Paolo, alias Giuseppe, e sette cigni reali

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Re: Paolo, alias Giuseppe, e sette cigni reali

Messaggioda Guido5 » martedì 6 marzo 2012, 18:03

Cari amici,
in effetti in materia di costi dei certificati non ci sono novità. Dal 1° gennaio 2012, con l'entrata in vigore delle disposizioni della legge 183 del 12 novembre 2011 (cosiddetta legge di stabilità 2012) le certificazioni rilasciate dalla pubblica amministrazione in ordine a stati, qualità personali e fatti sono valide e utilizzabili solo nei rapporti tra privati. Nei rapporti con gli organi della pubblica amministrazione e i gestori di pubblici servizi i certificati e gli atti di notorietà sono sempre sostituiti dalle dichiarazioni sostitutive di cui agli articoli 46 e 47 del dpr 445/2000. Da tale data quindi i cittadini possono richiedere (e ottenere) solo certificati/estratti destinati a soggetti privati (banche, assicurazioni ecc.) sui quali, per evitare usi impropri, è apposta, a pena di nullità, la dicitura: "Il presente certificato non può essere prodotto agli organi della pubblica amministrazione o ai privati gestori di pubblici servizi".
Come in precedenza, chiunque può richiedere un certificato anagrafico riguardante una terza persona, salvo particolari tipologie per le quali per ragioni di privacy non sia prevista la presenza dell'interessato o sua delega nominale.
I certificati anagrafici in via generale sono soggetti ad imposta di bollo (€ 14,62) e diritti comunali (€ 0,52 o € 0,26). Le esenzioni dall'imposta di bollo ed dai diritti costituiscono un'eccezione riservata a pochi e specifici usi: nell’ambito di controversie individuali di lavoro, di cause in materia di equo canone, di procedimenti per lo scioglimento del matrimonio o per cessazione dei suoi effetti civili (divorzio). Ai fini dell'esenzione, al momento della richiesta deve essere dichiarato l'uso che, qualora risultanti ammissibile, sarà riportato sulla certificazione.
I certificati risultanti da ricerca di archivio storico sono soggetti al pagamento di € 5,16 per ogni nominativo + € 14,62 per bollo o, qualora in esenzione dall'imposta di bollo, € 2,58 per ogni nominativo. Tuttavia, come ho detto in un altro "topic" (viewtopic.php?f=3&t=14782&#p173301), per una ricerca di carattere "storico" (meglio non dire "genealogico") la copia fotostatica di un atto è preferibile al certificato, non è soggetta a imposta di bollo e i diritti di segreteria, se ci sono, sono irrisori. Occorre però conoscere nomi e date, anche se approssimative.

Ciao a tutti!
Guido5
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Re: Paolo, alias Giuseppe, e sette cigni reali

Messaggioda contegufo » martedì 6 marzo 2012, 18:12

salve

la copia fotostatica di un atto è preferibile al certificato, non è soggetta a imposta di bollo e i diritti di segreteria, se ci sono, sono irrisori.


Nel modulo preposto alla richiesta non vi è traccia di simile possibilità ????????????

saluti
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Re: Paolo, alias Giuseppe, e sette cigni reali

Messaggioda antonio33 » martedì 6 marzo 2012, 18:25

Delehaye ha scritto:Un libro di Currado Curradi & Mario Mazzotti, "Pievi del territorio riminese nei documenti fino al Mille", Volume 1 di Fonti e studi medievali, Luisè Editore, Rimini, 1984, a pagina 83 cita il Fondo Moreule:

"... essi testimoniano la massiccia presenza del monastero di S. Gregorio nel territorio plebano e forniscono, oltre ai molti nomi di persone fondi e luoghi, alcune indicazioni particolarmente significative: la curia e la curtis di S. Andrea, i numerosi molini presso il Conca, il nome Parcitatis (Parcitade) tra i confinanti del fondo Moreule in un atto del 1° marzo 1133, un pozzo di S. Paterniano..."


