legge araldica

Per discutere sull'araldica / Discussions on heraldry

Moderatori: Novelli, Antonio Pompili, mcs, Lambertini

legge araldica

Messaggioda gabriele d'annunzio » domenica 16 novembre 2003, 19:48

Egregi colleghi

voglio porre alla vostra attenzione il seguente quesito:Secondo Voi qual'è la valenza effettiva della legge araldica secondo la quale "Chi meno ha,più ha".Cioè cosa ne pensate,di quella norma araldica che stabilisce, che gli stemmi più antichi e quindi di conseguenza ,più illustri sono quelli più sempici e che presentano un minor numero di partizioni,pezze,figure ecc?
Attendo vostre opinioni in merito
Avatar utente
gabriele d'annunzio
 
Messaggi: 214
Iscritto il: sabato 12 luglio 2003, 19:24
Località: Napoli

Messaggioda Ardashir » domenica 16 novembre 2003, 20:52

Gent.mo Signore,

E' sicuramente vero che le armi più semplici, o con pezze e carichi più essenziali e meno stravaganti, spesso sono (o quantomeno sembrano) risalire direttamente agli albori dell'araldica crociata.
Tuttavia, quella che Lei cita è una legge a mio parere abbastanza controversa... può esser valida in diversi casi in determinate regioni italiane o in Francia e, con certi limiti, in Inghilterra, ma per la tradizione araldica tedesca, ad esempio, gli inquartamenti (quantomeno nelle Grandi Armi) sono direttamente proporzionali all'antichità ed all'importanza di un casato. Anche altre tradizioni oltre a quella tedesca, come quella spagnola, favoriscono il complicarsi dello stemma col passare delle generazioni.

C'è anche da dire che, ultimamente, vi è un recupero da parte di molti nobili, anche di Case ex sovrane (come il duca di Sassonia), delle forme araldiche più semplici e arcaiche, quasi a voler sottolineare l'antichità del proprio casato. Come non notare la tendenza di tante famiglie svizzere e germaniche di riutilizzare elmi di foggia medioevale caduti ormai in disuso posti su scudi dalla blasonatura assai semplificata rispetto alla loro forma ottocentesca o barocca? Questo recupero delle origini tuttavia non deve trarre in inganno: la semplicità araldica ha iniziato ad essere una virtù ampiamente riconosciuta solo nel secolo scorso, mentre ancora nell' '800 la sofisticazione degli stemmi e la sovrapposizione nell'ambito esterno allo scudo di numerosi orpelli, elmi e copricapi era un fatto triste ma comune (pensiamo a certi stemmi vescovili con una o più coronette di rango, cappello vescovile, mitra, spada e pastorale...).

Scusandomi per l'off topic finale, La saluto cordialmente.
Ardashir
 
Messaggi: 167
Iscritto il: domenica 28 settembre 2003, 0:30
Località: Milano

Messaggioda MMT » domenica 16 novembre 2003, 22:49

Ardashir ha scritto:...omissis...Anche altre tradizioni oltre a quella tedesca, come quella spagnola, favoriscono il complicarsi dello stemma col passare delle generazioni...omissis...


molti di voi ricordereanno sicuramente un certo stemma inciso su un certo chevalière di un certo barone spagnolo.... :wink:

E ricorderanno senz'altro le sue parole che ci raccontavano di quanto fosse antica la baronia della Sua famiglia e ricorderanno quanto fosse complicato lo stemma (tanto che qualcuno :roll: propose di blasonarlo... :shock: )

Michele M. Tuccimei di Sezze
MMT
 
Messaggi: 4667
Iscritto il: lunedì 13 gennaio 2003, 17:01
Località: Roma

Messaggioda omero » lunedì 17 novembre 2003, 12:26

Caro Michele,

ricordo bene lo stemma del Barone a cui alludi :wink: e le disquizioni in proposito...
Non posso d'altronde che concordare anche con quanto detto dal Sig. Ardashir, è pur vero che molti stemmi italiani o inglesi nella loro semplicità possono testimoniare di origini davvero antiche, ma lo stesso vale per altri sicuramente molto più complessi di provenienza spagnola o tedesca.
Pier Carlo Omero Bormida
___________________________
~ Ex Tenebris Ad Lucem ~
Avatar utente
omero
 
Messaggi: 337
Iscritto il: giovedì 29 maggio 2003, 18:45
Località: Torre Mondovì (Cn)

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 17 novembre 2003, 22:08

Cari amici,
siamo incappati in un'altra di quelle famigerate "leggi" di cui già parlammo nel topic "Metallo su metallo e colore su colore", sempre qui in Araldica... :shock:

Questa merita un breve commento, perché è validissima dal punto di vista simbolico: chi ha meno figure, le rende più pregnanti di significato, oltre che più facili da leggere (ed in teoria :wink: anche da capire...).

