Riflessione sulla figura del Gran Maestro dell’OSSML

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Riflessione sulla figura del Gran Maestro dell’OSSML

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » venerdì 14 marzo 2025, 12:35

Nelle scorse settimane, le dichiarazioni di Emanuele Filiberto di Savoia, che ha rivelato di essere separato da tempo dalla moglie e di avere una nuova compagna, hanno trovato ampio spazio sui quotidiani e sulle riviste.

Da cristiano praticante e da appassionato di storia, in particolare di storia degli ordini cavallereschi, mi pongo una domanda che credo meriti una riflessione: può una persona che vive in un acclarato stato di peccato essere il Gran Maestro di un ordine di chiara ispirazione cattolica come quello dei Santi Maurizio e Lazzaro?

L’Ordine Mauriziano ha origini religiose ben radicate e, sebbene oggi sia considerato un ordine dinastico della Casa di Savoia, conserva ancora un riferimento alla tradizione cattolica. Storicamente, i Gran Maestri di ordini religiosi e cavallereschi erano tenuti a una condotta morale esemplare, non solo per il prestigio dell’istituzione che rappresentavano, ma anche per la coerenza con i valori cristiani che tali ordini si proponevano di difendere e diffondere.

Alla luce di questa considerazione, la situazione attuale solleva alcuni interrogativi di natura morale e istituzionale. Il ruolo di Gran Maestro di un ordine legato alla tradizione cattolica non dovrebbe forse richiedere, se non un’impeccabilità assoluta, almeno un impegno pubblico nel vivere secondo i principi della Chiesa? Oppure la natura dinastica dell’Ordine fa sì che tali aspetti passino in secondo piano rispetto al diritto di successione?

Mi piacerebbe conoscere il parere degli altri membri del forum su questo tema, che tocca il rapporto tra fede, tradizione e responsabilità morale nelle istituzioni cavalleresche.
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Re: Riflessione sulla figura del Gran Maestro dell’OSSML

Messaggioda kyros » sabato 15 marzo 2025, 18:14

Per la questione morale porterei anche l'esempio di cavalieri di Ordini religiosi di chiara ispirazione cattolica che avendo avuto l'investitura da celibi, sono poi andati a convivere con la propria compagna e hanno anche avuto la prole, senza aver mai celebrato le nozze cattoliche. O di cavalieri divorziati che ben si guardano di rinunciare al cavalierato per manifesta incompatibilità morale. L'elenco, purtroppo, ogni giorno si allunga...

Per quanto riguarda l' OSSML, leggendo lo statuto ed il regolamento, non fa cenno alla eventuale onorabilità e condizione morale del Gran Maestro:
https://www.ordinidinasticicasasavoia.it/site/wp-content/uploads/OSML_Statuto_regolamento.pdf
Con i sensi della mia più alta stima

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Re: Riflessione sulla figura del Gran Maestro dell’OSSML

Messaggioda nicolad72 » venerdì 28 marzo 2025, 18:59

Dopo il 1861 l'ordine dei Santi Maurizio e Lazzare di religioso ha solo il nome, le sostanziali riforme apportate agli statuti durante la monarchia italica hanno di fatto eliminato ogni riferimento religioso all'ordine se non il nome. Ha sicuramente un prestigioso passato quale ordine cavalleresco-religioso, ma si è novato in qualcosa di assolutamente nuovo che di religioso ha ben poco, se non il nome e la tradizione.
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Re: Riflessione sulla figura del Gran Maestro dell’OSSML

Messaggioda Matt » domenica 6 aprile 2025, 21:07

nicolad72 ha scritto:Dopo il 1861 l'ordine dei Santi Maurizio e Lazzare di religioso ha solo il nome, le sostanziali riforme apportate agli statuti durante la monarchia italica hanno di fatto eliminato ogni riferimento religioso all'ordine se non il nome. Ha sicuramente un prestigioso passato quale ordine cavalleresco-religioso, ma si è novato in qualcosa di assolutamente nuovo che di religioso ha ben poco, se non il nome e la tradizione.


