da RiccardoP1983 » sabato 28 gennaio 2023, 20:55
Aggiornamento degli studi, casomai ci fossero lettori interessati...
Originariamente avevo ipotizzato che il mio capostipite non avesse un cognome e che lo avessero ricevuto i suoi nipoti intorno al 1620 in Garfagnana. Avevo inoltre ipotizzato che il trasferimento di un suddito del Ducato di Modena in un territorio appartenente alla Repubblica di Lucca fosse motivato dal volersi sottrarre, forse, alla giustizia estense.
Per quando riguarda il primo punto, ho notato che il cognome Piacentini (con la C) è originario della regione del Frignano, in Emilia, dove è ancora molto diffuso. Il Frignano è una terra che subì varie migrazioni da molte zone: nel '300 vi si rifugiarono numerose famiglie ghibelline toscane, dal '400 al '500 compreso vi trovarono casa tanti artigiani provenienti dal Nord Italia perché si costruirono o ricostruirono parecchie abitazioni, chiese e castelli dopo che il Frignano era stato devastato e si era arreso ai modenesi, e serviva dunque manovalanza "estera". La presenza del cognome Piacentini in Emilia mi rende logico pensare che il mio capostipite Stefano, quando lasciò il Frignano alla fine del '500 per stabilirsi in Garfagnana, dovesse già portare quel cognome. Altrimenti non si capisce perché avrebbero dovuto chiamarlo così in Garfagnana decenni dopo. Semmai, in Garfagnana glielo hanno mutato da Piacentini a Piagentini, secondo l'abitudine fonetica garfagnina di sonorizzare la lettera C.
Per i motivi del trasferimento, ho scoperto dagli Stati delle Anime del '600 che tantissime famiglie si trasferirono dal Frignano estense alla Vicaria lucchese di Castiglione Garfagnana. Se fossero state persone colpite dal banno, si tratterebbe di pochi individui e non godrebbero di privilegi. Invece si tratta di numerosi nuclei familiari (al punto che, negli Stati delle Anime, l'elenco delle "famiglie straniere" a Chiozza supera di molto l'elenco delle famiglie oriunde). Inoltre, i sudditi estensi godevano del diritto di legnatico (materiale di importanza fondamentale, paragonabile al gas di oggi) nei boschi della Roncagliana, amministrativamente lucchesi, a pochissimi chilometri da Chiozza.
Occorre allora fare un passo indietro. Le numerose incursioni di Castruccio Castracani, nel '300, portarono la Garfagnana sotto l'orbita della Repubblica di Lucca, ma l'effettivo controllo del territorio restò conteso fra Lucca e la Casa d'Este. Quest'ultima, approfittando della guerra fra Lucca e Firenze, alla fine del '400 penetrò in Garfagnana e ottenne l'atto di dedizione di numerosi comuni. Non tutti, però, giurarono fedeltà agli Este: Castiglione di Garfagnana e il suo Circondario, ad esempio, restarono fedeli alla Repubblica di Lucca.
Da questo momento in poi, la Garfagnana si ritrovò divisa fra dominio estense e lucchese, con confini frastagliati e a volte incerti.
La Vicaria lucchese di Castiglione Garfagnana era un punto di importante strategica fondamentale: incentrata su un borgo poderosamente fortificato, era costituita anche da un vasto Circondario che comprendeva i passi appenninici e alcune località di confine (ad esempio Chiozza, Valbona, San Pellegrino in Alpe). Il Duca di Modena cercò a più riprese di prendere il controllo della zona, che era attraversata dall'unica strada che andava da Modena al fiume Serchio, e alla fine riuscì a ottenere lo stanziamento di un presidio di soldati estensi presso San Pellegrino in Alpe.
Nella Casa d'Este è sempre esistita una sorta di politica volta alla "sostituzione etnica": quando entravano in possesso di nuovi territori, infatti, promuovevano una politica di esenzioni fiscali per le famiglie che vi si trasferivano da altre parti del Ducato al fine di controllare meglio la zona acquisita. Ad esempio, quando nel '600 vi fu la peste nel Frignano, vastissime aree rimasero spopolate e il Duca di Modena proclamò esenzioni fiscali per 10 anni per chi vi si fosse stanziato.
Ritengo dunque probabile che i massicci flussi migratori dal Frignano alla Vicaria di Castiglione Garfagnana, che interessarono numerose famiglie tra la fine del '500 e l'inizio del '600, siano stati un tentativo di "sostituzione etnica" ideato da Modena, che aveva tutto l'interesse di popolare quelle zone con propri sudditi per controllare meglio il passaggio appenninico e per allargarsi ai danni della Repubblica di Lucca. Poiché non ho alcuna evidenza che i sudditi estensi siano mai stati contrastati o scacciati, ritengo quindi probabile che ci fossero accordi di pacifica convivenza fra i due Stati (vedi il diritto di legnatico per i modenesi in terra lucchese) o che la Repubblica di Lucca non avesse l'effettivo controllo delle proprie zone di confine più remote, tanto da permettere lo stanziamento di sudditi stranieri.
io 1983 > papà 1939 > nonno 1919 > Lorenzo 1887 > Giovanni Battista 1835 > Lorenzo 1799 > Luca 1752 > Giovannantonio 1714 > Luca 1653 > Stefano 1622 > Ginese 1580 circa > Stefano 1550 circa