Grazie all'Araldica è stato datato un antico affresco

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Grazie all'Araldica è stato datato un antico affresco

Messaggioda MVC » venerdì 7 marzo 2003, 3:35

Gentili amici,
qualche tempo fa avevamo preso l'argomento, su questo forum,
di una eventuale università araldica ( o qualcosa di simile).

Ed eravamo tutti concordi nello stigmatizzare la scarsa importanza
che, purtroppo, vien data all'Araldica in campo Professionale-storico-scientifico.

Tant'è che io insistetti sul fatto che una precisa valutazione araldica potrebbe permettere di svelare tanti misteri o stabilire datazioni precise su molti affreschi o altre opere d'arte.

EBBENE APPRENDO CON GIOIA CHE QUALCUNO, FINALMENTE, HA USATO L'ARALDICA PROPRIO PER QUESTI SCOPI. Ottenendo, tra l'altro anche degli ottimi risultati!!!

Ho scoperto un sito internet che non conoscevo, anche se risale al 2001 (addirittura!) e vi invito a visitarlo:

http://members.xoom.virgilio.it/guidoiam/stemma.htm

Si tratta della Cattedrale di Troia ( presumo si pronunci con la "i" tonica).

In pratica sono riusciti a datare un affresco molto antico ," La dormizione della Vergine", grazie alla presenza di uno stemma.
Tra l'altro, poi, non è che ci sia nemmeno voluto molto, poichè sono bastate la foggia a targa dello scudo e quella a becco dell'elmo, per risalire all'epoca, il XV secolo.
Ed ora stanno cercando nei blasonari per confrontare l'arma del committente, sperando di dargli anche un nome.

Immaginatevi COSA si potrebbe fare se l'Araldica riuscisse ad essere finalmente accettata con il dovuto rispetto negli ambienti storici.
Immaginatevi COSA potrebbe fare una eventuale classe di Araldisti
preparata e seria...

Comunque, questa piccola notizia che ho testè appreso ( anche se vecchia) mi fa apprezzare una volta di più lo sforzo e il lavoro di quelle poche persone, come Pier Felice.

Persone che stanno facendo veramente molto perchè questo un giorno possa accadere veramente.

Sperando che la cosa entusiasmi voi quanto ha entusiasmato me,
porgo a tutti
cordialissimi saluti

Mauro :D
MVC
 

Messaggioda T.G.Cravarezza » venerdì 7 marzo 2003, 10:03

Gentile Mauro Valerio,
sono pienamente d'acordo con te, l'araldica potrebbe diventare una scienza importantissima, ma dobbiamo aspettare che in Italia la si riscopra. All'estero, in Spagna, Inghilterra, Scozia, Canada...è molto sentita. L'Italia, dal 1946, ha voluto dimenticarsi di questa scienza pechè appunto ritenuta legata alla nobiltà e pertanto da "eliminare". Tanto è vero che dal punto di vista araldico, i nuovi stemmi che sono stati creati di recente per enti, regioni, province, corpi militari etc sono davvero pessimi oltre che errati.
Grazie però all'impegno di studiosi come il dott. Degli Uberti, sicuramente si sta già facendo molto per far rivivere nella nostra Patria questa scienza.
Insomma, diamoci da fare :)
Tomaso Giuseppe Cravarezza
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Utilità dell'araldica

Messaggioda antonio_conti » venerdì 7 marzo 2003, 11:42

Gentilissimo MCV,
le considerazioni da Lei formulate sull'Araldica sono più che giuste, qualcosa di simile l'avevo considerato quando qualche settimane fa in un servizio di qualche Tg mostrarono arredi sacri rinvenuti in un 'museo' clandestino (si trattava evidentemente di refurtiva). Come accadeva spesso, su paramenti ed arredi sacri potevano ritrovarsi stemmi di committenti, donatori, titolari di benefici ecc. Proprio l'analisi degli elementi araldici potrebbe essere utilissima per risalire ai titolari (persone o enti) degli oggetti rubati magari molti anni fa, altrimenti irrintracciabili.

