Genealogia e araldica famiglia Pizzi o de' Pizzis

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Re: Genealogia e araldica famiglia Pizzi o de' Pizzis

Messaggioda carlotta » venerdì 17 settembre 2010, 11:05

Caro Morello,
l' informazioni inviatami tramite Semifonte penso sia un indirizzo, può confermarlo?
Grazie, veramente grazie a tutti e due !
Carlotta.
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Re: Genealogia e araldica famiglia Pizzi o de' Pizzis

Messaggioda semifonte » venerdì 17 settembre 2010, 21:49

E' uno studio medico dalle parti del Met. Su Google trovera' maggiori informazioni.
Speriamo invece non accada quanto predetto dal dr.Shama' [hmm.gif]

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Re: Genealogia e araldica famiglia Pizzi o de' Pizzis

Messaggioda Franco Benucci » venerdì 17 settembre 2010, 23:06

San Marco ha scritto:Gentile Carlotta, naturalmente tutto da ferificare, ma quel capo d'Angiò istituito da Carlo d'Angiò (1265) quale segno di riconoscenza per coloro che lo avevano aiutato concedendo di portarlo nelle loro Armi e che ebbe dopo aver vinto Manfredi (1266) e preso possesso del Regno una maggiore " evoluzione a livello di gratificazione " è, a mio avviso, un collegamento certo.

Mica tanto certo: a Bologna il capo d'Angiò è frequentissimo e nel 90% dei casi è semplicemente segno di appartenenza alla parte guelfa, spesso auto-attribuito dai titolari dell'arma, anche molto tempo (decenni e secoli) dopo le vicende sopra ricordate. V. anche qui nel Forum, sezione Araldica, FJ von Trotta l'11 settembre 2010, alla voce Gigli: "In generale il capo di partitanza con gigli, il cosidetto capo d'Angiò, era liberamente assunto dalla famiglia come segno di militanza politica. Leggende varie lo fanno segno di concessione, più per nobilitare una stirpe che altro, ma nella realtà non era così. Più del 40% delle famiglie di Bologna ad esempio hanno il capo con gigli: difficile immaginare "concessioni di massa"." viewtopic.php?f=1&t=11693
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Re: Genealogia e araldica famiglia Pizzi o de' Pizzis

Messaggioda carlotta » mercoledì 20 ottobre 2010, 8:09

A proposito dei Pizzi : carissimi Morello e Semifonte, ho finalmente scritto alla fonte indicatami più di un mese fa.
Ho tardato poiché non sapevo come comunicare l'informazione " libro di famiglia " e spiegare da chi l'avevo avuta.
Il mio inglese è elementare e poco praticato negli ultimi anni, ho risolto non spiegando la fonte dell'informazione ed articolando la mia richiesta in parte come l' ho avviata al Forum.
Aspetto ora notizie ed ovviamente, se le avrò, sarete i primi a saperlo.
Per rispondere ad altri forumististi : mi sono recata presso l'Archivio di Stato di Roma ma non ho trovato traccia dei Pizzi, nell' Annuario pontificio ho trovato il nome legato da parentela con tale famiglia, che peraltro sapevo.
Insomma dei Pizzi a Roma non c'è traccia anche se esistevano " Ill.mi D.D. Joseph, Jo. Batta e Carolus " a Roma.
Andrò a vedere i notarili o gli elenchi degli avvocati e dei medici degli ultimi duecento anni, se li trovo.
Intanto faccio una ulteriore richiesta a Morello in riferimento a " la cronaca manoscritta dei de' Pizzi XVII e XVIII sec" riportato in un intervento al Forum, è possibile saperne di più ? Mi sembra di ricordare che i Cantelmo erano i signori di Alvito e delle terre confinanti con l'Abruzzo e con Terra di Lavoro. Chiedo ancora a chi può aiutarmi, se qualche forumista conosce il mondo genealogico dell'Alto Lazio.
Grazie di nuovo
Carlotta
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Re: Genealogia e araldica famiglia Pizzi o de' Pizzis

