M.Brivio ha scritto:Scusate ma non vedo tutta questa differenza tra nobili "di fatto" e nobili "di diritto", in epoche così remote. Non capisco perchè ci si affanni così tanto a voler trovare sempre un brevetto, come se senza carta bollata qualcosa non esista. E comunque, prima di affrontare la questione della nobiltà malatestiana, bisognerebbe forse chiedersi cos'era la nobiltà in quell'epoca.
non così non importante è la diatriba tra la "nobiltà di fatto" (che NON solo io reputo un artificio e una forzatura!) e la "nobiltà di diritto" (che NON solo io reputo sia solo e semplicemente "nobiltà"!). non è un dettaglio insignificante, anzi! la questio è proprio questa!
cos'è la "nobiltà"?
se è un "riconoscimento" (da parte di un "patriziato") o una "concessione" (da parte di un "sovrano") questo riconoscimento/concessione deve esserci (ovviamente NON parlo della lettera patente in originale in pergamena e bollo-sigillo in cera lacca...). deve esserci nella fattualita "giornaliera" dell'epoca, nei modi di rapportarsi al de cuius, nello stesso modo in cui il de cuius si autodefinisce, etc. etc. etc. ...
i Malatesta seppur potenti nella loro zona originaria di stanzialità entrano sulla scena riminense in un modo alquanto bizzarro... sfilando in sottomissione alla città!...
i Malatesta sono una famiglia più potente che ricca, all'inizio (per aver casa in Rimini) accettano una oblazione da parte del Comune...)...
i Malatesta sono ondivaghi, cercano alleanze sia tra i partiti riminensi sia tra le fazioni a livello più alto... e non disdegnano il salto della cavallina pur di trovare qualcosa più favorevole a se stessi...
i Malatesta più che potenti (nel senso nobiliare) sono potenti (nel senso violento del termine), più un clan (e lo dico con spiccato senso contemporaneo e napoletano!) che vuole imporre il proprio potere... che una famiglia nobile che vuole governare...
che potevano vantare i Malatesta all'inizio?
- una semi-mitica discendenza germanica... forse creata ad hoc per accreditarsi verso i ghibellini/Impero...
- una semi-mitica discendenza romana... forse creata ad hoc per accreditarsi verso i guelfi/Papato...
- un cavalierato federiciano del 1226...
- l'essere stati i signori (usando un termine moderno: "laird" e non "lord"...) dei loro possedimenti "montani"...
cosa ottennero i Malatesta all'inizio?
- essere accettati non come nobili, forse come notabili, ma forse come chi accetta che nel palazzo del quartiere "bene" venga ad abitare il capo di un clan di malaffare...
- una serie di alleanze familiari e politiche che accrebbero il loro sforzo di diventar "colletti bianchi"...
- colletti bianchi che scaltramente, ma sempre con un piglio violento e risoluto, prendono ciò che vogliono! ce la fanno. si prendono Rimini!
- obtorto collo chi detiene la sovranità deve fare buon viso a cattivo gioco, legittimando quella presa di potere... con la funzionalità un po' pretenziosa, un po' farlocca del vicariato... i Malatesta lì facevano ciò che essi volevano, non certo eseguivano ordini provenienti dal papato...
senza dimenticarci che la questio "nobiltà/non-nobiltà" non è che la poniamo noi nel XXI secolo... veniva già posta all'epoca e non da commentatori, ma da chi era personalmente implicato... i papi ad esempio...
gli stessi Malatesta hanno un rapporto personale e familiare con la nobiltà, la propria nobiltà, alquanto interrogativo: nessuna fregola di sottolineare nè vetuste nobiltà... nè novelle nobiltà. semplicemente se ne fregano.
resta ovvio, che la nostra è una discussione su un forum, non una ricerca dottorale, con tutti i limiti che questo pone!