Un cordiale saluto

Antonio Conti
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Messaggioda pierfe » venerdì 7 marzo 2003, 12:25

Molto interessante...
Verissimo nel nostro Paese l'araldica e' sempre stata considerata una scienza legata alla nobilta' e persino la Regia Consulta Araldica prese delle determinazioni in materia di stemma (Distinta Civilta') che non hanno riscontro scientifico con la realta' storica di alcuni dei nostri Stati preunitari...
Ma che senso aveva definire una stemma come di "Distinta Civilta'" per essere autorizzati a far uso di uno stemma che poteva essere riconosciuto unicamente ad una famiglia che aveva solo certi requisiti?
E le altre famiglie che non erano classificabili come di Distinta Civilta' perche' non avevano quei requisiti specifici e da secoli facevano uso di stemma?
Altra incongruenza attuale: c'e' chi definisce "Stemmi Borghesi" gli stemmi che vengono assunti oggi senza poter essere classificati come di "Distinta Civilta'"... sapete che nel nostro Paese vi sono Paesi interi di contadini (esempio in Friuli Venezia Giulia come scriveva il compianto prof. Del Basso) che fanno uso di stemmi e sebbene ne avessero pieno diritto giuridico non potevano essere riconosciuti dalla Regia Consulta Araldica come possessori del loro stemma di famiglia? Non sapevo che i contadini si potessero classificare come borghesi... :D
Sempre secondo la legislazione del Regno d'Italia debbo ricordare che in caso di nobilta' essa doveva essere supportata da una adeguata posizione sociale in mancanza della quale il titolo non sarebbe stato riconosciuto, e in caso di precedente riconoscimento non sarebbe stato trasmesso...
Se uno si richiama quindi a quella legislazione, essa deve essere applicata integralmente e non fare 2 pesi e 2 misure... quindi se non hai quei requisiti NON PUOI USARE QUEL TITOLO CHE TI PIACEREBBE PORTARE...
I moderni "Principi", "Duchi", "Marchesi", "Conti", "Visconti", "Baroni", "Cavalieri Ereditari Don", "Patrizi" e "Nobili" per mantenere ormai solo a livello privato (perche' sappiamo tutti che in Italia i titoli nobiliari non sono riconosciuti) il proprio titolo devono in ossequio a quelle leggi alle quali si richiamano essere all'altezza del proprio titolo nobiliare, quindi non svolgere attivita' da operai, impiegati subordinati, sottufficiali nelle armi, fiorai, commessi di biblioteca, maestri elementari ecc... Attivita' degnissime ma stridenti con quei titoli che si pretende avere il diritto di portare. Dimenticavo, non di deve andare neppure in tram o autobus, al massimo si puo' guidare la propria automobile (che non puo' essere una utilitaria) perche' NOBLESSE OBLIGE!!! :twisted: :twisted: :D :lol:
Vedete, se vogliamo veramente essere accettati per la nostra serieta' dobbiamo conoscere veramente la materia e sopratutto praticarla con serieta' ed obiettivita' (difficile in questi ambienti) e sempre senza interessi personali che la modificano a nostro uso e consumo. Solo cosi' l'araldica e tutte queste materie potranno continuare ad essere studiate ed apprezzate finalmente anche in ambiente accademico e non solo nei salotti privati.
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Messaggioda LUCIANO STROPPA » venerdì 7 marzo 2003, 16:50

Gent.mo sig. Mauro,

concordo e aggiungo.