Messaggioda L.A.S. » mercoledì 20 ottobre 2010, 9:04

carlotta ha scritto:Mi sembra di ricordare che i Cantelmo erano i signori di Alvito e delle terre confinanti con l'Abruzzo e con Terra di Lavoro. Chiedo ancora a chi può aiutarmi, se qualche forumista conosce il mondo genealogico dell'Alto Lazio.
Grazie di nuovo
Carlotta


Sarebbe per me un piacere aiutarla con notizie storico-bibliografiche riferite ai Cantelmo e ai loro possedimenti nella parte del Lazio meridionale che rientrava in Terra di Lavoro, anche ben oltre quanto riportato sulla voce http://it.wikipedia.org/wiki/Contea_di_Alvito, comunque discretamente stesa.
Cordialmente,
Lorenzo
L.A.S.
 
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Re: Genealogia e araldica famiglia Pizzi o de' Pizzis

Messaggioda carlotta » mercoledì 20 ottobre 2010, 19:21

Caro Las,
ho avidamente letto il sito da lei indicatomi in riferimento ad Alvito e i nodi di collegamento storici e territoriali tra Abruzzo, Terra di Lavoro e Roma ci sono.
Ho trovato proprio questa mattina, un Romualdo Pizzi governatore di Anagni nel libro di Christopher Weber sui governatori dello Stato Pontificio nel 1750 circa, e sempre lo stesso ( ? ) a Sermoneta qualche anno prima.
Le distanze da Roma si accorciano.
Aspetto sue nuove volentieri.
Grazie e a presto
Carlotta
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Re: Genealogia e araldica famiglia Pizzi o de' Pizzis

Messaggioda Morello » giovedì 21 ottobre 2010, 8:48

Gent.ma Carlotta,
esistono due manoscritti de Pizzis, di mia conoscenza diretta, uno è conservato presso la Biblioteca Provinciale "De Meis" di Chieti, volume consultato da me molte volte e da cui ho tratto importanti ed interessanti notizie. Fu redatto, o meglio, completato e ampliato dall'Abate Don Tommaso de Pizzis tra la fine del XVII secolo e la metà di quello successivo, la cronaca era stata iniziata dal suo antenato Ciccarello IV (morto nel 1612). In prevalenza il manoscritto tratta della famiglia de Pizzis e delle famiglie nobili ortonesi e abruzzesi che avevano tratto alleanza matrimoniale con la casata ortonese, vi sono dipinti anche stemmi a colori e credo si parli anche dei Cantelmo, ma potrei non ricordare bene, controllerò. Anni addietro scrissi un breve articolo sul manoscritto su un quaderno di storia locale, se mi invierà i suoi estremi e, soprattutto, se riuscirò a ritrovarne una copia, gliela invierò volentieri. L'altro manoscritto, che ho avuto la fortuna di visionare, è di proprietà di un privato ortonese residente a Milano, carissimo ed indimenticato amico mio scomparso anni addietro e, francamente, non so che fine abbia fatto in mano agli aredi affatto interessati alla storia del loro paese d'origine. Questo secondo manoscritto, anch'esso opera di don Tommaso de Pizzis, narra prevalentemente le vicende sulla vita e i miracoli di San Tommaso Apostolo, le cui spoglie si venerano in Ortona dal 6 settembre 1258. In merito ai Cantelmo potrebbe trovare qualcosa sulla ristampa anastatica del Candida Gonzaga, esistente, certamente, in varie biblioteche della sua zona. Dalle mie parti è conservato in originale alla Provinciale di Chieti ed in anastatica a quella di Teramo. Ho un volume sulle famiglie nobili napoletane, se vi sono i Cantelmo, Le invierò le fotocopie.
Cordialmente

Morello


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Re: Genealogia e araldica famiglia Pizzi o de' Pizzis

Messaggioda L.A.S. » giovedì 21 ottobre 2010, 12:23

carlotta ha scritto:ho avidamente letto il sito da lei indicatomi in riferimento ad Alvito e i nodi di collegamento storici e territoriali tra Abruzzo, Terra di Lavoro e Roma ci sono.


