Donati di Devozione del SMOM

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Re: Donati di Devozione del SMOM

Messaggioda Romegas » giovedì 18 ottobre 2012, 0:23

Ho trovato un articolo di Angelo Francesco La Cava "I Donati nel S.M.Ordine di Malta" nella Rivista SMOM n°7 (1938) pp.11-14.
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Re: Donati di Devozione del SMOM

Messaggioda Titas » giovedì 18 ottobre 2012, 0:24

nicolad72 ha scritto:
Titas ha scritto:Oggi il donato di devozione è lo scudiero del SMOM, che per censo, patrimonio, titolo di studio, professione, grado accademico o militare, non raggiunge i requisiti per la nomina a cavaliere di grazia magistrale.


Ciò denota scarsa conoscenza della Storia dell'Ordine... in passato tra i donati dell'Ordine vi furono dei sovrani cattolici di importanti ed antiche dinastie...

Siamo nel 2012 e non pretendo di conoscere alcunché, posso solo rassicurarvi che oggi l'orientamento della struttura di comando dell'Ordine è conforme a quanto da me affermato. Non cerco ragioni né contesto i passati orientamenti, ho solo dato un contributo sicuro e utile a chiarire le idee a quanti si interessano all'argomento. Comunque ciò che dice Nicolad in merito al passato è vero ma è una notizia un pò obsoleta che mal si addice alla nostra epoca: oggi nessun alto borghese entra nel SMOM come donato, ancorché i discendenti di case reali o principesche.
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Re: Donati di Devozione del SMOM

Messaggioda Romegas » giovedì 18 ottobre 2012, 0:31

Non è assolutamente vero. Conosco di persona professionisti alto borghesi entrati anche recentemente come donati, o donate, visto che ora è prevista tale categoria femminile. Non so da dove vengano queste sue informazioni, che non trovo corrette.
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Re: Donati di Devozione del SMOM

Messaggioda Titas » giovedì 18 ottobre 2012, 0:43

Come vuole Piero, non c'è problema. Non Le chiedo il Gran Priorato poiché sarebbe scortese e non conforme alla educazione melitense. Sarà che ammancano degli altri requisiti, perché ce ne sono. Ogni decisione è parte del carisma..
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Re: Donati di Devozione del SMOM

Messaggioda aristarco » giovedì 18 ottobre 2012, 1:18

a Pantheon
la mia e' una rassegna di fonti normative che risale piu' indietro del XV secolo. Diversi sarebbero gli esiti di una ben piu' laboriosa collazione di fonti di altro tipo (bolle di nomina, atti privati, documenti pubblici). A me interessa per ora analizzare la figura del donato alla luce delle fonti normative melitensi.

a enomis
sarebbe cosi' gentile da chiarire le sue perplessita', anche al fine di consentire a questa discussione di arricchirsi del Suo contributo scientifico, senza dubbio dirimente?
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Re: Donati di Devozione del SMOM

Messaggioda Pantheon » giovedì 18 ottobre 2012, 16:50

aristarco ha scritto:a Pantheon
la mia e' una rassegna di fonti normative che risale piu' indietro del XV secolo. Diversi sarebbero gli esiti di una ben piu' laboriosa collazione di fonti di altro tipo (bolle di nomina, atti privati, documenti pubblici). A me interessa per ora analizzare la figura del donato alla luce delle fonti normative melitensi.


Spero possa trovare il tempo e la concentrazione necessaria per studiare queste antiche carte così potrà delucidarci in merito.
Personalmente attendo con trepidazione.
Ad majora !
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Re: Donati di Devozione del SMOM

Messaggioda Milesxpi » giovedì 25 ottobre 2012, 23:38

La classe "cavalleresca" dei Donati degli Ospitalieri, come ho già scritto altre volte, è stato una espediente necessario all'Ordine di San Giovanni per poter cooptare all'interno della Religione, come membri combattenti, vari regnanti e cavalieri secolari, di nascita nobiliare e borghese, che pur militando e combattendo assieme ai cavalieri professi, non erano tenuti ai tre voti monastici.
Simile esempio vi è all'interno del Deutch Order i cui oblati indossavano la croce nera priva del braccio superiore.
L'Ordine del Tempio preferiva cooptare i cavalieri secolari in obbedienza facendogli indossare la veste nera (o bigella) con la Croce Rossa Patente.
Quindi nel medioevo vi erano solo Cavalieri Professi e Donati (in obbedienza) di rango cavalleresco.
I serventi o "sergenti" giovanniti erano militi e frati professi (che emettevano i tre voti monastici) ma che non erano di rango equestre (a differenza dei Donati).
Oggi la classe di Donato è da intendersi come classe d'ingresso per i non nobili, soprattutto se di giovane età, consentendo così un "cursus honoris" ed una "maturazione" giovannita continua all'interno dell'Ordine, per quei membri che possono così testimoniare un continuo e devoto impegno.
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Re: Donati di Devozione del SMOM

Messaggioda gnr56 » lunedì 29 ottobre 2012, 19:21

Ho trovato, anche se un po' datato, questo interessante contributo su you tube

http://www.youtube.com/watch?feature=en ... w8tRg&NR=1
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Re: Donati di Devozione del SMOM

Messaggioda MARCOVIRGINIO » venerdì 18 gennaio 2013, 11:43

Non ci sono regole scritte sul punto... tranne una. Per aspirare al secondo ceto o al primo ceto bisogna essere cavalieri (e quindi non donati) dal almeno un anno.

