da T.G.Cravarezza » giovedì 18 luglio 2013, 23:59
L'unica paura che con la scusa della sobrietà, dal dito si passi all'intero braccio. Dalla scusa della "maggiore onorabilità dei gentiluomini di S.S." (cosa per altro giustissima e auspicata da tutti) al "aboliamo queste inutili cariche", dalla "croce d'argento" al "cosa servono casule, mitrie e pastorali" et cetera.
Quello che molti affermano non è in contrasto con quanto afferma il Santo Padre, ci mancherebbe. Semplicemente 1) non trovo le parole del Santo Padre così rivoluzionarie come se la Chiesa, i suoi vescovi ed i suoi Papi fino ad oggi non avessero mai ricordato la povertà (quella vera, di spirito, non quella massmediatica del "sembrare" poveri per essere vicino ai poveri), la sobrietà, l'essere cattolici con l'esempio et cetera. Ciò che afferma il Santo Padre è ciò che la Chiesa ha sempre affermato, che ha sempre fatto, anche nei cosiddetti secoli bui medievali mentre costruiva cattedrali ricolme d'oro per Nostro Signore e al tempo stesso nascevano ordini mendicanti che predicavano la vera povertà di spirito, nascevano le misericordie, le confraternite a favore dei più deboli etc 2) Non buttiamo a mare l'Istituzione, i suoi riti, i suoi simboli solo perché alcuni suoi membri hanno sbagliato. Se qualche cavaliere SMOM, OESSG... segue la propria vanità e non onora i suoi doveri di cavaliere cattolico, la soluzione è buttare a mare lui, non l'Ordine a cui appartiene.
Fatta questa filippica, ritengo comunque che spesso gridiamo al lupo perché ci piace farlo, perché gli aspetti negativi piacciono di più, permettono maggiori pettegolezzi e discussioni e, come aveva detto giustamente il Santo Padre, il pettegolezzo, la malelingua sono pericolosi e ci affascinano. Ritengo che circolino troppe voci, diamo tempo al tempo e attendiamo le decisioni del Santo Padre. Per il momento ha ricevuto nel giro di due settimane due volte i dignitari dello SMOM di cui una volta in uniforme, quindi ritengo che molti timori siano più nelle nostre teste che non nei Suoi desideri.
P.S. e basta con sta storia che san Pietro non aveva una banca e viveva lo stesso felice. Gli apostoli avevano un tesoriere (era Giuda) e anche dopo, mettevano insieme ciò che avevano e lo dividevano fra loro per il loro sostentamento e per aiutare i loro fratelli. Di conseguenza sarà esistito, già ai tempi di san Pietro ed in ogni singola comunità ecclesiale, un tesoriere che amministrava i denari per poter poi distribuirli ai fratelli bisognosi, con equità (cioè non a tutti il medesimo soldo, ma il giusto in base alle necessità). Senza i soldi, i poveri non si aiutano. Che poi si costituisca una banca, una fondazione, un consiglio di cardinali... poco importa come lo si chiami, ma le funzioni amministrative servono anche alla Chiesa.
Tomaso Giuseppe Cravarezza
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"Vince te ipsum"