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Per discutere sull'araldica / Discussions on heraldry

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 24 agosto 2006, 16:59

marcoluca ha scritto:Condivido il pensiero di Ferrante. In effetti, in araldica, le "regole" devono intendersi come delle linee guida per comporre tutto in uno stemma in modo armonioso.

Sì, ma il discorso vale solo per alcune di esse, e non certo per tutte.

Esse magari nascono da una consuetudine antica, che le ha validate, ma non per questo trasgredendole non si sia giunti ad un risultato altrettanto bello ed elegante: è il pregio dell'arte.
marcoluca


Esatto.

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 24 agosto 2006, 17:01

Serafini ha scritto:Credo che, specialmente, per la creazione di un'arma di famiglia, sia opportuno fare ricorso appunto a delle linee guida, poichè non tutti sono dotati di buon gusto e senso dell'armonia. Si rischia, quindi, per dare sfogo alla propria fantasia, ammesso che se ne abbia, di creare un pastrocchio. Saluti. Serafini.


In casi come questi, è utile affidarsi a qualcuno di fiducia che sia un po' addentro nella nostra scienza.

L'esperienza è spesso la maestra migliore.
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Messaggioda Giorgio Aldrighetti » venerdì 25 agosto 2006, 19:36

Ricordandosi che nel creare un nuovo stemma è sempre utile adottare la "regola" che: "chi a meno a più" ossia quanto più lo stemma è semplice, tanto più lo si considera araldicamente bello...
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 25 agosto 2006, 20:03

Certo, carissimo Giorgio.

Peccato che, però, col passare del tempo diventano sempre di meno le combinazioni "semplici" fra figure e smalti che rimangono libere ed "inedite".

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Messaggioda mcs » domenica 27 agosto 2006, 19:39

Serafini ha scritto:Credo che, specialmente, per la creazione di un'arma di famiglia, sia opportuno fare ricorso appunto a delle linee guida, poichè non tutti sono dotati di buon gusto e senso dell'armonia. Si rischia, quindi, per dare sfogo alla propria fantasia, ammesso che se ne abbia, di creare un pastrocchio. Saluti. Serafini.


Gent.mi :P ,
mi permetto d'inserirmi in questo costruttivo scambio di opinioni per sottolineare quanto l'araldica sia stata in origine (molto prima delle "regole") un codice identificativo...la semplicità armonica era l'elemento principale che rendeva immediatamente "leggibile" un'arma... :? ...

Giorgio Aldrighetti ha scritto:Ricordandosi che nel creare un nuovo stemma è sempre utile adottare la "regola" che: "chi a meno a più" ossia quanto più lo stemma è semplice, tanto più lo si considera araldicamente bello...


...per cui, ribadisco e condivido appieno questo pensiero :D !

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:Peccato che, però, col passare del tempo diventano sempre di meno le combinazioni "semplici" fra figure e smalti che rimangono libere ed "inedite".


...ed anche questo :D !

Concludendo, vorrei dire che anche nel caso di uno stemma in cui vi sono inserite figure complesse (sia che si tratti di un'arma antica che di una creata ex-novo), è l'equilibrio complessivo degli elementi che lo compongono la "regola" che lo rende armonico!!!

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Messaggioda Aesculapius » domenica 27 agosto 2006, 21:45

Cari amici,
proverò a sottoporre a Voi esperti di araldica, se posso, un mio personale parere da neofita circa l'argomento che si sta trattando: credo che l'araldica "soffra e goda" di quella peculiarissima posizione che è il trovarsi a metà strada tra la tecnica e l'arte; come nel campo della pittura, della scultura o ancora dell'architettura non v'è perfezione o tendenza ad essa che non sia il risultato di un armonioso connubio tra l'estro artistico e il rispetto delle regole tecniche.
Questo però non impedisce che alcuni dipinti, statue, monumenti e stemmi benchè tecnicamente perfetti non siano piacevoli a vedersi, così come, ed è il caso delle cosiddette armi d'inchiesta, il "non rispetto" delle regole araldiche o addirittura il sovvertimento delle regole medesime possa portare a risultati sorprendentemente positivi (credo che lo stemma di Goffredo di Buglione sia un capolavoro araldico nella sua semplice sfrontata noncuranza delle regole!!!).
Così pure tutte le varie imposizioni sui colori, sui loro accostamenti, sul loro numero, o sulle figure e le loro posizioni all'interno dello scudo, vanno interpretate come regole "generalissime" o piuttosto dei "consigli di massima" la cui devianza non implica necessariamente l'esecuzione di uno stemma poco piacevole...
Senza dubbio gli stemmi servivano in passato anche per essere riconosciuti da lontano, sin dagli spalti dei castelli...ma poi ? con il tempo il loro utilizzo divenne senza dubbio di ordine estetico e di riconoscimento "viciniore" (non avrebbero senso altrimenti le piccole brisure o le minime diversità tra uno scudo ed un altro) venendo meno la necessità di essere riconosciuto anche da grandi distanze (prendiamo in considerazione ad esempio le grandi armi dei Borbone o dei Savoia!!!) e facendosi viva la necessità di riconoscere gli stemmi nelle cancellerie, nei documenti, nei monumenti o anche semplicemente sulle carte da lettera e facendosi sempre più forte, quindi, lo spirito della bellezza e dell'armonia che riguardano l'intimo sentire di chi esegue il manufatto e non le "ferree regolette" create secoli e secoli fa...
Proviamo ad immaginare come sarebbe difficile l'applicazione pratica di queste regole se l'araldica fosse nel nostro Paese viva e diffusa come avviene in alcuni Paesi d'Europa o dell'Africa ad esempio... si diffonderebbero a bizeffe le "irregolarità" e le "infrazioni" che con il tempo diventerebbero regole comunemente accettate... evenienze che farebbero rizzare i capelli in testa a più di un purista/araldista ma che sono inevitabili quando la dottrina palpita e vegeta e non è più relegata nei libri e negli armoriali del passato !!!
Ciò non vieta che si debba cercare di evitare il "metallo su metallo e colore su colore"... monsignor Heim permettendo :wink:

