Vivo in una città di nobili?

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Vivo in una città di nobili?

Messaggioda G. A. Cucchi » giovedì 26 gennaio 2012, 18:55

Ci sono famiglie che mettono sul portone di casa lo stemma dei loro antenati, altri che portano palesemente un cognome illustre (magari con un bel "De" davanti) ed altre ancora per cui identificare la genealogia a colpo d'occhio è arduo.
È il caso di quei cognomi magari illustri ma per i quali, salvo esplicita dichiarazione del portatore (vedi Luchino Visconti) può essere difficile stabilire un collegamento con dei natali illustri.
Io, per esempio, abito a Trescore Balneario (BG) che, come molti di voi sapranno, è stato per lungo tempo praticamente un proprietà privata della famiglia Suardi, famiglia tuttora esistente e più influente di quanto non si creda. Spinto dalla curiosità, ho cercato di individuare i successori di questa stirpe. Il problema è che a Trescore quelli che non si chiamano Suardi si chiamano Terzi, oppure non si chiamano né in un modo né nell'altro ma sono immigrati (e di questi cotai son io medesmo). Ora, cosa significa questo fatto? Qui siamo tutti nobili, chi più chi meno? Ai tempi dei conti Suardi c'erano decine di famiglie omonime, di cui solo una ha avuto fortuna? O forse il paese era posseduto dalla famiglia... abitanti compresi?

Ecco, per chi se lo fosse chiesto, era questo che intendevo nella mia presentazione (http://www.iagiforum.info/viewtopic.php?f=6&t=14486), dicendo che ho un sacco di domande banali. Più che conoscerne la Storia, qui credo si tratti di conoscere i meccanismi dell'araldica...

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Re: Vivo in una città di nobili?

Messaggioda fabione 66 » giovedì 26 gennaio 2012, 19:21

Sig.Cucchi

Non ho colto l'obiettivo da Lei prefissato ...comunque Le suggerisco ..ma forse lo ha già fatto di consultare questo link.
parta dalle basi e "investighi"

viewtopic.php?f=7&t=2804

nel caso decida ...si presenti dal Parroco con discrezione e del buon vino, si faccia aprire gli armadi impolverati e consulti le fonti battesimali.
io lo faccio da quando ho 14 anni ..deve vedere le facce che fanno quando un ragazzo si presenta con queste richieste [yikes.gif] [jump.gif]
oltre che divertente sarà estremamente gratificante....mi raccomando per studio non per sollazzo. [thumb_yello.gif]

Buona Ricerca

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Re: Vivo in una città di nobili?

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » venerdì 27 gennaio 2012, 18:24

Quanto poco sopra delineato per i Terzi e i Suardi mutatis mutandis si allinea a caratteristiche più generali che avevo sommariamente tratteggiato qui
viewtopic.php?f=3&t=7248&start=15
riferendomi ad un altro grande consortile bergamasco quello dei Carminati.
Saluti.
F.

«Le dinamiche storico-genealogiche di questi grandi ed antichi consortili lombardi sono piuttosto note ed anche comparabili direi. Sono infatti stirpi che presentano un'origine molto antica che nei secoli ha ramificato di molto la famiglia rendnendola un ampio "gruppo clanico", per lo più in un ambito geografico abbastanza circoscritto e omogeneo, più provinciale e regionale (pur non mancando qualche rametto sciamato più lontano naturalmente), con la permanenza di alcune linee in contesti socio-economici più alti e la decadenza di molte altre in ambiti più comuni. Ma anche "risalite e discese". È ragionevole supporre anche per i Carminati bergamaschi una dinamica di questo tipo e l'origine dall'unico ceppo originario della stirpe. Per pochi rami si può supporre l'appartenenza al consortile tramite l'assunzione del cognome per linea materna, accadimento non poi così occasionale almeno sino al XVI s.

Ma la ricerca genealogica non può non partire che dalla base a ritroso, appoggiandosi magari a genealogie già strutturate, studiate e pubblicate per i rami più rilevanti, che spesso fotografano un quadro abbastanza definito per le epoche più risalenti. È un lavoro lungo ma neppure così complesso se si usano metodi storiografici, che spesso vale la pena di condurre da soli, per soddisfazione personale e per evitare di gettare somme ingenti a studi commerciali sui cui risultati e metodi non è così infrequente avere un qualche dubbio.»
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Re: Vivo in una città di nobili?

