"More nobilium"

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Re: "More nobilium"

Messaggioda Equitem » mercoledì 29 febbraio 2012, 10:03

In epoca moderna credo che il concetto di “more nobilium” debba essere inteso principalmente come disponibilità economica a vivere agiatamente, senza alcun riferimento a cifre predefinite, giacché non mi pare che di per sé siano idonee a definire alcunché se non una personalissima posizione. Aggiungo inoltre che oggigiorno parlare di “more nobilium” ha senso solo se si vivono ambienti di tradizione cavalleresco-nobiliare, ambienti questi che devono tutelare - ne hanno l’obbligo - e rispettare una tradizione che vuole i membri di un Ordine di Cavalleria, fatte salve le prove nobiliari per le classi di quegli Ordini che le prevedono, i proprio membri come appartenenti a classi agiate. Ne deriva che, uno dei requisiti necessarie per poter servire un Ordine di cavalleria militante sia la disponibilità economica per sostenere le Su opere caritatevoli . Questo, associato al vivere dignitosamente e ad una professione onorevole/adeguata, racchiude a mio avviso l’odierno significato del vivere in “more nobilium”.
Matteo 6,1-6.16-18
Quando dunque fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa.
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Re: "More nobilium"

Messaggioda GENS VALERIA » mercoledì 29 febbraio 2012, 10:53

Da convinto idealista , perennemente polically incorrect , mi piace qui riproporre i pensieri di Adriano Colucci Vespucci , quando era presidente del Collegio Araldico, tratti da “Fisiologia nobiliare” , Rivistra Araldica 1938 :

“ Il patrimonio morale , peraltro assai poco coltivato, che poteva ancora distinguere il vero gentiluomo dalla massa , consisteva nella religiosità , nell’amore per la Patria, nel coraggio , nell’aver costumi semplici e modesti , senza mostrare né burbanza né albagia e nel rifuggire dall’avarizia." Ma il nobile che "poteva essere tale anche senza possedere ricchezze ," doveva soprattutto avere "il grande , costante , assolutissimo culto dell’Onore e sentirsi soggetto di doveri e non di privilegi”.
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Re: "More nobilium"

Messaggioda contegufo » mercoledì 29 febbraio 2012, 22:36

Salve

In data 1788 il Consiglio Generale delle Repubblica di Lucca rilevò come fosse necessaria una reintegrazione nel numero delle famiglie nobile allorchè ci si accorse che a seguito dello spegnimento di nobile schiatte la Repubblica medesima avrebbe avuto non poche difficoltà alla elezione dei membri che facevano parte del collegio degli anziani.

Riporto due giudizi su possibili candidati espressi dal Consiglio Generale.

* ......le sue facoltà sono mediocri ma non può rilevarsi grande la qualità cospicua di questa famiglia".

* Il sig. ..... è d'antichissima Cittadinanza. La sua famiglia fino al secolo passato contrasse nobili perentele ed tuttora imparentata con varie nobili famiglie.
I suoi Maggiori hanno sempre vissuto con somma reputazione occupando onorevoli impieghi. Il suddetto......ha esercitato con molte lodi l'offizio di notaro....."

"cfr. Libri di corredo alle carte della signoria, Nuove ammissioni/deliberazioni in ASL (Archivio Statale di Lucca) n°88.

Come si vede nel primo caso la posizione economica rilevante faceva passare in secondo piano la "mediocrità" del personaggio.
Nel secondo l'aver ricoperto impieghi importanti così come l'esser imparentati con nobili famiglie erano le condizioni per poter ambire ad esser considerati nobili e quindi di poter far parte della ristretta cerchia delle famiglie deputate al governo della città.

saluti
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Re: "More nobilium"

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » giovedì 1 marzo 2012, 10:21

A mio modesto avviso non ha molto senso tentare di "trasportare" il more nobilium, condizione così particolare e diversissima nella sua considerazione da una provincia all'altra già in epoca di Antico Regime, quando questa fattispecie aveva un senso reale - nel XVII s. la valutazione e le condizioni sociali non solo della nobiltà acclarata ma dello stesso more nobilium nelle valli savoiarde, nella Val Brembana bergamasca, nelle cittadine appenniniche marchigiane, nella Roma capitale pontificia, o nei grossi borghi del Salento differiva enormemente per i motivi facilmente intuibili -, ad oggi, nel 2012, quando i parametri sociali, etici, economici, politici del nuovo milennio sono del tutto imparagonabili.
Le contraddizioni e le difficoltà emerse ne sono la riprova più evidente. La sensazione nel leggere l'insieme è certo quella di un esercizio paradossale se non sostanzialmente inutile, e, alla fine, insoddisfacente nelle sue controverse conclusioni.

