antonio33 ha scritto:Delehaye ha scritto:Un libro di Currado Curradi & Mario Mazzotti, "Pievi del territorio riminese nei documenti fino al Mille", Volume 1 di Fonti e studi medievali, Luisè Editore, Rimini, 1984, a pagina 83 cita il Fondo Moreule:
"... essi testimoniano la massiccia presenza del monastero di S. Gregorio nel territorio plebano e forniscono, oltre ai molti nomi di persone fondi e luoghi, alcune indicazioni particolarmente significative: la curia e la curtis di S. Andrea, i numerosi molini presso il Conca, il nome Parcitatis (Parcitade) tra i confinanti del fondo Moreule in un atto del 1° marzo 1133, un pozzo di S. Paterniano..."
Grazie, solo vorrei sapere, per curiosità, se il secondo volume è solo di Mario Mazzotti...ed il primo di Currado Curradi.
Temo mi manchi il secondo. Se ed eventualmente, magari privatamente, mi diresti quali son le Pievi di cui tratta?
Il fabbricato che avrei individuato con, anche se un po' più approssimativamente, il relativo fondo, spero confini in qualche modo col
fondo Moreule, il che mi potrebbe aiutare ad attribuirne la proprietà al
Parcitade .
Certo, come dice ABB: ATTENZIONE AI FANTAGENEALOGISTI!
Temo, correndo dietro a leggende, soprattutto così lontane nel tempo e soggette per mille motivi ad ingigantirsi o comunque a mutare, di perdermi nella fantastoria familiare.
Anche trovando corrispondenze col fondo del
nostro Parcitade, nulla potrei provare se non che il fatto
NON è in contrasto con quel che si tramanda.
Insomma le parole contano ben poco se non si hanno documenti.
A pag 95 del 1° volume dovresti trovare lo schizzo cinquecentesco: essendo forse un po' più chiaro di quello che trovi nel forum (
viewtopic.php?f=6&t=14684 ), proveresti a veder se riesci a leggere il nome dei luoghi?
Ringraziando per l'interessamento saluto tutti. (cugini e non....)
Antonio
PS: Se il comune è quello che penso, povera Lea...
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Pievi del territorio riminese nei documenti fino al Mille di Currado Curradi consiste in un unico volume, come puoi vedere nel catalogo della Gambalunga:
http://opac.provincia.ra.it/SebinaOpac/ ... 9a&docID=4 ; a Mario Mazzotti si deve la premessa
Il significato cristiano del termine "plebs" (pp. 8-21).
Trascrivo da qui:
http://blog.libero.it/Sogliano/3316713.htmlhttp://blog.libero.it/Sogliano/3316793.htmlhttp://blog.libero.it/Sogliano/3316812.htmlPievi del territorio riminese nei documenti fino al mille, di Currado Curradi, Luisé editore, 1984.
Premessa di Mario Mazzotti: il significato cristiano del termine plebs
- Nel periodo repubblicano plebs era un termine dispregiativo, che indicava una classe inferiore
- Nel periodo imperiale il termine assume un significato più neutro e tende a confondersi con il termine populus
- Gli scrittori cristiani iniziano a prediligere il termine plebs in riferimento al popolo di Dio in quanto era un termine più umile
- A Roma con plebs si intende solo la comunità cristiana governata dal vescovo
- Ad un certo momento (controversie su quando) plebs muta significato e passa a d indicare l’edificio destinato a raccogliere in preghiera la comunità del plebanato (una analoga traslazione del significato è avvenuta anche per il termine ecclesia)
Pievi erano sia chiese battesimali che battisteri.
Nel territorio di diretta dipendenza del vescovo di Ravenna il termine non appare mai fino a tutta la prima metà del IX secolo, e inizialmente solo per edifici situati in territorio appenninico. Si potrebbe quindi affacciare l’ipotesi che il termine pieve giunga a Ravenna dall’Appennino.
