FAMIGLIE DI GERACE

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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » mercoledì 12 luglio 2006, 17:19

A proposito.. controllando sempre nel GAMS non ne ho trovato uno che fosse uno dei vescovi citati dal Pasqua .. :roll:

O ha sbagliato il Pasqua, o il Gams o noi a trovare i toponimi :P :P ..
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Alessio Bruno Bedini
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Messaggioda Guido5 » mercoledì 12 luglio 2006, 19:44

Caro Alessio,
in sostanza il disaccordo è solo su Acerenza e hai ragione perché Acerenza è ancor oggi sede vescovile oltre all'antica sede metropolitana dalla quale dipendeva Anglona, Pandosia. L'Annuario Pontificio riporta infatti:
Anglona, Pandosia, Anglonen(sis) - pr[ovincia] Lucania - m[etropoli] Acerenza.
Evidentemente avevo scambiato l'abbreviazione "m." per "moderna".

Ciao a tutti!
Guido5
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Re: FAMIGLIE DI GERACE

Messaggioda Grimaldi » mercoledì 20 settembre 2006, 22:40

Alessio Bruno Bedini ha scritto:La città di Gerace in Calabria Ulteriore è stata per lunghi secoli importante seggio di nobiltà e residenza di numerose importanti famiglie calabresi
....(omissi).......


Caro Alessio
rileggendo questa sezione del forum notavo questa tua discussione.

Sperando di farti cosa utile e gradita
vorrei fornirti qualche notizia che ho trovato
(e non saprei dire se ne eri a conoscenza)

Inizio quindi con il precisare che la città di Gerace non ebbe
un Seggio di Nobili di età antica.

I Nobili geracesi si riunivano in realtà, fin dal '500,
nelle quattro Confraternite Nobili della città
(Conf. di Cristo, della Trinità del Piano, delle Anime del Purgatorio, della Sanità).

Fu soltanto ad inizio '700 che il Seggio Nobile di Gerace si
costituì formalmente (con la menzione, per la prima volta,
di Stefano Capogreco come Sindaco dei Nobili locali nel 1704, anche se vi furono altri Sindaci dei Nobili anche in epoche precedenti, come Fulvio Barletta nel 1664).

In tale epoca, tra l'altro, vi erano varie famiglie della nobiltà locale
(molte già estinte al momento dells costituzione del Seggio locale):
- Alagò, Amato, Arcano (già Arcadi, baroni di Attasi ed anche Pisana), del Balzo, Bennati, Bernaudo, Bova, Calceopulo, Candida, Capogreco, Chinè, Conestabile, Correale, Gagliardi, Hieraci, Malarbì, Marino, Maviglia, Mele, Mesiti, Migliaccio, Muscolo, Piconeri, Pignatelli, Polizzi, Protospataro, Ramirez, Scaglione, Scriva, Sergio, Sirleto, Spanò, Spina, Teotino (originaria ndi Lecce, arrivata nel sec. XVI), Vento, Veronese.

Ma altre famiglie vissero comunque nobilmente o distinguendosi
nella città di Gerace, come gli Alaso, Avitabile Ramirez, Barletta (originari di Gioiosa), Bennati (suffeudatari di Madamazimola), Bologna, Franzè, de Leonardis, Mittiga Santacroce, Napoli, Tomaioli Bennati.


Fra le fonti che parlano di tali famiglie nobili di Gerace:
- il noto Padre Fiore, il citato Von Lobstein ("Settecento Calabrese", vol. I; "Scritti Storico-Nobiliari", ed. Frama), Selvatore Gemelli ("Sul patriziato di Gerace", pagg. 193-206 e 225-246, Rivista Araldica, 1977), Francesco Malarbì, "Elogio di Santa Venera o Veneranda" (Napoli, 1727).

Cordiali saluti

Giovanni
Grimaldi
 

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » giovedì 21 settembre 2006, 0:19

Ti ringrazio per la segnalazione :wink: che in grossa parte già conoscevo avendo in questi mesi approfondito l'argomento..

