Cavallini rampanti

Per discutere sull'araldica / Discussions on heraldry

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Messaggioda FML » sabato 14 ottobre 2006, 19:23

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:...tu sai bene, carissimo Ferrante, che dal IV al X secolo la nostra religione dovette giocoforza fare propri gli antichi simboli pagani e "riciclarli" secondo temi e modi legati alla nuova fede.

Ma perchè mai la nostra fede nel Dio dell'Amore dovrebbe temere la saggezza....rappresentata dall'unicorno?
Un cristiano dovrebbe temete l'ignoranza non la saggezza!

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Messaggioda Aesculapius » sabato 14 ottobre 2006, 19:24

Ti sembra poco un mostruoso animale cornuto che si inchina ad una vergine che lo rende mansueto e vulnerabile ? Non ti ricorda una Vergine che rende inoffensivo un altro mostruoso animale ? E ti ricordi da dove pendevano i pomi rossi che "infiniti lutti addusse" ai cattolici ? Dall'albero della Sapienza... hoibò !

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » sabato 14 ottobre 2006, 19:29

Ferrante Mancini Lucidi ha scritto:Ma perchè mai la nostra fede nel Dio dell'Amore dovrebbe temere la saggezza....rappresentata dall'unicorno?
Ferrante


E infatti la Virgo non teme l'unicorno: anzi, lo accoglie e lo doma.

La fermezza d'un'equilibrata sapienza che sa raffrenare e docilmente guidare la vitalità degli istinti.

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Messaggioda FML » sabato 14 ottobre 2006, 19:30

Aesculapius ha scritto:Ti sembra poco un mostruoso animale cornuto che si inchina ad una vergine che lo rende mansueto e vulnerabile ? Non ti ricorda una Vergine che rende inoffensivo un altro mostruoso animale ? E ti ricordi da dove pendevano i pomi rossi che "infiniti lutti addusse" ai cattolici ? Dall'albero della Sapienza... hoibò!

Spero che sia come tu dici, caro Antonio. In ogni modo la Sapienza è cosa gradita a Dio (che è Sapienza infinita). L'unicorno, a questo punto, non incarnò forse il concetto di inganno (cioè di falsa sapienza)? ...Questo sì, detestato da Dio e vinto dalla Vergine!!

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » sabato 14 ottobre 2006, 19:32

I simboli non hanno 8) mai una, e una sola, chiave di lettura...

...tanto più quando sono molto antichi, e quando sono passati da una civiltà ad un'altra. :wink:

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Messaggioda Aesculapius » sabato 14 ottobre 2006, 19:40

Ferrante caro,
mi vuoi prendere per sfinimento ? :evil:

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Messaggioda FML » sabato 14 ottobre 2006, 19:45

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:
Ferrante Mancini Lucidi ha scritto:Ma perchè mai la nostra fede nel Dio dell'Amore dovrebbe temere la saggezza....rappresentata dall'unicorno?
Ferrante

E infatti la Virgo non teme l'unicorno: anzi, lo accoglie e lo doma.
La fermezza d'un'equilibrata sapienza che sa raffrenare e docilmente guidare la vitalità degli istinti.

Dunque, la sapienza come valore naturale e positivo :)....e quindi giudaico-cristiano :wink:.
Lasciando dove sta, chi invece vuole confondere, dividere e allontanare dalla Verità gli uomini, facendogli credere che se interpreteranno a loro piacimento il bene ed il male, avranno la "conoscenza" (illusoria, ndr) e non avranno più bisogno di Dio.

Un abbraccio a tutti e grazie :D!

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Messaggioda Reginella » lunedì 16 ottobre 2006, 8:39

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:
Reginella ha scritto:...(omissis)...non dimentichiamoci del famoso argento (si dice argento il bianco, mi pare di aver capito) "papero" :lol:


...argento papero...!? :shock: :? :( :cry: ...da quale :roll: cartone animato hai tirato fuori questo smalto, scusa? :oops:

Bene :D vale


Volevo dire, in effetti, "bianco oca" ma siccome sono al momento l'unica signora che partecipa alla discussione, ho utilizzato ...la forma senese, per riuscire a trovare un sinonimo maschile dello stesso palmipede!!! sotto la torre del mangia l'Oca è, familiarmente, chiamata "papero" :lol:
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 16 ottobre 2006, 16:38

Reginella ha scritto:...(omissis)...Volevo dire, in effetti, "bianco oca" ma siccome sono al momento l'unica signora che partecipa alla discussione, ho utilizzato ...la forma senese, per riuscire a trovare un sinonimo maschile dello stesso palmipede!!! sotto la torre del mangia l'Oca è, familiarmente, chiamata "papero" :lol:


:shock: :shock: ...comprendo...

...ma...

...non per questo :oops: l'araldica conosce le tonalità del bianco che ci dici!

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Messaggioda Reginella » martedì 17 ottobre 2006, 8:55

Lo so bene, carissimo frate: ma era una battuta, che utilizzava comne fonte iconografica....lo stesso "manuale di araldica" del verde pappagallo su fondo canarino che si vedeva bene anche dagli spalti dei tornei :lol:
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 17 ottobre 2006, 15:23

...ah, beh, se è per questo, dagli spalti dei tornei pare che le damigelle amassero lanciare ai loro campioni preferiti dei nastri dai colori che più-cangianti-di-così-non-si-può, in una gamma di tinte che spaziava dal rosa carnicino al giallo singhiozzo-di-cane-che-scappa... :twisted:

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Messaggioda MMT » martedì 17 ottobre 2006, 15:31

Un'aggiunta agli unicorni: lo stemma Borgogelli di Fano.
Immagine
Immagine tratta dalla penultima edizione del Libro d'Oro.