Buonasera!
Sono di un parere molto simile a nicolad72.
Inoltre aggiungerei che i cambiamenti che l'ordine OSSML ebbe al tempo del Risorgimento, rendendolo di fatto un'ordine civile e di merito, furono effettuati da un'autorità sovrana nel pieno dei suoi poteri. Durante il periodo monarchico vennero insigniti di quest'ordine protestanti, ortodossi e persino individui dalla religiosa "molto personale" come Benedetto Croce. La ripresa di modi e forme religiose, in base alla storia precedente dell'ordine, da parte di Vittorio Emanuele e ora da Emanuele Filiberto sa molto di "revival culturale" più che di quella assoluta fedeltà alle leggi vigenti al momento della caduta della monarchia indispensabile al legittimismo. Con questo non voglio mettere in discussione l'OSSML ma voglio solo sottolineare come per me i modi con i quali quest'organizzazione è gestita sembrano anomali rispetto a quello che era fino al 1947. Poi magari mi sbaglio e adesso qualcuno dirà che pure Umberto II dal suo esilio trattava l'ordine come se fosse ancora religioso (cosa su cui premetto non ho informazioni), oppure qualcuno sficcherà qualche bolla di qualche pontefice dell'età moderna ancora formalmente non disattivata (il che comunque non significa nulla, perché con Vittorio Emanuele II, che era un sovrano regnate, l'ordine divenne civile e di merito, questo fatto implica una volontaria rinuncia agli aspetti religiosi). Tuttavia io resto dell'opinione che il problema non è la "condotta" di Emanuele Filiberto(che poi chiariamo che per la morale del XXI secolo non ha fatto proprio niente di male quel poveretto), quanto la modalità in cui l'ordine si esprime.
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Re: Riflessione sulla figura del Gran Maestro dell’OSSML

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » martedì 8 aprile 2025, 20:15

La questione posta tocca un punto cruciale, che va ben oltre il caso specifico di Emanuele Filiberto: riguarda la coerenza tra i valori dichiarati da un’istituzione cavalleresca e la condotta dei suoi vertici.

È vero quanto ricordato da Nicola e Matt circa la trasformazione dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, che già dall’epoca unitaria perse la sua connotazione propriamente religiosa, divenendo un ordine di merito civile.

Però, ciò che oggi l’Ordine sembra voler riaffermare (almeno nelle forme, nei riti e nella narrativa pubblica) è proprio una certa continuità ideale con le sue origini spirituali.
In questa ottica, la figura del Gran Maestro non può che essere anche simbolica, rappresentativa di quei valori che, sebbene non più vincolanti per statuto, vengono ancora evocati.

Qui nasce la tensione o se vogliamo la contraddizione.
Se si riprende l’iconografia, il linguaggio e perfino la liturgia cattolica, ma si rinuncia a esigere dai vertici una vita coerente con quei medesimi valori, il rischio è quello di cadere in una forma di estetismo cavalleresco: bella da vedere, ma priva di autentico fondamento etico o spirituale.
D'altro canto, se si accetta apertamente che l’OSSML è oggi un ordine dinastico onorifico, svincolato da obblighi religiosi, allora non ha senso misurare il Gran Maestro con parametri di coerenza cattolica.

A questo punto, credo che la domanda più urgente sia questa: quale immagine e quale funzione l’Ordine vuole oggi davvero avere?
E finché questa identità resterà ambigua, oscillando tra revival spirituale e realtà dinastica moderna, sarà inevitabile che le scelte personali del Gran Maestro suscitino interrogativi.
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Re: Riflessione sulla figura del Gran Maestro dell’OSSML

Messaggioda Matt » mercoledì 9 aprile 2025, 21:22

Alessio Bruno Bedini ha scritto:Però, ciò che oggi l’Ordine sembra voler riaffermare (almeno nelle forme, nei riti e nella narrativa pubblica) è proprio una certa continuità ideale con le sue origini spirituali.
In questa ottica, la figura del Gran Maestro non può che essere anche simbolica, rappresentativa di quei valori che, sebbene non più vincolanti per statuto, vengono ancora evocati.

Qui nasce la tensione o se vogliamo la contraddizione.
Se si riprende l’iconografia, il linguaggio e perfino la liturgia cattolica, ma si rinuncia a esigere dai vertici una vita coerente con quei medesimi valori, il rischio è quello di cadere in una forma di estetismo cavalleresco: bella da vedere, ma priva di autentico fondamento etico o spirituale.
D'altro canto, se si accetta apertamente che l’OSSML è oggi un ordine dinastico onorifico, svincolato da obblighi religiosi, allora non ha senso misurare il Gran Maestro con parametri di coerenza cattolica.