Grazie, solo vorrei sapere, per curiosità, se il secondo volume è solo di Mario Mazzotti...ed il primo di Currado Curradi.
Temo mi manchi il secondo. Se ed eventualmente, magari privatamente, mi diresti quali son le Pievi di cui tratta?
Il fabbricato che avrei individuato con, anche se un po' più approssimativamente, il relativo fondo, spero confini in qualche modo col fondo Moreule, il che mi potrebbe aiutare ad attribuirne la proprietà al Parcitade .
Certo, come dice ABB: ATTENZIONE AI FANTAGENEALOGISTI!
Temo, correndo dietro a leggende, soprattutto così lontane nel tempo e soggette per mille motivi ad ingigantirsi o comunque a mutare, di perdermi nella fantastoria familiare.
Anche trovando corrispondenze col fondo del nostro Parcitade, nulla potrei provare se non che il fatto NON è in contrasto con quel che si tramanda.
Insomma le parole contano ben poco se non si hanno documenti.
A pag 95 del 1° volume dovresti trovare lo schizzo cinquecentesco: essendo forse un po' più chiaro di quello che trovi nel forum ( viewtopic.php?f=6&t=14684 ), proveresti a veder se riesci a leggere il nome dei luoghi?

Ringraziando per l'interessamento saluto tutti. (cugini e non....)

Antonio

PS: Se il comune è quello che penso, povera Lea... [crybaby.gif]
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Re: Paolo, alias Giuseppe, e sette cigni reali

Messaggioda Delehaye » martedì 6 marzo 2012, 18:56

"Venne anche preso lo stendardo da battaglia (guðfani), che chiamavano "Corvo"."
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Re: Paolo, alias Giuseppe, e sette cigni reali

Messaggioda bardo » martedì 6 marzo 2012, 20:15

antonio33 ha scritto:
Delehaye ha scritto:Un libro di Currado Curradi & Mario Mazzotti, "Pievi del territorio riminese nei documenti fino al Mille", Volume 1 di Fonti e studi medievali, Luisè Editore, Rimini, 1984, a pagina 83 cita il Fondo Moreule:

"... essi testimoniano la massiccia presenza del monastero di S. Gregorio nel territorio plebano e forniscono, oltre ai molti nomi di persone fondi e luoghi, alcune indicazioni particolarmente significative: la curia e la curtis di S. Andrea, i numerosi molini presso il Conca, il nome Parcitatis (Parcitade) tra i confinanti del fondo Moreule in un atto del 1° marzo 1133, un pozzo di S. Paterniano..."


Grazie, solo vorrei sapere, per curiosità, se il secondo volume è solo di Mario Mazzotti...ed il primo di Currado Curradi.
Temo mi manchi il secondo. Se ed eventualmente, magari privatamente, mi diresti quali son le Pievi di cui tratta?
Il fabbricato che avrei individuato con, anche se un po' più approssimativamente, il relativo fondo, spero confini in qualche modo col fondo Moreule, il che mi potrebbe aiutare ad attribuirne la proprietà al Parcitade .
Certo, come dice ABB: ATTENZIONE AI FANTAGENEALOGISTI!
Temo, correndo dietro a leggende, soprattutto così lontane nel tempo e soggette per mille motivi ad ingigantirsi o comunque a mutare, di perdermi nella fantastoria familiare.
Anche trovando corrispondenze col fondo del nostro Parcitade, nulla potrei provare se non che il fatto NON è in contrasto con quel che si tramanda.
Insomma le parole contano ben poco se non si hanno documenti.
A pag 95 del 1° volume dovresti trovare lo schizzo cinquecentesco: essendo forse un po' più chiaro di quello che trovi nel forum ( viewtopic.php?f=6&t=14684 ), proveresti a veder se riesci a leggere il nome dei luoghi?

Ringraziando per l'interessamento saluto tutti. (cugini e non....)

Antonio

PS: Se il comune è quello che penso, povera Lea... [crybaby.gif]


Pievi del territorio riminese nei documenti fino al Mille di Currado Curradi consiste in un unico volume, come puoi vedere nel catalogo della Gambalunga: http://opac.provincia.ra.it/SebinaOpac/ ... 9a&docID=4 ; a Mario Mazzotti si deve la premessa Il significato cristiano del termine "plebs" (pp. 8-21).