Saludos,

F.

PS Se proprio devo spendere un'ipotesi nel gioco sono anch'io d'accordo con MMT "considerazione sociale null'altro", l'unica che in effetti ha il polso vero della propria epoca e del proprio luogo...
Ultima modifica di Franz Joseph von Trotta il giovedì 1 marzo 2012, 11:48, modificato 2 volte in totale.
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Re: "More nobilium"

Messaggioda AndreaSperelli » giovedì 1 marzo 2012, 11:23

MMT ha scritto:considerazione nella Società e null'altro


Quoto in pieno quanto detto qui sopra, aggiungo inoltre che questa "considerazione" può essere dovuta ad alcuni fattori già elencati, quali il livello professionale, culturale o il modo di presentarsi, ma in particolar modo a "come si sta in Società". Non trovo invece che il parametro economico sia la discriminante, dal momento che vi sono copiosi casi in cui personaggi enormemente benestanti non risultano presentabili nemmeno ad una cena informale...

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Re: "More nobilium"

Messaggioda T.G.Cravarezza » martedì 10 marzo 2015, 22:59

loxnotar ha scritto:Nel 2012 come si deve intendere il "more nobilium",per me rimangono le attività intellettuali,da consentire ....da escludere le attività manuali e meccaniche (contadino meccanico)ma,alcuni lavori sono in una via di mezzo voi ,illustri colleghi di forum ,cosa ne pensate ...esiste una versione moderna del more nobilium??


Non mi voglio addentare in ogni singola questione proposta, ma lascio solo una riflessione generale.
Trattare di more nobilium in uno Stato che non riconosce la nobiltà lo trovo un esercizio inutile, un po' come chi oggi si ostina a dare patenti di nobiltà in Italia a Tizio o Caio basandosi su leggi che variano da 70 anni a vari secoli fa senza tenere in considerazione i mutamenti legislativi e sociali avvenuti negli ultimi decenni.
Il suo sarebbe un discorso interessante se ci fosse una legislazione nobiliare in Italia, ma così come è adesso, si gioca solo sui "se", sui "ma", sui "secondo me" e basta. Per carità, giochino divertente, ma non scientifico.
Bisogna sempre puntualizzare il discorso ad un preciso periodo storico, ad una precisa legislazione, ad un preciso contesto geografico. Se oggi ci fosse ancora una legislazione nobiliare, non penso che ai nobili, per restare tali, sarebbero imposte le norme a cui spesso nel forum facciamo riferimento e che erano in vigore oltre un secolo addietro. Pensiamo se il figlio di un principe divenisse un presentatore televisivo (non facciamo riferimenti specifici, il mio è un esempio generico) o fosse un importante chef stellato Michelin: dovrebbero perdere il titolo per "impiego non consono"? O se fosse un comune bancario o ...; se poi quel principe sposasse un'avvocatessa, ma anche un'impiegata o ... il loro matrimonio sarebbe impari? Perderebbe il titolo?

Quindi, per quanto riguarda l'Italia il nostro sarebbe un discorso meramente ipotetico e comunque divertente. Mi permetto però di aggiungere una domanda a quella posta da Loxnotar e che potrebbe forse aiutarci maggiormente: negli Stati che oggi hanno una legislazione nobiliare (Regno Unito, Spagna, Belgio...) vi sono delle norme che limitano il comportamento e la vita degli appartenenti al ceto nobiliare pena la loro esclusione dallo stesso?
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Re: "More nobilium"

Messaggioda GENS VALERIA » mercoledì 11 marzo 2015, 11:13

Sostanzialmente concordo con ciò che scrivi, Tomaso, anche perché dovremmo annoverare tra i coltivatori anche la Regina del Regno Unito poiché si dedica al trapianto ed alle cure delle rose del real giardino.

(…) un esercizio inutile, un po' come chi oggi si ostina a dare patenti di nobiltà in Italia a Tizio o Caio basandosi su leggi che variano da 70 anni a vari secoli fa senza tenere in considerazione i mutamenti legislativi e sociali avvenuti negli ultimi decenni (...)