Messaggioda G. A. Cucchi » sabato 28 gennaio 2012, 1:35

fabione 66 ha scritto:nel caso decida ...si presenti dal Parroco con discrezione e del buon vino, si faccia aprire gli armadi impolverati e consulti le fonti battesimali.
Fabio


Grazie, ma il vino servirebbe solo per una questione di diplomazia o perché gli archivi di un parroco... non sono propriamente pubblici?

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Re: Vivo in una città di nobili?

Messaggioda fabione 66 » sabato 28 gennaio 2012, 8:30

G. A. Cucchi ha scritto:Grazie, ma il vino servirebbe solo per una questione di diplomazia o perché gli archivi di un parroco... non sono propriamente pubblici?


In 30 anni di visite nelle Pievi della Romagna non mi sono mai posto il problema,ovviamente negli ultimi anni i Parroci hanno meno pazienza e disponibilità per via degli accorpamenti di più Chiese,ma non è mai stata fatta fino ad ora richiesta di "beneplacito superiore",certo che le buone maniere ed un presente aprono tutte le porte,..................in merito non sò risponderle con certezza. [ops.gif] [clover.gif]
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Re: Vivo in una città di nobili?

Messaggioda GENS VALERIA » sabato 28 gennaio 2012, 10:55

G. A. Cucchi ha scritto:Grazie, ma il vino servirebbe solo per una questione di diplomazia o perché gli archivi di un parroco... non sono propriamente pubblici?

Magàri ! Contrariamente agli archivi comunali quelli parrocchiali e diocesani non sono di pubblica consultazione, spesso occorre un permesso speciale dalla curia diocesana.
In ogni caso la ricerca è affidata alla sensibilità , alla generosità ed alla disponibilità del parrocco , il quale spesso delega questo tipo di ricerche ad un segretario/incaricato.
Per esperienza personale si va dalla "gioiosa" colloborazione al deciso diniego ma la maggior parte delle volte è cristiano spirito di servizio.
Cordiali saluti e... benvenuto nel forum !
Ultima modifica di GENS VALERIA il sabato 28 gennaio 2012, 15:26, modificato 1 volta in totale.
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Re: Vivo in una città di nobili?

Messaggioda fabione 66 » sabato 28 gennaio 2012, 12:40

Aggiungo che in Romagna
per pura tradizione famigliare e rurale da qualche secolo non solo si tramandano i Cognomi,ma pure i Soprannomi con i quali si identifica tuttora un preciso ceppo ed una precisa collocazione territoriale di provenienza.......una vera Manna dal cielo [jump.gif] [hands.gif]

Saluti
"Magnacresta"
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Re: Vivo in una città di nobili?

Messaggioda MMT » sabato 28 gennaio 2012, 17:57

Tenga anche presente che spesso delle case molto importanti avevano dei "famigli" che vivevano con loro nelle case padronali o nei feudi ma a loro servizio e spesso queste persone erano identificati con il nome del "padrone". Quindi non è detto che portare lo stesso nome, anche all'interno di uno stesso feudo voglia necessariamente dire avere legami di sange e di parentela.
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Re: Vivo in una città di nobili?

Messaggioda antonio33 » sabato 28 gennaio 2012, 18:52

Non solo ai famigli si dava il nome....Se non sbaglio, alcune volte si diede un cognome importante anche ai trovatelli.
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Re: Vivo in una città di nobili?

Messaggioda G. A. Cucchi » sabato 28 gennaio 2012, 19:29

Ecco, a questa cosa dei famigli e dei trovatelli ci avevo pensato anch'io (era quello che intendevo dicendo "il paese era posseduto dalla famiglia abitanti compresi"). Quanti pensate che siano, in percentuale, i casi di famiglie omonime ma non imparentate (si intende senza collegamenti di alcun genere sin dalla nascita delle due famiglie)? Se conosco un Suardi, questi è quasi sicuramente 1) un discendente dei conti Suardi 2) un discendente di un servo che ha preso il nome dai conti Suardi 3) un discendente di un trovatello accolto dai conti Suardi?
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Re: Vivo in una città di nobili?

Messaggioda Tilius » sabato 28 gennaio 2012, 19:54

Manca l'opzione 4) un discendente dei Suardi quando (uno o più rami di essi) non erano ancora diventati conti.

