Disputa dinastica toscana???

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Disputa dinastica toscana???

Messaggioda Cristiano Ciani » venerdì 28 marzo 2025, 20:44

Il Vicepresidente dell'Istituzione dei Cavalieri di Santo Stefano ha recentemente, a margine della presentazione del libro sull'Ordine di Alessandro Scandola, diramato una nota in cui viene, sostanzialmente, disconosciuto l'ordine (minuscolo) ricreato dal Sig. Ottaviano de' Medici di Ottajano, il quale, da anni, contesta la qualità di Granduca titolare di Sair Sigismondo d'Asburgo Lorena.
Risponde, piccatamente, il Cancelliere "ottajanico" che a) rileva l'interferenza dell'Istituzione in questioni dinastiche b) afferma che l'Icoc, che riconosce l'Ordine (maiuscolo) di casa Asburgo Lorena, sarebbe organismo "discusso" c) derubrica il fatto che il Mae non autorizzi il porto dell'ordine (minuscolo) dell'Ottajano, ad intenti discriminatori verso i Medici (anche verso i Savoia eh). https://www.de-medici.com/il-presidente ... rgo-lorena
Da quanto sopra è abbastanza evidente da che parte io stia.
Rimarco però il fatto che ora anche l'Ordine di Santo Stefano possa vantare un'organizzazione imitatrice. Il che non è poco, si intende.
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Re: Disputa dinastica toscana

Messaggioda pierluigic » domenica 30 marzo 2025, 11:07

Nel 1554, Cosimo I Medici duca di Firenze chiese al pontefice Pio IV la possibilità di fondare una propria "Religione" dotandola con mezzi propri "col duplice scopo di difendere nel Mar Tirreno il commercio d’Italia dalle piraterie barbaresche, e di liberare i Cristiani dalla schiavitù della potenza ottomana Gli scopi quindi erano la difesa del Mediterraneo dalle incursioni dei pirati barbareschi e dalle aggressioni turco-ottomane.

I cavalieri dovevano professare tre voti: di carità (sovvenire il prossimo), di castità (fedeltà coniugale), di ubbidienza (eseguire gli ordini impartiti dal gran maestro o dai superiori). Inoltre dovevano frequentare un corso di istruzione costituito dalle seguenti materie: storia generale, cosmografia, matematica, geometria, architettura militare, nautica, tiro a segno, tiro al fucile, strategia militare.I cavalieri erano sottoposti a una rigida vita militare ed erano puniti severamente se avessero trasgredito gli ordini. Nella navigazione e in combattimento dovevano comportarsi da valorosi, esponendo anche la propria vita.

Negli ultimi anni della dinastia medicea l'Ordinne era in decadenza per la crisi finanziaria, per i facili accoglimenti dei nuovi cavalieri, per la erezione di commende di padronato fatte col precipuo scopo di aumentare le entrate e senza avere riguardo alle qualità nobili e civili dei candidati. Con i Lorena, e in modo particolare con Ferdinando III, fu provveduto a disciplinare la milizia, a riorganizzare l'Ordine, a risanare il tesoro, a licenziare gl'impiegati inutili. Ma ormai la marina stefaniana si avviava verso un irreversibile declino, anche perché il granduca di Toscana cercava di concludere trattati di pace e di commercio con i Turchi (1747, 1748, 1749).

Infatti con l’avvento dei Lorena, succeduti ai Medici e fautori di una politica pacifista, l’Ordine assunse una diversa fisionomia.

Nel 1775 il granduca Pietro Leopoldo I volle che l’Ordine si dedicasse agli studi e all’arte della pace, "sostituendo al servizio di mare un corso di studi per anni quattro, cui i giovani Cavalieri dovevano applicarsi, convivendo nel Palazzo del Convento di Pisa, che prese allora la denominazione d'Istituto della Carovana, dopo di che essi acquistavano il titolo al conseguimento delle ricompense prima stabilite per il valore militare, e che si denominavano ‘Commende d’anzianita’
Successivamente l’Ordine partecipò alle grandi azioni di bonifica della Val di Chiana e della Maremma.