A questo punto, credo che la domanda più urgente sia questa: quale immagine e quale funzione l’Ordine vuole oggi davvero avere?
E finché questa identità resterà ambigua, oscillando tra revival spirituale e realtà dinastica moderna, sarà inevitabile che le scelte personali del Gran Maestro suscitino interrogativi.


Gentilissimo Alessio Bruno Bedini, condivido pienamente le sue perplessità riguardo l'immagine e la funzione dell'OSSML oggi (credo si capisca anche in conclusione del mio precedente messaggio). E personalmente credo che solo una risistemazione dell'ordine verso la fedeltà agli ultimi statuti regnicoli possa risolvere la questione.
Tuttavia vorrei lanciare una riflessione, amara per molti cattolici che studiano le materie cavalleresche, ovvero che la storia ci insegna che i gran maestri di ordini religiosi, re ma anche cardinali e persino papi, facevano abitualmente cose ben distanti dall'osservanza delle norme religiose. In definitiva il mondo "ideale" degli ordini cavallereschi cristiani non è mai esistito. L'unica cosa storicamente accertata al massimo può essere la condotta di un singolo cavaliere, un singolo gran maestro...ma in generale, come tutte le istituzioni ereditarie composte da uomini, ci sono stati alti e bassi. Con questo non metterei Emanuele Filiberto nei "bassi", secondo me sconta semplicemente il fatto di aver ereditato dal padre un ordine gestito in modo anomalo, indebolito tra l'altro da una seria disputa dinastica ecc...
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Re: Riflessione sulla figura del Gran Maestro dell’OSSML

Messaggioda il-prof » mercoledì 9 aprile 2025, 22:23

Matt ha scritto:... Con questo non metterei Emanuele Filiberto nei "bassi", secondo me sconta semplicemente il fatto di aver ereditato dal padre un ordine gestito in modo anomalo, indebolito tra l'altro da una seria disputa dinastica ecc...


Condivido gran parte delle sue affermazioni.
Sulla parte finale, quella citata, mi permetto di dissentire, in maniera amabile naturalmente: che l'Ordine dei Santi Murizio e Lazzaro sia indebolito, francamente non mi pare.
Si tratta di un Ordine che, nonostante il mancato riconoscimento da parte dello Stato Italiano, svolge in molte regioni, in particolare in Lombardia, attività di beneficenza e di carità piuttosto "consistenti".
Quanto alla "seria disputa dinastica", be'...diciamo che per quanto possa valere il mio sommesso parere, personalmente non la vedo in questi termini. E non sono il solo.
il-prof
 

Re: Riflessione sulla figura del Gran Maestro dell’OSSML

Messaggioda Matt » giovedì 10 aprile 2025, 21:07

il-prof ha scritto:Sulla parte finale, quella citata, mi permetto di dissentire, in maniera amabile naturalmente: che l'Ordine dei Santi Murizio e Lazzaro sia indebolito, francamente non mi pare.
Si tratta di un Ordine che, nonostante il mancato riconoscimento da parte dello Stato Italiano, svolge in molte regioni, in particolare in Lombardia, attività di beneficenza e di carità piuttosto "consistenti".
Quanto alla "seria disputa dinastica", be'...diciamo che per quanto possa valere il mio sommesso parere, personalmente non la vedo in questi termini. E non sono il solo.