Bene :D valete
"Quando il mediocre plagia il maestro, ne copia anche gli errori"
---
Detestabile è la falsa umiltà
Chiedete a Icaro se con i copiaincolla Immagine si arriva in cielo
Avatar utente
fra' Eusanio da Ocre
 
Messaggi: 12913
Iscritto il: mercoledì 7 maggio 2003, 21:14

Messaggioda MMT » lunedì 17 novembre 2003, 23:32

... e fa anche più felici gli artisti (scultori, pittori ed incisori) che così riprodurranno lo stemma senza dire "a dottò se trovi 'n altro stemmmma che 'r suo è troppo difficile!" :lol: :wink: :lol:
MMT
 
Messaggi: 4667
Iscritto il: lunedì 13 gennaio 2003, 17:01
Località: Roma

Messaggioda Ardashir » martedì 18 novembre 2003, 10:35

Gentilissimi Signori,

se ne facciamo unicamente un discorso di efficacia formale, allora non posso che concordare con quanto detto dal Sig. da Ocre: uno stemma è più pregnante, oltre che più blasonabile, qualora mostri pochi (e possibilmente semplici) carichi o pezze(anche se, e qui temo di suscitare l'ira di qualcuno, ammetto di adorare certi barocchismi araldici, al di là dell'efficacia formale :wink: ).
Tuttavia il problema di voler elaborare regole generali su una materia specifica come l'araldica è che quasi in nessun caso si arriva a delineare concetti sempre validi, né è facile elaborare una regola valida anche solo nell'ambito della tradizione di uno Stato o di una regione. Molte armi polacche sono di splendida semplicità,ma, ahimè, risalgono al massimo al diciassettesimo secolo, risultando talora indistinguibili dalle rare armi quattrocentesche che pure esistono in quel Paese. In Germania stemmi complicatissimi come quelli di certe famiglie mediatizzate nel 1806 NON significano in alcun modo origini che si perdono nei millenni, ma magari una semplice nobilitazione imperiale del settecento. Estendere il criterio però alle grandi armi di casate come gli Hohenzollern sarebbe semplicemente ridicolo...

Per concludere, in questa come in altre questioni mi pare che la risposta sia una soltanto: l'araldica non è una scienza esatta ed ogni caso va valutato di per sé tenendo certamente presenti dei concetti generali, ma non pretendendo di poterli applicare senza una buona dose di elasticità.

Cordiali saluti
Ardashir
 
Messaggi: 167
Iscritto il: domenica 28 settembre 2003, 0:30
Località: Milano

Messaggioda gabriele d'annunzio » martedì 18 novembre 2003, 16:31

Egregi colleghi

mi fa piacere vedere come la questione che io ho posto vi appassioni e vi coinvolga..Ciò ,permettetemelo,....mi rende orgoglioso!!Devo dire che ,inizialmente,ho posto il problema per un interesse eminentemente familiare e privato.Il Mio stemma infatti è, come si può vedere,piuttosto "semplice" dal punto di vista araldico, e inoltre,presenta la banda che ,sempre secondo quelle assai discutibili"leggi"araldiche ,è considerata una "pezza onorevole".Volevo insomma sulla base del principio "Chi meno ha ,più ha" trovare una giustificazione indiretta alla datazione del mio stemma che ,come già dissi,lo ha fatto risalire al quindicesimo secolo.

Attendo le vostre impressioni
Avatar utente
gabriele d'annunzio
 
Messaggi: 214
Iscritto il: sabato 12 luglio 2003, 19:24
Località: Napoli

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 18 novembre 2003, 18:33

Ardashir ha scritto:...(omissis)...in questa come in altre questioni mi pare che la risposta sia una soltanto: l'araldica non è una scienza esatta ed ogni caso va valutato di per sé tenendo certamente presenti dei concetti generali, ma non pretendendo di poterli applicare senza una buona dose di elasticità...


...direi meglio: l'araldica è una scienza ed un'arte allo stesso tempo, quindi la sua esattezza non va ricercata :? in algide precisioni matematiche, né in presunti "dogmi" :( ereditati dagli araldi di alcuni secoli passati, ma nei criteri e nei concetti che le sono propri, sia generali che particolari. :P I quali vanno applicati con l'elasticità dell'arte, non con la libertà dell'artista né con le sue incapacità...

Non dimentichiamo che il criterio di fondo dell'araldica sta nella corrispondenza esatta e biunivoca fra un blasone ed il suo disegno: per fare un esempio banale, ciò che blasono banda non devo disegnarlo come una fascia...

Bene :D valete
"Quando il mediocre plagia il maestro, ne copia anche gli errori"
---
Detestabile è la falsa umiltà
Chiedete a Icaro se con i copiaincolla Immagine si arriva in cielo
Avatar utente
fra' Eusanio da Ocre
 
Messaggi: 12913
Iscritto il: mercoledì 7 maggio 2003, 21:14

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 18 novembre 2003, 18:37

gabriele d'annunzio ha scritto:...(omissis)...Il Mio stemma infatti è, come si può vedere,piuttosto "semplice" dal punto di vista araldico, e inoltre,presenta la banda che ,sempre secondo quelle assai discutibili"leggi"araldiche ,è considerata una "pezza onorevole".Volevo insomma sulla base del principio "Chi meno ha ,più ha" trovare una giustificazione indiretta alla datazione del mio stemma che ,come già dissi,lo ha fatto risalire al quindicesimo secolo....


