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Nicolella De Vicaris ha scritto:Non vi venga mai in mente (a chi non è nobile) di farvi nobili solo per tenere tutte 'ste cianfrusaglie in casa perché passereste le giornate a spolverare e pulire tutto!

Nicolella De Vicaris ha scritto:Io, personalmente, mi sento bizantino. Ho barba e capelli castani, sembiante ieratico, adoro il greco antico moderno e il griko (ellenismo della Grecìa Salentina) che studio con passione da quando avevo 7 anni, la messa in rito ortodosso mi fa godere, gioco ad entrare nelle chiese rupestri e mettermi affianco ai Santi medievali dipinti sui muri mimetizzandomi con Essi, al top del mio bizantinismo prendo il treno per Bari e vado a dire le preghiere sulla tomba di San Nicola nella meravigliosa basilica romanica (da San Nicola, patrono di tutte le Puglie, deriva il primo dei miei cognomi: Nicolella). Dulcis in fundo, la mia cuginetta di 14 anni a settembre anche lei ha fatto clamorosamente outing bizantino perché andandola a trovare e chiedendole perché si fosse appena iscritta al liceo classico mi ha ferito a morte dicendomi: "Mi piace il GRECO ANTICO". Ahhhhh!!! Vizio di famiglia!!!! Il 29 maggio andrò a recitare qualche preghiera di suffragio nella cripta basiliana della Chiesa dei Cappuccini qui a Martina nella valle d'Itria in ricordo della caduta di Costantinopoli (29 maggio 1453). Non sono anti-islamico, vado d'accordo con tutti, però i massacri in generale (da chiunque siano perpetrati) mi fanno piangere di commozione. Avendo i voti francescani con la mia confraternita (dedicata a Sant'Antonio di Padova, a cui apparteniamo da almeno 5 generazioni) ricordo con piacere che San Francesco d'Assisi e Federico II, entrambi innamorati della mia Puglia che percorrevano affascinati dalla sua luce e dalla sua gente, strinsero patti di pace e fratellanza con i fratelli musulmani nel nome di un unico Dio. Patti che quei gran ****** dei d'Angiò, succeduti agli Svevi, pensarono bene di distruggere (vedi il massacro di Lucera "Saracenorum" di Carlo II d'Angiò e le Crociate partite da Brindisi dopo la morte di Federico II nel 1250). Quindi, le bandiere per me non hanno alcun significato, anche perché per lavarle e stirarle se ne va mezza giornata, per poi farne che? Riappenderle sulla scrivania a riempirsi di nuovo di polvere? Oltre alla bandiera dei Borbone tengo quella della contrada della "Tortuca" di Siena (ho dei cugini a Poggibonsi) ben arrotolata a coprirsi pur'essa di polvere sulla scrivania, il foulard riproducente i mosaici bizantini di San Vitale a Ravenna (quello sì che lo esporrei! Ma non so in che cassetto sta!), i distintivi della Marina Militare di papà buttati in un altro cassetto, lo stocco spagnolo del 1650 che ho rare volte usato in quanto maestro di scherma e che solo per tirarlo giù da sopra la porta rischi ogni volta di cadere tu con tutto lo stocco (e se cade sui mattoni del pavimento scheggiandoli sono cavoli amari), la cappa nobiliare (8 metri di stoffa) a riempire l'armadio.... Non vi venga mai in mente (a chi non è nobile) di farvi nobili solo per tenere tutte 'ste cianfrusaglie in casa perché passereste le giornate a spolverare e pulire tutto!


. Scusate questo sbandieramento di humour, altro che bandiere nazofasciste, io sono così, napugliesvizzero (nato in Svizzera, papà di Napoli, mamma di Martina Franca, dopo una vita in giro per l'Italia sto di base a Martina - per ora), un mix micidiale di aplomb svizzero, humour del Vomero e simpatica grezzaggine e sarcasmo pugliesi alla Checco Zalone, i razzisti di qualsiasi razza se vengono a casa mia gli faccio passare tutta la voglia di fare i nazofascisti a botta di piatti di orecchiette e dischi di Roberto Murolo! Buona vita a tutti. Mi raccomando alle bandiere, rimettetele bene nel cassetto se no si spiegazzano e poi la baronessa (mia madre) mi grida che le ha appena stirate!
Carvilius ha scritto:A prescindere dal cattivo gusto e dalla inopportunità di decorare in tal modo la propria abitazione (davvero una pessima scelta, a mio modesto avviso), se la persona in questione dovesse essere rinviata a giudizio, migliaia di giovani italiani avrebbero davvero da temere, dal momento che lo stesso identico simbolo è stato (con altrettanto cattivo gusto) scelto di recente come marchio di un brand di moda che parrebbe anche essere alquanto popolare. Sarei curioso di sapere se analoga querela è stata sporta anche nei confronti dei produttori di tali diffusissime felpe e magliette o nei confronti di quanti le indossano.

Cav.OSSML ha scritto:L’azienda che ha basato una sua linea di abbigliamento su di un aquila similare a quella apposta sui cancelli era stata costretta a spiegare che essa rigetta ogni associazione con i simoli del nazionalsocialismo.
Il logo utilizzato sarebbe stato ispirato all’aquila imperiale romana e sarebbe un simbolo di decadenza e forza.
Il suo obiettivo sarebbe quello di fornire potenza alle persone, non opprimerle.
Carvilius ha scritto:Quel simbolo, ancorché "ispirato" alla romanità imperiale di due millenni or sono, è oggigiorno inequivocabilmente legato alla simbologia nazionalsocialista. Senza se e senza ma. Affermare il contrario mi sembra tanto un arrampicarsi sugli specchi...
E, comunque, come ottimamente ricordato da Elmar Lang, ogni azione deve essere contestualizzata. L'utilizzo del fascio littorio a San Gallo può (forse) essere interpretato in modo differente da un analogo utilizzo nel nostro Paese dove, a dispetto dal significato originario, il fascio richiama oggi ben altri pensieri.
Francamente quando vedo giovani (e, purtroppo, meno giovani) andare in giro con quelle felpe, mi domando la gente cosa abbia nel cervello...
Egon von Kaltenbach ha scritto:Inoltre il cerchio è formato dall'ouroboros, antico simbolo della ciclicità e continuità dello scorrere del tempo. Poi, non ricordo bene dove, ho presente di aver notato un'insegna analoga (mi riferisco solo all'aquila) sul berretto di un corpo di guardie giurate.
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