Sul fatto che l'Ordine svolga attività di carità e altre opere di bene non ci sono obbiezioni. Ma la forza di un ordine si misura non dalla sua ricchezza e il modo in cui la usa, almeno non solo, ma anche dalla legittimità dei suoi gran maestri, dalla rispettabilità dei cavalieri, dal riconoscimento degli Stati ecc...
Purtroppo OSSML sconta il fatto di non essere riconosciuto per legge in Italia come Ordine dinastico, restando legalmente una semplice associazione, quindi già solo per questo è più debole di altri Ordini dinastici (es. il costantiniano di Parma).
Inoltre la disputa tra Savoia e Savoia-Aosta non è stata affatto banale, e malgrado il clima di "distensione" i dissidi sono sempre dietro l'angolo, entrambe le parti hanno prodotto documentazione, diviso gli esperti, gli esponenti di famiglie storiche, si sono addirittura creati movimenti politici! Tutto questo secondo me è un evento storico importante nella storia dell'ex famiglia reale post 1946 e per questo l'aggettivo "seria" secondo me ci stava. E certamente anche quest'ultima ha reso la situazione dell'OSSML più complessa.
Intendevo solo sottolineare questo, in un contesto più generale di scetticismo nei confronti delle modalità di espressione di tipo religioso dell'Ordine (non contro l'Ordine stesso).
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Re: Riflessione sulla figura del Gran Maestro dell’OSSML

Messaggioda il-prof » sabato 12 aprile 2025, 20:30

Matt ha scritto:Purtroppo OSSML sconta il fatto di non essere riconosciuto per legge in Italia come Ordine dinastico, restando legalmente una semplice associazione, quindi già solo per questo è più debole di altri Ordini dinastici (es. il costantiniano di Parma)

E perfino del Santo Stefano di Casa Medici/Asburgo-Lorena.

Matt ha scritto:Inoltre la disputa tra Savoia e Savoia-Aosta non è stata affatto banale

Parere personale: la disputa è stata risolta dalla Costituzione della Repubblica con la XIII Disposizione transitoria e finale (l'esilio per Vittorio Emanuele ed Emanuele Filiberto e non per Amedeo e Aimone).
A livello internazionale, ci ha pensato la Corte di San Giacomo quando, in occasione del funerale della Regina Elisabetta II, ha invitato in qualità di capo della ex casa reale italiana il defunto principe Vittorio Emanuele, e non altri.
Poi, naturalmente, ciascuno è libero di trastullarsi come meglio crede.


Matt ha scritto: Intendevo solo sottolineare questo, in un contesto più generale di scetticismo nei confronti delle modalità di espressione di tipo religioso dell'Ordine (non contro l'Ordine stesso).

Ho apprezzato molto i toni e i contenuti del suo intervento.
Le auguro un sereno fine settimana.
il-prof
 

Re: Riflessione sulla figura del Gran Maestro dell’OSSML

Messaggioda HidalgoFuero » sabato 12 aprile 2025, 23:38

La stessa questione si potrebbe porre su altri gran maestri di altri ordini dinastici. Vorrei informare che SAIR Karl d'Asburgo-Lorena, capo della Casa Imperiale d'Austria-Ungheria è divorziato da molti anni, così come SAIR Sigismondo d'Asburgo-Toscana, che è gran maestro dell'Ordine di Santo Stefano Papa e Martire, ordine la cui connotazione religiosa è molto forte. Ciò non ha impedito loro di concedere i loro ordini anche ad autorità religiose cattoliche come i Gran Maestri dell'Ordine di Malta. Ci sarebbero altri esempi, come il capo della Casa di Georgia, ma mi dilungherei troppo.
La questione, pur rilevante per un cattolico praticante, non trova peraltro riscontro in alcuna norma, che sia essa canonica o civilistica. Infatti NESSUN ordine dinastico è riconosciuto dalla Chiesa Cattolica (che come sapete riconosce e tutela soltanto lo SMOM e l'OESSG) e nemmeno dalla Repubblica Italiana, che concede soltanto AUTORIZZAZIONE A FREGIARSI delle insegne di alcuni ordini senza entrare nel merito di eventuali dispute dinastiche (esempio lampante è il fatto che siano autorizzabili entrambi i rami dello SMOC).
Nel caso specifico dell' OSSML, così come evidenziato in alcuni messaggi precedenti, gli Statuti hanno da tempo perso qualsiasi riferimento o vincolo di condotta secondo la dottrina della Chiesa per chi vi aderisce. Un principio di apertura che oggi si può riscontrare anche in altri prestigiosi ordini cavallereschi come il Most Venerable Order of St. John, di collazione della Corona Britannica, che viene concesso anche a persone di religione diversa dal cristianesimo.

