Stemma Solaroli

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Stemma Solaroli

Messaggioda MMT » mercoledì 1 ottobre 2003, 22:57

Gent.mi Signori,

come blasonereste lo stemma dei baroni Solaroli, marchesi di Briona (vedi Libro d'Oro della Nobiltà Italiana/Elenco Storico della Nobiltà Italiana)? Specialmente nel 2° e nel 4° quarto ci sono delle figure alquanto complicate!

Distinti saluti,
Michele Tuccimei di Sezze
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 3 ottobre 2003, 23:38

Caro Michele,
:( non ho purtroppo avuto modo di visionare il Libro d'oro ai voll. X o XX, dove ci si sofferma sui Solaroli, né l'Elenco Storico.

8) In compenso, in U. Dallari, Motti araldici editi di famiglie italiane, Modena 1918 (rist. Bologna 1984), n° 460, ho trovato il blasone del loro stemma che qui ripropongo, sperando coincida con i disegni che non ho potuto vedere:

inquartato: nel 1° di verde, a due fasce scaccate di due pezzi d'argento e di rosso; nel 2° d'oro diaprato, alla legenda DICE SOMBRE SOVRANO DI SIRDANACH in caratteri indo-persiani di nero; nel 3° d'argento, alla fortezza di rosso, terrazzata di verde, e sormontata da una bandiera viscontea; nel 4° d'azzurro, all'elefante d'argento, con gualdrappa di rosso ed ornamenti d'oro, sostenente una torre dello stesso. Cimiero: un guerriero indiano nascente in maestà. Motto: VIRTVS FORTVNA FAVENTE

Contento :P di aver trovato una possibile risposta al suo quesito, mi sono però chiesto :shock: da dove mai saltasse fuori questa congerie di esotismi. La risposta 8) m'è venuta dal solito, benemerito Crollalanza che, a pag. 541 del 2° volume del Dizionario storico-blasonico ne ripete il blasone (salvo modificare la legenda nel in ...SOVRANA DI SIRDANAH, mettere nel il castello di Briona [ma descrivendolo in forme irripetibili], e togliendo la gualdrappa all'elefante nel 4°), ma soprattutto percisa che Paolo Solaroli, novarese intraprendente, avventuroso, garbato e astuto, dopo esser capitato in India al servizio degli Inglesi, entrò nelle grazie di un nabab e, ancor meglio, in quelle dell'unica sua figlia "che lo volle a tutti i costi in isposo". Fattosi ricco, egli tornò a godersi le fortune nel natìo Piemonte, ove Carlo Alberto lo nominò barone nel 1844, e Vittorio Emanuele II marchese nel 1867.

Sono però molto :twisted: curioso di vedere come il Libro d'oro e l'Elenco Storico ne hanno reso il particolarissimo stemma...

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Messaggioda MMT » sabato 4 ottobre 2003, 0:10

Carissimo Fra' Eusanio,

la XX edizione del Libro d'Oro riporta:
Famiglia piemontese, residente a Torino. Inscritta nel Libro d'Oro della Nobile Italia con i titoli di marchese di Briona (mpr) e barone (mpr). D.M. di riconoscimento 4 Aprile 1889. Rappresentata dal dott. ing. Carlo di Davide. (Per lo st. pers. compl. vedi vol IV, 1916-19). Arma: inquartato: nel 1° di verde, alle due fascie scaccate d'argento e di rosso di due file; nel 2° d'oro rabescato con una leggenda indostanica: DYCE SOMBRE SOVRANO DI SIRDANACH, il tutto di nero; nel 3° d'argento al castello di Briona, colla bandiera viscontea, al naturale; nel 4°d'azzurro all'elefante d'argento, armato, colla proboscide e colle anella ai piedi, d'oro, gualdrappato di rosso, guarnito d'oro e sostenente una torre d'oro.
Motto: VIRTUS FORTUNA FAVENTE.


La blasonatura è praticamente identica a quella da Lei riportata.Ma la mia curiosità è rapita ovviamente dal 2° quarto.... e che sicuramente si riferisce all'avventura di Paolo Solaroli, ma che cosa significa di fatto?

Cordialmente,
Michele Tuccimei di Sezze
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Messaggioda MMT » sabato 4 ottobre 2003, 0:12

PS: Ho inviato una riproduzione dello stamma Solaroli esposto nell'Elenco Storico al sig. Cravarezza, spero la inserisca al più presto.

