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antonio33 ha scritto:dato che mi trovo a ricostruire l'albero genealogico del tizio in questione, mi chiedo se sia corretto, dal punto di vista strettamente genealogico, continuare la sua discendenza citando la figlia adottiva con i suoi figli, nipoti e pronipoti.


contegufo ha scritto:L'essere abbandonati quali che siano stati i motivi è moralmente deprecabile e far pesare ancora quel tragico momento, in parte risolto con l'amore di terze persone, ritengo che sia ancora peggio.

antonio33 ha scritto:In un altro albero genealogico, che tu conosci, facendo riferimento a un figlio, illegittimo e quindi con cognome diverso, ho aggiunto una piccola notula: sangue e beni passano a... e, in tal modo, ho evidenziato il rapporto di sangue senza scrivere figlio illegittimo.

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Tilius ha scritto:antonio33 ha scritto:In un altro albero genealogico, che tu conosci, facendo riferimento a un figlio, illegittimo e quindi con cognome diverso, ho aggiunto una piccola notula: sangue e beni passano a... e, in tal modo, ho evidenziato il rapporto di sangue senza scrivere figlio illegittimo.
Credo che anche tecnicamente si possa usare la dicitura "figlio naturale".
Tilius ha scritto:Boh. In generale mi sembra che ne stiamo facendo un po' una questione di lana caprina.
T.G.Cravarezza ha scritto:Specificato ciò, però, ritengo anche io che in un albero genealogico, per mero senso scientifico e di correttezza storica, sia opportuno segnalare se un figlio è naturale (termine più "gentile" di "illegittimo"), legittimo (e quindi non serve specificare) o adottato.

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