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inizialmente
il duplice scopo era di difendere nel Mar Tirreno il commercio d’Italia dalle piraterie barbaresche, e di liberare i Cristiani dalla schiavitù della potenza ottomana Gli scopi quindi erano la difesa del Mediterraneo dalle incursioni dei pirati barbareschi e dalle aggressioni turco-ottomane.

Ora potremmo mettere i nuovi cavalieri a difendere il commercio d'Italia dai dazi di Trump oppure lasciarlo dormire in pace

In un sonno sognante le antiche imprese
Memorabili furono le loro gesta nella battaglia di Lepanto (1571), dove i cavalieri erano presenti con 12 galere , nell'espugnazione delle piazzeforti di Prèvesa e di Bona (1605-1607), nella battaglia navale di Lampedusa (1620), nella guerra di Candia (1645), nella guerra turco-imperiale (1684-1688), nella campagna di S. Maura (1684), nell'azíone di Morea (1685), nella battaglia d'Argo (1686), nelle campagne di Dalmazia e di Negroponte (1687-1688), nella guerra di Corfù (1715-1718).

Restaurarlo ,chiunque lo restauri , avrebbe il sapore di una rievocazione storica. Chiunque sia a volerlo restaurare

E' giusto e sufficiente che ci sia un'istituzione che ne tramandi le memorie


.
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Re: Disputa dinastica toscana

Messaggioda Matt » domenica 30 marzo 2025, 22:41

Cristiano Ciani ha scritto:Rimarco però il fatto che ora anche l'Ordine di Santo Stefano possa vantare un'organizzazione imitatrice. Il che non è poco, si intende.


pierluigic ha scritto:Restaurarlo ,chiunque lo restauri , avrebbe il sapore di una rievocazione storica. Chiunque sia a volerlo restaurare

E' giusto e sufficiente che ci sia un'istituzione che ne tramandi le memorie


.