Trascrivo da qui:
http://blog.libero.it/Sogliano/3316713.html
http://blog.libero.it/Sogliano/3316793.html
http://blog.libero.it/Sogliano/3316812.html

Pievi del territorio riminese nei documenti fino al mille, di Currado Curradi, Luisé editore, 1984.

Premessa di Mario Mazzotti: il significato cristiano del termine plebs

- Nel periodo repubblicano plebs era un termine dispregiativo, che indicava una classe inferiore
- Nel periodo imperiale il termine assume un significato più neutro e tende a confondersi con il termine populus
- Gli scrittori cristiani iniziano a prediligere il termine plebs in riferimento al popolo di Dio in quanto era un termine più umile
- A Roma con plebs si intende solo la comunità cristiana governata dal vescovo
- Ad un certo momento (controversie su quando) plebs muta significato e passa a d indicare l’edificio destinato a raccogliere in preghiera la comunità del plebanato (una analoga traslazione del significato è avvenuta anche per il termine ecclesia)

Pievi erano sia chiese battesimali che battisteri.

Nel territorio di diretta dipendenza del vescovo di Ravenna il termine non appare mai fino a tutta la prima metà del IX secolo, e inizialmente solo per edifici situati in territorio appenninico. Si potrebbe quindi affacciare l’ipotesi che il termine pieve giunga a Ravenna dall’Appennino.

Pievi in territorio Ravennate fino al 900:

- anno 767 plebs S. Martino in Lablusi -- Faventino

- anno 782 plebs q. v. Solustra -- Corneliense

- anno 783 plebs S. Prosperi -- Corneliense

- anno 824 plebs S. Marie in Trentum -- Ferrariense

- anno 881 plebs S. Petri in Silvis -- Faventino

- anno 882 plebs S. Cassiani in Casatico -- Liviensi

- anno 889 plebs S. Iohannis in Axigata -- Faventino

- anno 891 plebs S. Marie in Afri -- Faventino

- anno 891 plebs S. Marie in Rontano -- Faventino

- anno 892 plebs S. Stephani in Geminiano -- Faventino

- anno 892 plebs S. Martini in Sambloso -- Corneliense

- anno 893 plebs ruptae -- Popiliensi

- anno 893 plebs S. Andree in Panicale -- Faventino

- anno 893 plebs S. Stephani e S. Georgii -- Faventino

- anno 896 plebs de Ostulado -- vico Abentino

- anno 896 plebs S. Stephani in Coloritula -- Faventino

- anno 896 plebs S. Maria in Barni -- Faventino

- anno 896 plebs S. Cassiani in Decimo -- Ravennate

- anno 899 plebs ipsius Faventie -- Faventino

- anno 900 plebs S. Stephani in Catena -- Corneliense

Esistevano anche pievi affidate a un monastero (vedi S. Mercuriale a Forlì)

Chiese plebane del territorio riminese nei documenti fino al 1000:

- S. Andrea in Casarola
- S. Arcangelo in Acerboli
- S. Erasmo di Misano
- S. Gaudenzio
- S. Giorgio in Conca
- S. Giovanni in Bulgaria Nova (non è come pensano alcuni a Cesena, ma tra Verucchio e Corpalò, oppure proprio la pieve di Verucchio)
- S. Giovanni in Compito
- S. Giovanni in Galilea
- S. Innocenza di Monte Tauro
- S. Lorenzo a Monte
- S. Lorenzo in Strada
- S. Martino in Bordonchio
- S. Savino di Montecolombo
- S. Stefania o S. Paola di Roncofreddo
- S. Vito

Carta del Magini del 1598: Romagna olim Flaminia

FUNDUS: deriva dal sistema catastale romano. Lentamente nel corso dei secoli viene frazionato e non è più una unità agraria con proprietà e conduzione unitaria come al tempo dei romani.

CASALE: unità fondiaria catastale romana, a volte legata al fundus

MASSA: complesso fondiario comprendente fondi e casali. Nei documenti indica un insieme molto ampio di terre da dissodare o bonificare; attorno al primo fundus, che dà il nome alla massa, si organizzano magazzini e casamenti e sovente anche una chiesa, che costituiscono il centro delle zone da dissodare. Una volta dissodate venivano scorporate dal complesso indistinto della massa (ex corpore masse) e formavano nuovi fondi e casali.

