Il miglior stemma dipinto su ceramica

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Messaggioda eugubino » giovedì 1 dicembre 2005, 18:25

http://www.salviani.it/vitelli/pse/affresch.htm

Immagine


Sullo sfondo a sinistra, fuori dall'ammasso dei soldati si distinguono le insegne dei Vitelli (scacchiera e mezze lune).
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Messaggioda mcs » giovedì 1 dicembre 2005, 18:49

Immagine

Mi vorrei riferire proprio allo stemma riprodotto in questo piatto: chi l'ha detto che lo scaccato è argento e rosso :shock: ?
Se si confronta con i crescenti :roll: ...si potrebbe dire che sono dello stesso colore!

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Messaggioda mcs » giovedì 1 dicembre 2005, 22:26

Gentmo eugubino,

potrei avere i riferimenti riguardanti il piatto con "la caduta di Fetonte" e quelli con lo stemma Vitelli-Della Staffa?
Grazie.

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Messaggioda eugubino » venerdì 2 dicembre 2005, 9:10

Per me lo scaccato è d'argento e rosso, come rosso è il campo dell'altro partito, quello con la staffa.
Il crescente direi che sia proprio d'oro.

Certo i colori non sono vivi, ma molto sbiaditi.
Però non mi pare che lo scacco "rosso" somigli per tinta al crescente (d'oro).
Ma è una mia impressione.
Ben vengano dimostrazioni contrarie.


Per quanto riguarda la fonte delle immagini è presto detta:
"Mastro Giorgio da Gubbio: una carriera sfolgorante", a cura di G. C. Bojani, catalogo di C. Fiocco e G. Gherardi, appendici di F. Cioci e A. Gasparetto", Centro Di, Firenze 1998, pp. 17 (Aldobrandini), 18 (caduta di Fetonte), 22 (Vitelli Della Staffa).

Un altro paio ne seguiranno...

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Messaggioda eugubino » venerdì 2 dicembre 2005, 9:14

Mi sembra di capire che questi Vitelli hanno avuto varie armi, una diversa dall'altra.
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Messaggioda mcs » venerdì 2 dicembre 2005, 10:15

eugubino ha scritto:Per me lo scaccato è d'argento e rosso, come rosso è il campo dell'altro partito, quello con la staffa.
Il crescente direi che sia proprio d'oro.

Certo, anche per me...ma la differenza è chiara agli occhi di un cultore di quest'arte :roll: , mentre può essere facilmente confusa da altri.

Certo i colori non sono vivi, ma molto sbiaditi.
Però non mi pare che lo scacco "rosso" somigli per tinta al crescente (d'oro).
Ma è una mia impressione.
Ben vengano dimostrazioni contrarie.


Per quanto riguarda la fonte delle immagini è presto detta:
"Mastro Giorgio da Gubbio: una carriera sfolgorante", a cura di G. C. Bojani, catalogo di C. Fiocco e G. Gherardi, appendici di F. Cioci e A. Gasparetto", Centro Di, Firenze 1998, pp. 17 (Aldobrandini), 18 (caduta di Fetonte), 22 (Vitelli Della Staffa).

Un altro paio ne seguiranno...

Fabrizio


Grazie della precisazione...è sempre meglio non dimenticarsi di dare i giusti riferimenti :P (cosa che a me capita di fare spesso :oops: )!
Anzi, mi consente anche di fare un pubblico plauso alla mia insegnante di storia dell'arte e storia della ceramica del corso di specializzazione, la Prof. Carola Fiocco, che ricordo con immenso piacere e gratitudine :2: !

Scusatemi per questo fuori tema e torniamo ai piatti in oggetto: ciò che volevo che saltasse agli occhi, è molto più visibile nel piatto con "la caduta di Fetonte".

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Messaggioda mcs » venerdì 2 dicembre 2005, 11:04

Ho ripreso l'immagine con il dettaglio dello stemma presente nel piatto con la caduta di Fetonte...

Immagine

In questo caso, è fuori da ogni dubbio che i colori presenti siano il blu ed il rosso...ripeto..il ROSSO...è proprio questa la peculiarità che rese mastro Giorgio così famoso da essere utilizzato anche dai ceramisti di altri centri per ottenere questo colore sui propri manufatti! E per farlo, dovevano portare i loro oggetti per essere lustrati solamente nella bottega di mastro Giorgio :P !!!
Il lustro metallico veniva realizzato da molti maiolicari, anche in altre città, ma nessun altro era in grado di ottenere tonalità di rosso così vivide :2: !!!

