Matrimonio nel basso medioevo

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Re: Matrimonio nel basso medioevo

Messaggioda pierluigic » domenica 26 gennaio 2014, 21:32

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il matrimonio medievale si basa sulla stipula di un contratto matrimoniale


Redige l'atto il notaio

Vale giustamente quanto detto da M.Brivio

i fondi notarili dei diversi archivi di stato italiani sono pieni di atti dotali rogati da notai.


E’ un’eccezione che la figura del notaio coincida col prete

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Re: Matrimonio nel basso medioevo

Messaggioda GENS VALERIA » lunedì 27 gennaio 2014, 12:01

Nel medioevo

- Il matrimonio via, via verrà gestito completamente dalla Chiesa, a scapito delle famiglie di origine e dei singoli poteri civili.
- Le tradizioni locali perdono di importanza, si cerca di dare omogeneità e certezza, anche attraverso i riti liturgici.
- Si cristallizza, allora, un’unica forma liturgica, prima ancora di una riflessione completa e condivisa, circa la materia del sacramento e il momento dello stesso.
- La preoccupazione in questo periodo è duplice:
A- chiarire quando avviene il sacramento, ossia il momento preciso;
B- far uscire dalla clandestinità i matrimoni.
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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Re: Matrimonio nel basso medioevo

Messaggioda antonio33 » lunedì 27 gennaio 2014, 15:59

Delehaye ha scritto:interessante questo saggio di Francesco Salerno, "La defininizione nominale del matrimonio canonico nei secoli XII e XIII", in Ius populi Dei - Miscellanea in honorem, a cura di Raymondi Bidagor, Vol. III, Pontificia Università Gregoriana, 1972, Roma, pagg. 145-205
leggibile qui: http://books.google.it/books?id=ZnbLQ8rLt9kC&pg=PA145


Sì, davvero interessante. Grazie Delehaye. (Come sempre...)


E grazie ancora, naturalmente, a tutti gli altri.

pierluigic ha scritto:Redige l'atto il notaio

Qualora il notaio non fosse disponibile, si ricorreva al parroco. Infatti era uno dei pochi a saper leggere e scrivere.


M.Brivio ha scritto:i fondi notarili dei diversi archivi di stato italiani sono pieni di atti dotali rogati da notai. Il problema è conoscere il notaio rogante e la data


Il mio ulteriore problemino (e non da poco...) è riuscire a leggerli.
Inoltre, quando si vuole risalire così indietro nel tempo, la documentazione è scarsina.
Comunque, per quel che ho trovato, spesso si tratta di doti di poca importanza, piene di carabattole e non di beni immobili, che sono quelli che contano per ricostruire meglio le vicende.

Fin quando si trovano annotati nascite, morti e matrimoni nei registri della parrocchie o in quelli dei comuni, le ricerche sono relativamente semplici e certe.
Se, invece, si vuol risalire più indietro, la faccenda si complica parecchio.

Ringraziando ancora, saluto tutti.
Antonio
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Re: Matrimonio nel basso medioevo

Messaggioda pierluigic » lunedì 27 gennaio 2014, 19:09

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Ovviamente da luogo a luogo variavano le consuetudini

In ambito fiorentino credo che raramente la dote potesse riguardare case o terreni ( il padre lasciava i beni ai figli maschi ) e pagava una dote in denaro alle figlie destinate al matrimonio
Questo sembrerebbe semplificare le cose : Per trovare traccia di immobili devi affidarti ai testamenti .

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credo comunque ( in caso di vedovanza ) che salvo ci fosse un testamento in senso contrario la vedova avesse solo diritto alla restituzione della dote quindi non ereditasse alcun bene immobile dal marito
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In realta’ non e’ facile individuare case e terreni indicati negli atti dei notai del duecento e del trecento , salvo rarissimi casi . I confini normalmente fanno riferimento ai nomi dei confinanti di allora e a strade e a edifici normalmente non piu’ esistenti


Comunque

Il notaio era una figura importantissima nella societa’ medievale

Gli uomini medievali , ricorrevano al notaio per qualsiasi genere di transazione

Il matrimonio aveva quasi sempre ( principalmente nelle classi abbienti ) valore di scelta economica ( dote ) , politica ( di alleanza tra famiglie e consorterie ) , la donna passava dalla tutela del padre o dei fratelli alla tutela del marito

Gli atti del notaio erano testimonanza nel tempo di questi patti . Gli atti del notaio venivano raccolti dal Comune e conservati alla sua morte. Se il figlio era notaio conservava anche i documenti del padre