Saluti,
Michele Tuccimei di Sezze
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Messaggioda T.G.Cravarezza » sabato 4 ottobre 2003, 18:07

Egregi Signori,
ecco l'immagine in questione:
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 7 ottobre 2003, 1:32

Cari colleghi,
:P grazie dell'ormai collaudato ed efficace gioco di squadra, che ci permette di ragionare su un disegno dell'arma Solaroli il quale, però, è tutt'altro che al di sopra delle nostre aspettative :cry: !

Il perché è presto detto:
- nel le fasce non sono scaccate d'argento e di rosso, ma viceversa;
- nel la bandiera viscontea ha lo sfondo d'oro: quando mai :evil: ciò è accaduto nello stemma dei Visconti?
- in funzione di ciò, ci fidiamo :shock: che l'immagine nel 2° sia stata resa in forma attendibile? Le mie scarse conoscenze di lingue orientali mi impediscono di sbilanciarmi, ma mi pare che quelle scritte siano in arabo, e non in indo-persiano :( né in indostanico...

Caro Michele,
a prescindere dalle forme, lei giustamente chiede: ma quel 2°, che significa?
Beh, ancora non lo so... :? ... ma ci arriveremo 8) !

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 7 ottobre 2003, 3:08

Caro Michele,
dal bello e ben organizzato sito http://www.lastoria.org traggo il seguente profilo del marchese Paolo Solaroli:

"SOLAROLI PAOLO, di Antonio e di Antonia d'Agosto, nacque a Novara l'8 dicembre 1796 e morì a Torino il 10 luglio 1878. Era di modeste origini. Audace ed avventuroso, fu coinvolto nei moti insurrezionali del 1821 e dovette fuggire dal Piemonte. Fu prima in Ispagna e combattè fra i costituzionali, poi in Egitto, e quindi nelle Indie al servizio della Compagnia inglese. Ivi nel 1826 partecipò alla guerra in Birmania, conseguì il grado di capitano e rimase anche ferito. Passò poi nello Stato indipendente del Sirdana nel 1830 e, col grado di colonnello, combattè nell'Afganistan. Rientro in Piemonte nel 1843, quando cioè il ritorno gli si rese possibile per le mutate condizioni politiche. L'anno successivo fu nominato « colonnello onorario » nel Corpo del genio dell'Esercito e, in riconoscimento dei segnalati servizi resi allo Stato, ebbe il titolo nobiliare «di Briona ».
All'inizio della prima campagna d'indipendenza fu assegnato allo Stato Maggiore del II Corpo d'armata, con le funzioni di ufficiale di stato maggiore. Nei fatti d'armi dal 28 al 30 aprile intorno a Pastrengo meritò una menzione onorevole.
Ma le sue spiccate qualità militari emersero particolarmente nelle operazioni che il II Corpo svolse tra il 22 ed il 25 luglio, durante il ripiegamento dell'Armata, per contendere il terreno palmo a palmo al nemico prima sulle alture di Rivoli, poi sulle colline moreniche tra Garda e Adige ed infine a Volta Mantovana, nel tentativo di effettuare il congiungimento con le truppe dell'Armata che combattevano oltre il Mincio. Per la perizia e la bravura dimostrate in ogni circostanza il Solaroli fu decorato di medaglia d'oro al valore con regio decreto 15 agosto 1848 «per essersi distinto nei fatti d'armi dal 22 al 25 luglio, sulle alture di Rivoli, Santa Giustina, Sona e sotto Volta».
Promosso maggior generale nel novembre 1848, comandò per pochi giorni la brigata «Casale » e il 20 febbraio 1849 assunse il comando della brigata provvisoria (III) con la quale combattè a Novara il 23 marzo respingendo valorosamente i reiterati assalti nemici fino a notte alta, quando ebbe l'ordine di ripiegare sulla Sesia.
Nella seconda guerra d'indipendenza fu al quartier generale dell'Esercito, ivi rimanendo anche con la promozione a luogotenente generale avvenuta il 20 luglio 1859.
Partecipò alle successive campagne di guerra ed in quella dell'Italia meridionale fu nominato ufficiale dell'Ordine Militare di Savoia.
Ebbe dal Governo incarichi di particolare rilievo nel paese ed all'estero. Eletto deputato rappresentò al Parlamento il collegio di Novara per cinque legislature."