Buonasera
Da qualche tempo sentivo la necessità di dire la mia su questo argomento quindi ringrazio Cristiano Ciani e il caro pierluigic per l'occasione!
Per prima cosa mi soffermerei sul fatto che "l'ordine ottajaneo" non riconosciuto dall'ICOC non per questo vada necessariamente discriminato. ICOC è un'istituzione privata, quanto da essa sancito è valido solo per i suoi membri che vogliono darne validità, non è una religione ne tantomeno un organo istituzionale dell'ONU o di uno stato sovrano. ICOC è una seria istituzione scientifica, su questo non ci piove. Ha avuto un passato travagliato, ma ricordo che tutti noi possiamo commettere errori, figuriamoci un'istituzione privata che è nata quando l'Europa era divisa in due dalla cortina di ferro, le informazioni viaggiavano lentamente e la non conoscenza delle lingue costituivano ostacoli immani. Tutto questo rendeva la distinzione dei falsi organi cavallereschi dai veri molto più complessa di adesso. Però come detto ICOC ha esclusivamente un influenza scientifica e morale, tipo quella del CNI. Gli unici in grado di pronunciarsi riguardo gli organi cavallereschi sono gli Stati mediante i loro organi preposti alla regolamentazione degli onori (che non sempre sono presenti o sufficientemente sviluppati). Dal mio punto di vista ICOC ha una visione rigorosa nel voler identificare per ogni ordine uno e un solo gran maestro. Il che è logico e scientificamente corretto. Tuttavia questa idea discriminate rischia di andare in crisi quando si studiano casi di dinastie dove ci sono più pretendenti. In questo caso ICOC resta fermo nel voler scegliere una solo fons honorum, mentre la Repubblica italiana alcune volte ha preferito riconoscere più "rami" di uno stesso ordine, cosa che scientificamente è illogica, ma da un punto di vista culturale riconosce più di un'evoluzione di uno stesso onore. Secondo me il comportamento dello stato italiano pur essendo promiscuo non è scorretto inquanto riconosce più possibilità di pretendenza (mi riferisco in particolare ai Borbone due Sicilie), tuttavia che vi piaccia o no esso è vincolante quanto al porto pubblico degli onori, ICOC no. Tutto questo lo dico non senza una certa amarezza, perché sto passando il tempo a formarmi su opere scritte da membri dell'ICOC e scrivendo questo mi sembra di star "uccidendo un padre". Però devo ammettere che certe volte tra XX e XXI secolo ammettere più pretendenti di dinastie già regnati mi sembra un passo avanti non da poco per lo stato italiano (che ha scelto di operare in tal senso dopo il 1960 per l'ordine costantiniano) e spero che un giorno anche ICOC possa cambiare (chiaramente solo per quei pochi e limitati casi in cui esistono più pretendenti con alle spalle serie motivazioni storiche e culturali, io non ho mai scritto "si dovrebbero accettare tutte le organizzazioni cavalleresche").
Tornando ai Medici di Ottajano e agli Asburgo Lorena. Secondo me nessuno dei due pretendenti è scevro da contestazioni. Ricordo riassumendo che il granducato terminò con l'annessione al Regno di Sardegna e che dopo alcuni anni la casa degli Asburgo Lorena di Toscana fu assorbita nella casa d'Austria. Queste disposizioni dinastiche furono fatte dal sovrano di uno stato sovrano quando era sovrano, ovvero Francesco Giuseppe I, quindi sono decisioni incontrovertibili e incontestabili. Quindi il fatto che un discendente del ramo dei cessati granduchi si sia auto rinominato fons honorum è un fatto grave, e il fatto che sia stato riconosciuto dalla Repubblica italiana è ancora più grave ma risulta vincolante e legittimante. In definitiva il pretendente lorenese non è pretendente per diritto dinastico, sul quale può essere contestato, o per motivazioni storiche-morali, anch'esse contestabili, ma perché il nostro Stato lo riconosce tramite gli organi competenti, basta questo per me, inquanto cittadino italiano ossequioso delle leggi dello Stato. A tal proposito credo sia uscito un recente intervento del nostro presidente riguardo questa questione proprio qualche giorno fa, sicuramente lui saprà contestualizzare le vicende dinastiche e storiche meglio di quanto io possa fare.
Per quanto riguarda i Medici di Ottajano. Io partirei dal fatto che non si tratta dei soliti imitatori di ordini cavallereschi senza nessun legame con gli ordini storici. Questi sono una antica famiglia nobile riconosciuta dal Regno d'Italia, dal Regno delle due Sicilie e stati precedenti. Uno dei due rami dei Medici di Firenze ancora fiorenti. Ricordo come la famiglia, sebbene in linea agnatica non discenda da alcun signore, duca o granduca mantenga legami per via femminile con la stirpe di Cosimo de Medici e Giuliano del ramo popolano ( [offtopic.gif] questo fenomeno di endogamia medicea secondo me andrebbe studiato meglio in un post separato, che ne dite?). In altre parole mantiene forti legami storici, culturali e genealogici con i Medici di Toscana più forti di quelli dei principi lorenesi che pur discendendo dai Medici non sono agnati. Inoltre ricordo come la dinastia dei Medici di Ottajano abbia avuto stretti rapporti con la famiglia dell'ultimo granduca mediceo Gian Gastone, che pare tenne al battesimo assieme alla sorella un piccolo futuro principe di Ottajano. Questi stretti legami fecero si che la famiglia Medici di Ottajano dopo l'estinzione della linea granducale della famiglia aggiunse il predicato "di Toscana", privo di qualsiasi connotazione nobiliare e che figura solo in alcuni documenti (ad essere maligno), probabilmente in aperta protesta per il fatto di non essere stati chiamati alla successione toscana. Non è difficile immaginare un granducato che viene ereditato dalla loro famiglia se solo gli interessi delle grandi potenze non fossero intervenuti, ma appunto queste sono immaginazioni e pensieri di nessuna rilevanza storica. In definitiva i Medici di Ottajano hanno secondo me un diritto morale di mettersi in relazione con il territorio toscano, e su questo credo nessuno si possa opporre. Quanto al loro "Ordine di Stanto Stefano", io partirei dal fatto che si tratta di un organo religioso creato con bolla, e non mi sembra che la Santa Sede si sia espressa per un riconoscimento del loro ramo. La Repubblica italiana li riconosce solo come istituzione privata. Quindi non credo che si debba aggiungere altro. L'iniziativa sembrerebbe lasciare il tempo che trova. Tuttavia aggiungo solo che io penso che tutta questa voglia di voler fare "ordini" sia il problema di fondo, credo che se il ramo "ottajaneo" si trasformasse in un'associazione tipo "Associazione culturale di Santo Stefano medicea", laicizzando i suoi statuti, potrebbe diventare una seria "associazione di tipo cavalleresco" (tipo un Vitez per capirci), promuovendo la storia dei cavalieri, anche in accordo con l'Ordine di S. Stefano degli Asburgo Lorena, e lavorando per continuare culturalmente il legame tra i Medici e la Toscana. Tutto questo fenderebbe le cose più lineari. Con un solo Ordine che fa l'Ordine da una parte(Asburgo Lorena) e un associazione che promuove i Medici e la storia dell'Ordine dall'altra (il tutto non in antitesi ma in collaborazione).
Spero di essere stato chiaro, mi scuso per eventuali errori di battitura e per la lunghezza del messaggio.
Cordiali saluti
Matteo
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Re: Disputa dinastica toscana

