Se il maggiorascato ha conservato l'integrità del patrimonio delle grandi famiglie britanniche, la voracità del fisco inglese ha sempre messo a grave rischio tale integrità, provocandone sovente la definitiva dispersione.
Nel secondo dopoguerra, una serie di riforme fiscali modificò la legislazione in merito, ma le tasse sulle grandi proprietà rimasero alte, con le tasse di successione che fra gli anni '50 e '60 potevano arrivare (in scala progressiva) fino all'80%/85%.
Nominale.
Poi in qualche modo si trovavano scappatoie (attraverso donazioni o
trusts, tassati infinitamente meno, purché fatti con adeguato anticipo rispetto alla morte del testatore) o comunque si addiveniva a soluzioni meno devastanti.
Sovente veniva raggiunto un accordo con lo stato, con la cessione di importanti pezzi d'arte (assegnati poi a raccolte pubbliche) a copertura del debito. La vendita di terreni e proprietà immobiliari copriva la differenza.
Oggidì siamo intorno al 40%.
Le morti improvvise e/o troppo ravvicinate erano altamente problematiche, perché impedivano una adeguata riduzione delle tasse di successione attraverso una oculata pianificazione di donazioni e
trusts, e per l'ovvio ulteriore motivo che il già recentemente martoriato patrimonio veniva sottoposto a una nuova falcidiazione nel giro di pochissimi anni.
Qui si può trovare una bibliografia sull'argomento
https://en.wikipedia.org/wiki/History_o ... ed_Kingdom