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Re: Matrimonio nel basso medioevo

Messaggioda antonio33 » martedì 28 gennaio 2014, 0:39

pierluigic ha scritto:In ambito fiorentino credo che raramente la dote potesse riguardare case o terreni ( il padre lasciava i beni ai figli maschi ) e pagava una dote in denaro alle figlie destinate al matrimonio


E se non ci fossero stati figli maschi, ma, ad esempio, solo due femmine? Il matrimonio sarebbe stato autorizzato dal "feudatario" e la dote avrebbe compreso anche beni immobili? [hmm.gif]

Comunque, indipendentemente dalla dote, direi che alle figlie (o ai loro mariti?), alla morte del padre, sarebbe andata l'eredità.


Ciao, Pierluigi.
Saluto tutti.
Antonio
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Re: Matrimonio nel basso medioevo

Messaggioda pierluigic » martedì 28 gennaio 2014, 2:23

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in ambito fiorentino nel XIII secolo erano rimasti ben pochi che potessero dirsi signori nel contado

La societa' dei milites e' impegnata a combattersi divisa tra guelfi e ghibellini a partire dal 1238 circa. I Populares stanno scalando i vertici del Comune e formando un nuovo ceto dirigente

Quindi Antonio sei di fronte ad una societa' di artigiani e mercanti vivacissima che si prepara a conquistare il mondo . Una societa' con una laboriosita' per certi versi "moderna" che ha gia' praticamente sconfitto il mondo feudale nel XII secolo e che nel XIV secolo affrontera' il modernissimo problema sociale dei " Ciompi"

Resta ancora potente il concetto di consorteria : i beni debbono rimanere nella consorteria familiare . Le figlie , io credo , debbono accontentarsi solo della dote. Ereditano i parenti maschi o la chiesa ( avevano il vizio dell'usura e spesso prima di morire rendevano ai poveri il mal guadagnato o almeno una piccola parte, a rimedio dell'anima come dicevano allora )

------------------
la situazione per le eredi donna si trascina cosi fino almeno al XV e parte del XVI secolo ( territorio fiorentino )

Ti riporto questo di Christiane Klapisch-Zuber ( quarda anche gli altri articoli nel sito indicato sono interessanti )

http://www.url.it/donnestoria/testi/classici/donna500/klapisczuber.htm


Premessa: a proposito degli studi più recenti
di D.M.
I recenti studi storici delle donne hanno mappato l'Italia individuando grosse differenze fra le zone. Se a Firenze - come dimostrano le ricerche di Christiane Klapisch Zuber - prevale fra '400 e '500 la famiglia agnatizia, in altre situazioni italiane come a Venezia esisteva la famiglia cognatizia. E ben diversa era la condizione patrimoniale delle donne. Nel primo caso le donne erano escluse dalla linea genealogica che era rigorosamente patrilineare; quindi non ereditavano perchè l'eredità andava ai maschi anche appartenenti ai rami collaterali. E solo a estinzione totale degli eredi maschi, anche cognati, entravano in possesso dell'eredità. Nel secondo caso la linea genealogica includeva anche le donne come agenti di costruzione della famiglia. La famiglia cognatizia era un progetto di parentela - parola usata in questi casi - che si apriva alle famiglie acquisite. Le donne, in questi casi, potevano disporre del testamento del marito.
I recenti studi hanno visto i due modelli intrecciarsi e suggeriscono che il modello agnatizio sia stato meno diffuso di quanto pensato negli studi originari di De Luca.
Queste scoperte non tolgono valore alle ricerche di Christiane Klapisch Zuber che mantenendosi in ambito toscano individua l'unico modello agnatizio; anche perchè la storica si spende in ricerche collaterali che individuano le tattiche di resistenza organizzate dalle donne che ci offrono un'immagine assai meno rigidamente identificata nel modello inverosimile di totale esclusione femminile.
da: Christiane Klapisch-Zuber , La famiglia e le donne nel Rinascimento a Firenze, Roma, Laterza, 1995
Introduzione

