da antonio33 » venerdì 2 maggio 2014, 19:57
Spero che mi perdonerete se provo a spiegare quello che alcuni vostri discorsi lasciano vagamente intendere. Chi partecipa ad un Forum come questo, che non per nulla si chiama “I nostri avi”, di solito è persona legata a tradizioni e a determinati valori. Quasi tutti noi, a parte qualche mattacchione o alcuni alla disperata ricerca di una improbabile patente per nobilitarsi, condividiamo, anche se con diverse sfumature, gli stessi principi: validissimi, direi spesso nobili, e, soprattutto, conformi alla nostra educazione (cultura?) europea e cristiana. La Chiesa viene qui vissuta ed interpretata secondo un’ottica che sfugge, però, a parecchia gente che, forse anche per pura e semplice ignoranza, non riesce a capire il significato di certi simboli. A tutto ciò si aggiungano alcuni episodi (forse parecchi…) incresciosi (e mi limito…) che hanno contribuito ad allontanare il "popolo" dalla retta via. Il richiamo ad alcuni valori molto semplici e di facile comprensione, e che non diano adito ad equivoci (ricchezza e/o sperpero), oltre alla rinuncia ad alcuni simboli lontani dalla sensibilità della gente comune, probabilmente, almeno nelle intenzioni, dovrebbero servire a riavvicinare i delusi, gli scandalizzati e, talvolta, anche coloro che non sanno o non possono capire.
Una Chiesa povera ed informale è più vicina e più accessibile, anche se coloro che apprezzano non solo il monaco ma, giustamente, pure l’abito, stentano ad adeguarsi.
Ho idea che qui ora si discuta di sole sfumature dello stesso colore e il richiamo di don Antonio alla sostanza, in quanto tale e basta, dovrebbe essere esauriente.
Antonio
Princeps probitas iusti