Innanzi tutto perchè la proposta mi pare fuori dal tempo per questa materia - l'araldica di privati cittadini è ormai "dismessa" anche da molti stati retti a monarchia -, complicata, incerta, e, in fondo, velleitaria per i troppi sottointesi non sciolti: gli aspetti "nobiliari" che si andrebbero a lambire in contrasto con la costituzione, le questioni di "possesso", di "marchio", di "emblema personale", "emblema di famiglia", "famiglia omonima", etc., questioni legate ad un diritto di famiglia in evoluzione (il College of arms ad esempio ha disciplinato di recente le regole per gli stemmi matrimoniali per coppie gay), che si incrociano in un ginepario di norme giuridiche contemporanee in cui il Legislatore dovrebbe tenere la barra con consuetudini araldiche che si fondano su un "diritto" di Antico Regime. Sembra davvero una "mission impossible" soprattutto perchè non è né una necessità reale, nè un'urgenza.
Non ultimo i "mezzi a disposizione". In teoria rivolgendosi a tutti i cittadini, si ipotizza di creare una sorta di "anagrafe araldica nazionale" a cui potrebbero rivolgersi decine di migliaia di cittadini, una massa di richieste di "riconoscimenti" (?) "certificazioni" (?) di cui è lecito dubitare possa essere regolata con una meditata e autorevole gestione.
A suo tempo, ad esempio, la Consulta araldica aveva un aspetto positivo che l'attuale Ufficio non ha più purtroppo, le commissioni regionali che scremavano con la necessaria competenza locale le istanze del postulante indirizzandole a Roma con già espresse le valutazioni del caso. Immagino la famiglia alto atesina o della piccola valle della Carnia che indirizza al "burocrate araldico romano" - sia detto come mero dato oggettivo senza un intento denigratorio agli aggettivi "burocrate" e "romano" - il suo stemma perfettamente giustificato da una serie di valutazioni storico-araldiche legate alle consuetudini giuridiche delle "Regole ampezzane" o degli antichi usi delle "Vicinie della Carnia". Come ci potrà essere una consapevole gestione di queste "sfumature" così legate alla più specifica storia locale, che al "di fuori" possono essere lette come variabili ed eccezioni non accettabili? Mah... sono molto scettico.
Da libertario quale sono, che rifugge come la peste ogni ingerenza dello Stato - specie uno come questo... - nella vita delle persone, preferisco sempre la Libertà. La libertà su quello che è un (piccolo) fenomeno che, come araldica personale, è ormai ascrivibile alla sfera privata di una "nicchia" di soli "appassionati" e che consente già quello che l'ennesima nuova legge vorrebbe disciplinare. Chi ne capisce di queste cose del resto vede già adesso se uno stemma è una buffonata con corone, manti imperiali o granducali di signorie bizantine inventate e ne sorride. E l'appassionato comporrà consapevolmente un nuovo stemma proprio perche appassionato di questa disciplina e la rispetta. E la variegata paccottiglia araldica che ci affligge (ma che riconosciamo bene
Saluti,
F.