Per quanto riguarda i Cantelmo, ho verificato la loro genealogia tra '300 e '400, nel periodo in cui interessa la contea di Alvito e di Popoli, attraverso la ricostruzione di Domenico Santoro (*), che ha emendato i testi precedenti (in particolare l'incompleta e celebrativa Historia della Famiglia Cantelma del Vincenti e la Storia delle famiglie celebri d'Italia di Pompeo Litta, la quale, sui Cantelmo, riporta notizie erronee e confuse), con testimonianze epigrafiche e con documenti estratti dai registri angioini: ma qui non vi si trovano notizie sulla famiglia di suo interesse. Bisognerebbe eventualmente fare un raffronto con il ms. individuato da Morello, onde capire gli eventuali rapporti e il periodo di questi tra l'una e l'altra famiglia e, quindi, se possibile, verificarne la base scientifica.

(*) D. Santoro, Pagine sparse di storia alvitana, vol. I, Tip. Jecco, Chieti 1908 (e rist. an. Alvito 1971), in particolare alle pp. 47-120, e vol. II (Documenti), Tip. Jecco, Chieti 1909, in ispecie alle pp. 41-90.

P.S. Se desidera le parti del volume come citate sono a sua disposizione (mi mandi eventualmente per messaggio privato il suo indirizzo)


carlotta ha scritto: Ho trovato proprio questa mattina, un Romualdo Pizzi governatore di Anagni nel libro di Christopher Weber sui governatori dello Stato Pontificio nel 1750 circa, e sempre lo stesso ( ? ) a Sermoneta qualche anno prima.
Le distanze da Roma si accorciano.


Mi pare però che le distanze c'entrino poco o nulla. Forse non è più il caso di andare a casaccio, saltando da un'epoca all'altra, da un territorio all'altro, solo sulla base di riferimenti più o meno confusi, in qualche modo legati solo dalla presenza di un cognome. Mentre è quanto mai necessario condurre una ricerca genealogica con tutti i crismi. Quindi, gentilissima Carlotta, dovrebbe partire dal predetto dato di fatto. E, armandosi di buona pazienza, proseguire - ché mi pare avesse scritto di aver già iniziato - sulla scorta dei documenti di stato civile dai suoi bisnonni a ritroso. Per qualsiasi necessità e difficoltà resto a sua disposizione.

Cordialmente,
Lorenzo
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Re: Genealogia e araldica famiglia Pizzi o de' Pizzis

Messaggioda carlotta » sabato 30 ottobre 2010, 15:50

Cari Morello e Las,
ho provato a scrivere messaggi privati, ma non sono partiti e in memoria non li ho trovati.
Chiedete a Tomaso Cravarezza di darvi il mio indirizzo.
Intanto sono in attesa di news da N. Y.
Grazie per tutto.
Carlotta
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Re: Genealogia e araldica famiglia Pizzi o de' Pizzis

Messaggioda carlotta » sabato 29 gennaio 2011, 20:11

Di nuovo a proposito dei Pizzi. Non ho avuto risposte da N. Y. Sono passati ormai più di tre mesi e dallo studio medico dell'indirizzo fornitomi da Semifonte ho ricevuto silenzio, eppure avevo inviato una lettera raccomandata!
Nel frattempo ho continuato a cercare e qualcosa ho trovato.
Se Morello può cortesemente inviarmi privatamente il materiale di cui parlava nell'ultimo suo messaggio, sarei grata, se non gli è di troppo impaccio.
Grazie e cari saluti.
Carlotta
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Re: Genealogia e araldica famiglia Pizzi o de' Pizzis

Messaggioda Franz Chiarizia de Molise » domenica 30 gennaio 2011, 22:30

..leggo solo ora questa conversazione, e cerco di dare il mio piccolo contributo.

