da Antesterione » venerdì 29 giugno 2012, 18:29
Buongiorno, mi permetto confermare il mio appoggio a quanto sostenuto dai colleghi del forum che abbiano espresso parere in linea con la tradizione e soprattutto in linea con la volontà dell'autorità istituente tale segno d'onore.
Viste le deduzioni lette, che vedrebbero i decorati della croce al merito melitense, insigniti di un titolo cavalleresco in virtù della denominazione dell'ordine di merito in oggetto, altrettanto "logico"parrebbe "dedurre" che
essendo l'ordine militare ed ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme, detto di Rodi, detto di Malta, anche Sovrano, , per analogia, ogni membro dell'ordine debba incontrovertibilmente possedere l'implicito ma pubblico titolo di: "Sovrano cavaliere di Malta".
Sono certo che il chiaro titolo di "Croce", sic et simpliciter, sia invece lì per distinguere in modo pubblico e cristallino i Cavalieri di Malta dai decorati delle Croci e delle Medaglie al Merito Melitense.
Vorrei sottolineare inoltre che Croce da commendatore , Gran Croce ecc. facciano riferimento all'univoca codificazione delle insegne, che si associa ad una scala di merito e di prestigio tradizionalmente consolidatasi in ambito cavalleresco.
Ad ogni modo basterebbe frequentare qualche dignitario dell'ordine per appurare in pochi istanti che il sedicente titolo cavalleresco non esista.
Viene in mente che anche l'istituzione di un ordine di merito sia troppo per chi è mosso dal desiderio di paventare il titolo di cavalere di Malta senza averne diritto, e credo che se la deduzione di cui si discute fosse davvero tanto candidamente diffusa, senz'altro il Gran Magistero avrebbe preso dei provvedimenti, magari aumentando la concessione di medaglie e riducendo significativamente la concessione delle Croci (c'è da auspicarlo?).
Certo sarebbe scortese e di cattivo gusto dover aggiungere in un diploma di conferimento di una Croce, che tale diploma non intenda concedere alcun altro titolo rispetto a quello menzionato.
Premiare un individuo ed al contempo tutelarsi dagli abusi del medesimo, non è espressione di quella fiducia e apprezzamento necessarie per la concessione di un segno d'onore.
Insomma bisogna che anche l'Ordine di malta si tuteli con tutta una serie di avvertenze, note e notarelle sul retro del diploma di concessione della croce di merito, come si usa in vari ambiti commerciali e non. Triste?
Ce n'est que mon avis, après tout.
A l'heure où le mal a si souvent droit de cité parmi les hommes, et jusque dans les plus hautes institutions, le réveil de la vocation chevaleresque est une urgence, à laquelle le ciel n'a jamais tardé à répondre. P. Philippe-Emmanuel RAUSIS o.p.