Come vuoi, ma penso che (tutto sommato) non serva, in quanto le varie descrizioni che ne abbiamo dato sono ben comprensibili già grazie all'unica figura che hai messo a disposizione.
E, soprattutto, grazie agli aiuti dalle fonti edite che ora vado a menzionare, partendo dalla più antica che mi è riuscito di reperire; la quale, oltretutto, è altamente autorevole.
Claude Francois Menestrier,
La methode du blason: l'edizione di Lione del 1688 (ristampata a Parigi nel 1976) menziona il
papillonné due volte, sia in rapporto all'arma degli Arquinvilliers (pag. 199, e figura P6 dopo pag. 196), sia nel parlare delle pezze che possono caricare un campo (pag. 123). A quest'ultimo proposito, egli ne dà una descrizione semplice ed, a mio parere, efficace:
papillonné se dit d'un ouvrage à ecailles ("papillonato" si dice di un motivo a scaglie).
Ho tradotto "papillonato" per capirci al volo, ma ho usato un neologismo che non troverete mai in nessun blasone (almeno spero

...): quale può essere in italiano la traduzione migliore di esso?
Il Crollalanza, nell'
Enciclopedia araldico-cavalleresca..., a pag. 452 menziona la voce
padiglionato (che riprende certo dal Ginanni) ma soltanto come sinonimo di
squamato, circa il quale si sofferma invece a pag. 559. Trascrivo integralmente il contenuto di quest'ultima voce, che spiega egregiamente la figura proposta:
"SQUAMATO (francese papellonné) -
Scudo coperto interamente di figure somiglianti a squame di pesce, arrotondate al basso, aguzze verso il capo, disposte in più file insieme connesse, che offrono l'immagine d'un antico giaco di maglia di ferro. Infatti l'origine dello squamato
deve considerarsi positivamente nella cotta dei cavalieri. Lo squamato
è sempre formato di due smalti, imperocché ogni squama è bordata di diversa tinta, in modo che lo smalto interno è considerato come il campo, e si blasona per primo, e quello dei contorni costituisce le figure caricanti."
Sul
vair papillonné, ossia il nostro
vajo squamato, invece, non ho ancora ritrovato nulla, ma non ho motivo di credere che la memoria mi abbia ingannato...
Ritento quindi il blasone della figura che vedo:
d'armellino, squamato di nero, col capo d'azzurro, al levriero passante d'argento, collarinato di rosso.
A livello terminologico, eviterei assolutamente sia il mio orrendo "papillonato" (neologismo da ritenere come mai ideato), sia il vetusto "padiglionato" (che è appena assonante al francese "papillonné", e che soprattutto nella nostra lingua fa pensare ad un qualcosa collegato con il "padiglione", il quale araldicamente è tutt'un'altra storia...).
Bene

valete