Con i miei migliori saluti a tutti

Hidalgo
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Re: Riflessione sulla figura del Gran Maestro dell’OSSML

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » domenica 13 aprile 2025, 17:05

HidalgoFuero ha scritto:La stessa questione si potrebbe porre su altri gran maestri di altri ordini dinastici. Vorrei informare che SAIR Karl d'Asburgo-Lorena, capo della Casa Imperiale d'Austria-Ungheria è divorziato da molti anni, così come SAIR Sigismondo d'Asburgo-Toscana, che è gran maestro dell'Ordine di Santo Stefano Papa e Martire, ordine la cui connotazione religiosa è molto forte. Ciò non ha impedito loro di concedere i loro ordini anche ad autorità religiose cattoliche come i Gran Maestri dell'Ordine di Malta. Ci sarebbero altri esempi, come il capo della Casa di Georgia, ma mi dilungherei troppo.
La questione, pur rilevante per un cattolico praticante, non trova peraltro riscontro in alcuna norma, che sia essa canonica o civilistica. Infatti NESSUN ordine dinastico è riconosciuto dalla Chiesa Cattolica (che come sapete riconosce e tutela soltanto lo SMOM e l'OESSG) e nemmeno dalla Repubblica Italiana, che concede soltanto AUTORIZZAZIONE A FREGIARSI delle insegne di alcuni ordini senza entrare nel merito di eventuali dispute dinastiche (esempio lampante è il fatto che siano autorizzabili entrambi i rami dello SMOC).
Nel caso specifico dell' OSSML, così come evidenziato in alcuni messaggi precedenti, gli Statuti hanno da tempo perso qualsiasi riferimento o vincolo di condotta secondo la dottrina della Chiesa per chi vi aderisce. Un principio di apertura che oggi si può riscontrare anche in altri prestigiosi ordini cavallereschi come il Most Venerable Order of St. John, di collazione della Corona Britannica, che viene concesso anche a persone di religione diversa dal cristianesimo.

Con i miei migliori saluti a tutti

Hidalgo



Concordo sul fatto che nessuna norma canonica o civilistica vieti a priori l’accesso a un ordine dinastico a persone con situazioni personali complesse, così come è vero che lo Stato italiano e la Chiesa cattolica non riconoscono la gran parte degli ordini dinastici. Il punto, però, non era giuridico.

La mia domanda “Quale immagine e quale funzione l’Ordine vuole oggi davvero avere?” era e resta una domanda identitaria e valoriale, non normativa.
E a questa, mi pare, ancora non sia stata data risposta.

Se l’Ordine si presenta come cavalleresco e ispirato ai valori cristiani, e se continua a evocare nel nome e nei simboli una tradizione di fede e di servizio, allora è naturale che ci si interroghi sulla coerenza tra l’immagine pubblica e la realtà interna.

Non si tratta di escludere, né di giudicare le vicende personali di nessuno, che meritano rispetto, ma di chiedersi con franchezza se oggi l’Ordine voglia essere:
1) Un’istituzione cavalleresca aperta a tutti, indipendentemente da fede, condotta e coerenza con l’etica cattolica (alla stregua di altri ordini di merito europei o britannici, come giustamente ricordato),
2) Un'istituzione che, pur nella carità e nella misericordia, intende ancora proporre un modello di vita cristiana, cavalleresca, ispirata all’ideale del servizio, della testimonianza e della coerenza personale.

Non è una distinzione secondaria. A seconda della risposta, cambia il senso stesso dell'appartenenza, del conferimento delle onorificenze, dell’uso di croci e mantelli, della liturgia, della spiritualità.
Non sto dicendo quale delle due strade sia “migliore”, ma soltanto che è tempo di scegliere chiaramente e con onestà intellettuale.
Perché un’identità ambigua o fluida rischia di svuotare l’Ordine di credibilità, soprattutto agli occhi delle nuove generazioni, che spesso cercano autenticità più che titoli.