CURTIS: centro amministrativo di un complesso di fondi e casali fra loro collegati o anche disseminati in un ambito territoriale vasto.

CURIA: luogo dove si emanavano gli atti relativi al governo di un complesso non solo di beni, ma di diritti pubblici esercitati in un ambito territoriale, sia pure ristretto.

** Pieve di San Giovanni in Galilea: il territorio in cui è edificata è stato popolato sin dalla preistoria. L’antico edificio era in un luogo dello la piva alle falde del monte.
Da una bolla del 1144 risulta che alla pieve erano soggette le chiese di:

- S. Cristoforo in Fluignano (Borghi)
- S. Lorenzo nel castro di Sogliano
- S. Paolo nella corte del suddetto castro
- S. Margherita nel castro di Converseto
- S. Andrea
- S. Cristoforo nel castro di Scorticata (Torriana)
- S. Vicinio

In un documento datato 1290-1292 alla pieve erano soggette le precedenti, meno quelle del castro di Sogliano, e in più S. Mustia e la chiesa di Gorolo.

Nel 1598 la pieve, con la chiesa di S. Pietro fuori del castello, fa parte del vicariato di Sogliano, che comprende anche:

- S. Martino in Bagnolo
- S. Lorenzo di Sogliano (unitamente alla chiesa di S. Antonio e l'ospedale)
- S. Martino in Converseto
- S. Cristoforo di Borghi (con l'oratorio del castello e l'ospedale)
- S. Vicinio della Scorticata (Torriana)
- SS. Giacomo e Filippo
- S. Cristoforo
- S. Maria Nova
- Oratorio di S. Maria di Gaurolo
- Oratorio di S. Mustia nel piano dell'uso, detto di Gorolo

Alla fine del settecento il vicariato di Sogliano torna a denominarsi di S. Giovanni in Galilea, dopo che la pieve si è trasferita dalle falde al castello, ed ha giurisdizione sulle chiese di Sogliano, Borghi, Converseto, Bagnolo, Scorticata (vedi Ferretti, prima visitatio dioecesis, 1780-81).
Sono elencate:

- S. Cristoforo di Borghi
- S. Lorenzo di Sogliano
- S. Martino in Converseto
- S. Andrea in Bagnolo
- S. Giovanni in Galilea
- S. Vicinio di Scorticata
- Inoltre dieci oratori, tra cui quello della Madonna della Misericordia di Sogliano, Gorolo e il cenobio dei minori osservanti

Le vicende successive si intrecciano sempre di più con Borghi e Sogliano (vedi E. Berardi, D. Colandrini, A. Bartolini).


** Pieve di S. Stefania o S. Paola:
Nel 1144 aveva alle sue dipendenze:

- S. Prospero
- S. Pietro
- S. Maria in Cereto
- S. Maria in Varnano
- S. Giovanni in Figiuli

Alla fine del secolo XIII vede ampliata la sua influenza; infatti da lei dipendono:

- S. Martino di Bagnolo
- Cento
- S. Pietro in Figiuli (Montenovo)
- S. Giovanni in Figiuli (Castiglione)
- S. Cristoforo di Monteleone (detto anche Sigizzano)

Nel 1376 tra le sue dipendenze vi sono una ventina di chiese:

- S. Biagio di Roncofreddo
- S. Ercolano fuori del paese
- S. Giuliano di Musano
- S. Biagio di Castiglione
- S. Vicinio di Ciolaraldi
- S. Cristoforo in Sigizzano (Monteleone)
- S. Maria di Cento
- S. Giovanno in Figulis unita a Castiglione
- S. Pietro in Figulis (Montenovo)
- S. Martino di Bagnolo
- S. Maria di Ripalta
- SS. Giovanni e e Cristoforo di Selvapiana
- Alla chiesa di Montenovo erano unite le chiese di S. Biagio di Cordula e di S. Bartolo di Torricella

Nel 1574 la pieve comprende le chiese parrocchiali di:

- S. Biagio di Roncofreddo
- S. Ercolano di Roncofreddo
- S. Paola di Roncofreddo
- S. Maria di Cento
- S. Giuliano di Musano
- S. Biagio di Castiglione
- S. Cristoforo di Monteleone
- S. Vicinio di Ciolaraldi
- S. Martino di Bagnolo nel territorio di Sogliano