I quadri e gli affreschi d’epoca, è cosa risaputa, sono fonti inesauribili di materiale per l’araldista.
Nel quadro o nell’affresco antico, infatti, è rappresentato, spesso e volentieri, lo stemma della famiglia che lo ha commissionato o semplicemente finanziato.
In particolare, per affrescare una cappella, una chiesa o un chiostro, le autorità religiose avevano la consuetudine di chiedere un contributo alle comunità (comuni) o alle nobili famiglie.
In cambio, o per riconoscenza, veniva dipinto sull’affresco l’arma della comunità o della famiglia che aveva contribuito.
L’apposizione dello stemma, in verità, era anche una garanzia per il successivo restauro dell’affresco.
Quando l’affresco, a distanza di lustri, aveva bisogno di essere restaurato, il priore del convento scriveva ai discendenti del benefattore chiedendo un contributo, con l’occasione calzava la penna sullo stemma di famiglia rovinato e prossimo ad andare perduto.
La propensione verso la Chiesa, il rispetto per gli avi e l’intento di lasciare una memoria ai discendenti, uniti alle possibilità economiche ed anche a un po’ di vanità, inducevano tutte le famiglie contattate ad accettare.
Ma per quelle nel frattempo estinte? Il problema non sussisteva, bastava rivolgersi alla famiglia nella quale era confluita la casata estinta.
La famiglia che vedeva estinta nella sua un’altra casata, generalmente, non ereditava solo il titolo, ma anche cospicui beni, e un po’ di gratitudine andava dimostrata.
E’ anche vero che alcune famiglie coglievano l’occasione del restauro per sostituire lo stemma affrescato, della casata estintasi nella loro, con quello personale, verosimilmente perché avevano ereditato un misero lascito o un titolo meno importante del loro.
Non mancava certamente la famiglia che, invece, negava l’aiuto economico. Cito ad esempio una lettera del marchese Antonio Ricci di Macerata, del 2 febbraio 1768, con la quale rispondeva al priore del convento di San Nicola di Tolentino: “Siccome quel mio antenato, che fece fare la pittura in codesto Chiostro, non si obbligò al mantenimento della medesima, così sarà in Loro (onere) il restaurarla, e sempre in vantaggio, decoro e pulizia di codesto Monastero; in quanto poi allo Stemma della mia Casata potranno anche preventivamente, per quanto mi pare, vederlo in ottimo stato, onde dispensarmi io da qualunque contribuzione, ma pronto sempre a servirla di vera stima costantemente mi dico (firma)”. Assai eloquente l’appunto sulla lettera scritto di pugno dal priore: “Ho risposto che sarà fatta da concorrenti e si dovrà mettervi il loro stemma”.

Ebbene, quello che Lei ha prospettato (cattedrale di Troia) non è il primo caso!
L’ultimo, tra i diversi che mi sono capitati personalmente, è la datazione di una lunetta affrescata in una villa nel fabrianese (ex convento della SS. Annunziata dei Frati Minori) che presentava lo stemma di una famiglia sconosciuta a tutti: Simoncelli, estinta nel 1815 con Filippo (religioso), tale fra Venanzo Simoncelli era uno Zoccolante (i Frati Minori erano chiamati anche Zoccolanti) che nel 1627, risiedendo in quel convento, commissionò.

Cordialmente.
Luciano Stroppa
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Messaggioda MVC » venerdì 7 marzo 2003, 19:39

Gentile Sig. Stroppa,

Il problema dei restauri e della valorizzazione delle opere d'arte è spesso e volentieti un baratro. Oggi forse più che mai.

Il Suo intervento mi richiama alla mente le miriadi di piccoli tesori
sparsi nelle chiese di paesi, nei piccoli musei o nelle piccole pinacoteche.

Spesso trascurati, senza restauri, senza datazioni precise, senza che qualcuno del Ministero o della sovrintendenza se ne possa o voglia occupare.
Ecco che allora entrano in scena le vere ed uniche risorse che, fortunatamente ancora ci sono: i volontari e gli appassionati.
Giovani studenti, professori in pensione, amanti della Storia locale e dell'Araldica ecc.

Certo, restaurare un affresco, costa molto. E spesso per quelli minori si propende per lasciarli in abbandono o, al limite, risolvere con uno "Strappo" che ha costi di gran lunga inferiori ( procedura traumatizzante per l'opera, e che dovrebbe esser vista unicamente come ultima risorsa).
Ugualmente, ci sono Pale tre-quattrocentesche che subirono nell'800 degli scempi devastanti, con tentativi abnormi di copertura e di ridipintura.
Chi un po' ne "mastica" sa che il colore ad olio, una volta penetrato nel legno, rende quasi impossibile ripristinare la tempera ad acqua della pittura originale. Con costi che è meglio tacere.

Tuttavia ritengo che il lasciar deperire in abbandono ( o quasi) tali opere sia un delitto vero e proprio.
Certo, le volte giottesche , ad esempio, dovranno sempre avere la precedenza su tutto, ma questo non vuol dire che, poi, le altre cose minori debbano cadere nel dimenticatoio.

