Gentili signori,
giracchiando su questa parte del forum, in cui si parla di famiglie di antichissima nobiltà, mi sento felicemente chiamato in causa e vi scrivo sotto con gioia il mio contributo. Vi posso tranquillamente attestare (documenti storici alla mano come copie di pergamene, libri antichi originali, sarcofagi tutt'ora esistenti ecc.) che noi De Vicaris discendiamo in linea diretta, patrilineare ed ininterrotta dal normanno Roberto De Vicaris imperiale giustiziere di Federico Barbarossa a Venosa nel 1197. Il nipote (figlio ex filii) Giorgio De Vicaris (+ 1296) è sepolto in un sarcofago romano di spolio nell'atrio del Duomo di Salerno. Nel 1362 Jacobus De Vicaris riceve il feudo di Monteforte Cilento ed altri feudi dalla regina Giovanna I d'Angiò. Nel 1456 Francesco De Vicaris, fedelissimo del re Alfonso V d'Aragona, viene per ciò nominato cavaliere dell'Ordine della Giara. A metà del XVI secolo un De Rossi, zio materno del poeta Torquato Tasso (nato a Sorrento), imparentandosi con i De Vicaris, dà origine ai signori del castello di Quaglietta, nel Cilento. Nel 1754 Aniello De Vicaris è marchese di Santa Lucia del Cilento. Nel 1920 Carlo De Vicaris, di detti marchesi di Santa Lucia, rappresenta la famiglia nel Libro d'Oro della Nobiltà Italiana, risiedente in Napoli. Nel 1941 a Napoli (quartiere Vomero) durante i bombardamenti nasce mio padre, Antonio Rosario Nicolella De Vicaris, e dopo tante vicissitudini nel 1981 nasco io in Svizzera (causa emigrazione), ovvero N.H. don Damiano Alessio Nicolella De Vicaris de Venusio Carone Martucci (ulteriori cognomi da accertare), dei marchesi di Santa Lucia, patrizio napoletano. Chapeau!
Al termine di questa lunghissima storia di 821 anni (oggi, nel 2018), finalmente ho capito perchè da piccolo ero biondo con gli occhi azzurri

. Vi voglio bene.
Però (e sicuramente gli altri amici del forum avranno vissuto la stessa esperienza) sai che pesantezza, già da bambino, abitare in una casa dove si parlano 6-7 lingue diverse, non puoi giocare nel salotto con la palla se no fai cadere lo stemma appeso al muro, e aprire il libro di storia alle elementari e vedere che parlano dei tuoi parenti...
Cordialità a tutti.