In effetti la situazione è anche più complessa poichè pur essendo riconosciuta in modo certo e documentato a livello cittadino o nel territorio circostante, la nobiltà di alcune famiglie, per tali famiglie non vi fu mai provvedimento del Re o di chi avente causa nel conferimento dello status giuridico di nobile :roll:

Dunque? Molte di quelle famiglie che hai citato, pur essendo molto ricche e pur essendo da secoli riconosciute per nobili dai compaesani in realtà non lo sono .. :roll:

Sarebbe interessante affrontare in un altro topic un discorso sulla "nobiltà presunta" che tale è rimasta sino ai nostri giorni..
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Messaggioda Grimaldi » giovedì 21 settembre 2006, 1:34

Alessio Bruno Bedini ha scritto:...(omissis)...
Dunque? Molte di quelle famiglie che hai citato, pur essendo molto ricche e pur essendo da secoli riconosciute per nobili dai compaesani in realtà non lo sono .. :roll:

Sarebbe interessante affrontare in un altro topic un discorso sulla "nobiltà presunta" che tale è rimasta sino ai nostri giorni..


Caro Alessio
spero di non aver allora perso tempo a sfogliare libri e trascrivere. :D

In sostanza potremmo sintetizzare che la nobiltà è tale quando è riconosciuta.
Ovviamente in forma pubblica e dagli aventi diritto (lo Stato).

Se i Nobili di Gerace erano ascritti al loro Seggio locale erano nobili a tutti gli effetti. Anche se si trattava di Nobiltà che diremmo civica.

Quindi riprendendo la mia sintetica descrizione del patriziato e nobiltà locali
possiamo distinguere come a Gerace vi erano quindi
Nobili locali (poi Nobili civici) in quanto erano:

- nobili (viventi secondo i criteri previsti nelle rispettive epoche) e abitanti (in maggioranza) in Gerace in epoca feudale (e poi anche epoca della Università);
- viventi separati dal popolo;
- uniti in un collegio nobiliare (prima le Confraternite poi riuniti ed ascritti al Seggio Aperto di Gerace, ovvero seggio al quale potevano accedere però anche altri nobili, che ne facevano domanda al Seggio stesso o al Sovrano, se non erano stati accettati dai nobili già ascritti);
- godenti prima dell'opportunità di collaborare al potere locale (con il feudatario del luogo, ecc.) e poi con diritto esclusivo di accesso alla pubblica amministrazione (quando il Seggio fu ufficiale), e spesso anche a certe cariche ecclesiastiche.

Quindi non credo esista la nobiltà "presunta". Si è Nobili di uno Stato quando quello Stato ammette la Nobiltà e riconosce quella data famiglia come Nobile.

Ricordiamo allora che l'ascrizione ad un Seggio riconosciuto Nobile e riservato alla nobiltà dallo Stato era indicazione di status nobiliare
per coloro che ne erano ascritti.

Altre famiglie invece erano Nobili o riconosciute tali (nobiltà feudali, riconoscimenti per onorificenze cavalleresche, etc.) ma non ascritte al seggio locale.

Rare furono le famiglie della Locride che poi in epoca sabauda ebbero riconoscimenti (così come vari patriziati e nobiltà civiche non furono riconosciute) anche perchè spesso le famiglie che vi avrebbero avuto interesse non portarono avanti le loro ragioni e non si curarono di far riconosconere tali privilegi.

In teoria quindi, per sintetizzare, se ammettiamo che il Regno di Napoli riconosceva Nobili civici gli ascritti al Seggio dei Nobili di Gerace le famiglie che ebbero tale privilegio erano quindi considerate Nobili per tale Regno.

Saluti

G.
Grimaldi
 

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » giovedì 21 settembre 2006, 7:56

La situazione come dicevo prima è complessa poichè molti documenti sono andati perduti.