Messaggioda Cristiano Ciani » lunedì 31 marzo 2025, 13:55

Grazie per i vostri contributi.
Preciso, solo per pleonastica completezza, che l'Ordine fu ripreso negli anni 70 da SAIR Goffredo, a ciò sollecitato dal Conte Cucentrentoli.
Correggetemi se sbaglio, perchè la memoria vacilla, ma dovrebbe esserci una bolla pontificia che lega il gran magistero alla Casa Asburgo Lorena.
Altro aspetto interessante. L'Ordine "lorenese", concesso con enorme parsimonia, annovera moltissime famiglie storiche della nobilità toscana (Capponi, Ridolfi eccetera). Non so chi siano i "cavalieri" dell'ordine antagonista.
Ad ogni modo, da quel che si legge sul sito "mediceo", il Mae pare che stia respingendo le richieste di autorizzazione al porto delle insegne dell'ordine elargito dal De Medici.
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Re: Disputa dinastica toscana

Messaggioda Romegas » lunedì 31 marzo 2025, 14:23

Confermo, vi e' una bolla pontificia di Benedetto XIV.
Sub hoc signo militamus
Sol per difesa io pungo
(Contrada Sovrana dell'Istrice)
Initium sapientiae timor Domini
(Sal. 111,10)
Socio A.I.O.C.
Socio I.A.G.I.
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Re: Disputa dinastica toscana

Messaggioda Cristiano Ciani » lunedì 31 marzo 2025, 15:51

Romegas ha scritto:Confermo, vi e' una bolla pontificia di Benedetto XIV.
e questo mi rallegra... il Cardinale Lambertini!!! Grazie di cuore
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Re: Disputa dinastica toscana

Messaggioda Cristiano Ciani » lunedì 31 marzo 2025, 16:05

Così scriveva, su queste pagine, il compianto don Domenico Serlupi Crescenzi Ottoboni:
Papa Benedetto XIV col Breve "Praeclara Militia" dell'8 giugno 1748 confermò solennemente il passaggio del Gran Magistero dai Medici ai Lorena (in Bullarium Benedicti XIV, Prato, 1856, vol. II, p. 551).
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Re: Disputa dinastica toscana

Messaggioda Matt » lunedì 31 marzo 2025, 18:19

Cristiano Ciani ha scritto:Correggetemi se sbaglio, perchè la memoria vacilla, ma dovrebbe esserci una bolla pontificia che lega il gran magistero alla Casa Asburgo Lorena.


Romegas ha scritto:Confermo, vi e' una bolla pontificia di Benedetto XIV.


Matt ha scritto:Quanto al loro "Ordine di Stanto Stefano", io partirei dal fatto che si tratta di un organo religioso creato con bolla, e non mi sembra che la Santa Sede si sia espressa per un riconoscimento del loro ramo.


