Bizzarrie araldiche

Per discutere sull'araldica / Discussions on heraldry

Moderatori: Novelli, Antonio Pompili, mcs, Lambertini

Re: Bizzarrie araldiche

Messaggioda egometta » lunedì 4 agosto 2025, 21:05

Munus e ministerium, riferite all'11 febbraio 2013 e seguenti, sono proprio le parole chiave per capire perché le innovazioni apportate da Bergoglio siano inappropriate o quanto meno poco opportune e fonte solo di confusione per chi sia e voglia presentarsi come papa legittimo e non nuovamente presunto/intruso/vulgo antipapa, e perché di conseguenza sarebbe il caso di eliminare il motto (anche se è vero che il Totus tuus ogni tanto compariva, e così la mitria, peraltro senza fasce e a quanto si dice non particolarmente gradita al titolare, e quello di S. Pietro (e quelle della Tipografia e presso porta Angelica, non so se ce ne siano altre in giro) l'ho (ri)fotografato (e (ri)fotografate) proprio la settimana scorsa...).
Tutto il resto è erudizione, araldica e canonico-ecclesiastica, certamente corretta, ma che non centra il punto comunicativo e sostanziale che nel caso specifico hic et nunc c'è dietro; poi capisco che chi fa un certo mestiere e non vuole perdere il posto certe cose non può dirle (p. Farè o.carm. docet, come pure molti altri), quindi le dico io che non rischio niente, ma magari in camera charitatis o in udienza privata un suggerimento 'tecnico' e di opportunità potrebbe essere dato, contribuendo così a fare chiarezza, sulla scia della mozzetta e dello stolone dell'8 maggio, ben diversi dalla semplice talare del 13 marzo 2013 (con quel che segue e che precede, con le varie ammissioni di 'non-petrinità', dal "chi sono io per giudicare?" fino all'ultima, definitiva e lapidaria).
Come dicevo, chi ha orecchie per intendere e mani per agire, intenda e agisca... credo che in fondo anche quel vescovo marchigiano che ha tolto il motto abbia inteso e agito in questa direzione, pur se in modo arbitrario e 'fai da te', mostrando così di tenere al proprio datore di lavoro, fino al punto di metterne lo stemma dove non serviva e 'ripulito', pur di presentarlo nel modo migliore... mi pare che si chiami sensus ecclesiae o qualcosa del genere
egometta
 
Messaggi: 538
Iscritto il: martedì 25 dicembre 2012, 1:39

Re: Bizzarrie araldiche

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » martedì 5 agosto 2025, 14:27

egometta ha scritto:Munus e ministerium, riferite all'11 febbraio 2013 e seguenti, sono proprio le parole chiave per capire perché le innovazioni apportate da Bergoglio siano inappropriate o quanto meno poco opportune e fonte solo di confusione per chi sia e voglia presentarsi come papa legittimo e non nuovamente presunto/intruso/vulgo antipapa, e perché di conseguenza sarebbe il caso di eliminare il motto (anche se è vero che il Totus tuus ogni tanto compariva, e così la mitria, peraltro senza fasce e a quanto si dice non particolarmente gradita al titolare, e quello di S. Pietro (e quelle della Tipografia e presso porta Angelica, non so se ce ne siano altre in giro) l'ho (ri)fotografato (e (ri)fotografate) proprio la settimana scorsa...).
Tutto il resto è erudizione, araldica e canonico-ecclesiastica, certamente corretta, ma che non centra il punto comunicativo e sostanziale che nel caso specifico hic et nunc c'è dietro; poi capisco che chi fa un certo mestiere e non vuole perdere il posto certe cose non può dirle (p. Farè o.carm. docet, come pure molti altri), quindi le dico io che non rischio niente, ma magari in camera charitatis o in udienza privata un suggerimento 'tecnico' e di opportunità potrebbe essere dato, contribuendo così a fare chiarezza, sulla scia della mozzetta e dello stolone dell'8 maggio, ben diversi dalla semplice talare del 13 marzo 2013 (con quel che segue e che precede, con le varie ammissioni di 'non-petrinità', dal "chi sono io per giudicare?" fino all'ultima, definitiva e lapidaria).
Come dicevo, chi ha orecchie per intendere e mani per agire, intenda e agisca... credo che in fondo anche quel vescovo marchigiano che ha tolto il motto abbia inteso e agito in questa direzione, pur se in modo arbitrario e 'fai da te', mostrando così di tenere al proprio datore di lavoro, fino al punto di metterne lo stemma dove non serviva e 'ripulito', pur di presentarlo nel modo migliore... mi pare che si chiami sensus ecclesiae o qualcosa del genere


Caro Egometta,
mi permetto sommessamente di osservare che proprio chi ha a cuore la tutela del patrimonio simbolico e monumentale, e sa distinguere tra originalità e falsificazione, tra restauro filologico e reinterpretazione arbitraria, dovrebbe essere il primo a guardare con preoccupazione a interventi individuali su segni ufficiali della Chiesa, come la modifica di uno stemma papale esposto su una cattedrale.

