Successivamente Misano perdette più volte l'indipendenza amministrativa per motivi finanziari, dovendosi annettere ai vari comuni limitrofi, fino a quando non la riconquistò nel 1827 distaccandosi dal comune di San Giovanni in Marignano, anche se rischiò di perderla nuovamente nel 1935 a vantaggio di Cattolica, che richiedeva l'annessione del territorio misanese (soprattutto dell'arenile) per esigenze di sviluppo turistico. Questa intricata situazione portò ad un avvenimento importante per la storia di Misano, ossia alla frase pronunciata dall'allora presidente del consiglio Benito Mussolini che disse: «Misano è e rimarrà comune autonomo, purché resti comune agricolo».
Tratto da Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Misano_Adriatico).
Non so chi sia colui che abbia fornito tali notizie, perlomeno incomplete.
Ecco la vera storia:
Misano Adriatico, già Misano e Misano in Villa Vittoria, era ed è un comune con un ampia estensione, che molta gola ha sempre fatto alle confinanti Riccione e Cattolica, forse più evolute turisticamente, ma assai più piccole territorialmente.
Il cav. Mussolini era solito andare al mare a Riccione, ed era amico personale del podestà, il conte Pullè. (Roba per Bardo)
Quando Cattolica, nel '35, tentò di impossessarsi di Misano, l'allora presidente del consiglio, probabilmente per favorir l'amico conte (col quale spesso egli giocava a tennis), non consentì il fattaccio, giustificandosi con la vocazione agricola del territorio misanese.
Qualche tempo dopo, però, il giovanissimo podestà ventiduenne di Misano fu convocato dal collega riccionese, il quale, forte dell'amicizia altolocata, quasi gli intimò l'annessione. Il ragazzo, misanese di famiglia, fieramente si oppose, dicendo che avrebbe fatto tutto quanto egli avrebbe potuto onde impedir la cosa. Credo ci sia voluto un gran coraggio.
Non saprei se per fortuna o per disgrazia, comunque Misano rimase indipendente.
Questa è la vera storia.
Lo so per certo: il giovane podestà è mio padre.
Antonio