Lo dissi già una volta qui in questo form, ma mi è capitato di vedere opere in un museo locale buttate là senza una datazione e, addirittura, una bassorilievo lapideo raffigurante uno stemma araldico, esposto con una blasonatura da far rabbrividire un somaro ( un esempio per tutti, c'è un leone che abbranca un giglio, e fu scritto che abbrancava un "pezzo di carne" (SIC) ). Una foggia chiaramente rinascimentale, ma non vi era alcun cenno di datazione.
O ancora una formella in pietra recante una croce gigliata, risalente alla fine del XII - primi del XIII secolo ( tipici stilemi gotici con ancora alcuni piccoli richiami al tardo romanico).
Ebbene, sta tutt'ora mezza abbandonata in un angolo , con il bigliettino di appunti a penna che mi onorai di scrivere ( e ormai son passati tre o quattro anni).

Senza contare un piccolo blasonario locale dove tra gli stemmi avevo individuato il disegno aquarellato di un antico affresco andato distrutto e del quale si ha solo una testimonianza scritta.
Proposi una pubblicazione...Ma quando mai???
Questione di fondi, e poi il bilancio, e poi questo e poi quello, insomma niente. E sta ancora tutto chiuso in un armadietto blindato.

Tutto questo per dire che spesso oltre allo scetticismo verso l'araldica (che potrebbe invece esser di immenso aiuto) manca addirittura l'interesse e la volontà di riconoscere dignità alle stesse opere d'arte.
E quindi il problema a volte è di duplice natura.

Rimane comunque per me un gran piacere conversare con una persona di grande cultura e preparazione come Lei.
Con stima

Mauro
MVC
 

Messaggioda sebpasq » sabato 8 marzo 2003, 18:57

Caro Mauro
come vedi quello che ci siamo detti in un precedente tread l'importanza dell'araldica è talmente importante che è uno scandalo che viva in modo clandestino e non goda della benchè minima attenzione degli addetti ai lavori.
Riguardo l'utilizzazione di essa ricordo solo le varie consulenze per la datazione/autenticazione di documenti, monumenti, sigilli, monete, opere d'arte e oggetti vari con stemmi (e già questo dovrebbe bastare); sblocco di ricerche genealogiche attraverso l'intepretazione di stemmi; creazione di stemmi sensati sia per privati che per enti; e tanto altro ancora.
Però credo che anche se è molto piacevole parlare di ciò, se nei prossimi convegni dello IAGI non si inizierà ad invitare personaggi istituzionali (per esempio dell'Istruzione o dei Beni Culturali) , non si inizerà una vera e propria opera di sensibilizzazione della materia, e diciamolo pure, non si proporrà a qualcuno di presentare proposte di legge concrete e non solo chiacchiere, l'araldica resterà solo una disciplina poco scientifica e un a materia destinata a pochi e per un pubblico di nicchia.
sebpasq
 
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Messaggioda pierfe » sabato 8 marzo 2003, 19:13

... se nei prossimi convegni dello IAGI non si inizierà ad invitare personaggi istituzionali (per esempio dell'Istruzione o dei Beni Culturali) , non si inizerà una vera e propria opera di sensibilizzazione della materia, e diciamolo pure, non si proporrà a qualcuno di presentare proposte di legge concrete e non solo chiacchiere, l'araldica resterà solo una disciplina poco scientifica e un a materia destinata a pochi e per un pubblico di nicchia.[/quote]