Qui una precisazione è d'obbligo :
Non risulta che attualmente in Italia vengano concessi titoli nobiliari , tuttavia la ricognizione di famiglie appartenenti ad una delle molteplici e storiche nobiltà da parte di fons honorum , riconosciute in campo internazionale da nazioni che abbiano una legislazione nobiliare, è pienamente valida sul piano storico e culturale ed è quello che accomuna tutte dignità nobiliari italiche.
Tento di spiegarmi meglio:
Di fronte all'ubiquitario disinteresse dello Stato per la materia nobiliare, c'è solo un'unica distinzione, che abbia motivata giustificazione tra famiglie un tempo appartenenti al ceto dominante o dirigente, ed è quella tra nobiltà di fatto e nobiltà di diritto.
La prima è originata di una distinzione che non ebbe origine riconoscimento da fonte d'onore, ma che fu tradizionalmente e pacificamente accettata , la seconda è espressione , anche attuale , di famiglie che ebbero titoli e trattamenti concessi o riconosciuti, anche in epoche “che variano da 70 anni a vari secoli fa” ma da F.H. autentici, famiglie che possono usufruire, raramente anche oggi, di ricognizione nobiliare, con validità privata ( ovviamente oggi non godano più valenza giuridico-funzionale ma esclusivamente storico-culturale ).
Ultima modifica di GENS VALERIA il mercoledì 11 marzo 2015, 16:04, modificato 1 volta in totale.
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Re: "More nobilium"

Messaggioda Delehaye » mercoledì 11 marzo 2015, 12:43

Nazione di Vattelapesca.
Epoca XVI Secolo.
Dinastia dominante Tiziocaiosempronio

La Famiglia Esposito è nominata "nobile" dal Sovrano.
La Famiglia Rossi vivendo "more nobilium" e rientrando nella casistica del luogo e dell'epoca, rientra negli aspiranti alla "nobiltà cittadina", e diviene "nobile" poichè il Seggio Nobiliare della città li accetta ed il Sovrano vidima il tutto (nella Nazione di Vattelapesca, come in moltissime Nazioni, è d'uso questa "vidimazione" - nome generico di quella presa d'atto/autorizzazione sovrana, che variava da nazione a nazione!).

A Vattelapesca nel XVI Secolo esisteva una legislazione/normativa nobiliare della Dinastia dei Tiziocaiosempronio, che specificava come diventare e come rimanere nobili! Per essere nobili non bastava la sola lettera patente di nomina, ovviamente, come quasi ovunque nel mondo... ma il nobile doveva soggiacere ad una serie di regole. se non si seguivano quelle regole il nobile decadeva!

il tempo passa, la società si evolve (non sempre positivamente, ma con alti e bassi).
la Nazione di Vattelapesca viene dominata da varie Dinastie dopo i Tiziocaiosempronio, inframezzate da Rivoluzioni popolari, Repubbliche effimere, dittature, dominazioni straniere... alla fine diventa una Repubblica.
anche territorialmente la primigenia Nazione di Vattelapesca adesso fa parte di una nuova Nazione che l'ingloba.
Oramai siamo nel XXI Secolo.

Oggi la Famiglia Esposito è nobile?
Oggi la Famiglia Rossi è nobile?

durante la genesi storicopolitica di Vattelapesca, le dinastie susseguenti i Tiziocaiosempronio hanno codificato proprie regole e leggi e norme sulla nobiltà... non sempre coerenti con quelle precedenti ed hanno rinosciuto i nobili della dinastia precedente (non tutti però!)...

il riconoscimento significava che il nobile da nobile della dinastia A diveniva nobile della dinastia B... dovendo però seguire la nuova legislazione/normativa nobiliare.

e chi non era o non voleva essere riconosciuto?
per coerenza e lealtà verso la sua dinastia non sarebbe stato un nobile (che è una status fluido - cioè mutabile nel tempo e nello spazio - è non un imprimatur perenne ed eterno immutabile! la nobiltà non è un diritto inalienabile, ma una concessione, e come tale può essere revocata o può decadere, come innumerevoli volte è accaduto nella Storia!) della nuova dinastia e del suo stato. lo sarebbe stato, invece, del vecchio regime (oramai senza territorialità, e quindi "moralmente") ma avrebbe dovuto SEMPRE seguire la legislazione della dinastia a cui era fedele!
Se non avesse più seguito quelle regole (ovviamente per quanto esse possano essere seguite...) sarebbe decaduto, decaduto come se non le avesse seguite se sul trono ci stesse la sua dinastia a cui è fedele!

quindi difficilmente gli Esposito ed i Rossi oggi potranno essere nobili, e NON facilmente autodefinirsi tali!
hanno avuto i riconoscimenti dinastia dopo dinastia? seguito le regole nobiliari dinastia dopo dinastia? se sì... sono nobili, se no non sono nobili!