:oops: ...ahimé, caro amico, il suo stemma non è certo complesso, ma se ne trovano tantissimi ancora più semplici del suo!

Mi spiace deluderla, ma siamo ben lontani dalla giustificazione cui lei ambisce...

Non me ne abbia per la franchezza.

Bene :D vale
"Quando il mediocre plagia il maestro, ne copia anche gli errori"
---
Detestabile è la falsa umiltà
Chiedete a Icaro se con i copiaincolla Immagine si arriva in cielo
Avatar utente
fra' Eusanio da Ocre
 
Messaggi: 12913
Iscritto il: mercoledì 7 maggio 2003, 21:14

Messaggioda Messanensis » martedì 18 novembre 2003, 19:29

fra' Eusanio da Ocre ha scritto: :oops: ...ahimé, caro amico, il suo stemma non è certo complesso, ma se ne trovano tantissimi ancora più semplici del suo!

Mi spiace deluderla, ma siamo ben lontani dalla giustificazione cui lei ambisce...

Non me ne abbia per la franchezza.

Bene :D vale


Anch'io sono d'accordo con Fra' Eusanio. Secondo la mia modestissima opinione, il Suo stemma, pur essendo piuttosto semplice, da solo non giustifica la sua datazione al '400.
Inoltre porto come esempio lo stemma di tre famiglie siciliane il cui cognome, come il Suo, ricorda una pianta, ma il cui stemma è più semplice:
Cocuzza: D'azzurro, alla pianta di zucca al naturale, fruttifera di tre pezzi d'oro.
Cardona: Di rosso (alias d'azzurro), a tre cardoni d'oro
Basilicò: D'azzurro, al vaso d'oro, piantato di basilico al naturale.
Rosario Basile

Ogni erba si conosce per lo seme.
Dante
Messanensis
Moderatore Forum Genealogia
 
Messaggi: 1684
Iscritto il: mercoledì 15 gennaio 2003, 19:47
Località: Messina

Messaggioda sebpasq » martedì 18 novembre 2003, 20:27

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:
Ardashir ha scritto:...(omissis)...in questa come in altre questioni mi pare che la risposta sia una soltanto: l'araldica non è una scienza esatta ed ogni caso va valutato di per sé tenendo certamente presenti dei concetti generali, ma non pretendendo di poterli applicare senza una buona dose di elasticità...


...direi meglio: l'araldica è una scienza ed un'arte allo stesso tempo, quindi la sua esattezza non va ricercata :? in algide precisioni matematiche, né in presunti "dogmi" :( ereditati dagli araldi di alcuni secoli passati, ma nei criteri e nei concetti che le sono propri, sia generali che particolari. :P I quali vanno applicati con l'elasticità dell'arte, non con la libertà dell'artista né con le sue incapacità...

Non dimentichiamo che il criterio di fondo dell'araldica sta nella corrispondenza esatta e biunivoca fra un blasone ed il suo disegno: per fare un esempio banale, ciò che blasono banda non devo disegnarlo come una fascia...

Bene :D valete


Caro Fra Eusanio
è proprio il sottile confine tra regole araldiche ed elasticità dell'arte che da un punto di vista affascina e dall'altro apre un "buco araldico" da cui non si riesce sempre a venirne fuori. Nel senso che nel momento in cui ci si allontana dai dogmi ereditati dagli araldi e ci si apre all'arte o alla fantasia diventa difficile dare una corretta interpretazione dell'araldica. E forse è proprio questo il fascino dell'araldica: se fosse esatta come la matematica sarebbe solo un'arte meccanica, ma invece è proprio la fantasia (specie nell'araldica agalmonica) che fornisce all'araldica quel guscio di mistero e d'interesse superiore ad una semplice rappresentazione grafica.
L'importante è stabilire fino a che punto si può spingere la fantasia, altrimenti si finisce per sbandare nell'anarchia. Non è d'accordo?

Saluti.
sebpasq
 
Messaggi: 321
Iscritto il: venerdì 17 gennaio 2003, 18:08

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 18 novembre 2003, 20:36

Giusto: il "...sottile confine tra regole araldiche ed elasticità dell'arte..." spesso coincide con la differenza tra stemmi e loghi...

...proprio per questo l'araldica è una scienza vivificata dal respiro dell'arte! Ed il sapersi svincolare dalle ristrettezze del "buco araldico", cui lei accenna, a volte dipende moltissimo dall'esperienza personale del singolo araldista...

Bene :D vale
"Quando il mediocre plagia il maestro, ne copia anche gli errori"
---
Detestabile è la falsa umiltà
Chiedete a Icaro se con i copiaincolla Immagine si arriva in cielo
Avatar utente
fra' Eusanio da Ocre
 
Messaggi: 12913
Iscritto il: mercoledì 7 maggio 2003, 21:14


Torna a Araldica / Heraldry



Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 8 ospiti