E le chiese semplici di:

- S. Carlo in villa venti
- S. Maria del Zotto
- S. Maria del Farneto

Inoltre:

- S. Bartolomeo di Roncofreddo (delle monache)
- Chiesa del monastero di S. Benedetto (degli olivetani di Roncofreddo)
- Chiesa dell’ospedale di S. Antonio (pure in Roncofreddo)

Vedere E. Berardi: Cenni storici di Roncofreddo, Sogliano, Borghi e dintorni.
Note varie: S. Giovanni in cella Iovis corrisponde a S. Giovanni Battista di Cerasolo. S. Martino in Cereto corrisponde a S. Martino dei Molini e dipende dalla pieve di S. Martino in Verucchio, detta in Raffaneto.
Secondo la tradizione l’antica pieve si sarebbe trovata più in alto, verso il paese. Fu ricostruita più volte a causa di frane, terremoti e guerre.

;)
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Re: Paolo, alias Giuseppe, e sette cigni reali

Messaggioda antonio33 » martedì 6 marzo 2012, 20:42

Grazie.
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Re: Paolo, alias Giuseppe, e sette cigni reali

Messaggioda Delehaye » mercoledì 7 marzo 2012, 0:46

bardo ha scritto:
antonio33 ha scritto:
1133, marzo 1, senza indicazione di luogo

Pietro di Marino e Arimino suo fratello, le loro mogli ed altri prendono in enfiteusi da Rugieri Abbate del monastero di S. Gregorio, col consenso dei monaci, fino alla terza generazione un pezzo di terra posta in territorio di Rimino in plebe S. Gerarsmi, in fondo Moreule, uno dei confinanti era Parcitate. L'investitura fu di trenta soldi di Lucca. Il Canone annuo una spalla per Natale, due polli per S. Apollinare e l'opera di due uomini, e un soldo di Lucca. Fra i testimoni vi è un certo Almaino Medico. Il notaio si sottoscrive cantando: "Andreas scriptum finxit Tabularius istud". (Parcitate qui sembra più nome di persona, che abbreviatura di Pater Civitatis). (L. NARDI)[/i]



dovrebbe essere Pieve di Sant'Erasmo, fondata nel 997, una delle Pievi più antiche della zona... e si trova nel comune di Misano Adriatico, nella frazione di Misano Monte (una 15ina di kilometri a sud-ovest di Rimini)... il confine del Comune è il lato sinistro (guardando l'estuario) del Torrente Conca...
La Pieve è situata a Misano Monte ed è citata in un solo documento ravennate anteriore all'Anno Mille, essa è tuttavia più volte attestata in docuementi relativi ai possessi fondiari della maggiore famiglia feudale di Rimini dell'XI secolo: la famiglia Benno. Le vicende storiche della Pieve furono strettamente collegate a quelle del vicino Monastero dei Frati Benedettini. Più volte citata anche dal Tonini nella sua monumentale "Storia di Rimini". Attualmente sul sito dell'antica Pieve insiste l'attuale settecentesca Chiesa di San Biagio e di Sant'Erasmo.
La Pieve di S. Eremo confinava per una parte con il rivo de Sculcule (il Conca) (come detto da Cristina Ravara Montebelli, "Archeologia e storia di un territorio di confine", L'Erma di Bretschneider, 2008)

Il nostro "Pievi del territorio riminese nei documenti fino al Mille" a pag. 80 e seguenti ne parla dettagliatamente... anche come "plebe di Sant'Erasmo".

