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Carlettino ha scritto:Ho detto -e lo ripeto- che l'atto di rinunzia firmato a Cannes è pienamente valido.
Vi accenno -in estrema sintesi- le principali ragioni:
- nulla quaestio sulla forza probante del documento poiché esso fu sottoscritto in presenza di illustri testimoni, e perché -in ogni caso- i Confratelli spagnoli non mettono in dubbio l'autografia della firma;
- nella sostanza, poi, è assolutamente improprio il riferimento -che sempre viene fatto- al principio dell'impossibilità di rinunciare ad una successione non ancora aperta. Esso, infatti, vale per le entità patrimoniali (regolate dal Codice Civile), e non già per le questioni dinastiche, che soggiacciono ad un "corpus" di norme che sono a mezza strada fra il diritto privato e quello pubblico. Di conseguenza, la successione dinastica (limitatamente ai beni "immateriali") non è un fenomeno regolato dal diritto privato. Viceversa, i nostri Confratelli "spagnoli" continuano da insistere sulla invalidità della rinuncia per violazione del Codice Civile (francese, italiano o delle Due Sicilie;
- in mancanza di precisi elementi di prova, non è lecito agitare fantasmi di errore o di violenza che avrebbero inficiato il consenso del rinunciante;
- l'amplissima dizione non lascia dubbi sulla volontà di rinunciare a qualsiasi diritto (non patrimoniale) comunque connesso con la qualità di Principe della Casa di Borbone Due Sicilie.



Trovo che questa presa di posizione della CEI, come cattolico e come appartenete ad un ordine cavalleresco, assolutamente sbagliata e fuori da qualsiasi logica evangelica: non si può paragonare un'Ordine come lo SMOCSG (obbedienza spagnola o francese che sia) ad uno dei tanti ordini fasulli che affollano il panorama italiano.
Mentre la contigua Diocesi di Massa ha assunto una decisione diametralmente opposta.
gnr56 ha scritto:Mi permetto - da cultore di storia - di chiedere se esista una corrispondenza o una carta nella quale Carlo Tancredi di Borbone -Due Sicilie, dopo la firma dell'Atto di Cannes, neghi il valore di tale Atto e riconfermi per sè e per i suoi discendenti la pretesa sulla Corona delle Due Sicilie?
Se non giuricìdicamente, campo che esula dalle mie competenze, ma sul piano storico l'assenza di uno volontà espressa da Carlo Tancredi di "contestazione e rivendicazione" in vita di quanto firmato non possono che avvalorare la tesi propugnata di validità dell'Atto stesso.
Se non fosse premorto al fratello maggiore Fernando Pio di Borbone Due Sicile, avrebbe alla sua morte contestato la successione al fratello Ranieri di Borbone-Due Sicilie?
Alfonso Maria di Borbone-Due Sicilie, con la sua contestazione, non si , forse, posto in contrasto con la violontà sottoscritta dal padre con l'Atto di Cannes e mai contestata quando era in vita?

Cronista di Livonia ha scritto: Hemh, a dire il vero ci sono anche casi di candidati respinti dallo Spagna ed accettati dal Francia, non mi risulta invece, almeno sinora il caso inverso.
Cronista, forse hai equivocato, è quello che stavo considerando e di cui ho testè descritto un recente esempio, ci sarà un motivo ? Serietà ? Selezione ?
Però mi chiedo, ma possibile che si deragli sempre sul "il mio ramo è il più bello!"?
Ho avuto modo di vedere una recente cooperazione tra Cavalieri dei due diversi rami, assolutamente informale e che non sfiora nemmeno la questione del Gran Magistero, che mi fa sperare in margini di convivenza, ma queste continue discussioni mi fanno un pò disperare.
Non è una semplice questione di bellezza, magari ! In questione c'è una disputa dinastica e relativo Gran Magistero, si può discutere pacificamente all' insegna del "volèmose bene sèmo confratèli ( sic )" ma il mercanteggiare ( a senso unico ) ha poco di cavalleresco.
Cordialmente,
Il Cronista di Livonia
Cordialità


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