O.M.R.I. meglio prima o dopo ?

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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O.M.R.I. meglio prima o dopo ?

Messaggioda Mario Volpe » giovedì 6 luglio 2006, 14:08

Non so se l’argomento sia stato già trattato nel Forum, ma credo che a distanza di qualche anno dall’introduzione delle importanti modifiche che sono state adottate nel 2001 alle insegne dell’ “Ordine al Merito della Repubblica Italiana”, sarebbe interessante conoscere il parere degli amici frequentatori sulla nuova immagine che ha assunto il più importante ordine nazionale italiano.

Come certamente già tutti sanno, a partire dalla fine degli anni novanta è stata avviata, sotto l’impulso dell’ex Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, un’importante azione di riforma e di rilancio del nostro sistema premiale.
Perno centrale della suddetta riforma è stata la progressiva riduzione dei conferimenti annui dell’ “Ordine al Merito della Repubblica Italiana” - O.M.R.I. (passati dagli oltre 20.000 del periodo precedente al Presidente Cossiga, ai soli 8.000 attuali per tutte e cinque le classi), la riattivazione dell’ “Ordine della Stella della Solidarietà Italiana” - O.S.S.I. (dopo oltre un ventennio di completa desuetudine), nonché il rilancio dei conferimenti dell’ “Ordine Militare d’Italia” – O.M.I., le cui assegnazioni sono state incrementate nel corso degli ultimi anni.
Ma è solo a partire dal 2001 che la riforma ha raggiunto il suo culmine tramite l’approvazione di due importanti provvedimenti (i D.P.R. n. 173 del 30 marzo 2001 e n. 385 del 21 settembre 2001), che hanno radicalmente modificato il disegno delle insegne dell’O.M.R.I. e dell’O.S.S.I., cambiando completamente l’immagine “pubblica” che queste due onorificenze avevano mantenuto per i primi cinquant’anni della nostra storia repubblicana (vedi immagini allegate).
Ora, se nel caso dell’O.S.S.I. la decisione di riattivare l’Ordine adottando delle nuove insegne decisamente più eleganti rispetto alla precedente versione (che era totalmente priva di smalti e che ricordava molto una “stella da sceriffo”), può senz’altro considerarsi un’iniziativa ben riuscita, nel caso dell’O.M.R.I. la risposta del pubblico all’introduzione delle nuove insegne è stata piuttosto difforme.
Una parte del pubblico, si è infatti schierata in favore delle modifiche adottate, mentre un’altra parte, più “nostalgica”, continua ancora a considerare migliori le vecchie decorazioni.
Le principali differenze tra le due versioni, chiaramente visibili nelle immagini allegate, possono essere così riassunte:

- nella vecchia versione l’insegna era costituita da una croce piana (in smalto bianco), pomellata alle estremità, accantonata da quattro aquile imperiali ad ali spiegate e caricata al centro da una stella a cinque punte in rilievo, il tutto era sospeso ad una corona turrita o rostrata (entrambe i lati della decorazione erano identici).

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- Nella nuova versione invece, la croce (anch’essa in smalto bianco, ma solo a partire dalla classe di commendatore in su) è potenziata e con le estremità convesse (assai simile a quella dell’Ordine della Corona d’Italia del periodo monarchico), è accantonata da una corona di ulivo e quercia dorata ed è caricata da un medaglione circolare centrale, recante al recto lo stemma repubblicano e al verso la raffigurazione della donna turrita, personificazione dell’Italia. Nel cerchio in smalto azzurro che circonda il medaglione sono riportati da un lato i versi in latino ripresi dal Vittoriano “Patriae Unitati” e “Civium Liberati” e dall’altro la scritta “Al Merito della Repubblica” (le nuove insegne, contrariamente al precedente sistema, prevedono anche delle decorazioni specifiche per le dame).

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Mi piacerebbe conoscere l’opinione degli amici frequentatori in merito ai cambiamenti adottati nelle suddette insegne. Secondo voi erano migliori le vecchie o sono più "consone" quelle attuali ?