C.Curradi "La pieve di Sant'Erasmo in Misano nel Medioevo" in "Storia di Misano Adriatica", a cura di N.Alfieri, Rimini, I, 1989, pp 139, 142 2 145

MOLTO interessante è questo studio sul Castrum Conca: http://93.191.240.171/~admin150/piazza/ ... oryid=7509

Da notare che alcune fonti identificano il Castrum Conke con la Pieve di San Giorgio del tardo XI secolo (A.Gibelli, "Monografia dell'antico Monastero di S. Croce di Fonte Avellana. I suoi priori ed abbati", faenza, 1896, Appendice n° 6, anno 1069)
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Re: Paolo, alias Giuseppe, e sette cigni reali

Messaggioda bardo » mercoledì 7 marzo 2012, 1:37

Per tornare un attimo ai poveri Nadiani Monaldini, messi in un cantone.. :D a Riccione c'è una località che si chiama Case Monaldini, nei pressi del castello degli Agolanti. C'è anche un luogo che si chiama Cella di Bianchini, lungo via Raibano (adesso che ho scoperto quei programmi..). :)

un saluto ;)
Luca
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Re: Paolo, alias Giuseppe, e sette cigni reali

Messaggioda antonio33 » mercoledì 7 marzo 2012, 10:54

Delehaye ha scritto:
MOLTO interessante è questo studio sul Castrum Conca: http://93.191.240.171/~admin150/piazza/ ... oryid=7509

Da notare che alcune fonti identificano il Castrum Conke con la Pieve di San Giorgio del tardo XI secolo (A.Gibelli, "Monografia dell'antico Monastero di S. Croce di Fonte Avellana. I suoi priori ed abbati", faenza, 1896, Appendice n° 6, anno 1069)


Mario Garattoni, forse per un po' di campanilismo, tende a tirare un po' troppo l'esatta ubicazione.
Maria Lucia De Nicolo ha sviscerato a lungo la questione e sarebbe arrivata a concludere che il Castrum Conke si sarebbe dovuto trovare sul monte Vici. (Nota per Bardo: il monte Vici, dove abbiamo fatto le foto, sarebbe arrivato dai Diotallevi, per vie ereditarie che dovremo approfondire, ai Bianchini di Tor Conca, oggi Bianchini Mortani, dai quali fu venduto ai Vici). In effetti sulla somità del monte (chiamarlo monte è fargli un complimento) ci son dei ruderi che sarebbero quelli del Castrum e di una delle due torri (cioè Tor Conca e Torre di Conca).
Dal disegno cinquecentesco, invece, si vede chiaramente, essendo leggibile, ove si sarebbe trovata la Pieve di San Giorgio, cioè nella piana tra San Giovanni in Marignano ed il mare.

Questo sarebbe il piano di battaglia:
1) Verificare se il fondo Moreule confini con quello di torre Bianchini (oggi Case Bianchini). Il tutto per provare che, ipoteticamente, il fondo della torre sarebbe potuto essere quello del Parcitate.
2) Ricerca cartografico/catastale (magari!) per cercare di sapere da chi la torre col fondo pervenne ai Bianchini.
3) Ricerca in Archivio di Stato a Rn dei numerosi atti (come dice la De Nicolò nella Storia di Rimini) che riguardano i Bianchini e le loro case.

Altrimenti si rimane nella pura leggenda e tutto è solo aria fritta.

La cosa che più mi rammarica è che questa torre, pur essendo citata in atti di famiglia del '500, è stata deturpata con la sua casa da orrendi lavori edili. Si parla tanto delle altre torri di avvistamento, certamente più recenti ed ormai quasi tutte scomparse, e nessuno si preoccupa di tutelare questa. Incredibile ancor più considerando che potrebbe trattarsi di un'antica fattoria romana.
Pensate comunque che il fabbricato storicamente più importante di Misano Adriatico è il palazzo Galli, in località Ca' Gallo.
A un tiro di schioppo dalla torre di cui stiamo questionando.
Ebbene, dopo essere appartenuto per quattrocento anni alla nobile famiglia Galli di Rimini (roba da Bardo), dall'ultimo dei Galli, un gesuita, venne lasciato in eredità ai suoi confratelli, i cosiddetti frati bianchi. Napoleone mandò tutto all'asta: fu acquistato dal marchese Spreti (in questo caso Spreti di nome e di fatto). Egli provvide a ristrutturarlo. Ho il registro dei conti della fornace Bianchini, dove un mio avo annotava i mattoni (i matoni) forniti al nobile marchese per eseguire l'opera.
Insomma, a farla breve, il bellissimo palazzo oggi è diventato una chiassosa discoteca in stile spagnoleggiante e, sul cimitero dei frati adiacente le antiche e spesse mura, oggi parcheggiano ragazzotti festanti. Non ho parole.
Mi scuso per lo sfogo, ma ogni tanto ci vuole.
Saluto tutti. Antonio
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Re: Paolo, alias Giuseppe, e sette cigni reali