Ed ecco perchè questa innovazione fu impotante anche dal punto di vista araldico: fino ad allora, quando venivano decorati stemmi contenenti il giallo ed il rosso, potevano essere facilmente confusi, quindi non identificabili :? e non ricoducibili al "legittimo proprietario".

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Messaggioda eugubino » venerdì 2 dicembre 2005, 11:19

Già ... il mitico rosso rubino ... :wink:
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Messaggioda mcs » venerdì 2 dicembre 2005, 14:01

Già, proprio così...il rosso rubino!

All'apparenza può non aver un grosso significato, ma...rivoluzionò il mondo della ceramica, soprattutto di quella araldica, poichè chi aveva grandi possibilità economiche, poteva permettersi il lusso di far decorare il proprio stemma (se conteneva il rosso) o aggiungere dettagli (come nel caso della prima e della seconda immagine inserite da eugubino) dal proprio ceramista e poi mandarlo a Gubbio da mastro Giorgio :P !

Ma vi immaginate il costo che tale operazione poteva avere a quell'epoca ed il prestigio che se ne traeva in cambio :shock: ?

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Messaggioda eugubino » venerdì 2 dicembre 2005, 16:57

Una cosa davvero "strana", ma che dimostra quanto fosse alto il desiderio di avere piatti lustrati da mastro Giorgio con il suo celeberrimo rosso rubino.

Non solo, ma questo comportamento (che non ho mai indagato a fondo: mi dovrei documentare) dimostra ancora una volta - se mai ce ne fosse bisogno - che certi risultati si potevano avere solo presso la bottega dell'Andreoli e da nessun'altra parte.

Sarebbe davvero interessante fare un elenco dei piatti giorgeschi che contengono stemmi o simbologie araldiche.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 2 dicembre 2005, 17:05

Carissimi amici e colleghi,
il vecchio frate e tutto il forum sono :P lietissimi del precedente scambio di battute, vero e proprio momento di intreccio fra scienze ausiliarie della storia nel quale le informazioni interagiscono...

...e le conoscenze di tutti si allargano! :wink:

Il rosso, effettivamente, è tinta primaria ed essenziale per l'araldica: in effetti, il buon mastro Giorgio disponeva di conoscenze eccezionali per l'epoca...

...e di una fonte di reddito :D cospicua e certa! Una specie di Bill Gates rinascimentale, vero mcs? :lol:

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Messaggioda mcs » venerdì 2 dicembre 2005, 17:40

Proprio come Bill Gates :roll: magari no...ma un'esclusivista di certo si :P...in un mercato in cui la pubblicità consisteva solo nel passaparola ed un'epoca dove "la rete" era di ben altra natura :lol:

La sua eccezionalità e bravura fu tale che anche maiolicari del calibro di Xanto Avelli che lavorava ad Urbino (ma che era originario di Rovigo), portavano i loro manufatti a lustrare da mastro Giorgio...

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 2 dicembre 2005, 17:49

Per fortuna che :P i figuli di oggi hanno a disposizione l'intera tavolozza cromatica per i propri stemmi...

...peccato che :? non tutti i figuli s'intendano di araldica, anzi...

...gli esperti nei due campi si contan sulle dita di una o due mani... :cry:

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Messaggioda eugubino » venerdì 2 dicembre 2005, 17:59

Per quanto riguarda l'attività della bottega di mastro Giirgio, le relazioni del maestro eugubino con celebri pittori di ceramica e botteghe figuline, gli investimenti fatti dall'Andreoli in vari settori (case, terreni, commercio della lana) sono stati oggetti di studio in questi utlimi anni e su tali argomenti sono stati pubblicati vari volumi, uno i particolare con la trascrizione di centinaia di documenti.

Da non dimenticare poi che la sua arte, per qualche decennio, continuò nei figli i quali per, per varie ragioni, abbandonarono ben presto l'arte del lustrare "a rosso fuoco" e così questa tecnica, piano piano, si spense e andò smarrita.
Ultima modifica di eugubino il venerdì 2 dicembre 2005, 18:01, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 2 dicembre 2005, 18:00

Come spesso succede, purtroppo...

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