PS
Lo stesso discorso vale per il Santo Stefano e per Sigismondo Asburgo - Lorena
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Re: Riflessione sulla figura del Gran Maestro dell’OSSML

Messaggioda Matt » domenica 13 aprile 2025, 20:29

Alessio Bruno Bedini ha scritto:Non si tratta di escludere, né di giudicare le vicende personali di nessuno, che meritano rispetto, ma di chiedersi con franchezza se oggi l’Ordine voglia essere:
1) Un’istituzione cavalleresca aperta a tutti, indipendentemente da fede, condotta e coerenza con l’etica cattolica (alla stregua di altri ordini di merito europei o britannici, come giustamente ricordato),
2) Un'istituzione che, pur nella carità e nella misericordia, intende ancora proporre un modello di vita cristiana, cavalleresca, ispirata all’ideale del servizio, della testimonianza e della coerenza personale.


Credo che da dopo l'esilio Casa Savoia abbia scelto la seconda opzione, purtroppo in modo non sempre coerente.
Personalmente credo che il secondo principale problema dell'ex casa reale, dopo lo screditamento ad opera dei repubblichini prima e dei repubblicani dopo, sia stata proprio la scarsa chiarezza nell'immagine e nelle prese di posizione della famiglia già dai tempi di Umberto II.
Tuttavia, tornando all'oggetto della discussione, voglio sperare che, anche grazie alla nuova fase di distensione tra i due rami della famiglia, E. F. voglia fare la scelta coraggiosa di metter mano ai suoi ordini riportandoli alla forma originale post esilio, in modo da sanare almeno questo aspetto della storia recente della sua casa reale.
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Re: Riflessione sulla figura del Gran Maestro dell’OSSML

Messaggioda Utente2023 » martedì 22 aprile 2025, 1:05

Il divorzio può capitare a chiunque, anche dopo molti anni di fedele e sincero amore, e non sempre è provocato.
Essere divorziati, soprattutto se il divorzio è subito o dovuto difronte ad un tradimento oppure per la fine dei sentimenti per esempio, non è e non deve essere assolutamente una macchia sul nome di una persona. Fortunatamente i divorziati possono avere una vita di fede come tutti. Meglio le persone coerenti che si assumono le proprie responsabilità delle persone che restano sposate per salvare con ipocrisia e falsità “la vetrina”.

Sull’essere conviventi con figli, direi che vale più il fatto di aver difeso la vita nascente. Meglio una coppia non sposata con dei figli di persone bacchettone che in segreto, per finta dignità e sterile costume, ricorrono all’aborto.


Detto ciò, direi che è fin troppo facile puntare il dito sugli altri, addirittura su alcuni gran maestri. Cosa tocca leggere……..
Utente2023
 
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Re: Riflessione sulla figura del Gran Maestro dell’OSSML

Messaggioda Cronista di Livonia » mercoledì 23 aprile 2025, 16:01

Diciamo che dopo aver letto i alti prelati gay praticanti (non facciamo nomi, ma gli esempi ci sono eccome, di recente e' scomparso un ex-Cardinale reo di questo peccato in modo particolarmente grave), non mi metterei a soffermarmi sulla scarsa solidita' del matrimonio di un Gran Maestro di Ordine ex-religioso che sta cercando di ritrovare una via nel segno di Santa Madre Chiesa.
Grazie e saluti,

Il Cronista di Livonia
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Re: Riflessione sulla figura del Gran Maestro dell’OSSML

Messaggioda Matt » giovedì 24 aprile 2025, 20:20

Scusate, non è il mio compito, tuttavia non mi sembra che Alessio Bruno Bedini abbia voluto offendere la dignità e la persona di Emanuele Filiberto di Savoia, egli ha semplicemente posto un dubbio di natura accademica, al quale si è risposto in toni e termini pacati adeguati al contesto. Tutto questo è molto strano perché questa discussione all'inizio fu intesa con l'intendo del suo creatore, ovvero quesito accademico, e ora dopo che si è sviscerato l'argomento, al quale hanno partecipato anche membri degli ordini sabaudi, si è scivolati nella solite "reazioni" (questo vuole essere un gioco di parole molto molto fine [glasses3.gif] ).
Quanto all'utilizzo del termine "peccato" da parte del nostro moderatore, sono sicuro che egli lo abbia usato non come stigma ma nell'accezione cattolica, per altro distinta dal termine "reato" dallo stesso recentemente scomparso pontefice in un suo famoso aforisma, più prettamente tecnica legata ai comandamenti.
Detto questo io da ateo (o forse panteista? deista?) non vedo nessun attacco personale.
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