Messaggioda lea1959 » mercoledì 7 marzo 2012, 13:33

Carissimi,
ho deciso di aggirare l'ostacolo del comune e inviare email a tutti i Ghinassi che sospetto essere parenti: fra i tanti che mi manderanno a quel paese ce ne sarà qualcuno che mi risponderà? Speriamo bene! Nel frattempo tanto per farmi mandare a quel paese, allego una fotografia e domando a Bardo: per cortesia, che ne pensi dello stemma, non so se lo ha inventato mio nonno e o se realmente esiste. Conosci albi dove posso trovare notizie del premio che ha ricevuto?

Grazie,
un saluto a tutti

Lea



http://imageshack.us/photo/my-images/100/etichetta.jpg/
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Re: Paolo, alias Giuseppe, e sette cigni reali

Messaggioda bardo » mercoledì 7 marzo 2012, 16:22

Cara Lea,
per quanto riguarda lo stemma, è quello Savoia. ;)
Su dove trovare riferimenti al premio, provo a cercare.

un saluto! ;)
Luca
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Re: Paolo, alias Giuseppe, e sette cigni reali

Messaggioda bardo » mercoledì 7 marzo 2012, 16:56

Per Antonio: è possibile che esistano diverse Case Bianchini? Sempre spataccando con quel programmino, ne ho trovate diverse, variamente dislocate, anche nei pressi dell'Autodromo di Misano. Immagino si debba ai diversi terreni posseduti un tempo, che hanno mantenuto nel nome quello degli antichi proprietari.
Se la famiglia Galli è la stessa di cui ho alcune informazioni, essa proveniva da Pesaro, venne aggregata alla nobiltà riminese nel 1795 nella persona di Francesco di Giovan Antonio Galli e abitava nella Piazza della Fontana (Piazza Cavour), nel Palazzo (già dei Melzi, poi dei Gervasoni Angelini) ad angolo con Via Gambalunga ora occupato dalla Banca Antonveneta e fino al 2003 anche dalla Pasticceria Vecchi.

un saluto ;)
Luca
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Re: Paolo, alias Giuseppe, e sette cigni reali

Messaggioda lea1959 » mercoledì 7 marzo 2012, 18:54

Caro Bardo, grazie, purtroppo nnon credo di appartenere ai Savoia e mi riesce indecifrabile il perche' di questa scelta su una etichetta di bottiglia di vino a meno che mio nonno fosse un patito dei monarchi: dato il periodo ci puo' stare(1867/1928)! Grazie ancora per il tempo e la disponibilita'. A presto, Lea
lea1959
 
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Re: Paolo, alias Giuseppe, e sette cigni reali

Messaggioda bardo » mercoledì 7 marzo 2012, 19:27

Forse, come si legge ad un certo punto qui: http://www.saperebere.com/amari.html o qui: http://economia.tesionline.it/economia/ ... sp?id=1145 o ancora qui: http://www.businessinside.org/cosa-vuoi ... alla-vita/ c'era una qualche relazione con la famiglia Savoia, forse una concessione dello stemma Sabaudo. O forse un'appropriazione indebita dello stemma, chissà, proprio sulla falsariga di questi esempi. :D

un saluto ;)
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Re: Paolo, alias Giuseppe, e sette cigni reali

Messaggioda Delehaye » mercoledì 7 marzo 2012, 22:12

lea1959 ha scritto:Nel frattempo tanto per farmi mandare a quel paese, allego una fotografia e domando a Bardo: per cortesia, che ne pensi dello stemma, non so se lo ha inventato mio nonno e o se realmente esiste. Conosci albi dove posso trovare notizie del premio che ha ricevuto?
http://imageshack.us/photo/my-images/100/etichetta.jpg/


potresti contattare:



Museo Internazionale dell'Etichetta del Vino
Corso Giacomo Leopardi, 58
60034 Cupramontana (AN)
Telefono: 0039 0731 780199
URL: http://www.museo-etichetta.it



