nobilta' , concetto anticristiano ?

Per discutere, di tutto un po' sulle nostre materie / Discussions of a general nature on our topics

Moderatori: Guido5, Novelli, Lambertini

Re: nobilta' , concetto anticristiano ?

Messaggioda pierluigic » giovedì 12 dicembre 2024, 9:46

un poco di corsa

Ringrazio Alessio Bedini ( di cui continuo ad apprezzare molto gli studi che fanno emergere il quotidiano delle nostre societa' .
Mezzo fondamentale per capire meglio la macrostoria

Ringrazio Matt che mi ha trascinato fuori dal seminato , facendomi tracciare una retta a zig zag


Scopo del thread era semplicemente rinnovare all'attenzione una situazionegia gia' conosciuta
Poi ognuno ci riflette per conto suo
Alcuni altri pregiudizi hanno fatto un lungo percorso e sono giunti irrisolti fino a noi ,




@Matt
Totalmente fuori dal seminato :

Un consiglio : una lettura utile per i tuoi studi e' Enrico Faini "Firenze nell'eta' romanica"
Anche se Firenze non fa specificatamente parte dei tuoi studi, Credo mi ringrazierai
Prima delle pagine specialistiche sulla storia fiorentina, infatti, il Faini spiega come affrontare le fonti ( cosi sara' chiaro cosa io intenda per fonti unidirezionali ) e letteralmente le viviseziona
Cercando prima di classificare il documento e poi di trarne anche dati nascosti tra le pieghe
Dall'ambiente ,dal lessico , dal confronto. Cerca di utilizzare le sfumature del documento
Il suo modo di esporre permette poi di seguire con facilita' il sentiero che prende il suo pensiero
Umilta' e semplicita'

Nella nostra breve chiaccherata sono emersi problemi sulle citta' , sulle armi , sull'istituzione dei monasteri ...........

Mi soffermo solo sul "volto evergetico/filantropico della nobilta' " e su quel "dalle fonti"

esiste un altra faccia della medaglia ampiamente documentata dalle fonti, il volto evergetico/filantropico della nobiltà.


Senza eliminare in due parole un argomento che richiede notevole spazio :
L'uomo nella norma e' anche un "essere economico" che una volta cessato di soddisfare al suo tornaconto individuale, ( quindi senza compromettere il suo equilibrio economico ) potrebbe anche permettersi di essere buono e pietoso o magnificente . E non e' questione del vestito che porta ma di mezzi economici disponibili

Il volto evergetico/filantropico prima di tutto va esaminato per vedere se non nasconde un secondo fine
Poi devi vedere chi in effetti ha pagato la realizzazione ( balzelli vari ) Perche' se fai togliere le castagne dal fuoco agli altri .............
E, come detto, e' cosa che di norma emerge quando hai la pancia ben piena e te lo puoi permettere senza eccessivo o pericoloso sacrificio

Era compito della classe dirigente ( sia mercantile che nobiliare )
Quindi sempre con la medesime premesse
Firenze , Venezia non mi sembrano citta' cosi brutte a vedersi
La classe dirignte mercantile costruiva opere d'arte, facciate di chiese, cappelle affrescate ,ospedali , ricoveri per i pellegrini , scuole , universita' dava doti alle fanciulle povere,.........


A Firenze gli orfani dal 1193 erano ricettati nella chiesa di Santa Maria a San Gallo , e più tardi , nel 1218 , per essi e per i poveri pellegrini fu creato uno spedale di più vaste proporzioni da un Guidalotto di Volto dall ' Orco. Si lasciavano doti per le fanciulle povere che durano ancora ai giorni nostri
Folco Portinari ha fondato nel 1285 l'Ospedale di Santa Maria nuova che esiste ancora
Sul finire del xiii secolo vi erano nel contado fiorentino circa 200 tra ospizi e ricoveri

La loro religione era strana ( come la nostra ! )
Tutti prestavano ad usura . vedi il prestigioso cognome Strozzi ( o molto piu' tardi il Cellini )
Alla fine della vita si pentivano e facevano una donazione alla Chiesa per la salvezza dell'anima
Prestavano anche ai nobili Re d'Inghilterra o di Spagna che talvolta nobilmente facevano bancarotte per non pagare i debiti

Alla fine quello che conta e' che abbiamo monumenti e costruzioni insigni
La nobilta' fu semplicemente in taluni momenti un ceto dirigente, in altri solo un ceto privilegiato ( utile ad un piu' alto scopo politico e sociale )
Ma tutto quanto detto nulla c'entra col thread

un saluto
pierluigi


.
pierluigic
 
Messaggi: 2041
Iscritto il: lunedì 5 settembre 2005, 22:40
Località: la spezia >>>> pierluigi18faber@libero.it

Re: nobilta' , concetto anticristiano ?

