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La natura cavalleresca spiega e giustifica il mantenimento del carattere nobiliare dell’Ordine, molti dei cui cavalieri religiosi provenivano in passato dalle famiglie aristocratiche del mondo cristiano. Oggi la maggioranza dei cavalieri di Malta appartiene a ceti non nobili. I membri dell’Ordine possono definirsi gentiluomini cattolici animati da altruistica nobiltà d’animo e di comportamento. Tutti i cavalieri di Malta rispondono alla condizione prevista anticamente per il conferimento di titoli nobiliari: l’essersi distinti per particolari virtù. Il carattere cavalleresco dell’Ordine ha ancora oggi grande valenza morale perché denota lo spirito di servizio, di abnegazione e di disciplina che anima i cavalieri di Malta. Le battaglie non vengono più combattute con la spada, ma con gli strumenti pacifici della lotta contro le malattie, la miseria, l’emarginazione e l’intolleranza, e con la testimonianza e la difesa della fede cattolica.


Alessio Bruno Bedini ha scritto:Io personalmente credo che anche chi proviene da famiglia umile possa esser chiamato nei ceti maggiori e ricoprire incarichi prestigiosi in un ordine, se ne ha il carisma, le competenze e il curriculum.

Alessio Bruno Bedini ha scritto: Il problema della selezione invece riguarda proprio le classi nobiliari che di solito hanno una corsia preferenziale per entrare e non sempre è detto che chi proviene da famiglia nobilitata è adatto a far parte di questo ordine.
Io personalmente credo che anche chi proviene da famiglia umile possa esser chiamato nei ceti maggiori e ricoprire incarichi prestigiosi in un ordine, se ne ha il carisma, le competenze e il curriculum. In fin dei conti il Nostro Signore chiamò degli umili pescatori a far parte dei suoi apostoli e al comando della Sua Chiesa. E nessuno di loro proveniva da famiglia nobile.
Parag. 3 - Le Alte Cariche ed offici del Sovrano Consiglio, salvo il disposto dell’art. 20, parag. 4, gli offici di Cancelliere, Ricevitore ed Ospedaliere dei Priorati e dei Sottopriorati e quelli di Reggente, Luogotenente, Vicario e Procuratore, sono ricoperti preferibilmente da Cavalieri Professi. Se vengono eletti Cavalieri in Obbedienza per loro specifiche qualità, l’elezione deve essere confermata dal Gran Maestro.
Parag. 4 - Gli offici delle Alte Cariche, dei Priori, dei Vicari, dei Luogotenenti, dei Procuratori, dei Reggenti, dei Cancellieri di Priorati e quelli di almeno quattro dei sei Consiglieri del Sovrano Consiglio restano riservati ai Cavalieri aventi i requisiti di Onore e Devozione o di Grazia e Devozione.
Alessio Bruno Bedini ha scritto:Per quanto riguarda i cavalieri di Grazia Magistrale dello SMOM credo che il sistema di selezione sia molto buono, prevedendo un periodo di apprendistato, magari come donato. Il problema della selezione invece riguarda proprio le classi nobiliari che di solito hanno una corsia preferenziale per entrare e non sempre è detto che chi proviene da famiglia nobilitata è adatto a far parte di questo ordine.
Io personalmente credo che anche chi proviene da famiglia umile possa esser chiamato nei ceti maggiori e ricoprire incarichi prestigiosi in un ordine, se ne ha il carisma, le competenze e il curriculum. In fin dei conti il Nostro Signore chiamò degli umili pescatori a far parte dei suoi apostoli e al comando della Sua Chiesa. E nessuno di loro proveniva da famiglia nobile.
Pantheon ha scritto:Il donato è membro del SMOM a tutti gli effetti, definirlo una sorta di apprendista mi sembra formalmente scorretto e personalmente un po' svilente....
Luigi Scafati ha scritto:Alessio Bruno Bedini ha scritto:Io personalmente credo che anche chi proviene da famiglia umile possa esser chiamato nei ceti maggiori e ricoprire incarichi prestigiosi in un ordine, se ne ha il carisma, le competenze e il curriculum.
Ma questo nell'Ordine di Malta già avviene!!!
T.G.Cravarezza ha scritto:Come ho scritto, a parità di capacità e meriti, può anche andare bene, per una questione di tradizione, scegliere il candidato nobile, ma se i meriti e le capacità sono a favore del candidato non nobile, è giusto che sia quest'ultimo ad essere nominato.


Alessio Bruno Bedini ha scritto:T.G.Cravarezza ha scritto:Come ho scritto, a parità di capacità e meriti, può anche andare bene, per una questione di tradizione, scegliere il candidato nobile, ma se i meriti e le capacità sono a favore del candidato non nobile, è giusto che sia quest'ultimo ad essere nominato.
Che significa a parità di meriti? No, secondo me non ha senso se questa norma fosse codificata.
Certo si può tener conto della famiglia, della tradizione ma è una questione morale che deve prescindere dalle competenze, non essere canale preferenziale in grado magari di prevaricare qualsiasi cosa.
Alessio Bruno Bedini ha scritto:Pantheon ha scritto:Il donato è membro del SMOM a tutti gli effetti, definirlo una sorta di apprendista mi sembra formalmente scorretto e personalmente un po' svilente....
Hai ragione, più che periodo di apprendistato sarebbe meglio definirlo come periodo di valutazione per un eventuale passaggio al ruolo di cavaliere.
Infatti non tutti i donati diventano cavalieri.
Questo periodo è a mio avviso molto positivo e lo renderei obbligatorio per tutti.
Anche per chi ha i quarti di nobiltà.


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