Pievi in territorio Ravennate fino al 900:
- anno 767 plebs S. Martino in Lablusi -- Faventino
- anno 782 plebs q. v. Solustra -- Corneliense
- anno 783 plebs S. Prosperi -- Corneliense
- anno 824 plebs S. Marie in Trentum -- Ferrariense
- anno 881 plebs S. Petri in Silvis -- Faventino
- anno 882 plebs S. Cassiani in Casatico -- Liviensi
- anno 889 plebs S. Iohannis in Axigata -- Faventino
- anno 891 plebs S. Marie in Afri -- Faventino
- anno 891 plebs S. Marie in Rontano -- Faventino
- anno 892 plebs S. Stephani in Geminiano -- Faventino
- anno 892 plebs S. Martini in Sambloso -- Corneliense
- anno 893 plebs ruptae -- Popiliensi
- anno 893 plebs S. Andree in Panicale -- Faventino
- anno 893 plebs S. Stephani e S. Georgii -- Faventino
- anno 896 plebs de Ostulado -- vico Abentino
- anno 896 plebs S. Stephani in Coloritula -- Faventino
- anno 896 plebs S. Maria in Barni -- Faventino
- anno 896 plebs S. Cassiani in Decimo -- Ravennate
- anno 899 plebs ipsius Faventie -- Faventino
- anno 900 plebs S. Stephani in Catena -- Corneliense
Esistevano anche pievi affidate a un monastero (vedi S. Mercuriale a Forlì)
Chiese plebane del territorio riminese nei documenti fino al 1000:
- S. Andrea in Casarola
- S. Arcangelo in Acerboli
- S. Erasmo di Misano
- S. Gaudenzio
- S. Giorgio in Conca
- S. Giovanni in Bulgaria Nova (non è come pensano alcuni a Cesena, ma tra Verucchio e Corpalò, oppure proprio la pieve di Verucchio)
- S. Giovanni in Compito
- S. Giovanni in Galilea
- S. Innocenza di Monte Tauro
- S. Lorenzo a Monte
- S. Lorenzo in Strada
- S. Martino in Bordonchio
- S. Savino di Montecolombo
- S. Stefania o S. Paola di Roncofreddo
- S. Vito
Carta del Magini del 1598: Romagna olim Flaminia
FUNDUS: deriva dal sistema catastale romano. Lentamente nel corso dei secoli viene frazionato e non è più una unità agraria con proprietà e conduzione unitaria come al tempo dei romani.
CASALE: unità fondiaria catastale romana, a volte legata al fundus
MASSA: complesso fondiario comprendente fondi e casali. Nei documenti indica un insieme molto ampio di terre da dissodare o bonificare; attorno al primo fundus, che dà il nome alla massa, si organizzano magazzini e casamenti e sovente anche una chiesa, che costituiscono il centro delle zone da dissodare. Una volta dissodate venivano scorporate dal complesso indistinto della massa (ex corpore masse) e formavano nuovi fondi e casali.
CURTIS: centro amministrativo di un complesso di fondi e casali fra loro collegati o anche disseminati in un ambito territoriale vasto.
CURIA: luogo dove si emanavano gli atti relativi al governo di un complesso non solo di beni, ma di diritti pubblici esercitati in un ambito territoriale, sia pure ristretto.
** Pieve di San Giovanni in Galilea: il territorio in cui è edificata è stato popolato sin dalla preistoria. L’antico edificio era in un luogo dello la piva alle falde del monte.
Da una bolla del 1144 risulta che alla pieve erano soggette le chiese di:
- S. Cristoforo in Fluignano (Borghi)
- S. Lorenzo nel castro di Sogliano
- S. Paolo nella corte del suddetto castro
- S. Margherita nel castro di Converseto
- S. Andrea
- S. Cristoforo nel castro di Scorticata (Torriana)
- S. Vicinio
In un documento datato 1290-1292 alla pieve erano soggette le precedenti, meno quelle del castro di Sogliano, e in più S. Mustia e la chiesa di Gorolo.