Senza scomodare decadenze, trovatelli, servitù (tutte cose comunque possibili e frequentissimamente attestate, beninteso).
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Re: Vivo in una città di nobili?

Messaggioda antonio33 » sabato 28 gennaio 2012, 20:24

Inoltre, Suardi ed anche un'occhiatina a Soardi...
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Re: Vivo in una città di nobili?

Messaggioda GENS VALERIA » domenica 29 gennaio 2012, 13:21

antonio33 ha scritto:Inoltre, Suardi ed anche un'occhiatina a Soardi...


I Soardi hanno origine piemontese.

Per quanto riguarda i Suardo-Suardi , l'origine longobarda e l'antico radicamento nel Bergamasco è fuori discussione, pare documentata dal X Sec.
La prima concessione comitale fu conferita ad una schiatta giudicale nella persona Teutaldo nel 1330 dall'imperatore Ludovico il Bavaro.
A varie famiglie familiari furono riconosciute qualità nobiliari o conferiti titoli nobiliari , nell'ordine dalla Serenissima , dagli Austriaci ,dal Regno d'Italia, il quale censì ben sei linee e rami differenti.

Per rispondere ai dubbi del Cucchi, la mia idea è che l'origine sia comune, considerando l'antica distinzione ed il titolo imperiale del 1330, si può considerare che buona parte dei attuali discendenti abbia, quale avo comune, il conte Teutaldo o in ogni caso ramificazioni di quel distinto gruppo consortile dal contesto socio-economici elevato della quale accennava von Trotta.
Prescindendo dai criteri della consulta araldica ma appicando quelli più equi basati sulla legittima validità morale e storica dello “status nobiliare”, testimoniata esclusivamente dalle singole attestazioni e prove documentarie poggianti sulla legislazione nobiliare in vigore nel momento, anche remoto, in cui ebbe origine la nobilitazionestorici-nobiliari, rimarrebbero esclusi i pochi Suardi precedenti alla nobilitazione medioevale oppure estranei alla distinta appartenenza del gruppo clanico

Non darei molto affidamento ad ipotesi di cognomizzazioni di trovatelli e famigli, pratica estremamente poco diffusa:
Ipotesi spesso maldestramente elaborate dagli appartenenti a famiglie di antica distinzione atte a dare qualche giustificazione all'esistenza di omonimi consanguinei ma socialmente "decaduti".
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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Re: Vivo in una città di nobili?

Messaggioda Tilius » domenica 29 gennaio 2012, 14:09

GENS VALERIA ha scritto: Per quanto riguarda i Suardo-Suardi , l'origine longobarda e l'antico radicamento nel Bergamasco è fuori discussione, pare documentata dal X Sec.

...

Per rispondere ai dubbi del Cucchi, la mia idea è che l'origine sia comune, considerando l'antica distinzione ed il titolo imperiale del 1330, si può considerare che buona parte dei attuali discendenti abbia, quale avo comune, il conte Teutaldo.


Scusa, ma perché?
Le diramazioni che nei 4 secoli che intercorrono dal X al 1330 si dovrebbero essere estinte tutte?
E/o non hanno avuto discendenza dopo il 1330?

A me sembra che sia la volontà di trovare una ascendenza nobile a tutti i costi che fa sì che si voglia privilegiare "quale avo comune, il conte Teutaldo o in ogni caso ramificazioni di quel distinto gruppo consortile dal contesto socio-economici elevato".
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Re: Vivo in una città di nobili?

Messaggioda antonio33 » domenica 29 gennaio 2012, 14:24

G. A. Cucchi ha scritto:Io, per esempio, abito a Trescore Balneario (BG) che, come molti di voi sapranno, è stato per lungo tempo praticamente un proprietà privata della famiglia Suardi, famiglia tuttora esistente e più influente di quanto non si creda.

[euro.gif]


Inoltre da Bardo altrove:

Gentile antonio33,
le allego un'immagine dello stemma della famiglia Soardi, oriunda di Bergamo. Lo stemma si trova, accompagnato a quello della famiglia Ippoliti, nella chiesa di San Giovanni Evangelista di Rimini, detta di Sant'Agostino.

(quando Bardo mi dava del LEI....)


Temo che mi sia sfuggito qualcosa... [bangin.gif]

Saluto tutti. Antonio
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