Per quanto ne sappiamo noi oggi però :

1. Il "Sindaco de' Nobili" era una figura presente in numerosi comuni di quella zona.
2. La presenza di questa "figura" non significa automaticamente (come purtroppo scrivono anche autori importanti) che il paese era seggio di Nobiltà.
3. Per essere "seggio di nobiltà" un paese o una città doveva avere il riconoscimento del Re.
4. Da quanto ne so anche avendo osservato migliaia di fonti della zona, non vi fu mai un riconoscimento da parte dello stato di un comune della zona.


Grimaldi ha scritto: [..]Quindi non credo esista la nobiltà "presunta". Si è Nobili di uno Stato quando quello Stato ammette la Nobiltà e riconosce quella data famiglia come Nobile.

Ricordiamo allora che l'ascrizione ad un Seggio riconosciuto Nobile e riservato alla nobiltà dallo Stato era indicazione di status nobiliare
per coloro che ne erano ascritti.


Appunto! In quella zona non vi furono comuni riconosciuti dallo stato :roll:

[...] Rare furono le famiglie della Locride che poi in epoca sabauda ebbero riconoscimenti (così come vari patriziati e nobiltà civiche non furono riconosciute) anche perchè spesso le famiglie che vi avrebbero avuto interesse non portarono avanti le loro ragioni e non si curarono di far riconosconere tali privilegi.

In parte sono d'accordo .. ma sono convinto anche che molte famiglie avrebbero avuto problemi nel presentare i documenti .. :roll:



La "presunzione" della nobiltà nasce proprio da questi equivoci .. seggio o non seggio?
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Messaggioda Grimaldi » giovedì 21 settembre 2006, 15:27

Caro Alessio
credo anche io che il problema sia il riconoscimento o meno
di un Seggio locale (poi da capire di che tipo di seggio si tratti).

Un Seggio era istituito formalmente con un atto di costituzione
o era riconosciuto come preesistente da parte delle autorità del Regno.

Allo stesso modo se esisteva un Sindaco dei Nobili ed era
riconosciuto ufficialmente come una carica pubblica dal governo
allora tale carica era effettiva (ed indicava indirettamente che vi fosse un Seggio, anche senza la formalità ufficiale della costituzione, perchè il
Sindaco era il rappresentante dei nobili di quel Seggio).

Quindi il problema non credo sia il capire se in una data città
esistesse o meno un Seggio (o altra organizzazione privata, come
Confraternite), perchè tutti i nobili in una città tendevano a conoscersi,
frequentarsi, riunirsi e difendere interessi in comune.
Ma il problema è capire se tale Seggio era privato o pubblico (ovvero riconosciuto dalle pubbliche autorità dello Stato).

Se vi è un atto ufficiale che riconosce come figura con poteri effettivi il Sindaco dei Nobili quale promanazione del Seggio locale allora il Seggio è indirettamente riconosciuto ufficialmente come tale.

(Ed a quel punto poi si potrebbe cercar di capire, dagli stessi riconoscimenti, se era chiuso o aperto).

E se tale Seggioè quindi riconosciuto indirettamente come ufficialmente allora anche le famiglie ad esso ascritte erano indirettamente riconosciute Nobili civici (seggio aperto) o nel caso addirittura come Patrizi (seggio chiuso).

Una famiglia ascritta ad uno stesso Seggio, poi, per dimostrare la sua nobiltà poteva documentare la propria genealogia e la propria ascrizione al detto seggio.
Ed in vari casi ciò era abbastanza per essere riconosciuti anche Nobili direttamente dallo Stato o da altri Enti (come Ordine di Malta, vedi Pellicano Castagna ed i suoi "Processi").