In un manoscritto della mia famiglia di fine 700,scritto dal Generale Don Pietro Oddardo Chiarizia(figlio di Carlo e Maria Giuseppa Pizzi dei Baroni di Marigliano) viene riportato testualmente:

"Comincerò dunque dalla famiglia Pizzi e vi dirò esser questa antichissima e rinomata.
Quando voi vogliate oltre che i discendenti di questa famiglia donde sorse mia madre sono esistenti e potranno darvi dei lumi, ma io mi reputo in casa di sapere più di loro medesimi molti fatti.
Rimasi lo spazio di otto mesi in guarnigione in Ortona a Mare, provincia di Chieti, dove fui costantemente alloggiato durante il mio soggiorno colà nella casa dei signori Pizzi, la sola casa magnatizia, dirò così, di tutta la città e che per la sua costruzione antica e per i suoi magnifici appartamenti e giardini, anziché per la sua prossimità alla cattedrale, nella quale la detta casa ha una signorile tribuna, come pure per le riflessioni che detto edificio ha sempre appartenuto a tal famiglia ed è stata fabbricata nell’istessa epoca della cattedrale, chiaro si discerne esser i padroni di tale stabile antichi signori d’Ortona e gran possessori in quella provincia.
Quello dunque che colà vi vidi ed appresi sul conto di questa famiglia e da quello che me ne ricordavo vedo in poche righe a tracciarvene la linea, salvo poi ai signori Pizzi il rettificare il mio esposto che desidero conoscano acciò chiara risulti la verità e sia qualche errore di nome o di data corretto.
La famiglia Pizzi dunque puole ascriversi nel numero delle più antiche famiglie del regno come rilevasi dai ritratti di famiglia che io ho veduti nella galleria della casa di Ortona, e dove sono da tempo immemorabile piazzati, e non si potrà dire essere stati quelli foggiati poiché in una piccola città come Ortona non è possibile simile soperchierie né la famiglia Pizzi avrebbe potuto dirsi feudatari di quel paese e delle vicine com’arche non essendolo effettivamente stati.
Il primo retratto che vedesi in sala è un gran quadro rappresentante un uomo all’antica vestito ed una donna ugualmente coi stessi anziani abbigliamenti. Sotto tal quadro leggasi “Manfredo con Euride Stipite fecondissimo di quaranta famiglie illustre fra le quali una è quella dei Pizzi anno CCCXL”. Io rapporterò sempre tali quali sono scritte e con la stessa ortografia ch’era quella dei tempi trasandati. Questo quadro, come gli altri dei quali farò menzione, è uguale agli altri in grandezza cioè di otto palmi su quattro e mezzo di larghezza e presenta le figure al naturale.
Da questi due primi personaggi si comincia, seconde me, ad avere l’origine certa della discendenza. Segue a questo il secondo ritratto rappresentante un uomo di una certa età e sotto di esso leggasi scritto “Pico fondatore della Mirandola e Conte di Lombardia Opizzo dove secunno Roberto Tommaso Francesco Baisprondo e Carlo in Napoli Anno Domini CCCLXX sino in CMXC”.
Che cosa voglia significare il secunno Roberto Tommaso Francesco Boisprondo e Carlo In Napoli dal 370 fino al 990 io non saprei interpretarlo a meno che queste persone citate non siano degli autori o cronici a me incogniti, che spieghino tal lacuna, o che questi siano i discendenti di Pico ed antenati di Pizzi sino al 990.
Il terzo ritratto è quello di un uomo piuttosto vecchio con la seguente iscrizione “Pizzi Cavaliere del Seggio di Montagna in tempo di Ruggero Biscardo con otto altri di detta famiglia anno MC”.
Il quarto ritratto rappresenta anche un uomo di età ed ha per iscrizione “Ruggiero de’ Pizzi vicerettore di Ortana, e signore di molte altre terre, cavaliere del seggio di montagna anno MCCLI”.
Il quinto ritratto, o direm quadro, rappresenta un uomo ed una donna, avente inscritto “Margherita figlia di detto Ruggiero De’ Pizzi e Manerio figlio di Iacomo Acquisiva MCCLXIX”.
Il sesto rappresenta una donna con l’iscrizione “Iacova figlia di detto Ruggiero prima moglie di Berardo Di Raiano poi di Riccardo Acquaviva e Margherita sua figlia con Petrujo figlio del detto Anno Domini MCCLXI”.
Il settimo è il ritratto di un uomo piuttosto giovine il quale ha per disegnazione “ Tommaso di Ruggiero figlio cavaliere della casa reale di Carlo 2° e maggiordomo del Re Roberto Anno Domini MCCLXL”. Questi è il Tommaso di Ruggiero de’ Pizzi che rimpiazzò Ubaldo Chiarizia come si legge nella pagina 29.
L’ottavo ritratto è quello di un uomo ed una donna che porta per indicazione “Niccolò………………………………………………………………so"


