Stemma Maccafani

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Messaggioda Aesculapius » lunedì 2 ottobre 2006, 19:28

Ha dato uno sguardo a questo sito ???

http://www.chez.com/leherautdarmes/ecudarmes.html

Saluti
Antonio
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Messaggioda Lasa pur dir » lunedì 2 ottobre 2006, 19:39

Aesculapius ha scritto:Ha dato uno sguardo a questo sito ???

http://www.chez.com/leherautdarmes/ecudarmes.html

Saluti
Antonio


No, non lo conoscevo. Grazie! Davvero molto interessante!

E c'è anche il nostro stemma inserito tra le targes italiennes du XVI siècle.

Perfetto!

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Messaggioda Aesculapius » lunedì 2 ottobre 2006, 20:31

:wink:

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 3 ottobre 2006, 16:15

Aesculapius ha scritto:Ha dato uno sguardo a questo sito ???
http://www.chez.com/leherautdarmes/ecudarmes.html
Saluti
Antonio


La tabella con le forme degli scudi è tratta da un testo pubblicato nei principali Paesi europei alla fine degli anni '70 del XX secolo da Ottfried Neubecker, dalla medesima struttura (in Italia fu edito da Longanesi nel 1980, ed aveva per titolo Araldica): un testo molto ben fatto, tuttora ricercato e... rimpianto :cry: !

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Messaggioda FML » venerdì 6 ottobre 2006, 16:43

Lasa pur dir ha scritto:
Ferrante Mancini Lucidi ha scritto:All'interno della Chiesa parrocchiale di Trasacco (L'Aquila), dedicata ai Ss. Cesidio e Rufino, si trova lo stemma di uno dei vescovi Maccafani che tra il XV e XVI secolo guidarono la Diocesi dei Marsi.

Immagine

Tale arma si caratterizza in particolare per la forma dello scudo e per lo stile sobrio ed elegante.
Da notare la presenza della mitria come peculiare copricapo liturgico ed araldico dei vescovi.
Solo dopo il Concilio di Trento (1545-1563), infatti, tale uso venne modificato con l'introduzione del galero da pellegrino di color verde a 12 nappe (già utilizzato, di color rosso, dai cardinali).

:shock: Pur tenendo per esatta la spiegazione fornita dal Reverendissimo Frate e tenendo come punto fermo il fatto che si tratti di uno scudo torneario, sono l'unico a vedere una possibile analogia tra la sagoma di questo scudo e quest'immagine?

Immagine

Il contorno della sagoma del "Volto Santo" venne spesso utilizzato, nei secoli passati, in funzione decorativa o magico - apotropaica, anche suggestionati forse dal Mandilion di Edessa che, non dimentichiamolo, aveva proprio la funzione di uno "scudo".

Qualcuno ha avuto occasione di vedere la mostra" Il volto di Cristo" tenuta anni or sono al Palazzo delle Esposizioni nella quale erano esposti moltissimi esemplari di "veroniche"?

Tra di esse vi era anche il celebre Volto Santo si Genova:

Immagine

Anch'esso, come potete vedere, presenta le tre punte in basso, in questo caso però asimmetriche.

L’icona è racchiusa in una cornice trecentesca d’argento dorato, detta “paleologa”, che presenta anteriormente un'ampia apertura che segue in forma stilizzata i contorni del volto di Gesù lasciandone così intravedere il ritratto sottostante.

Seguendo il profilo dell'apertura era possibile riprodurre il profilo stilizzato del volto di Cristo trasferendone quindi anche le proprietà salvifiche.

Certo non ho nessuna prova di quanto vado affermando ma chissà...
Sempre cordialmente e sperando di accendere un'altra "focagna".

Caro Domenico Maria,

la tua proposta comparativa tra il Volto Santo e lo scudo dello stemma del vescovo Maccafani risulta indubbiamente molto interessante ed acuta.
La similitudine di forma tra i due oggetti in questione è, infatti, indiscutibilmente impressionante.
Come già evidenziato da Fra' Eusanio ed Antonio, ritengo tuttavia che questa somiglianza sia il mero frutto della casualità e non di un progetto ben voluto.
Lo "scudo a targa" in esame, infatti, è sì una novità in considerazione del contesto geografico di collocazione, ma non altrettanto un'invenzione originale in ambito araldico.
E poi se il Vescovo avesse voluto ispirare la foggia dello scudo del proprio stemma al profilo frontale del volto di Cristo, perchè non utilizzare il celebre Volto Santo di Manoppello nella natia terra abruzzese?
Tornando a parlare dello stemma Maccafani in questione, è bene notare come il poco banale "scudo torneario" utilizzato, evidenzi il buon livello stilistico raggiunto dalla piccola famiglia abruzzese anche nel campo araldico.

Ferrante
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