Nel 1598 la pieve, con la chiesa di S. Pietro fuori del castello, fa parte del vicariato di Sogliano, che comprende anche:
- S. Martino in Bagnolo
- S. Lorenzo di Sogliano (unitamente alla chiesa di S. Antonio e l'ospedale)
- S. Martino in Converseto
- S. Cristoforo di Borghi (con l'oratorio del castello e l'ospedale)
- S. Vicinio della Scorticata (Torriana)
- SS. Giacomo e Filippo
- S. Cristoforo
- S. Maria Nova
- Oratorio di S. Maria di Gaurolo
- Oratorio di S. Mustia nel piano dell'uso, detto di Gorolo
Alla fine del settecento il vicariato di Sogliano torna a denominarsi di S. Giovanni in Galilea, dopo che la pieve si è trasferita dalle falde al castello, ed ha giurisdizione sulle chiese di Sogliano, Borghi, Converseto, Bagnolo, Scorticata (vedi Ferretti, prima visitatio dioecesis, 1780-81).
Sono elencate:
- S. Cristoforo di Borghi
- S. Lorenzo di Sogliano
- S. Martino in Converseto
- S. Andrea in Bagnolo
- S. Giovanni in Galilea
- S. Vicinio di Scorticata
- Inoltre dieci oratori, tra cui quello della Madonna della Misericordia di Sogliano, Gorolo e il cenobio dei minori osservanti
Le vicende successive si intrecciano sempre di più con Borghi e Sogliano (vedi E. Berardi, D. Colandrini, A. Bartolini).
** Pieve di S. Stefania o S. Paola:
Nel 1144 aveva alle sue dipendenze:
- S. Prospero
- S. Pietro
- S. Maria in Cereto
- S. Maria in Varnano
- S. Giovanni in Figiuli
Alla fine del secolo XIII vede ampliata la sua influenza; infatti da lei dipendono:
- S. Martino di Bagnolo
- Cento
- S. Pietro in Figiuli (Montenovo)
- S. Giovanni in Figiuli (Castiglione)
- S. Cristoforo di Monteleone (detto anche Sigizzano)
Nel 1376 tra le sue dipendenze vi sono una ventina di chiese:
- S. Biagio di Roncofreddo
- S. Ercolano fuori del paese
- S. Giuliano di Musano
- S. Biagio di Castiglione
- S. Vicinio di Ciolaraldi
- S. Cristoforo in Sigizzano (Monteleone)
- S. Maria di Cento
- S. Giovanno in Figulis unita a Castiglione
- S. Pietro in Figulis (Montenovo)
- S. Martino di Bagnolo
- S. Maria di Ripalta
- SS. Giovanni e e Cristoforo di Selvapiana
- Alla chiesa di Montenovo erano unite le chiese di S. Biagio di Cordula e di S. Bartolo di Torricella
Nel 1574 la pieve comprende le chiese parrocchiali di:
- S. Biagio di Roncofreddo
- S. Ercolano di Roncofreddo
- S. Paola di Roncofreddo
- S. Maria di Cento
- S. Giuliano di Musano
- S. Biagio di Castiglione
- S. Cristoforo di Monteleone
- S. Vicinio di Ciolaraldi
- S. Martino di Bagnolo nel territorio di Sogliano
E le chiese semplici di:
- S. Carlo in villa venti
- S. Maria del Zotto
- S. Maria del Farneto
Inoltre:
- S. Bartolomeo di Roncofreddo (delle monache)
- Chiesa del monastero di S. Benedetto (degli olivetani di Roncofreddo)
- Chiesa dell’ospedale di S. Antonio (pure in Roncofreddo)
Vedere E. Berardi:
Cenni storici di Roncofreddo, Sogliano, Borghi e dintorni.
Note varie: S. Giovanni in cella Iovis corrisponde a S. Giovanni Battista di Cerasolo. S. Martino in Cereto corrisponde a S. Martino dei Molini e dipende dalla pieve di S. Martino in Verucchio, detta in Raffaneto.
Secondo la tradizione l’antica pieve si sarebbe trovata più in alto, verso il paese. Fu ricostruita più volte a causa di frane, terremoti e guerre.