Non è molto, ma spero di esserLe stato in qualche modo utile.

Al piacere di rileggerLa

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Generale Pietro Odoardo Chiarizia 1815

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Re: Genealogia e araldica famiglia Pizzi o de' Pizzis

Messaggioda carlotta » lunedì 31 gennaio 2011, 18:13

Gentile Franz CH. de Molise,
grazie tante per i riferimenti riportati; nelle mie ultime ricerche ho incontrato gli Acquaviva in riferimento ad una importante famiglia che aveva contatti con i Pizzi, ma non ho rilevato connessioni dirette tra gli Acquaviva e i Pizzi, di sicuro cercherò di approfondire la ricerca anche su questa traccia .
Certo è che questo cognome diffuso un po' in tutta la penisola, ha avuto contatti nel passato con famiglie di un certo rilievo, non si può affermare che il ceppo sia originario di una zona in particolare, ma è per lo meno singolare che la memoria dello stesso sembra affermarsi nei territori occupati o attraversati dai Longobardi prima, dai d' Angiò poi.
Le mie ricerche hanno evidenziato la presenza antica dei Pizzi a Pavia, a Parma, Bologna, in Tuscia, in Terra di Lavoro, a Roma, a Ortona e in Calabria.
Forse ho trovato il filo romano che sto ultimando di studiare ed era quello che all' inizio mi interessava, rimangono aperti gli altri collegamenti il cui intreccio appare labile senza ulteriori prove certe e documentate.
E' probabile che questo avvenga per ogni cognome che non sia illustre o raro, il lavoro comunque è appassionante e ringrazio di cuore i forumisti per tutti i loro suggerimenti, indicazioni, pareri e studi.
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Re: Genealogia e araldica famiglia Pizzi o de' Pizzis

Messaggioda carlotta » mercoledì 9 febbraio 2011, 19:35

Di nuovo sui Pizzi.
Gentile signor Davide Shamà, ho ultimamente letto sul forum Dinastie italiane, la risposta che lei diede a Mathià il 12-12-2006 riguardo informazioni sulla famiglia Fasanella. Sono rimasta colpita dal fatto che si riporta di un Tancredi Fasanella nobile di Morano Calabro. In uno dei miei messaggi facevo riferimento al libro di A. Salmena " Morano Calabro e le sue casate illustri" che riporta i nomi di 7 baroni tra i quali i Fasanella e i de' Pizzi provenienti, questi ultimi secondo il Salmena, da Fondi .
Franz Chiarizia de Molise ( che ringrazio ), nel messaggio riguardo i Pizzi,riportava di un " Pizzi cavaliere del Seggio di Montagna" a Napoli, dunque un nobile, credo. Ora mi chiedo e le chiedo, se è possibile che si possa dare attendibilità alla notizia dei Pizzi presenti a Morano al seguito della Congiura dei Baroni, così come ai Fasanella di Morano?
Il Salmena riporta anche che Carlo Pizzi aveva possedimenti vicino ai Cinque e difatti oggi ho chiesto informazione sui del Cin que.
Cordialmente.
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Re: Genealogia e araldica famiglia Pizzi o de' Pizzis