La iniziale fonte documentaria molto vasta utilizzato dalla storica è stato il catasto fiorentino del 1427.
La studiosa dice di avere affrontato a differenza di altri studi globali sulla famiglia, << un fatto apparentemente isolato e atipico>> Il <<comportamento deviante>> è lo scarso numero e << la irrilevanza sociale delle donne in una società che pure ci ha lasciato di esse le immagini più sensibili e raffinate, e che ha parlato moltissimo della famiglia>>.
Per questo motivo l'A. si è spostata dai catasti e estimi ai libri di famiglia.
Contemporaneamente l'A. osserva che la ricerca sulle donne, ha ben presto raddoppiato i soggetti degni d'attenzione ma l'effetto è stato <<di rinchiudere ben presto le donne entro un settore riservato - la casa, il letto, il corpo>>, dove sono visibili solamente <<povere gesta da formiche>>, ripetitive della storia della vita quotidiana. Invece l'interesse di questi documenti risiede altrove.
Nei libri di famiglia scritti dai padri per i figli assistiamo a una interpretazione storica nella quale l'anima della casa è maschile e la donna non è che un'ospite temporanea. Altrettanto i parenti acquisiti sono tenuti a debita distanza.
L'A. nota che l'aspetto straordinario di questi documenti è che sono compilati per governare sul futuro delle proprie generazioni irrobustendo il profilo del lignaggio con 'prove 'capaci di giustificare le aspirazioni alle quali il genealogista si sta ispirando. Questi documenti dunque anzitutto propongono un codice di condotta. Sono un monito alle generazioni che verranno, ispirato dalla realtà nella quale è vissuto chi scrive.
Il libro di famiglia offre una reinvenzione del passato famigliare che quanto più sarà antica tanto più esalterà l'onore e la capacità della famiglia di partecipare alla vita pubblica.
Le donne sono escluse perché il gruppo a cui si riconosce la consanguineità si estende lungo la linea paterna.
Secondo l'A. i borghesi fiorentini si sono conformati all'ideologia del patrimonio maschile e della preminenza del casato che va conservato e non disperso in rami secondari e affini della famiglia. Contemporaneamente la figura femminile è presentata come puro oggetto di scambio. Almeno questo è il significato che i fiorentini volevano comunicare alla tradizione storica, conforme all'idea che la donna non interpretasse i valori civili. Garantiva la riuscita del progetto del patriarcato di conservare nome e patrimonio la differenza d'età che caratterizzava il matrimonio fra coniugi destinati l'uno a conservare nome e patrimonio e l'altra a trasmetterli nel futuro con la discendenza e la propria dote.
K.Z. rileva questo aspetto di mercificazione della donna trasferita da una famiglia all'altra. Una donna rimasta vedova non aveva più diritto di stare nella casa del marito e se ci stava era per concessione dei figli e dei parenti. In caso contrario era riportata alla casa d'origine e se si risposava perdeva qualsiasi diritto sui figli i quali rimanevano nella casa paterna.
Tuttavia l'A. avverte di non fermarsi alla lettera di queste annotazioni, sarebbe troppo sbrigativo vedere nella discussione della cessione della donna il segno << di pura e semplice oppressione maschile>>



ciao spero ti siano utili queste considerazioni

e vale sempre , come detto anche nell'articolo , che spesso cambia tutto da un luogo all'altro , e nessuna puo' definirsi una regola generale


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Re: Matrimonio nel basso medioevo

Messaggioda antonio33 » martedì 28 gennaio 2014, 16:09

pierluigic ha scritto:...spero ti siano utili queste considerazioni


Sì, molto utili, grazie Pierluigi.
Come potrei spiegarmi meglio?
Dopo un evento tragico, di tutta una famiglia rimangono solo due figlie...
Una sola di loro si dovrebbe sposare e, se la mia teoria è esatta, erediterebbero tutto il marito di lei o, forse, i figli. Così riuscirei a capire come sia passato di mano il patrimonio da Tizio a Caio...
Sempre nella stessa zona, e sempre a causa di una strage, un'altra famiglia in breve tempo si estingue ed i suoi beni finiscono (di diritto?) ai cugini maschi.
Siamo agli inizi del XIV secolo.
Poche sono le fonti e annaspo in cerca di qualche pezza giustificativa.
Saluto tutti.
Antonio
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Re: Matrimonio nel basso medioevo

Messaggioda pierluigic » mercoledì 29 gennaio 2014, 1:06

.

come sai (molto meglio di me ) devono parlare i documenti

senza siamo purtroppo nel campo delle ipotesi : delle regole e delle eccezioni alle regole

in questo libro di ricordanze ( siamo ad inizi quattrocento )

http://books.google.it/books?id=N0ZRJ9ndeloC&printsec=frontcover&dq=brighe+affanni&hl=it&sa=X&ei=mTLoUtX1F8isyAO1nICgBA&ved=0CDIQ6AEwAA#v=onepage&q=brighe%20affanni&f=false