Sebastiano... si vede proprio che non partecipi ai convegni dell'IAGI e fai male... noi abbiamo sempre invitato i personaggi istituzionali a partecipare ai nostri convegni e ti posso garantire che mandano sempre dei rappresentanti. Praticamente ogni anno noi facciamo un convegno di carattere scientico nei locali messi a disposizione per incontri culturali del Senato della Repubblica (ex Hotel Bologna) o della Camera dei Deputati (Sala del Cenacolo) ai quali partecipano sempre esponenti del Governo.
Non solo... quando organizziamo convegni culturali fuori Roma lo facciamo sempre con il patrocinio della Regione, Provincia e Citta' dove partecipano sempre le autorita' locali...
Per non rivangare il passato ti cito solo l'ultimo di Bologna dove oltre alle autorita' locali e personaggi del Senato avevamo fra gli oratori il Direttore dell'Archivio di Stato di Macerata (prof. Luigi Borgia) e il Soprintendente ai Monumenti della Sardegna (dr Carlo Pillai).
A San Marino nel 2001 siamo stato ricevuti anche dai Capitani Reggenti in udienza speciale.
A Roma nel 2003 è prevista l'apertura del Convegno al Senato e un'udienza da S.S. il Pontefice Giovanni Paolo II, ed un incontro al Quirinale.
Credo che di piu' non si possa fare per mancaza di superiori istituzioni culturali...
Inoltre nel Corso di Genealogia ed Identificazione personale all'Universita' di Lecce (Facolta' di Giurisprudenza corso di Medicina Legale) trattero' anche dell'araldica intesa come tutela dell'espressione grafica del nome e ideazione dello stemma come marchio di fabbrica.
La mia politica nello IAGI ed in tutte le organizzazioni che partecipo a livello direttivo e' sempre stata quella di un coinvolgimento con le autorita' istituzionali tanto che nell'organizzazione del Congresso Internazionale di Scienze Genealogiche ed Araldiche il Ministero dei Beni Culturali volle proprio un rappresentante dello IAGI nel Comitato Scientifico (noi eravamo l'unica istituzione di questo tipo nel Comitato Scientifico)... e ti posso anche aggiungere che se non era garantita la presenza dell'Istituto Araldico Genealogico Italiano il Bureau dei Congressi (ovvero gli organizzatori dei Congressi di Genealogia ed Araldica del mondo) non avrebbero permesso il Congresso in Italia.
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Messaggioda sebpasq » sabato 8 marzo 2003, 20:01

Caro Pierfelice
ti ringrazio come sempre per la chiarezza e l'esaustività e mi scuso per la gaffe.
E' molto confortante sentire che lo IAGI non solo è tenuto in una certa considerazione, ma viene chiamato anche in causa in occasioni importanti, ma la domanda è sempre la stessa: come mai non esiste un corso universitario di araldica o genealogia? E come mai l'araldica privata non ha spazio e non è tutelata?
Lo so che per certe cose ci vuole tempo, però credo di interpretare l'urgenza di tante persone, un'urgenza che risale a circa 50 anni fa!
Saluti.
sebpasq
 
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Dalle nebbie del passato ...

Messaggioda eugubino » sabato 3 settembre 2005, 16:24

Navigando nel forum (è proprio il caso di dirlo) mi sono imbattuto in questa discussione la lettura della quale mi è sembrata veramente interessante e promettente. Io, infatti, ho per le mani un caso analogo, anche se non si tratta di un affresco, ma di un sarcofago medievale fornito, sulla parta anteriore, di stemmi.
Siccome il posizionamento cronologico di questa struttura mi pone dei problemi, appena avrò pronto il materiale storico e fotografico tornerò alla carica per chiedere la vostra collaborazione. In attesa che il caso finisca in una pubblicazione (in preparazione, però, del 1989!!!!!!).

Alla prossima!

Fabrizio
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Re: Dalle nebbie del passato ...

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » sabato 3 settembre 2005, 17:03

eugubino ha scritto:...(omissis)...ho per le mani un caso analogo, anche se non si tratta di un affresco, ma di un sarcofago medievale fornito, sulla parta anteriore, di stemmi.
Siccome il posizionamento cronologico di questa struttura mi pone dei problemi, appena avrò pronto il materiale storico e fotografico tornerò alla carica per chiedere la vostra collaborazione...(omissis)...


Con :P piacere, caro Fabrizio!

Magari in un topic nuovo e apposito... :wink:

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Re: Dalle nebbie del passato ...

Messaggioda eugubino » sabato 3 settembre 2005, 17:12

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:
eugubino ha scritto:...(omissis)...ho per le mani un caso analogo, anche se non si tratta di un affresco, ma di un sarcofago medievale fornito, sulla parta anteriore, di stemmi.
Siccome il posizionamento cronologico di questa struttura mi pone dei problemi, appena avrò pronto il materiale storico e fotografico tornerò alla carica per chiedere la vostra collaborazione...(omissis)...


Con :P piacere, caro Fabrizio!

Magari in un topic nuovo e apposito... :wink:

Bene :D vale


Sarà fatto! :)

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