Ecco alcune notizie sullo stemma domenicano:
I Frati Predicatori nel corso della loro lun-ga storia adottarono diversi stemmi, fondamentalmente riconducibili a queste due tipologie ufficiali
Grembiato di nero e d’argento di 8 pezzi caricato dalla croce gligliata dell’uno e dell’altro; sovente vi è una bordura composta di 8 pezzi di nero e d’argento, caricata di 8 stelle alternate a 8 bisanti dell’uno e dell’altro. (E’ detta Croce domenicana)
Cappato d’argento (o di bianco) e di nero gambato del medesimo, e una palma d’oro e un giglio, i capi passanti in decusse in una corona d’oro broc-cante sul tutto; una stella a 6 o 8 raggi d’oro in alto del capo; l’argento caricato di un libro di rosso, sul quale è coricato un cane di nero con collare d’argento poggiante la zampa sopra un globo im-periale d’azzurro centinato e sormontato da una croce d’oro, stringente in bocca una torcia di nero accesa di rosso.
La croce domenicana, generalmente priva dello scudo esterno, fu usata principalmente in Spagna, raramente in Italia, ed assunta come particolare distintivo dalla Inquisizione (che talvolta lo fece coniare in forma di decorazione cavalleresca e lo conferì a persone benemerite, dette familiares od anche equites et milites.)
La croce gigliata soppiantò in epoca recente l’antico stemma con la cappa senza che nessuna disposizione specifica fosse stata emanata circa l’uso dell’una o dell’altra insegna araldica. Soltanto nel Capitolo ge-nerale tenuto a Bologna nel 1961 lo scudo cappato è stato dichiarato insegna ufficiale dell’Ordine, ma dopo varie proteste e l’istituzione di una apposita commissione, il Capitolo di Bogotà del 1965 dava la facoltà di usare indiscriminatamente lo stemma cappato o crociato.
Il bianco e il nero sono il colore dell’abito e della cappa dei Domenicani. Per la fog-gia del “cappato” lo scudo assomiglia a quello dei Carmelitani (che però hanno il mantello bianco sull’abito marrone).
Il bianco è segno di purezza e castità mentre il nero di rinuncia e di penitenza.
La stella, per la tradizione domenicana, è simbolo di predestinazione e segno perso-nale di san Domenico, poiché si narra che, nel giorno del battesimo, la madrina vide risplendere una fulgida stella sulla fronte del Santo.
Il giglio è invece simbolo di integrità e mo-ralità, mentre la palma rappresenta, come ideale, il martirio (la purezza e l’eroismo della fede)
La corona araldica allude al premio delle vir-tù suddette.
Il cane rappresenta poi la fedeltà al messag-gio evangelico, mentre la fiaccola simboleg-gia la diffusione della Parola di Dio tra i fedeli e gli infedeli per opera dei Frati Pre-dicatori. Questa immagine è legata ad un racconto immaginifico. Si narra che la ma-dre di S.Domenico, al momento del parto, abbia avuto la visione di un cane, con una fiaccola fiammeggiante tra le fauci, che correva illuminando il mondo.
I Frati di San Domenico, i Domenicani “Domini canes”, sono anche i cani del Si-gnore, ossia i difensori della verità che az-zannano gli eretici e difendono il gregge di Cristo.
Il globo è simbolo della diffusione della fe-de nel mondo intero.
A completamento del simbolo domenica-no, ne ricordiamo il motto: “LAUDARE, BENEDICERE, PRAEDICARE” tolto dal più antico Prefazio mariano. Tale mot-to adottato nel 1656 non venne apposto nello stemma crociato che verso la fine del XIX secolo, quando sullo stemma cappato si apponeva la legenda: VERITAS.
Esempio di stemma crociato attualmente in uso nell’Ordine Domenicano incorniciato dal motto e con una grossa stella sopra lo scudo.
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Cfr MEMORIE DOMENICANE, Quaderno 871, Firenze 1964 -“Iconografia dei sigilli e degli stemmi dei domenicani” a cui si rimanda per la bi-bliografia specifica e D.I.P. vol. 4 col. 931-2.
Tutte queste notizie sono tratte dal libro "IL VALORE DEL SIMBOLO" di Giulio Zamagni, dove sono trattati più di 240 stemmi di Ordini religiosi.
Alcune immagini sono disponibili sul sito
http://www.araldicavaticana.com nella sezione "Ordini religiosi maschili".
Del libro si è trattato anche nel nostro forum in data 31 marzo 2004 sotto la voce "Nuovo libro di araldica ecclesiastica".
Un caro saluto a tutti.
Julius