Michele.
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Messaggioda Reginella » martedì 14 novembre 2006, 18:08

Riprendo questo topic per aggiungere qualcosina che ho trovato in argomento, carissimi miei maestri:
l'unicorno, o liocorno, era una delle imprese favorite degli Este che lo hanno utilizzato in vari modi e a più riprese.
Originariamente questo chimerico animale era simbolo di ferocia e terrore (vedi Ctesia di Cnido, V secolo a.C.) essendogli attribuite tra l'altro la capacità di emettere un urlo spaventevole e la prerogativa di non poter esser mai catturato.
In questa veste non tanto tranquillizzante :shock: era rappresentato all'interno della cattedrale di Ferarra, in una delle lastre marmoree che ne decoravano il pergamo (ora è al Museo della stessa): poggiato su un nastro che sovrasta l'albero della Vita nel giardino dell'Eden, e che porta scritto "UNICORNIS ISTE INSEQUITUR ANIMAS HOMINUM", questo unicorno insegue le anime degli uomini.
Lentamente però il mostro spaventoso trascolorò, a comodo degli uomini, in un mitico simbolo di facoltà positive: il suo corno immerso in un liquido lo rendeva salubre, da qui forse partirono San Gregorio Magno (540-604) e San Isidoro per trasformare integralmente gli attributi di particolare ferocia che fino a quel punto il nostro liocorno richiamava.
Da loro in poi (circa VI secolo), il "mostro" venne effigiato in attitudine tranquilla, sdraiato ai piedi di una fanciulla che gli ravviava la criniera...ma come arrivarono gli Este all'impresa del liocorno???
Sembra fosse stato per merito di Alberto Azzo d'Este che nel 944 era alla corte dell'Imperatore di Sassonia:
messosi in mostra per il suo valore nelle armi e nelle giostre si ritrovò premiato da questi con una moglie (la figliola dell'imperatore, Alda) un castello (quello di Friburgo, dato in dote alla sposa) ed una insegna nuova: il liocorno d'oro si fondo azzurro, spiegata la quale vinse in un torneo Haraldo, re di Dacia.
Questa insegna venne poi tolta agli Este da Enrico IV (offeso dal loro appoggio al papa ed alla contessa di Canossa), ma Bertoldo d'Este ci fece poco caso e la sostituì senza por tempo in mezzo con quella del liocorno d'argento in campo rosso, dichiarazion d'amore per il soglio di Pietro (grazie al quale avevano Ferrara).
In seguito gli estensi rimasero sempre legati a questo particolare animale araldico, tanto che molti di loro lo assunsero come imprese personali (uno per tutti Borso, 1413-1471, il primo duca di Modena e Reggio) anche perchè bene si accordava con uno dei loro reali meriti, l'aver fatto bonificare le paludi tra Rovigo ed il Polesine.
Per finire la capriola blasonesca, troveremo infatti il liocorno nella magnifica Bibbia di Borso d'Este (visibile a Modena, presso la Biblioteca Estense) spesso accompagnato ad un'altra impresa di casa d'Este, quella dello steccato o paraduro:
era questo un sistema di controllo delle acque, e il liocorno era rappresentato nell'atto di immergere il suo magico corno nella stagnante palude tenuta a bada dal manufatto - una metafora lampante per dire che si sanificava quello stagno mefitico che aveva reso quasi impossibile vivere in quelle lande desolate, grazie ai potenti mezzi degli Este.
Ma troveremo ancora il liocorno un poco più avanti, ed in veste molto meno "medicinale":
Alfonso d'Este (1476-1534), vedovo di Lucrezia Borgia, si farà ritrarre dal Bonvicino in un quadro dove la sua amante è raffigurata nelle vesti di S.Giustina di Antiochia.
Laura Dianti in mezzo con la palma del martirio :roll: in mano, il Duca alla sua sinistra e il mitico liocorno estense, tranquillamente accucciato ai piedi della bella.
Tutto questo (ed altro :D ) l'ho trovato in Virgilio Ferrari, "L'Araldica estense", Belriguardo 1989 - Ferrara.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 14 novembre 2006, 19:49

Reginella ha scritto:...(omissis)...Originariamente questo chimerico animale era simbolo di ferocia e terrore

Non per nulla molte sue parti hanno aspetto caprino, per sottolinearne la concreta terrestrità: la stessa che il liocorno condivide con i satiri, mezzi uomini e mezzi capri...

...(omissis)...Sembra fosse stato per merito di Alberto Azzo d'Este che nel 944...(omissis)...una insegna nuova: il liocorno d'oro si fondo azzurro, spiegata la quale vinse in un torneo Haraldo, re di Dacia.

:shock: Nel 944 era un po' troppo presto per parlare di tornei, nel senso che poi la parola assumerà nei secoli successivi!
Ed è ugualmente presto per parlare di insegne usando termini araldici per descriverle...


...(omissis)...Tutto questo (ed altro :D ) l'ho trovato in Virgilio Ferrari, "L'Araldica estense", Belriguardo 1989 - Ferrara.


Grazie a lui, e grazie ovviamente a te che lo hai riportato!

Ma il liocorno è entrato in araldica nello stemma di un'altra grande famiglia italiana, che però a differenza degli Este non fu "sovrana"...

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Messaggioda Reginella » martedì 14 novembre 2006, 20:03

Per il torneo: ho citato testualmente l'autore, non saprei confutare il fatto :oops:
Ma quale era l'altra famiglia????? :o
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