ma oggi Vattelapesca è una Repubblica!!! ed allora?
ed allora se gli Esposito ed i Rossi sono ancora fedeli ai Tiziocaiosempronio seguiranno le regole di quella nobiltà! e saranno nobili di quella dinastia...
se sono stati riconosciuti nobili dalle dinastie susseguenti... dovranno seguire le regole dell'ultima dinastia che li avrà rinosciuti... e se gli Esposito/Rossi seguono quelle regole di quelle dinastie... sono nobili!

ovviamente l'essere nobili non può più valere come status giuridico sociale nella Repubblica, lo sarà invece morale! e storico!

quelle famiglie invece che non hanno da anni, decenni, secoli seguito più nessuna regola? e tutt'ora si AUTOdefiniscono nobili? Mah... il giudizio etico e storico per loro non può essere che NEGATIVO!

quindi per sapere se gli Esposito ed i Rossi sono oggi nobili cosa bisogna fare?
prima di tutto capire chi degli Esposito e chi dei Rossi potrebbe essere ancora nobile...
bisogna vedere come doveva migrare generazione dopo generazione il titolo/qualifica di nobiltà... a chi? in che ram? e se un ramo si fosse estinto?
quindi capire bene quale legislazione seguire... se quella della dinastia A, B o C!
una volta capita quale regole sarebbero dovute essere seguite... controllare se esse lo sono state!
se c'è un intoppo... beh... le conseguenze sono quelle che le regole nobiliari dell'ultima dinastia riconoscente le loro nobiltà descrivono!
"Venne anche preso lo stendardo da battaglia (guðfani), che chiamavano "Corvo"."
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Re: "More nobilium"

Messaggioda GENS VALERIA » mercoledì 11 marzo 2015, 16:08

Per me, riducendo all'osso la materia nobiliare, ci sono pochi punti fissi:

* La qualità ( qualifica o stato ) nobiliare originato dai gruppi familiari dominanti /dirigenti, non cade in prescrizione ( ma come una eredità immateriale può essere dimenticata o rifiutata), le regole che erano in uso nelle epoche più o meno remote sono mutate con la società , basti osservare come si normano oggi i moderni stati retti a monarchia.

* La nobiltà più essere:
a) di fatto (di notabilato, in epoca unitaria, di distinta civiltà quindi comunque di semplice cortesia )
b) di diritto ( cooptata, concessa o riconosciuta da uno o più fons honorum che possiedono o abbiano conservato il potere ricognitivo ).

In varie epoche, il passaggio da un tipo all'altro di nobiltà, era realmente e semplicemente ottenuto per mezzo di una licenza d'uso ( come, ad esempio, il porto d'armi ).

*Le varie nobiltà hanno carattere:
a) giuridico-funzionale (ma con l'inizio Ottocento, praticamente solo giuridica ).
b) storico-culturale, è questa l'eredità immateriale residua , rimasta oggi per gli Italiani , comunque abbia avuto origine nel tempo.

Questo è il mio pensiero, che riconosco valere ben poco.

Autorevolissimi studiosi oggi preferiscono parlare di storicità anziché di nobiltà , chiedo scusa ma in questo ( in realtà anche in molto altro ) sono un incurabile tradizionalista .

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Ultima modifica di GENS VALERIA il giovedì 12 marzo 2015, 14:56, modificato 3 volte in totale.
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Re: "More nobilium"

Messaggioda T.G.Cravarezza » mercoledì 11 marzo 2015, 16:29

Pur apprezzando gli interessanti interventi precedente, vorrei però domandare a lor Signori di dedicarsi al tema della discussione che non riguarda la nobiltà oggi in Italia, ma il more nobilium e le sue caratteristiche attuali. Io poi ho aggiunto un'ulteriore domanda a quelle di Loxnotar iniziali chiedendo lumi, a chi ne ha conoscenza, se ci sono delle norme specifiche al more nobilium per i nobili degli Stati che ancora oggi hanno una legislazione nobiliare (Regno Unito, Spagna, Belgio...), ad esempio se ci sono dei requisiti necessari affinché il titolo possa passare al discendente, se ci sono vincoli sullo status del coniuge, tasse da pagare annuali o di successione, limiti riguardanti ai lavori che un nobile può svolgere et cetera. Questo ci potrebbe aiutare a comprendere come il more nobilium e la legislazione nobiliare si sarebbe potuta evolvere in Italia se ci fosse ancora oggi la monarchia.
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Re: "More nobilium"

Messaggioda antonio33 » mercoledì 11 marzo 2015, 18:01

T.G.Cravarezza ha scritto: Questo ci potrebbe aiutare a comprendere come il more nobilium e la legislazione nobiliare si sarebbe potuta evolvere in Italia se ci fosse ancora oggi la monarchia.