Un conto è lo studio interpretativo (legittimo e fecondo) dei messaggi impliciti che un’iconografia ecclesiastica veicola; altro conto è la manipolazione materiale di un simbolo normato, nel tentativo (forse sincero) di “correggere” una narrazione ritenuta ambigua. Ma in questo modo si rischia una frattura tra la documentazione e la testimonianza, tra ciò che è e ciò che si vorrebbe che fosse. Non è così che si costruisce la chiarezza nella Chiesa, né la fedeltà al suo patrimonio.

Il sensus Ecclesiae, che evocavi, non è solo reazione interiore o zelo personale: è comunione con la forma, con l’ordo, anche quando esso appare faticoso o incompleto. E finché uno stemma è approvato, promulgato e riconosciuto come tale dalla Sede Apostolica, qualsiasi alterazione pubblica – specie nei luoghi sacri – smette di essere gesto artistico o spirituale, e diventa violazione di un ordine condiviso.

Con immutata stima
A.
Immagine
Avatar utente
Alessio Bruno Bedini
Moderatore Genealogia, Manifestazioni e Bibliografia
 
Messaggi: 7459
Iscritto il: martedì 21 settembre 2004, 21:47
Località: Cittadino del Mondo

Re: Bizzarrie araldiche

Messaggioda Matt » martedì 5 agosto 2025, 14:48

Alessio Bruno Bedini ha scritto: E finché uno stemma è approvato, promulgato e riconosciuto come tale dalla Sede Apostolica, qualsiasi alterazione pubblica – specie nei luoghi sacri – smette di essere gesto artistico o spirituale


Buonasera
Scusate se mi intrometto improvvisamente nella discussione.
Vorrei riportare l'attenzione solo su una questione ponendo una domanda specifica:
Lo Stato della Città del Vaticano ha una propria legislazione araldica scritta articolo per articolo con un apposito ufficio araldico e con appositi ufficiali impiegati nelle rappresentazioni degli stemmi ecclesiastici? Inoltre questa legislazione, badate bene scritta, tramite uno specifico articolo sancisce una definizione completa e chiara di "forma ufficiale dello stemma pontificio"?
Questo perché nulla di tutto ciò è espresso in questo Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede, bollettino che al momento sembra l'unica fonte certa sullo stemma papale:
https://press.vatican.va/content/salast ... 00540.html
Matt
 
Messaggi: 156
Iscritto il: mercoledì 21 agosto 2024, 13:38

Re: Bizzarrie araldiche

Messaggioda franco poggiali » martedì 5 agosto 2025, 18:11

Buon pomeriggio,
letto con attenzione l'interessante scambio di idee.
Mi permetto di far osservare al Sig. Matt che, per quanto mi risulta, non esiste in Vaticano un Ufficio Araldico che determini gli stemmi Papali ma, solo un ufficio araldico che, attraverso la Legge Fondamentale dello Stato della Città del Vaticano, determina e sancisce lo Stemma dello Stato della Città del Vaticano ma, non quello dei Papi.
So che usualmente vengono interpellati insigni araldisti che di concerto con il Sommo Pontefice neo eletto viene determinato lo stemma ufficiale del Papa.
Secondo l'art. 23.2 della Legge Fondamentale Vaticana aggiornata il 13 Maggio 2023 lo stemma Vaticano prevede ancora la tiara e quindi, come ribadito anche da Don Antonio Pompili, non é grave violazione usarla negli stemmi Papali ma solo un uso diciamo improprio o comunque una stortura, considerando la rivoluzione di Papa Benedetto il quale ha voluto, evidentemente, dare ancor più peso alla carica vescovile romana, sostituendola con la mitra vescovile. Uso poi ripreso e sposato anche dai successivi due Pontefici.
La tiara, quindi, nello stemma della Città del Vaticano, con le ultime variazioni di Papa Francesco del 2023 non mi sembra sia stata vietata o abolita, riprendendo praticamente le precedenti norme del 1929. Credo quindi che, se la si rimettesse o la si rimette al posto della Mitra, non verrebbe violata nessuna legge. Rimane inalterato anche il "camerale romano" chiamato anche ombrellino o ombrellone, che oggi determina la sede vacante mentre un tempo, prima della tiara, timbrava gli scudi degli stemmi papali.
Questo il mio pensiero, ovviamente posso sbagliare e di ciò chiedo scusa a tutti sin da ora. Credo comunque che quando uno stemma Papale, di Stato, Nobiliare, o comunque qualsiasi manufatto chiamato "stemma" viene ufficialmente promulgato e reso pubblico, quello deve essere.
Si può criticare, questo si, ed anche aspramente, come ho già avuto modo di affermare, ma non si può arbitrariamente cambiare, quand'anche fosse frutto di più profonde convinzioni che, possono essere o meno condivise ma, che esulano dall'apparenza visiva o dall'insito messaggio che uno stemma trasmette.
Omne ignotum pro magnifico.
franco poggiali
 
Messaggi: 74
Iscritto il: lunedì 16 agosto 2021, 12:32

Precedente

Torna a Araldica / Heraldry



Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 10 ospiti