Cordialmente,

Mario Volpe
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Messaggioda T.G.Cravarezza » giovedì 6 luglio 2006, 15:58

Egregio Dottor Volpe,
anche io ho sentito molti pareri discordanti riguardo la nuova foggia delle decorazioni dell'OMRI, anche se la maggior parte propendeva per la precedente versione.
Io sono abbastanza neutro, non trovo particolari difetti in entrambe le soluzioni, anche se, a mio gusto artistico, trovo l'attuale un po' "pesante", soprattutto vista dal vivo. La precedente versione era di foggia molto latina, romana, qualche maligno potrebbe scrivere fascista, ma solo per intendere il modello artistico di riferimento.
La nuove versione è appunto più carica, anche se riporta correttamente i vari simboli della repubblica e quindi la considero comunque valida.
In definitiva non mi sbilancio più di tanto. Se dovessi per forza scegliere, sceglierei forse la precedente versione.
Cordialmente
Tomaso Giuseppe Cravarezza
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 6 luglio 2006, 16:08

Al di là dei legami e dei collegamenti con sistemi formali che rimandano a certi periodi storici, la forma squadrata è comunque più statica e (in un certo senso) fredda di quella circolare.

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Messaggioda Marcello G. Novello » giovedì 6 luglio 2006, 19:58

Io apprezzo maggiormente la croce OMRI di vecchia foggia. Se non altro, per i seguenti motivi: la croce piana mi sembrava una evocazione, quasi una continuità, con la croce di guerra e le quattro aquile davano l'idea che sostegno della Repubblica fossero anche le sue Forze Armate. Mi pare che l'insieme risultasse più bilanciato ed elegante. Forse sarebbe stato sufficiente un leggero restyling (si scrive così?) e magari fissare meglio la stellina che in tanti esemplari ho visto fuori asse :wink: o forse sostituirla con lo stemma repubblicano.

La Croce di nuova (?) fattura ricorda, è vero, la decorazione dell'Ordine della Corona d'Italia senza però raggiungerne l'eleganza.

Mi domandavo, però, se un nuovo insignito può indossarne, magari per vezzo o per avere il piacere di vestire quella d'un congiunto passato a miglior vita, una di quelle di cessata produzione.

Molto cordialmente.
Marcello G. Novello
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Messaggioda Mario Volpe » venerdì 7 luglio 2006, 10:03

Ringrazio gli amici frequentatori per i loro interessanti interventi.

Le risposte fin qui fornite, mi sembrano confermare i dubbi che già da tempo e da più parti avevo raccolto sull’impatto “pubblico” delle nuove insegne dell’O.M.R.I.
Mi sembra infatti di capire che la maggioranza degli italiani continui a preferire le vecchie insegne che, proprio per la loro semplicità e per le simbologie più “marziali” che le caratterizzavano, avevano meglio conquistato il favore del pubblico.
A proposito, posso confermare che le vecchie insegne sono ancora portabili liberamente (e così può anche capitare che ad un osservatore esterno durante una cerimonia pubblica o una parata militare, possa sembrare che vengano indossati due ordini diversi).
In un articolo della Presidenza della Repubblica pubblicato nel periodo della riforma, vengono svelati alcuni “retroscena” dell’operazione. In esso si legge infatti che il disegno generale delle nuove insegne è stato intenzionalmente ispirato a quello dell’Ordine della Corona d’Italia, nell’intento di “repubblicanizzare le insegne di un vecchio ordine statale già diffuso nella società civile”.
Nello stesso articolo, si legge inoltre che le vecchie insegne “sono risultate bocciate da tutti i gruppi motivazionali di analisi, perché apparivano troppo aggressive, vecchie, e in ogni caso non gradite, tanto meno per essere indossate” (mi domando su cosa esattamente si siano basate queste ricerche motivazionali).
Le vecchie insegne sarebbero inoltre risultate inadatte anche da un punto di vista grafico-comunicazionale, dato che nessuno dei simboli in esse adottati (croce, aquila, stella, corona) risultava utilizzabile come “logo” (inteso come immagine propria dell’istituzione repubblicana), oltre al fatto che “da lontano l’insegna appariva come un rombo e risultava asimmetrica per la presenza della corona” (e questo sembra assecondare il giudizio di frà Eusanio).
L’eliminazione della corona turrita a cui erano sospese le vecchie insegne, sarebbe quindi dovuta al desiderio di evitare “asimmetrie” nella decorazione, ma alcuni sostengono che forse si sia semplicemente voluto eliminare ogni sia pur remoto riferimento a simbologie monarchiche (d’altra parte, come fu fatto più e più volte nel corso dei suoi duecento anni di storia con l’Ordine della Legion d’Onore, si poteva semplicemente sostituire la corona con una ghirlanda di alloro).
La sostituzione delle aquile imperiali con la corona di ulivo e quercia, dovrebbe rappresentare la creazione di un collegamento con il nostro stemma repubblicano, ma forse, come accennato dal Dr. Cravarezza, si è preferito cancellare riferimenti troppo evidenti a simbologie “romaniche” o addirittura “fasciste” (del resto invece, è stata eliminata la stella a cinque punte, eppure anche quella è presente nello stemma italiano).
Anch’io, pur apprezzando certe soluzioni del nuovo modello (soprattutto i medaglioni e le iscrizioni), continuo personalmente a mantenere una lieve preferenza per le vecchie insegne. La cosa però che secondo me “stona” maggiormente nelle modifiche introdotte, è il fatto che le nuove insegne da cavaliere e da ufficiale non hanno più i bracci della croce smaltati. Un sistema che non ha precedenti nella storia dei nostri ordini, e che, invece, sembra ispirarsi alle tipiche strutture di area tedesca (mi vengono in mente gli Ordini prussiani dell’Aquila Rossa e della Casata degli Hohenzollern), oppure di area britannica (come nell’Ordine dell’Impero Britannico o in quello di Victoria) nei quali le classi inferiori delle insegne sono prive di smalti e le differenze tra cavalieri e ufficiali sono evidenziate dai diversi metalli di cui si compongono (argentati o dorati).
Una soluzione che, secondo me, svilisce un pò la qualità e l’immagine delle insegne di queste classi minori.