Messaggioda pierluigic » sabato 14 dicembre 2024, 13:29

Alessandro Barbero spiega la rivolta della Jacquerie
https://www.youtube.com/watch?v=EXQVnzsNOKk

Alessandro Barbero spiega la rivolta dei Ciompi
https://www.youtube.com/watch?v=_cfE--0gSMI

Rivolte popolari del xiv secolo
https://it.wikipedia.org/wiki/Rivolte_p ... XIV_secolo



-
pierluigic
 
Messaggi: 2041
Iscritto il: lunedì 5 settembre 2005, 22:40
Località: la spezia >>>> pierluigi18faber@libero.it

Re: nobilta' , concetto anticristiano ?

Messaggioda pierluigic » sabato 14 dicembre 2024, 18:05

pierluigic
 
Messaggi: 2041
Iscritto il: lunedì 5 settembre 2005, 22:40
Località: la spezia >>>> pierluigi18faber@libero.it

Re: nobilta' , concetto anticristiano ?

Messaggioda pierluigic » sabato 14 dicembre 2024, 18:50

pierluigic
 
Messaggi: 2041
Iscritto il: lunedì 5 settembre 2005, 22:40
Località: la spezia >>>> pierluigi18faber@libero.it

Re: nobilta' , concetto anticristiano ?

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » martedì 8 aprile 2025, 22:06

Mi sembra che, nel dialogo che si è sviluppato, emerga con chiarezza quanto il concetto di nobiltà sia sfaccettato: da un lato idealmente legato a virtù interiori (come proposto da Dante e da una certa visione cristiana), dall’altro storicamente definito da strutture di potere, riconoscimenti pubblici e dinamiche sociali molto concrete, come ben spiegato da Pierluigi e da Matt.

Quello che mi colpisce, e su cui vorrei soffermarmi, è proprio questa tensione tra principio spirituale e prassi storica.

È vero, come dice Pierluigi, che il concetto di nobiltà medievale si consolida attraverso atti pubblici, diplomi e riconoscimenti, e che tale legittimazione nasce spesso da un legame stretto con il potere, non di rado anche ecclesiastico.
Ma, come giustamente osserva Matt, questa legittimazione non è immediatamente "contraria" ai principi cristiani, perché (almeno in origine) i due ambiti operano su piani diversi: uno riguarda l’organizzazione sociale, l’altro la salvezza dell’anima.

Il problema sorge quando l’identificazione tra santità e nobiltà di sangue diventa sistematica e culturale, al punto da escludere di fatto gli umili dalla possibilità di essere considerati modelli di perfezione cristiana, salvo rare eccezioni (per lo più eremiti).
Come mostra Vauchez, questa visione si radica profondamente nella mentalità medievale, dove santità, potere e lignaggio nobile si saldano in una narrazione che legittima l’ordine sociale vigente.

È a questo punto che la domanda iniziale, se la nobiltà contenga valori anticristiani, riacquista forza.
Non tanto perché la nobiltà in sé lo sia, ma perché storicamente è stata usata per strutturare una gerarchia che può contraddire l’ideale cristiano di radicale uguaglianza tra gli uomini davanti a Dio.
In questo senso, l’"agiocrazia" denunciata da Vauchez rappresenta una distorsione della vocazione evangelica, più che una sua naturale espressione.

Però, se torniamo a Dante e al Convivio, vediamo un tentativo coraggioso di risemantizzare la nobiltà non come privilegio ereditato, ma come percorso di perfezione morale e intellettuale individuale.
La nobilitas diventa “seme di felicitade” che Dio depone nell’anima ben disposta, come ho ricordato in un messaggio precedente. È una visione, per certi versi, profondamente cristiana.

Ecco perché, a mio avviso, la nobiltà può essere cristiana, ma solo se svincolata dal sangue e legata alla virtù.
La sfida è distinguere tra l'ideale e il suo uso storico.
Un po’ come accade con altri concetti: libertà, giustizia, persino carità, tutti elevatissimi nella teoria, ma spesso compromessi nella storia.
Immagine
Avatar utente
Alessio Bruno Bedini
Moderatore Genealogia, Manifestazioni e Bibliografia
 
Messaggi: 7451
Iscritto il: martedì 21 settembre 2004, 21:47
Località: Cittadino del Mondo

Re: nobilta' , concetto anticristiano ?

Messaggioda pierluigic » domenica 13 aprile 2025, 12:34

È a questo punto che la domanda iniziale, se la nobiltà contenga valori anticristiani, riacquista forza.
Non tanto perché la nobiltà in sé lo sia, ma perché storicamente è stata usata per strutturare una gerarchia che può contraddire l’ideale cristiano di radicale uguaglianza tra gli uomini davanti a Dio.
In questo senso, l’"agiocrazia" denunciata da Vauchez rappresenta una distorsione della vocazione evangelica, più che una sua naturale espressione.



Credo sia innegabile che l'incontro tra la chiesa cattolica e i popoli del nord Europa porti ad una contaminazione di ambedue

Quello che mi premeva era semplicemente ricordare che anche questo deve entrare nel conto
La religione e' ancora una parte importantissima del quotidiano delle famiglie italiane e molto di piu' nel passato


.
pierluigic
 
Messaggi: 2041
Iscritto il: lunedì 5 settembre 2005, 22:40
Località: la spezia >>>> pierluigi18faber@libero.it

Precedente

Torna a Piazza Principale / Main Square



Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 2 ospiti