Nobiltà croata

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Re: Nobiltà croata

Messaggioda Bottacin Arturo » mercoledì 26 giugno 2013, 10:40

Mi scuso se ritorno sull'argomento ma l'ho notato solo oggi. A proposito della nobiltà Dalmata(?) [sorry.gif] consiglio il testo di Giorgio Geromet -Luglio editore dal titolo Araldica, Nobiltà e Costumi; alle pagine 357 > 370 troverete l' araldica della Dalmazia.forse può essere d'aiuto?
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Re: Nobiltà croata

Messaggioda BERCIC » mercoledì 14 agosto 2013, 18:27

Volevo solo dire che le origini di un cognome,soprattutto se in aree di forte mescolanza etnica, come quella zaratina,sono molto soggette a flussi migratorii molto antichi.Dato per assodato storicamente che gli Slavi e gli Avari invasero queste terre gia' nel sesto secolo dopo Cristo,e' ovvio che moltissimi cognomi abbiano la derivazione ic ,figlio di. E' altrettanto naturale che i successivi eventi storici abbiano portato a dominazioni ,come quella veneziana a Zara, durate complessivamente oltre sei secoli,dall' anno 1000,fino a Napoleone e alla dominazione austriaca.Il mio cognome BERCIC ,compare per la prima volta riportato su scritto, come Bercich , per evidenziare l'architetto PIETRO BERCICH,costruttore e ideatore di una facciata di una chiesa di Zara ,appunto.Basta cliccare sul dizionario Treccani e a questo nome si associa la sua storia, di uomo dal sangue slavo ma dalla evidente cultura e lingua veneta. Con un salto di alcuni secoli ritrovo IVan BERCIC ,1826 ,sempre Zara, ecclesiastico che traduce la bibbia e altri scritti liturgici dal latino in alfabeto slavo glagolitico,libro tutt'ora disponibile via internet,codice conservato a san Pietroburgo. Questo per me figlio,di dalmati di sangue slavo e di cultura veneta, e' un elemento chiaro sulle origini del cognome e della sua storia.Sicuramente il secondo antenato dominava il veneto e ovviamente il latino,ma il volgare croato, gli impose un 'opera culturale, ho piu' dubbi se Pietro Bercich nato nel 1430 ,nella stessa Zara, parlasse croato,.La cosa principale e' secondo me la ricerca delle proprie radici per aprirsi al futuro .La fortuna,personale ,di essere capace di esprimermi in italiano ,in quanto figlio di esuli dalmati della 2 guerra mondiale,ma anche in croato grazie alla nonna materna di Pago.La doppia cultura ,la doppia cittadinanza, e' nel mio piccolo fonte di arricchimento costante ,da tramandare ai figli, la fortuna mi ha portato in dote una moglie serba che di cognome fa Jankovic, trovarla nella nobilta' croata ,anche se nata sul Danubio a Veliko Gradiste ,limes con la Romania,mi fa pensare che per fortuna la storia rimane la storia,non la scrivono i vincitori,chiunque essi siano, una o due generazioni e tutto si rimette a posto.Grazie per lo spazio e spero di portare un piccolo contributo,la nobilta' piu' grande che conosco e' quella di mia nonna ,analfabeta, ma che aveva un'enorme curiosita' e apertura mentale, mai avrebbe pronunciato Sebe'nico ,come ho sentito al programma alle FALDE del Kilimangiaro,ne' si sarebbe vergognata di dire Venezia invece di Italia 0 Croazia, speriamo che l'Europa sia integrazione anche di tutte le piccole ,grandi storie che la formano,un saluto a tutti Giorgio Bercic [king.gif]
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Re: Nobiltà croata

Messaggioda GENS VALERIA » giovedì 15 agosto 2013, 10:52

Benvenuto nel forum , Giorgio.
Per far emergere la verità e poter far studiare i nostri figli e nipoti su libri più obiettivi la strada, purtroppo, è ancora lunga.
Qualche mese fa dialogando su internet con un giovane slavo non ho potuto fare a meno di constatare la malafede ideologica-nazionalista assorbita dai libri scolastici e dalle sedi di partito.

Dagli studi che ho fatto sulla Dalmazia meridionale ho verificato che prima del terremoto che sconvolse Ragusa del1667 la lingua parlata era l'Italiano ( non il Veneto ) solo nelle case era parlato lo slavo ma solo tra la padrona di casa e la servitù, la religione era cattolica ed i figli delle famiglie abbienti studiavano a Padova o alla Sorbona. Gli immigrati che ambivano diventare cittadini ragusei cambiavano il loro cognome , quello latino doveva sembrare più " chic " non era un'imposizione ma segno di distinzione ed è così che ( forse) il capostipite della mia famiglia che arrivava dalla veneziana Bocche di Cattaro cambiò il suo:


“ La famiglia de Dimitri cittadini e oriunda dalla città di Cattaro, da dove vennero nella città di Ragusa intorno gli anni di N. S. 1370 , come lo attesta un antichissimo manuscritto d'un di casa Darsa. Li primi, che di questa casa si portarono a Ragusa furono li due fratelli Dimitar e Jucho Tripunovich, cognominati Gliubiscich, non si trova che altri di questa casa di prima abbiano aparentato in questa città, e dal maggiore delli suddetti due fratelli prese la casata questa famiglia, di che fanno chiara testimonianza i Libri Publ. di notaria e cancellaria di Ragusa e la sepoltura loro in chiesa dei fratti di S.Domenico con la iscrizione sopra quella:
S. DI DIMITAR TRIPVNOVICH 1411.
Il medesimo nome si trova anco ne' primi anni sopra la matricola della confraternita di S. Antonio dei cittadini di Ragusa, cioè Dimitar Tripunovich Gliubiscich, e poi del 1430 sopra la med. matricola Boscho e Marino de Dimitar Tripunovich Gliubiscich suoi Figlioli.
Dimitar Tripunovich Gliubiscich ebbe per moglie Nicoletta di Boscho Cotrugli cittadino Raguseo, come per carta dotale in Libro Dotium Notarie de 1402 adì 12 Gen.ro suo testamento in Libro Testamentorum Notarie de' 1416 : n° 44. ”