Cordialmente,

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 7 luglio 2006, 15:18

Mario Volpe ha scritto:...(omissis)...invece, è stata eliminata la stella a cinque punte, eppure anche quella è presente nello stemma italiano...(omissis)...


...la quale, nel 1946, oltretutto fu volutamente mantenuta nell'emblema repubblicano.

Non :wink: stemma...

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Messaggioda Mario Volpe » venerdì 7 luglio 2006, 17:03

Giusto caro frate, chiedo venia.

se in materia di ordini ed onorificenze sono un ignorante, in tema araldico mi sento proprio come un contabile in sala operatoria...

Con cordialità,

Mario Volpe
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Messaggioda Franz Joseph von Trotta » lunedì 10 luglio 2006, 13:38

Gentile dottor Volpe,

partecipo al suo sondaggio: a livello estetico la versione nuova mi pare una soluzione davvero di basso profilo; al centro il logo della Repubblica conferisce un aspetto "da marca da bollo di lusso" o di "timbro di gala" - se mi concede il termine - alla decorazione. Ritengo la croce e i rami vegetali in circolo l'ABC della faleristica, la soluzione più facile. Un paese dalle tradizioni artistiche come il nostro avrebbe potuto davvero pensare a qualcosa di più bello.

La vecchia versione a mio gusto personale aveva un ornato molto più meditato e meno banale grazie alle aquile ben cesellate, al loro gioco grafico che costruiva elegantemente ed in modo originale l'insegna. Anche lo "stellone", più semplice, si inseriva con chiaroscuri forti e marcati grazie alla sua forte tridimensionalità sulla candida superfice della croce smaltata.

Meglio e di molto l'insegna tradizionale soprattutto nella sua originalità repubblicana scevra da inutili richiami a modelli sabaudi che la semplificazione attuale ha privato poi della loro antica bellezza.

Un saluto cordiale.

FJVT
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 10 luglio 2006, 15:22

Mario Volpe ha scritto:Giusto caro frate, chiedo venia.

É il vecchio frate a scusarsi con te per la propria petulante pignoleria.

se in materia di ordini ed onorificenze sono un ignorante, in tema araldico mi sento proprio come un contabile in sala operatoria...
Con cordialità,
Mario Volpe


...capovolgi i termini della tua frase in blu, ed applicala a me!

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Messaggioda Mario Volpe » lunedì 10 luglio 2006, 19:48

Caro Von Trotta,

concordo con lei su tutti i punti, tanto più che, mentre la vecchia versione si distingueva anche a livello internazionale proprio per la sua singolarità (e la sua asimmetricità), quella attuale risulta piuttosto sfruttata nel panorama internazionale da diversi Paesi.
La croce piana infatti, oltretutto accantonata dalle aquile e sormontata da una corona, risultava unica nel suo genere, mentre la croce potenziata con la corona di ulivo e quercia intorno è un motivo già utilizzato in diversi altri Paesi (mi viene in mente l'Ordine del Servizio Fedele della Romania, l'Ordine al Merito britannico, l'Ordine del Redentore ellenico o l'Ordine di Leopoldo del Belgio, benchè questi ultimi due abbiano i bracci della croce biforcati).
Unico vantaggio (?) delle attuali decorazioni rispetto alle vecchie è che ora c'è scritto sopra di che si tratta, sia tramite la presenza dell'EMBLEMA repubblicano (occhio al frate!) che per via delle iscrizioni.
Purtroppo però, contrariamente a quanto di solito si fa in osservanza del vecchio detto "squadra vincente non si cambia", in questo caso si è ritenuto di cambiare questa "squadra onorifica".

