La privazione della nobiltà

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Re: La privazione della nobiltà

Messaggioda GENS VALERIA » martedì 7 luglio 2015, 9:16

Alla fin fine, oggi, i nobili in Italia esistono , si chiamano così, si frequentano in luoghi esclusivi, ordini cavallereschi , circoli, salotti e non sono particolarmente interessati alle nostre elucubrazioni più o meno cervellotiche.
Quello che emerge dai rotocalchi rosa è la punta di in iceberg neppure tanto edificante, come scarsamente edificante è la vita dei festaioli di ogni classe o ceto.
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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Re: La privazione della nobiltà

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » martedì 7 luglio 2015, 19:45

GENS VALERIA ha scritto:Alla fin fine, oggi, i nobili in Italia esistono, si chiamano così, si frequentano in luoghi esclusivi, ordini cavallereschi , circoli, salotti ...


Su questo siamo anche d'accordo.
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Alessio Bruno Bedini
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Re: La privazione della nobiltà

Messaggioda N85 » mercoledì 8 luglio 2015, 2:48

GENS VALERIA ha scritto:Alla fin fine, oggi, i nobili in Italia esistono , si chiamano così, si frequentano in luoghi esclusivi, ordini cavallereschi , circoli, salotti


Concordo anch'io, questa è la realtà sociale in cui ci muoviamo.

Capisco anche il punto di Tomaso: il venir meno della dimensione giuridica segna in effetti una cesura netta col passato, un punto di non ritorno. Credo che su questo siamo tutti d'accordo, però mutare nome alle cose è diverso.
Del resto, a ben vedere, alcuni pretendenti (penso, ad esempio, a Sigismondo d'Asburgo-Lorena) s'appellano tutt'oggi col titolo che sarebbe loro spettato se non fosse intervenuta quella cesura netta col passato che è stata senza dubbio l'unificazione d'Italia. Ugualmente il Papa non ha mutato titolo nei quasi 60 anni in cui aveva perso la sovranità territoriale, eppure anch'essa è stata una cesura giuridica radicale col passato, che ha trasformato profondamente l'ufficio pontificio.
Alla fine per i "nobili" odierni mantenere il titolo avito può essere un atto forse vanaglorioso per certi aspetti, ma non fa male ad alcuno e non sottende certo pretese giuridiche irrealizzabili. Per contro, temo che smettere di parlare di nobili e nobiltà potrebbe rischiare di prestare il fianco anche alla negazione di quel (poco) che è rimasto
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Re: La privazione della nobiltà

Messaggioda T.G.Cravarezza » mercoledì 8 luglio 2015, 6:16

Ma ci mancherebbe, concordo anche io con gli ultimi interventi, sono il primo ad usare tutti i titoli dovuti con i miei conoscenti ed amici nobili, quindi nessun problema. Tutti i miei interventi precedenti riguardo la terminologia, da "nobile" a "discendente di avi nobili", erano sul piano puramente accademico e filologico e non di sicuro sul piano pratico. Era solo per far comprendere meglio la grande differenza che c'è tra il nobile del passato (o anche, seppur molto differenti, di quello odierno residente in stati con legislazione nobiliare) detentore delle tre dimensioni ed il discendente di avi nobili odierno italiano o austriaco o....
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