Se la luna avesse avuto un'atmosfera, come sarebbe stata la vita sul nostro amato satellite?

More nobilium!
Per coloro che identifichino la nobiltà quale manifestazione di potere (non di ricchezza...) direi che, ai giorni nostri, parlare di more nobilium sia un controsenso.
Invece, per coloro che la intendano solo come un requisito di natura etica (storia, tradizione e valori tramandati e da tramandare), allora la faccenda è diversa: mi comporto e vivo in un certo modo perché... E, anche questa volta, la ricchezza ha ben poca importanza.

Saluto tutti.
Antonio
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Re: "More nobilium"

Messaggioda T.G.Cravarezza » mercoledì 11 marzo 2015, 18:09

A me piace discutere sulla pratica, non solo sulla teoria. Noi ci blocchiamo un po' troppo sull'Italia, ma il fenomeno nobiliare non è solo nostrano e quindi sarebbe interessante capire come funziona oggi la legislazione nobiliare degli altri Stati, perché ci aiuta a capire come sia considerata la nobiltà in quegli stati in cui oggi è ancora riconosciuta, quali requisiti si debbano possedere per essere riconosciuti nobili, quali requisiti, se ce ne sono, bisogna soddisfare per "rimanere" nobili et cetera. Il nobile inglese, spagnolo, belga... deve rispettare specifiche norme per poter mantenere il suo status nobiliare? Quali divieti, se ce ne sono, gli sono imposti? Quali requisiti deve possedere? Se commette un reato penale può perdere il titolo? Può essere escluso dalla nobiltà?
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Re: "More nobilium"

Messaggioda T.G.Cravarezza » mercoledì 11 marzo 2015, 21:26

antonio33 ha scritto:Invece, per coloro che la intendano solo come un requisito di natura etica (storia, tradizione e valori tramandati e da tramandare), allora la faccenda è diversa: mi comporto e vivo in un certo modo perché... E, anche questa volta, la ricchezza ha ben poca importanza.

Se la nobiltà fosse data solo dal risvolto etico, allora si tratterrebbe della cosiddetta "nobiltà di cuore" (che è citata appunto in contrapposizione o come una "parte" della nobiltà nel suo senso generale) e a cui possono aspirare tutti le persone oneste e virtuose di questo mondo :)
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Re: "More nobilium"

Messaggioda antonio33 » mercoledì 11 marzo 2015, 23:48

T.G.Cravarezza ha scritto:Se la nobiltà fosse data solo dal risvolto etico, allora si tratterrebbe della cosiddetta "nobiltà di cuore" (che è citata appunto in contrapposizione o come una "parte" della nobiltà nel suo senso generale) e a cui possono aspirare tutti le persone oneste e virtuose di questo mondo :)


Beh, condivido l'opinione che, per comportarsi nobilmente, non siano indispensabili i nobili natali... come che, del resto, la storia sia piena di nobili infami.

Tuttavia coltivo l'illusione che ci sia ancora qualcuno che abbini storia e tradizioni familiari degne ad un comportamento consono ai suoi nobili natali.

Trovo triste, patetico e avvilente (decadente e decaduto?) chiunque butti alle ortiche un passato ricco di storia e nobiltà.

Rassegnarsi bisogna: della nobiltà, quella vera di un tempo, rimangono solo il tratto e il ricordo. [king.gif]

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Re: "More nobilium"

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » giovedì 12 marzo 2015, 9:57

A mio avviso, al giorno d'oggi per stabilire una sorta di vita more nobilium occorre valutare il ceto, ossia ricchezza - potere - prestigio, e non la tradizione familiare.
Se hai una grande tradizione familiare ma sei povero è un fatto che non vivi «secondo la consuetudine dei nobili».

Chi sono coloro che vivono more nobilium oggi? Chi ha ricchezza - potere - prestigio!
A questo aggiungo, come diceva Nicola, che occorre un livello culturale e una Professione di prestigio.
Perché la sola ricchezza non può bastare? Perché un muratore con la quinta elementare ma arricchito vendendo villette non potrà mai considerarsi di vita more nobilium.

Tendenzialmente sono d'accordo nel dire che servirebbe almeno una Laurea Magistrale un incarico dirigenziale o a questo assimilabile.
Un contadino, un operaio o un sottufficiale (con il massimo rispetto per i contadini, gli operai e i sottufficiali) non possono considerarsi di vita more nobilium.
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