Luca da Panzano ( piu' grande ) e Luca Carnesecchi sono fratelli uterini e sono stati allevati insieme dalla madre rimasta vedova prima del Da Panzano poi del Carnesecchi

Luca Carnesecchi pur avendo dei cugini col suo cognome , ancora giovane , fa un testamento dove nel caso non dovesse avere figli istituisce erede il fratello uterino

Nel caso ( poi non verificatosi' ) i beni sarebbero passati dai Carnesecchi ai Firidolfi da Panzano ; non conoscendo i fatti senza una spiegazione evidente



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Re: Matrimonio nel basso medioevo

Messaggioda antonio33 » mercoledì 29 gennaio 2014, 12:48

pierluigic ha scritto:...devono parlare i documenti


E questo è il vero problema. Avere un'intuizione non prova nulla: ci vuole la conferma...

Antonio
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Re: Matrimonio nel basso medioevo

Messaggioda Gens Galeria » martedì 18 marzo 2014, 23:07

Buonasera a tutti!
E' vero , nel Medioevo si sposavano di fronte ad un notaio, era un contratto con tanto di dote e post dotem.
Ecco l'atto di consegna della post dotem che il mio antenato sulla linea paterna Alberto riceve per suo figlio Nuto.
" An. 1293 17 Aprilis ex actis S. Parentis quondam Stupii not. Sarzanen. post dotem quam Albertus quondam Benvenuti de Castro Sarzanae habuit pro filio suo Nuto marito Chesinae quondam Pasqualini de dicto Castro."
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Re: Matrimonio nel basso medioevo

Messaggioda antonio33 » giovedì 22 maggio 2014, 11:50

Sono ancora impelagato in un matrimonio della fine del XIII secolo. Nel quarto Concilio Lateranense si sancisce la proibizione del matrimonio entro il quarto grado di consanguineità ed affinità. Quindi, quale conseguenza, due cugini non si sarebbero potuti sposare. Il quarto grado vorrebbe dire almeno un bisnonno in comune? Ritengo che fosse possibile richiedere una dispensa, altrimenti avrei trovato un matrimonio "nullo" ed incestuoso. Mi chiedo: a chi andava richiesta la dispensa? E la si richiedeva solo per i nobili o anche per il popolo?
Ringrazio anticipatamente e saluto tutti.
Antonio
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Re: Matrimonio nel basso medioevo

Messaggioda GENS VALERIA » giovedì 22 maggio 2014, 12:25

antonio33 ha scritto:Sono ancora impelagato in un matrimonio della fine del XIII secolo. Nel quarto Concilio Lateranense si sancisce la proibizione del matrimonio entro il quarto grado di consanguineità ed affinità. Quindi, quale conseguenza, due cugini non si sarebbero potuti sposare. Il quarto grado vorrebbe dire almeno un bisnonno in comune? Ritengo che fosse possibile richiedere una dispensa, altrimenti avrei trovato un matrimonio "nullo" ed incestuoso. Mi chiedo: a chi andava richiesta la dispensa? E la si richiedeva solo per i nobili o anche per il popolo?
Ringrazio anticipatamente e saluto tutti.
Antonio


Un nonno in comune ad es . :
sposo - padre sposo - nonno - padre sposa - sposa . Un passaggio = un grado di parentela.

Penso che dispensa potesse essere concessa dal vescovo ( come ora ) e tutti avevano la possibilità di accedervi.
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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Re: Matrimonio nel basso medioevo

Messaggioda antonio33 » giovedì 22 maggio 2014, 12:33

Grazie Sergio!
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Re: Matrimonio nel basso medioevo

Messaggioda Bottacin Arturo » giovedì 22 maggio 2014, 21:50

Nell'atto di matrimonio si trova anche l'eventuale dispensa e da chi è stata concessa dall'ordinario diocesano a volte anche dalla SS. gli atti prima del 1700 spesso si trovano negli archivi della curia d'origine; ho sotto mano proprio un atto del 1635 tra cugini di 3° grado che chiedono la dispensa di matrimonio e la dispensa dalal pubblicazioni. Bottacin Arturo
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Re: Matrimonio nel basso medioevo

Messaggioda Guido5 » venerdì 23 maggio 2014, 2:03

Cari amici,
sì, anni fa ho visto (e consultato) nell'Archivio Segreto Vaticano un elenco - fatto con tabulati di computer - di matrimoni fra primi cugini con la dispensa della Santa Sede...

Ciao a tutti!
Guido5
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