Cordialmente,

Mario Volpe
Ultima modifica di Mario Volpe il mercoledì 12 luglio 2006, 19:43, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 10 luglio 2006, 19:56

Mario Volpe ha scritto:...(omissis)...la vecchia versione si distingueva anche a livello internazionale proprio per la sua singolarità...(omissis)...la croce potenziata con la corona di ulivo e quercia intorno è un motivo già utilizzato in diversi altri Paesi

L'omogeneizzazione estetica (e non solo) è un dato di fatto che sta coinvolgendo numerose branche della società.
Purtroppo?
Per fortuna?
A livello estetico, l'eccesso di "somiglianza" normalmente non è un bene.


...(omissis)...Unico vantaggio delle attuali decorazioni rispetto alle vecchie è che ora c'è scritto sopra di che si tratta, sia tramite la presenza dell'EMBLEMA repubblicano (occhio al frate!)

8) ...tranquilli, non mordo (ancora)! :lol:

che per via delle iscrizioni...(omissis)...


Quando un simbolo porta scritto su di sè il proprio nome per essere identificato, la simbologia segna una sconfitta.

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Re: O.M.R.I. meglio prima o dopo ?

Messaggioda adriano » mercoledì 14 aprile 2010, 17:08

Preferisco le nuove insegne sia esteticamente per la sobrietà ed eleganza della croce patente ed anche apprezzo lo sforzo per riprendere la linea grafica delle insegne dell'Ordine della Corona d'Italia, di cui l'OMRI è il naturale discendente, comunque non giudico male la vecchia insegna ed è comprensibile, in tale momento storico, la volontà di dare anche graficamente un taglio con il passato ordine al merito monarchico, per quanto la grafica delle vecchie insegne affonda troppo nello stile del periodo storico appena terminato.

[OT] Ma oggi, dopo mezzo secolo, era giusto ricollegarci al nostro passato, con le sue luci ed ombre ma sempre "nostro" patrimonio storico, quindi bene al ripristino dell'elegante croce patente al merito verso lo Stato, come bene al rientro della famiglia Savoia in Italia.

Comunque l'art. 2, co.1, del D.P.R. 30 marzo 2001, n.173 recita: "L'uso delle insegne dell'Ordine "Al merito della Repubblica italiana", conformi al modello di cui all'allegato sostituito dal presente decreto, e' consentito senza limitazione alcuna" chiarendo il legittimo uso delle vecchio insegne anche ai nuovi insigniti.
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Re: O.M.R.I. meglio prima o dopo ?

Messaggioda Tilius » mercoledì 14 aprile 2010, 17:50

Ecco... sì... se i Sigg. Moderatori potessero provvedere alla chiusura di questa antica discussione onde si possa più opinatamente continuare solo su quella attiva, credo che il discorso potrebbe appunto proseguire con maggiore chiarezza che non portando avanti il doppio binario clonato.

Thanks.
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Re: O.M.R.I. meglio prima o dopo ?

Messaggioda Mario Volpe » mercoledì 14 aprile 2010, 18:28

Concordo nel bloccare questa discussione in favore di un più mirato sviluppo dell'argomento su quella nuova. Non dimentichiamoci però di alcune delle cose che furono qui accennate e che mantengono discreti spunti di interesse sulla questione. Non ultime alcune affermazioni che furono diffuse all'epoca della riforma OMRI in un articolo della Presdidenza della Repubblica sulle ragioni del cambiamento:

il disegno generale delle nuove insegne è stato intenzionalmente ispirato a quello dell’Ordine della Corona d’Italia, nell’intento di “repubblicanizzare le insegne di un vecchio ordine statale già diffuso nella società civile”...le vecchie insegne “sono risultate bocciate da tutti i gruppi motivazionali di analisi, perché apparivano troppo aggressive, vecchie, e in ogni caso non gradite, tanto meno per essere indossate”... Le vecchie insegne sarebbero inoltre risultate inadatte anche da un punto di vista grafico-comunicazionale, dato che nessuno dei simboli in esse adottati (croce, aquila, stella, corona) risultava utilizzabile come “logo” (inteso come immagine propria dell’istituzione repubblicana), oltre al fatto che “da lontano l’insegna appariva come un rombo e risultava asimmetrica per la presenza della corona”...
Si Deus nobiscum quis contra nos
(motto dell'Ordine di Filippo il Magnanimo - Assia-Darmstadt)
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