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si arriva in cielofra' Eusanio da Ocre ha scritto:Egregi colleghi,
mi scuso se contribuisco a questo interessante discorso con una chiacchierata "a braccio", ma se ben ricordo lo stemma del cardinale Enrico, duca di York, appare tuttora a colori all'interno di una basilica romana (Santa Maria in Trastevere?), ed in una forma assolutamente "normale".
Voglio dire, si tratta del normale inquartato inglese (mi pare analogo a quello proposto dal Signor Tomaso) su cui è apposto il segno di brisura pertinente ad Enrico, e basta. Se vorrete, cercherò di essere più preciso.
Più in generale, non mi pare di aver mai trovato notizie in merito a stemmi brisati, variati o comunque realizzati da chicchessia per evidenziare le proprie, personali "pretensioni" legittimiste. Se ve ne fossero, essi ricadrebbero (secondo me) in un ramo dell'araldica di fantasia a metà strada con quello di pretensione.
Uno stemma, insomma, sul genere di quello progettato per una futuribile ed utopica annessione di Gerusalemme all'Impero Germanico (d'oro, all'aquila tricipitedi nero), rimasto solo sulla carta del manoscritto del suo ideatore...
Benevalete


Franz Joseph von Trotta ha scritto:Caro Ardashir,
forse non ci siamo capiti, come detto non volevo assolutamente addentrarmi nel ginepraio delle questioni legittimistiche, né fare un paragone tra le due situazioni, ma solo fornire un esempio di un uso di uno stemma mai portato prima, basato sull'adozione di partizioni che richiamavano pretesi diritti dinastici (nel caso quelli di Alfonso di Borbone ai troni di Francia e Spagna), come è la sostanza dell'argomento che Lei aveva iniziato.
Se, dunque, i Wittelsbach avessero voluto illustrare araldicamente la loro eredità al trono inglese ("via Stuart-Savoia-Asburgo-Este"), gli attuali titolari avrebbero potuto unire nel modo araldicamente più opportuno le loro armi con quelle Stuart-reale. Tutto qui.
Il fatto che nessuna delle dinastie che ereditarono tali diritti lo abbia mai fatto - neppure in tempi storicamente ben più vicini alla detronizzazione degli Stuart - la dice lunga sull'impossibilità oggettiva di aspirare a quel trono.
Un saluto cordiale,
F.J. von Trotta
si arriva in cielofra' Eusanio da Ocre ha scritto:Egregi colleghi,
desidero precisare che le riflessioni da me fatte poc'anzi si limitavano all'aspetto formale ed araldico della cosa, senza entrare nel merito del discorso legittimista (sul quale le mie conoscenze sono troppo limitate per permettermi di intervenire).
Quindi, quando parlavo di araldica di fantasia e di pretensione, per facilità di esposizione mi limitavo ad utilizzare i termini più noti con cui, in ambito araldico, inquadrare tecnicamente il genere di tipologia blasonica collegabile all'argomento.
Mi scuso con l'amico Ardashir per l'involontario malinteso.
Benevalete
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