Messaggioda cmsdr1 » mercoledì 21 agosto 2013, 16:33

Anche se con molto ritardo rispetto agli interventi precedenti invio a Carlotta la trascrizione di una notizia su i Pizzi di Ortona trovata nell'archivio della mia famiglia sperando di fare cosa gradita:

1665 25 marzo
Vengono stipulati i Capitoli matrimoniali tra il C.te Ludovico Saladini ed il Barone Ludovico de Pizzi di Ortona per il matrimonio del Barone Gio. Battista de Pizzi e la C.ssa zita Maria Saladini. La dote ammontava a scudi 3.000. Non essendosi messe d’accordo sull’ammontare e le modalità di versamento della dote, le parti annullano detti capitoli e la C.ssa Maria Saladini viene data in sposa al Nob. Felice della Torre ascolano.
“Copia della lettera inviata dal vescovo Carlo Bonafaccia di Ortona e Campli al Canonico ascolano Gabrielli circa il matrimonio, poi non celebrato, tra Maria di Ludovico Saladini e il barone Gio: Battista di Ludovico Pizzi di Ortona.
Emin.mo et R.mo Sig.re .... .... ...., Comunicai la risposta di V.E. al sig.re Barone Ludovico de Pizzi con dirgli essere questa l’ultima resolutione del sig.r Saladini, sopra di che risponde circa la quantità della Dote di tre mila scudi non vorrebbe si facesse equivico nella moneta di scudi Papali, o ducati, rappresentandomi haver inteso dire che in Ascoli il ducato sia di meno valore che lo scudo papale, et anco del Ducato di Regno che perciò intende li tremila scudi di m.ta papale o pure di m.ta di Regno, quanto poi al pagamento d’essa dote d.o Sig.r Pizzi faceva difficoltà nelli pagam.ti di trecento Scudi annui, parendoli difficile poter rinvestire ogn’anno si poca somma, et farne tanti rinvestimenti, che però quando il Sig. Saladini restasse servito concludere si contentarebbe lasciare in mano al med.o Sig. Saladini tutta la dote per tre anni senza pagarne alcuno interesse, ne frutti, et doppo pagarla in doi paghe conforme gli parerà da rinvestirsi in stabili, o in lochi di monti in Stato Ecc.co conforme d.o Sig. desidera, il che mi parrebbe di maggior avantaggio del Sig. Saladini, il tutto d.o Sig.r Pizzi fa p. reputatione acciò non apparisca di d.o pag.to di Sc. 300 annui contantocio quando d.o Sig. Saladini non restasse contento, il Sig. Pizzi vuole fare tutto quello desidera il Sig. Saladini; non facendo caso del denaro, si bene desidera che nelli capitoli si metta per apparenza la dote in due paghe che all’incontro farà oblego di pagarla come d.o Sig. Saladini vuole et restirà contento si delli milli scudi di prima paga et trecento annui, solo desidera che il med.mo Sig. Saladini gli faccia piacere di rinvestirli lui med.mo come meglio gli parerà p... siano p. la sua Sig.ra figlia non essendo d.o Sig.re Pizzi pratico nello Stato Ecc.co di fare simili rinvestimenti non curandosi di pigliare danaro in sorte alcuna desiderando solo una bona corrispondenza di parentela, per la q.le conoscerà d.o Sig. Saladini, come sarà trattata la sua Sig.ra figlia con ogni honorevolenza, et grandezza in una Casa ricca di tutte le commodità, et Padrona et .….. assoluta, che non vi troverà altri, che lei, restando di ciò satisfatto d. S. Saladini potria far fare li capitoli dupplicati p. rimandarne uno sottoscritto ch’è quanto devo rappresentare ................. quale humilm.te supplico perdonarmi della briga, mentre con ogni humiltà à riverente à V.C. .... le S. vostre
Ortona 25 Marzo 1665 Divot.mo Humil.mo et ....... Carlo Vesc. d’ Ortona et Campli
ACS, Ms. Filippo Giacomo Saladini, carte nn. 125, 127 e carte nn. 159v-160v
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