Gli Appunti sono di Proprietà della famiglia Fabris-Zannon ( provenienti) dalla famiglia Dimitri Trupunovici-Ljubisici, una stirpe ex-bosniaca, trapiantata .
Con il permesso di ristampare le seguenti note sui Tripunovici, Per questo ringrazio il signor V. Dimitri di Curzola che li ha ricopiati .



Un cordiale saluto.
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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Re: Nobiltà croata

Messaggioda BERCIC » sabato 17 agosto 2013, 11:13

Carissimo,e' bello vedere qualcuno che ancora si appassiona a questi argomenti,penso soprattutto all'interesse di chi verra' dopo di noi,senza pregiudizi o barriere ideologiche potra' attingere ,come gia' ora, da fonti infinite come internet.Nulla pero' potra' sostituire la possibilita' di costruire e mantenere una comunicazione orale tramandata,la cosa piu' vera ed autentica quando ci si confronta. Effettivamente Ragusa ,gia' dal sesto secolo ,risulterebbe, parlava un dialetto neo romanzo,l'italiano non lo parlavano nemmeno Il Conte di cAVOUR e il Re Sabaudo,quando si incontravano.L'assioma Zara-Venezia ,Ragusa-Ancona, sembra storicamente piu' coerente ,da qui le comunicazioni e i contatti con la penisola italiana.Del resto , allora come oggi, sono le spinte economiche ad accompagnare ed appoggiare i contatti culturali,cosi' ora come allora, se chiedi ad un arabo del Mare Adriatico, ti rispondera' Byndiqirrat ,Golfo di Venezia.Risulta che gia' intorno al seicento popolazioni slave ,cacciarono dall'antica Ragusavecchia gli allora residenti.Gia' pochi anni dopo l'acronimo Dubrava, pianta,quercia,dalla vegetazione sovrastante la citta',appare per iscritto.Il veneto sicuramente,oltre allo slavo era parlato gia' alla nascita della Repubblica di Ragusa ,incremento' la sua diffusione durante l'occupazione veneziana durata a Ragusa per circa duecento anni,ma anche dal 1350 in poi fu presente e dominante per gli scambi sociali e culturali.Del resto la stessa impostazione politica e sociale della gloriosa Repubblica di Ragusa ricalca quella veneziana,ne' altrmenti potrebbe essere .Ragusa ebbe anche la,cosidetta soddisfazione di assistere alla fine di Venezia,1797,effimmera pero',un anno e Austria e Napoleone diedero il primo colpo di spugna e di cannone a secolari tradizioni ragusee.Tra queste anche quella, mutuata dall'Austria del Belligerant ali ,tu felix austria nube.Vero che i mercanti e le persone di potere erano in parte di origine neo-romanza,latina ,oltre che veneti e slavi,tutte lingue franche a Ragusa per seicento anni,ma figliavano poco e in questo i s'ciavi,sembravano essere atti alla bisogna.Del resto nella storia d'Italia,quella che proseguiva aldila' dell'Adriatico,abbiamo l'esempio di un Re che cerco' in Montenegro di,come dire elevare,la sua stirpe.Mia nonna allatto' per vari periodi neonati di origine veneta, o neo romanza.Bello e' vedere che il simbolo di Ragusa-Dubrovnik appare ancora nello stemma,almeno in quello della Repubblica di Croazia,bello e' veder la sua integrazione europea, meglio sarebbe se tutti coloro che possono dessero un contributo culturale.iN tutte le guide e indicazioni turistiche neanche l'un per cento di quello di cui si e' parlato viene detto,penso che sia un po' colpa anche di tutti noi,mi auguro che i titoli aquisiti,nobiliari o come nel caso della mia famiglia,elargiti per merito scientifico,permettano a tutti quelli che ne sono in possesso un po di coraggio e di tempo per confrontarci e magari rivedere,dopo il dialogo,idee preconcette...ps ho proibito a mia zia di comperare un titolo araldico taroccato e costoso,aspettiamo che Italia e Croazia migliorino la capacita' di comprendere l'origine culturale ,ed etnica, comune della nostra Dalmazia, personalmente per me questo e' gia' un obbligo morale ed umano,perche' si parli di nobilta' in generale, anticamente documentata come nel Tuo caso, ma soprattutto la nobilta' come la cultura non hanno confini.Per essere come si defini' Dante -a proposito quello era italiano ,anche se Alighieri e' sicuramente retaggio germanico,non credo elargito,ma imposto come cognome-un pesce che' puo' essere nato ovunque ,ma che ha solo il mare come acquario naturale, cari saluti e grazie per lo spazio Giorgio [king.gif] per quelli che non lo sanno s'ciavo deriva da tuo schiavo,in veneto s'ciavo tuo, da cui il saluto ciao, s'ciavet e', in tono un po' canzonatorio, la lingua slava parlata dal seicento in poi in Dalmazia...ce n'e' per tutti basterebbe accontentarsi [euro.gif]
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