circa un secolo fa.................

Ahinoi :( :cry: ...

.........e tornando seri, non partecipavo ad alcuna gara,

...lo sapevamo! :wink:

anzi, colgo l'occasione per ringraziare "il frate" che si presta amabilmente a questi scherzetti,

... :mrgreen: ...

dandoci costantemente delle ottime lezioni di araldica

...beh :oops: ...

(e non solo);

... :oops: dài :oops: ...

ma ditemi un pò, in quale altro luogo si possono avere delle lezioni così animate ed interessanti come in questo forum :wink: ?
Grazie ancora e......alla prossima :!:
mcs


Grazie a te...

...a quando la prossima?

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Messaggioda mcs » venerdì 20 febbraio 2004, 22:45

Sicuramente due ottime riviste...
qui abbiamo in più il vantaggio dell'immediatezza e della libertà di porre quesiti personali e non, nonchè la possibilità di fare delle :oops: belle figurette!!!.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 20 febbraio 2004, 22:57

...ed a volte qualche :oops: figuraccia, che però ammettiamo (sempre!) e correggiamo (quando possibile...)! :P

Bene :D vale
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Messaggioda mcs » venerdì 20 febbraio 2004, 23:03

Chi non fa...non falla.

Il mio, è un invito: a buttarsi, c'è sempre da imparare...magari, a volare......

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Messaggioda MMT » domenica 22 febbraio 2004, 20:29

Carissimi amici e amiche,
volevo tornare un attimo sull'arma dei Prandi:
Immagine

per riportare quanto afferma il Santi-Mazzini a pagina 129
Arma gentilizia della fam. Prandi (Ravenna) "d'argento squamato di nero, moscato dello stesso; al levriero passante d'argento, collarinato di rosso

.... :shock: ....
Commenti?

Un caro saluto a tutti,
Michele Tuccimei di Sezze

ps: cara Maria Cristina, è sicura che i Prandi siano estinti?
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Messaggioda mcs » domenica 22 febbraio 2004, 22:08

Il mio parere al riguardo della blasonatura, l'ho già espresso ed è stato giudicato vetusto :( ...tra l'altro, in quest'ultima, manca il "capo d'azzurro".
La famiglia Prandi di Ravenna, risulta estinta già nel 1744, anno della prima stesura de "Il Blasone di Ravenna" di Marco Antonio Ginanni (1690-1770); l'opera fu ripresa intorno al 1757, dopo la famosa pubblicazione de "L'arte del Blasone", ma rimase incompiuta fra le carte della biblioteca di casa Ginanni e per oltre due secoli, dimenticata.
Venne poi pubblicata in sole 400 copie nel 1983 grazie al Prof. Giuseppe Rabotti per conto della Libreria Antiquaria Tonini di Ravenna.
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Messaggioda MMT » domenica 22 febbraio 2004, 23:51

Cara Maria Cristina,
La ringrazio per le delucidazioni riguardo l'estinzione dei Prandi e il racconto dell'aneddoto sul manoscritto del Ginanni.

:oops: Mi perdonerà il Santi-Mazzini se non gli ho fatto fare una bella figura dimenticando io -e non Lui- il capo azzurro dell'arma dei Prandi.

a pag.129 il Santi-Mazzini ha scritto:d'argento squamato di nero, moscato dello stesso; col capo d'azzurro al levriero passante d'argento, collarinato di rosso.


Un caro saluto,
Michele Tuccimei di Sezze
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