Ecco appunto, intendevo proprio questo. La "versione medicea" dell'Ordine non è mai stata riconosciuta dalla Santa Sede dal 1737 ad oggi. Inoltre sottolineo come la "pretensione" medicea non abbia avuto una continuità, anche a livello di conferimento di onori, dal 1737 ad oggi, classificandosi come un fenomeno dell'ultimo decennio. Ecco perché, in conclusione, ho espresso la mia idea riguardo più "un'associazione culturale" che un "ordine" (termine per me troppo inflazionato). Ho saltato tutti questi passaggi altrimenti il mio precedente post rischiava di diventare troppo lungo. Però sottolineo come il pontefice Benedetto XIV emanò la bolla quando il granduca degli Asburgo Lorena era sul trono, in ancien régime. Mentre Francesco Giuseppe I riassorbì la famiglia granducale in quella imperiale in età contemporanea, sancendo definitivamente la fine di ogni pretensione priva di contestazioni. Per cui ad oggi io mi limiterei ad accettare quanto la Repubblica italiana, anche in modo discutibile, autorizza al porto in pubblico, da un punto di vista legislativo, e quanto individua lo ICOC da un punto di vista morale e scientifico, anche se pure qua in modo discutibile entro certi limiti. Grazie ancora per avermi dato la possibilità di affrontare l'argomento!
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Re: Disputa dinastica toscana

Messaggioda Cristiano Ciani » lunedì 31 marzo 2025, 18:33

Ci sarebbe anche da dire che un Ordine si riunisce nella Basilica di San Lorenzo e l'altro a Poppi....
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Re: Disputa dinastica toscana

Messaggioda Matt » giovedì 3 aprile 2025, 11:59

Cristiano Ciani ha scritto:Ci sarebbe anche da dire che un Ordine si riunisce nella Basilica di San Lorenzo e l'altro a Poppi....


Non saprei, questa mi sembra un'argomentazione debole, nel senso che la scelta dei luoghi si basa sulle opportunità contingenti o possibili, ed è svincolata dalla legittimità dell'ordine. Da un punto di vista logico basare la legittimità di un ordine sul luogo di raduno è equivalente ad affermare qualcosa tipo: "dato che i re d'Italia devono essere sepolti nel Pantheon e gli ultimi due sovrani italiani non sono stati sepolti(ad ora) nel Pantheon allora non sono stati re". Questa non vuole essere una critica al tuo argomento, lo voglio specificare perché rileggendomi potrei essere letto con un tono un po' brusco, in realtà sono arrivato a formulare il "sillogismo" con molti dubbi per cercare di scrivere quello che ho pensato [hmm.gif]

Comunque, pensavo di averlo scritto nel primo messaggio ma evidentemente mi ero dimenticato di aggiungerlo, il grande discrimine tra l'Ordine degli Asburgo Lorena e "l'associazione"(perché un'ordine se non è riconosciuto come tale, resta un'associazione) dei Medici di Ottajano e che i primi hanno perso il trono dopo il Congresso di Vienna, quando era chiaro cosa può o non può fare una dinastia già sovrana (anche se sottolineo sempre il fatto che Francesco Giuseppe I li ha riassorbiti nella casa imperiale), mentre i secondi, oltre a non aver mai regnato, hanno perduto ogni possibilità di ottenere il potere nel 1737(in realtà pure prima).
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Re: Disputa dinastica toscana

Messaggioda Cristiano Ciani » martedì 8 aprile 2025, 16:10

Domanda, credetemi, non polemica.
Sapete se Ottaviano de' Medici di Ottajano sia insignito di qualche onorificenza? Smom? Omri? Me lo chiedeva oggi un mio conoscente. Qui in Toscana si sta parlando abbastanza della diatriba dinastica e in diversi chiedono di sapere chi sia il SIg. (o dottor) Ottaviano?
Davvero, solo curiosità credetemi.
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Re: Disputa dinastica toscana

Messaggioda il-prof » martedì 8 aprile 2025, 18:10

Cristiano Ciani ha scritto:Domanda, credetemi, non polemica.
Sapete se Ottaviano de' Medici di Ottajano sia insignito di qualche onorificenza? Smom? Omri? Me lo chiedeva oggi un mio conoscente. Qui in Toscana si sta parlando abbastanza della diatriba dinastica e in diversi chiedono di sapere chi sia il SIg. (o dottor) Ottaviano?
Davvero, solo curiosità credetemi.