A.I.C.E.V. - Associazione Italiana Collezionisti Etichette di Vino
Casella Postale n° 17096
20170 Milano (MI)
Telefono/Fax: 0039 02 7532208

c/o A. Musanti
Via Isonzo, 38/21
16147 Genova (GE)
Telefono: 0039 010 391339

Email: info@aicev.it
URL: http://www.aicev.it
Presidente: Paolo Clerici rossella.bianchi@unimi.it
Segretario: Giacomo Prato giacomo.prato@libero.it
Consigliere: Franco Mantello franco_mantello@libero.it
Consigliere: Angelo Musanti angelomusanti@fastwebnet.it
Consigliere: Elena Lamorgese valle.sergio@libero.it



Consorzio Vini di Romagna
Corso Giuseppe Garibaldi, 2
48018 Faenza (RA)
Telefono: 0039 0546 28455
Fax: 0039 0546 665063
Email: entevini@fastmail.it
URL: http://www.consorziovinidiromagna.it
per il Vino Romagna Sangiovese D.O.C. (ovvero per l' "Appassito S.Giovese" di Savignano di Romagna)



Associazione "Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli di Forli e Cesena"
Piazza della Liberta, 1
47032 Bertinoro (FC)
Telefono: 0039 0543 469213
Fax: 0039 0543 444588
Email: info@stradavinisaporifc.it
URL: http://www.stradavinisaporifc.it
per il Vino Romagna Sangiovese D.O.C. (ovvero per l' "Appassito S.Giovese" di Savignano di Romagna)



Comune di Savignano sul Rubicone
Piazza Borghesi, 9
47039 Savignano sul Rubicone (FC)
Telefono: 0039 0541 809611
Fax: 0039 0541 807120
Email: savignano@cert.provincia.fc.it
URL: http://www.comune.savignano-sul-rubicone.fc.it

Assessore alla Cultura Antonio Sarpieri
Telefono: 0039 0541 809620 / 0039 0541 809619
Email: assessore.sarpieri@comune.savignano-sul-rubicone.fc.it



I.C.S. - Istituzione Cultura Savignano
Corso Vendemini, 67
47039 Savignano sul Rubicone (FC)
Telefono: 0039 0541 944017
Fax: 0039 0541 942194
Email: cultura@savignanosulrubicone.com
URL: http://www.savignanosulrubicone.com / http://www.comune.savignano-sul-rubicon ... =categoria

e cercare una "consulenza" sull'etichetta, chiedendo, nel contempo, se in epoca "liberty" - circa 1890-1914 - (sembra che l'etichetta sia di quell'epoca) ci fosse stato un concorso per vini sangiovese, e se un "appassito S.Giovese" del Comune di Savignano di Romagna (l'odierno Savignano sul Rubicone) abbia vinto in un concorso/esposizione una Medaglia d'Oro... magari c'è una pubblicazione locale, un giornale, un periodico che ne fa menzione (perciò ICS e Comune).
In zona, all'epoca, ci fu l'Esposizione Internazionale Torricelliana a Faenza nel 1908... un evento per la zona e per l'epoca enorme!
All'Esposizione di Faenza del 1908 uno Spumante faentino vince la Medaglia d'Oro (https://docs.google.com/viewer?a=v&q=ca ... dWA3iA8c2Q pagina 6) quello delle Cantine di francesco Baldi...
Magari... in quell'occasione... ci furono premi anche per altri vini...
L'importanza dell'evento fu tale che proprio nel 1908 un piccolo gruppo di viticoltori dimostrò di comprendere la grande forza insita in una struttura cooperativa, dando vita alla Cantina Sociale di Forlì [hmm.gif]

comunque sulle etichette di vini e/o liquori regnicoli era d'uso iconografare le medaglie vinte a premi ed esposizioni, nonchè inserire lo stemma sabaudo... una sorta di marchio "made in italy" antelitteram...
comunque quello che tutto ciò può sembrare un OT (off topic) in realtà è una "metodologia" di ricerca... puà valere per un'etichetta di vino come per un documento genalogico-araldico [cool.gif]
"Venne anche preso lo stendardo da battaglia (guðfani), che chiamavano "Corvo"."
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