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Messaggioda mcs » lunedì 28 agosto 2006, 7:59

Aesculapius ha scritto:...omissis...

credo che l'araldica "soffra e goda" di quella peculiarissima posizione che è il trovarsi a metà strada tra la tecnica e l'arte; come nel campo della pittura, della scultura o ancora dell'architettura non v'è perfezione o tendenza ad essa che non sia il risultato di un armonioso connubio tra l'estro artistico e il rispetto delle regole tecniche.

Se ne è parlato in più occasioni in questo forum: il medesimo stemma può apparire "brutto e sconclusionato" o "bello ed armonioso"...la differenza in molti casi (volente o nolente) la fa l'esecutore :( ...riporto qui di seguito due esempi tratti da un vecchio post ( http://www.iagiforum.info/viewtopic.php ... c&start=15 )

Immagine

Immagine

Proviamo ad immaginare come sarebbe difficile l'applicazione pratica di queste regole se l'araldica fosse nel nostro Paese viva e diffusa come avviene in alcuni Paesi d'Europa o dell'Africa ad esempio... si diffonderebbero a bizeffe le "irregolarità" e le "infrazioni" che con il tempo diventerebbero regole comunemente accettate... evenienze che farebbero rizzare i capelli in testa a più di un purista/araldista ma che sono inevitabili quando la dottrina palpita e vegeta e non è più relegata nei libri e negli armoriali del passato !!!
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Se parliamo di un purista/araldista... :roll: ...non dobbiamo dimenticarci che ci troviamo nel XXI secolo e che anche questo tipo di "esperto", si dovrebbe essere adeguato ai tempi :wink: !

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Messaggioda Aesculapius » lunedì 28 agosto 2006, 13:09

Cara mcs,
la necessità di "adeguarsi ai tempi"e di non restare arroccati su regole e gusti estetici fioriti in un passato per noi un pò troppo lontano è proprio il senso del mio intervento !

Saluti :wink:
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Messaggioda mcs » lunedì 28 agosto 2006, 13:40

E' già :lol: !
Può esserci un modo modernamente classichegggiante di fare araldica... :roll: ...oppure una grafica moderna (anche se secondo il mio personale gusto estetico, l'estremizzazione di quest'ultima mi pare inadeguata :? ).

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Messaggioda Aesculapius » lunedì 28 agosto 2006, 13:51

Amici del Forum,
solo una precisazione, forse necessaria: io parlo di "regole araldiche" e non di "stile araldico": paradossalmente credo che le prime possano essere non rispettate senza impedire ad uno "stemma" di essere tale a tutti gli effetti, mentre si rischia, non adottando uno "stile araldico" di avere solo delle immagini racchiuse in una cornice a forma di scudo... :roll:

Saluti
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Messaggioda mcs » martedì 29 agosto 2006, 10:23

Beh... :roll: ...le "regole araldiche" e lo "stile araldico", sono argomenti sui quali possiamo disquisire a lungo...

Certo è che la linea di confine tra uno stemma ed un logo (quando anch'esso è racchiuso in una superfice a scudo), può non essere così definita :? ...ai giorni nostri, essendosi perso lo studio diffuso di questa materia, è molto facile fare confusione...ma così sto andando off topic :P !

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 29 agosto 2006, 17:29

mcs ha scritto:...(omissis)...Se parliamo di un purista/araldista... :roll: ...non dobbiamo dimenticarci che ci troviamo nel XXI secolo e che anche questo tipo di "esperto", si dovrebbe essere adeguato ai tempi :wink: !
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Sì, ma fermo restando :wink: che...

...il buon senso e il gusto del bello sono due categorie immortali dell'animo umano.

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