L'ammissione al secondo o al primo cedo, prevede il sussistere di una specifica vocazione, che sarà valutata dai superiori religiosi di volta in volta e di caso in caso.

Le selezioni sono molto attente, soprattutto per il secondo ceto, visto da alcuni come un avanzamento di grado (che non è), e non come un impegno solenne... e anche qui come in altre parti in passato vi furono dei furbetti che fecero di tutto per emettere la promessa di obbedienza per poi non mantenervi fede solo per ottenere la relativa insegna... suscitando poi "imbarazzi" nell'Ordine. Come al solito, la risposta fu un restingimento delle maglie, così per colpe di pochi, molti incontrano maggiori difficoltà nell'accedere al secondo ceto.

Diversa è la situazione per il primo ceto. L'emizzione dei voti religiosi, per il momento è immune da cacciatori di patacche, anche perchè il voto di povertà (che nel caso comporta che tutto ciò che si acquisisce dopo la professione va in proprietà all'Ordine), irretisce e non poco i cacciatori di "latte"... a ciò bisogna aggiungere gli olblighi propri della vita religiosa, che in assenza di specifica vocazione divengono veramente pesanti.


Il cavaliere che viene ammesso in obbedienza partecipa ad una nuova cerimonia di investitura per poter passare al secondo ceto?
Oppure si tratta di una comunicazione scritta da parte del Gran Magistero?

Grazie
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Re: Donati di Devozione del SMOM

Messaggioda nicolad72 » venerdì 18 gennaio 2013, 12:47

Se si sa in cosa consiste l'obbedienza... la risposta e' bella che data!
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Re: Donati di Devozione del SMOM

Messaggioda cassinelli » sabato 19 gennaio 2013, 9:22

Ho trovato qualche immagine a questo indirizzo.
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Re: Donati di Devozione del SMOM

Messaggioda Romegas » sabato 19 gennaio 2013, 15:34

Penso che con queste foto sia stata data una risposta esauriente.
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Re: Donati di Devozione del SMOM

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » domenica 25 gennaio 2015, 13:43

Alcune considerazioni dopo aver letto L. TACCHELLA, I "donati" nella storia del Sovrano Militare Ordine di Malta, Verona, 1986:

1. Le origini dei donati sono molto antiche. Se ne parla già nello statuto pubblicato ad Acri nel 1262 quando si afferma che il donato che voleva divenire milite doveva pagare duemila turonensi d'argento per l'armatura e l'equipaggiamento prima di emettere i voti.

2. In età medievale esistevano sia donati nobili che donati non-nobili.
Potevano passare a cavaliere solo i nobili che versavano il denaro per l'equipaggiamento.

3. Ci sono anche cavalieri (ovviamente nobili) ricevuti senza essere prima donati.

Sembra quindi che la discriminante in età medievale tra l'essere ricevuti cavalieri o donati per persone nobili, fosse l'emettere i voti e il pagamento dell'armatura e dell'equipaggiamento.

I donati non nobili invece potevano aspirare a divenire fra' serventi o sergenti e in questo caso anch'essi emettevano i voti.
A tal fine, a quanto leggo, poteva essere utile la benemerenza verso l'ordine in termini economici ma poteva bastare anche la semplice raccomandazione.

I donati o confrates inoltre potevano essere anche sposati ma in questo caso non potevano diventare cavalieri per ovvie ragioni.
L'anomalia di oggi rispetto al passato quindi sembrerebbero essere i cavalieri del secondo e terzo ceto e non i donati.

Per quanto riguarda il Caravaggio invece possiamo pensare che abbia pagato in contanti il suo ingresso nell'Ordine?
Mi sembra sia una questione sulla quale non si è mai discusso.
Potrebbe essere stato questo uno dei motivi per il quale è stato accolto come Cavaliere e non come Donato.
Oltre naturalmente le influenti amicizie che aveva..
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Re: Donati di Devozione del SMOM

Messaggioda Pantheon » giovedì 29 gennaio 2015, 22:05

Caravaggio ha pagato con le opere di propria mano a favore del GM del SMOM Alof de Wignacourt.
Non dimentichiamo, inoltre, che il pittore era appoggiato dalle famiglie Colonna, del Monte, Giustiniani le quali, tra le proprie fila, avevano potenti porporati.
Saluti
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