Gentile Silvia,
l'elenco dei libri da me inviatoLe, non è che un riassunto di quelli in cui vi figurano i già noti (per noi che ne stiamo parlando) Ercole Bendini e Francesco Bendini nonchè la di lui consorte Maddalena Moscardini,
Difatti tutti i libri aventi ad oggetto opere d'arte annoverano tra i collezionisti bolognesi del 1600 tal Francesco Bendini (definito anche nobile) che alla morte lasciò tutto alla consorte Moscardini.
Gli altri libri (quelle del Guidicini) parlano della storia dei Bendini (in particolare Francesco sunnominato in quanto compatibile con quanto già detto in precedenza) e della nascita delle schiatta dei Monti-Bendini,indicandone il capostipite (Ippolito Monti-Bendini, maestro di casa del Marchese Malvasia), scrivendo di questi ultimi anche parte della discendenza, in quei tomi il Guidicini spiega anche succintamente la ricostruzione della genealogia fatta dai Monti-Bendini che facevano ricondurre la propria famiglia dalla riunione della famiglia Del Monte (Monti) e Bandini senatoria bolognese(Bendini).
Lo stesso indica che i Bendini (o Bandini) avevano il 28° seggio senatorio.
Altresi' sempre il Guidicini descrive in un suo libro sia del palazzo dei Bendini, comprato da Ercole Bendini nel 1633 anno in cui salì al Tribunato della Plebe e lasciato in eredità dapprima a Francesco e poi alla sua vedova Maddalena Moscardini che venen poi chiamata Bendini, detto palazzo verrà a sua volta acquistato da Francesco Maria Monti, lasciandone l'usofrutto alla succitata Maddalena.
Nell'elenco dei Gonfalonieri di Bolgona vengono indicati sia Ercole che Francesco Bendini sempre da porta Procula (che io pur essendo originario di Borgo Panigale non mi ricordo quale sia delle 12
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) tutti in epoche combacianti con quanto più sopra descritto.
Nelle raccolte dei Bandi Merlani esistono anche due priori sempre a nome Ercole e Francesco Bendini sempre tra il 1633, 1651 ed il 1658 (all'epoca gli stessi sarebbe stati "al governo" con vari Isolani, Giacomelli, Barbazza, Beccadelli, Caprara, Guastavillani),
Nell'ambito degli stessi Bandi i Monti-Bendini vengono anche denominati Monti-Bandini ( e sono sempre li stessi, basta raffrontare date e nomi)-
L'unico che esce dal coro è un certo marchese Jacopo Bendini, altro mecenate e collezionista che avrebbe avuto nell'arco del 1600 parecchie tele di un certo pregio poi vendute ad altri nobili di Bologna.
A proposito dello stemma Bandini (quello con le catene incrociate) ho notato lo stesso stemma che viene utilizzato dalla famiglia Bandini che venne edificato nel XIV secolo dalla famiglia dei Bandini, signori di Città della Pieve e discendenti del grande condottiero Vanni Bandini.
A partire da questo periodo fino alla fine del secolo successivo, l’antico borgo fu territorio di contesa tra Orvieto e Città della Pieve.
Finalmente nel 1497, si arrivò ad un accordo, con la firma del trattato di Monteleone: Salci entrò definitivamente a far parte del territorio di Città della Pieve e dell’area d’influenza dei Bandini. Questi trasmisero la proprietà ai propri discendenti fino al 1568, anno in cui Pio V eleva a Ducato il castello ed il territorio limitrofo.
Nel sito da cui ho tratto queste notizie raffigura anche la porta d'ingresso del castello sulla quale campeggia lo stemma con le catene incrociate.
Ora mi par strano che due famiglie omonime avessero anche il medesimo stemma, nello stesso periodo, senza che vi fosse una qualche affinità tra le due.
Altresì il Dolfi dice che Ercole Bandini (senatore) si sia coniugato con Livia Medici da Firenze (quindi i Medici avrebbero fatto sposare una loro dicendente con un appartenete alla famiglia che ne aveva ucciso un componente durante una congiura pericolossissima per il loro potere non sembra strano
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La ringrazio per l'attenzione accordatami e la saluto, buona domenica.
Ps mi potrebbe postare una raffigurazione, rappresentante lo stemma dei Monti-Bendini con inquartato quello dei Bandini in quanto non riesco a reperirne una,anche perchè l'unico stemma dei Monti-Bendini lo vedo raffiguranto nell'arco del Meloncello e non mi sembra che sia inquartato). Grazie.