Ho controllato sul sito del Quirinale: non risulta alcuna onorificenza OMRI concessa alla persona di cui si parla nella discussione.
il-prof
 

Re: Disputa dinastica toscana

Messaggioda Cristiano Ciani » martedì 8 aprile 2025, 18:39

il-prof ha scritto:
Cristiano Ciani ha scritto:Domanda, credetemi, non polemica.
Sapete se Ottaviano de' Medici di Ottajano sia insignito di qualche onorificenza? Smom? Omri? Me lo chiedeva oggi un mio conoscente. Qui in Toscana si sta parlando abbastanza della diatriba dinastica e in diversi chiedono di sapere chi sia il SIg. (o dottor) Ottaviano?
Davvero, solo curiosità credetemi.


Ho controllato sul sito del Quirinale: non risulta alcuna onorificenza OMRI concessa alla persona di cui si parla nella discussione.

Grazie.
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Re: Disputa dinastica toscana

Messaggioda pierluigic » martedì 8 aprile 2025, 19:35

fuori da ogni polemica
fuori da ogni soluzione della diatriba di cui mi dichiaro assolutamente incompetente e disinteressato
fuori da ordini che io (opinione personale ) credo dovrebbero dormire in pace perche' svuotati da secoli del loro scopo

Vi trovo troppo severi
mi pare che Ottaviano de' Medici di Ottajano appartenga comunque ad un ramo di una famiglia che ha partecipato alla storia di Firenze e della Toscana
Questo va ben oltre una qualsiasi onorificenza. ( che dipende da altri )
I Medici ancor molto prima di Bicci , avevano una storia gia' importante ( anche se particolarmente riottosa : con molti giustiziati )
........
Erano presenti a Montaperti
E Ardingus Bonagiunte de Medicis (Porte Domus) fu il loro primo Priore nel 1291 e da allora i Medici furono una famiglia pesante nel ceto dirigente repubblicano
vedi ad esempio :
https://www.storiadifirenze.org/wp-cont ... priori.pdf

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Re: Disputa dinastica toscana

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » martedì 8 aprile 2025, 20:03

Voler rimettere in discussione oggi – a distanza di tre, quattro o cinque secoli – l’andamento della storia dinastica del Granducato di Toscana è, francamente, piuttosto ridicolo. La successione è andata come è andata, e l’ultimo Granduca regnante, Ferdinando IV d’Asburgo-Lorena, abdicò formalmente ai propri diritti nel 1870 in favore dell’Imperatore Francesco Giuseppe I. Punto. Non è materia d'opinione, ma di fatto.

Quanto al ramo napoletano dei Medici di Ottajano, la loro aspirazione a “recuperare” il trono granducale – ammesso e non concesso che ne abbiano mai avuto titolo diretto – suona oggi più come un tentativo di attribuirsi una legittimità retroattiva utile, al massimo, a concedere ordini cavallereschi a ufficiali in cerca di un nastrino in più sulla divisa. Ma la storia non si riscrive a beneficio del marketing araldico.

La situazione degli Asburgo-Lorena è più articolata, ma non meno chiara. Con l’abdicazione di Ferdinando IV e l’assunzione del titolo granducale da parte di Francesco Giuseppe I e dei suoi successori, ogni rivendicazione dinastica effettiva è venuta meno. È altrettanto vero che ai discendenti diretti di Leopoldo II fu vietato l’uso dei titoli toscani e che il magistero dell’Ordine di Santo Stefano (ramo austriaco) si estinse proprio con la morte di Ferdinando IV.

Negli anni ’70 del secolo scorso, Goffredo d’Asburgo-Lorena – nipote del Granduca – cominciò a “conferire” nuovamente onorificenze toscane, ricreando a suo modo l’Ordine, ma con statuti modificati. Una vera e propria novazione: non la continuazione storica di un ordine dinastico, ma la creazione di uno nuovo, ispirato a quello originale, ma con regole e contesto completamente diversi.

In conclusione, la storia va rispettata. Non serve piegarla a logiche di prestigio personale o, peggio, di profitto simbolico. Le monarchie non sono negozi e gli ordini cavallereschi non sono gadget.
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