Aggiungo che nel 1995 l'Università di Pavia ha pubblicato uno studio sulla collezione ornitologica himalayana già di Paolo Solaroli, esplicitamente menzionato nel titolo come "principe di Sirdanah".

Titolo dato dagli inglesi? o dagli indiani? Questo è ancora da appurare... ma intanto ci siamo avvicinati un bel po' 8) !

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 7 ottobre 2003, 4:19

Caro Michele,
da un altro sito ( http://www.carpe-diem.it ) traggo l'approfondimento, che credo risolutivo, sulla vicenda indiana di Paolo Solaroli, che può ritenersi a tutti gli effetti un moderno erede dei nostri capitani di ventura rinascimentali. Dopo aver partecipato alla campagna di Birmania del 1824, gli inglesi lo incaricano di organizzare l'esercito dello staterello semindipendente del Sirdhanah, nell'India nord-occidentale, governato dalla vedova dell'ufficiale britannico Sombre Dyce della quale sposerà la figlia Giorgiana. Alla morte della suocera, nel 1843, gli eredi vendettero lo staterello alla Compagnia delle Indie: ciò arricchì a dismisura il Nostro, il quale tornò (come già vedemmo) nel natio Piemonte forte anche degli appoggi che il cognato, David Sombre Dyce, e la moglie avevano alla corte d'Inghilterra. Ecco quindi spiegati anche i nomi esotici trascritti nella legenda del 2° quarto dell'arma Solaroli.

Che ne dice: adesso ci siamo arrivati 8) ?

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Messaggioda MMT » martedì 7 ottobre 2003, 13:36

Eh sì caro fra' Eusanio,

siamo, anzi E' arrivato alla conclusione dell'origine esotica dell'arma Solaroli!!! Complimenti! :wink:

Michele Tuccimei di Sezze
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » sabato 11 ottobre 2003, 18:34

... complimenti a te, caro Michele, che sai sempre trovare argomenti azzeccati, interessanti, e che ci permettono (a me :wink: per primo) di imparare qualcosa di nuovo :P !

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Messaggioda MMT » sabato 11 ottobre 2003, 19:37

Caro Fra' Eusanio,
vuoi che parta con un altro stemma "divertente" :D o preferisci digerire bene quello Solaroli!? :wink:

Michele Tuccimei di Sezze
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » sabato 11 ottobre 2003, 21:04

Partirei anche subito :P con un altro stemma, ma... prima dobbiamo ancora trovare qualcuno che ci dica se nello stemma Solaroli qui sopra le lettere nel 2° quarto sono in caratteri indostanici (come dice il Libro d'oro), indo-persiani (come dice il Dallari), o arabi (come ignorantemente credo di vedere nel disegno)...

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Messaggioda MMT » domenica 12 ottobre 2003, 12:42

allora in attesa che qualcuno ci esplichi la scrittura del 2° quarto Solaroli apro un altro topic.

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » domenica 12 ottobre 2003, 17:35

Va bene: cedo alla "prepotenza" :wink: che la fame di cultura e la sete di sapere hanno ormai armato... :lol: :lol:

Bene :D vale, multa :P quærite
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stemma

Messaggioda Maria Luisa Alasia » lunedì 12 gennaio 2004, 17:21

Gentile Fra' Eusanio,
ho cercato quest' alfabeto, ne sono molto perplessa, pero' e' un miscuglio strano puo' darsi che sia Urdu quello scritto sullo stemma?

Alfabeto Urdu :oops: :oops: :oops:


L'urdu è molto simile alla lingua hindi, ma viene scritto utilizzando l'alfabeto arabo opportunamente modificato. Questa lingua è fortemente influenzata soprattutto nel lessico dall'arabo-persiano, le principali lingue della cultura islamica. Si scrive da destra a sinistra, con lo stesso alfabeto usato per l'arabo, il persiano e alcune lingue turche, più alcuni segni modificati per rappresentare suoni assenti in arabo. La lingua urdu è stata tramandata dai Moghul del Nord dell'India e venne diffusa, nel corso dei secoli, dai soldati, funzionari e commercianti.
A presto cordiali saluti
Maria Luisa
Alasia Maria Luisa alasia44@yahoo.com 3 Edson Lane Old Brookville,N.Y. 11545 516-759-4392
Maria Luisa Alasia
 
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