Saluti

G.
Grimaldi
 

Messaggioda Maria Luisa Alasia » giovedì 21 settembre 2006, 21:21

Caro Alessio,
un articolo dal Vivant per Seggio di Nobili, non ho letto tutto spero che ti sia utile!
http://72.14.209.104/search?q=cache:AgN ... =clnk&cd=6
Buon fine settimana Maria Luisa
Alasia Maria Luisa alasia44@yahoo.com 3 Edson Lane Old Brookville,N.Y. 11545 516-759-4392
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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » giovedì 21 settembre 2006, 23:12

Giovanni siamo d'accordo sulla tua analisi. Come avrai capito però in quella zona, pur avendo ogni comune un sindaco de' Nobili, non vi fu mai un riconoscimento da parte dello stato del seggio di nobiltà.

Dunque, checchè ne dicano gli amichetti fantanobili non esiste documento dello stato che attesti ciò. Poi loro possono riempirsi la bocca con parole belle, farsi chiamare "marchese" o farsi aggiungere 10 cognomi, ma la sostanza, almeno per ora non cambia.

E ribadisco che nelle migliaia di atti vagliati, tra gli atti notarili, diocesani e delle università non ho mai trovato specificato il titolo di "nobile di Gerace" o "nobile di Siderno" o "nobile di Gioiosa" o quant'altro, ma la nobiltà era sempre "vita more nobilium" o nobiltà proveniente da altro luogo.

Un'ultima considerazione: quest'estate ho dato un'occhiata anche al registro delle firme dell'Archivio di Stato per valutare quante volte qualche nostro amichetto fantanobile era stato a vagliare le fonti .. sai quante volte?

ZERO! :roll:

Tira tu le somme...
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Messaggioda Grimaldi » venerdì 22 settembre 2006, 0:28

Caro Alessio
parli con me di studi sui "fantanobili" e "fantasovrani"?

Ovvio che finchè non ci sono necessari documenti ufficiali
tutto quello che diciamo sui seggi nobili resta vero solo in teoria
e necessita della prova.

La questione molto sottile è che molti autori (e fantanobili)
confondono la generica indicazione che in una città "vissero delle famiglie nobili"
con l'istituzione che in una determinata città vi fosse o meno un Seggio. :D

Perchè se è vero che in tutte le città potevano vivere dei nobili
non è per questo vero che tale "ceto locale" (quelli che indico come Nobili locali) fosse riconosciuto ed avesse diritti esclusivi in quanto Seggio della città.

Quindi fino a prova contraria dobbiamo sempre attenerci alle fonti ufficiali.

Io personalmente, su Gerace, facevo alcune considerazioni.
1) Ebbe Sindaci dei Nobili.
2) Erano figure che avevano potere pubblico o erano solo dei rappresentanti locali (una sorta di "eletti" privati)?
3) Se avevano potere pubblico erano allora emanazione di un Seggio.
Di che tipo di seggio si sarebbe trattato?
4) Se erano solo rappresentanti di gruppi privati non dimostravano
con la loro esistenza che esistesse un Seggio locale.

In sintesi si confonde "Nobiltà locale" con "Nobiltà civica"
(o addirittura Nobiltà Patrizia).

E si confonde la figura del Sindaco dei Nobili perchè in alcuni casi sfuma se sia stato vero governante pubblico o semplice rappresentante di privati.

Saluti

G.
Grimaldi
 

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » giovedì 28 settembre 2006, 20:37

A titolo di curiosità, guardate che bel sonetto è riportato in un bastardello di un notaio secentesco di Gerace sulla sua città:

Cinta è costei d’alte bellezze eterne
Siche d’ogni beltà la gloria eccede
L’arte qui perde la natura e cede
All’estranie di lei beltà superne

Quasi in angusto ciel altri in lei scerne
Stelle al crin, sole al manto e luna al piede
E ‘l Trino sol, ch’al suo bel grembo siede
Finge se stesso alle bellezze interne

Ne valse ad ingombrar tanta chiarezza
Nube d’error, siche dal grave pondo
Sicura sen ua d’original bruttezza

Ma qual potea limo terreno immondo
Sua purità turbar quale bellezza
Quando creata tu non era il mondo

:wink:
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