Lo stemma definitivo di S.S. Benedetto XVI

Per discutere sull'araldica / Discussions on heraldry

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 10 maggio 2005, 19:31

mcs ha scritto:Ho inviato a Cravarezza un'immagine del Sommo Pontefice ove si intravede lo stemma di cui tanto abbiamo discusso :P e grazie al quale abbiamo imparato (o ripassato) tante nozioni di araldica e non solo :D !

Vero!

L'evento è stato anche una grande occasione di crescita!!!
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Messaggioda danti73 » martedì 10 maggio 2005, 23:10

Dopo Giovanni XIII anche questo altro "papa di transizione" ha cominciato a far soffiare il vento delle novità.
Riguardo lo stemma ho espresso sin dal principio la mia opinione totalmente favorevole, adesso, dopo aver visto lo stemma ufficiale del Santo Padre, non solo confermo la mia idea ma devo aggiungere che trovo molto armoniose anche le disposizioni delle figure e dei colori.
Sono molto entusiasta del nuovo stemma e la cosa mi sorprende, in genere in araldica sono molto conservatore e storgo il naso nel vedere nuovi stili e interpretazioni troppo progressiste.
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Messaggioda Franz Joseph von Trotta » mercoledì 11 maggio 2005, 13:50

Gentile signor danti 73,

a seguito delle sue lodi sperticate mi ritrovo a far seguire le mie osservazioni quasi imbarazzato, di come queste siano la dismostrazione di quanto diversa possa essere la percezione del medesimo manufatto in base ai propri gusti e alla propria esperienza.

Ora, se ragionamo in astratto, sullo stemma "araldicamente in se" e privando il tutto della diatriba "tiara-non tiara", non Le posso dare torto: la composizione araldicamente è accettabile e anche gradevole, sebbene io preferissi le precedenti prevalenti cromie azzurro oro.

Ma è proprio l'aspetto artistico di questo stemma a mio avviso che è deludente per non usare termini più negativi che potrebbero sembrare involontariamente irrispettosi. Gli occhi, l’esperienza e l’onestà intellettuale mi fanno percepire un disegno araldico artisticamene e tecnicamente dilettantesco: alla Storia si è consegnato uno stemma ufficiale di un Sommo Pontefice con un moro infantile, dall’occhio vago e dai labbroni dipinti di rosso (forse in uno stemma pontificio era opportuno evitare un simile rigore filologico “caricaturistico” visto che molti esempi storici del moro di Frisinga fortunatamente omettono tale dettaglio assente del resto anche dal precedente stemma cardinalizio), e un orso avvizzito più simile ad un tapiro come già lo aveva ravisato su questo forum il signor Conti e come trovo anche in altri commenti.

La rassicurante semplicità grafica della conchiglia per fortuna evita altri scivoloni. Insomma uno stemma con davvero poca grazia araldica.
Anche gli ornamenti esteriori stilisticamente non brillano per solennità con quelle chiavi dalle modanature ricciolute e indefinite.

Alcuni hanno osservato che altri disegnatori in futuro potranno realizzare con esiti migliori quello stemma: vero.
Ma è indubitabile che l’infelice versione attuale sarà sempre quella ufficiale: il nuovo “tapiro di Frisinga” insomma può dormire sonni tranquilli.

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Messaggioda danti73 » mercoledì 11 maggio 2005, 23:27

Non tutti i gusti sono alla menta caro signor von Trotta.
Si immagini che ho conosciuto persone che non amano affatto lo stile usato da mons. Heim (non parlo dello stile usato per gli stemmi dei pontefici) e uno di loro un tempo mi disse che quei leoni gli sembravano gatti investiti dal tram.
Concordo con quanti dicono che questo sarà lo stemma definitivo con buona pace di quanti avrebbero voluto vederlo disegnato in un altro stile. Quando Benedetto XVI ha scelto il suo stemma avrà valutato tra varie rappresentazioni, difficilmente avrà scelto un primo ed unico stemma, sicuramente avrà dato delle direttive sulla scelta dei colori e l’utilizzo del pallio e della mitria. Il Santo Padre ha scelto quello stemma, in quello stile, con quei colori, con quelle figure, con quei cambiamenti, è uno stemma personale, uno stemma che lo rappresenta e di fatto noi possiamo solo esprimere un opinione, positiva o negativa. Il prossimo pontefice sarà libero di riprendere la tiara, di eliminare il pallio ma l’attuale pontefice ha fatto questa scelta.
Il moro, la conchiglia e il tapiro, come lo chiama lei, gli saranno piaciuti così come sono, se gli fossero dispiaciuti rispetto alle altre diverse raffigurazioni, che sicuramente avrà avuto modo di vedere nella sua lunga attività vescovile, li avrebbe fatti cambiare.
Anch’io disegno e dipingo stemmi, onestamente lo stile dello stemma del Papa non è il mio e non gli si avvicina nemmeno alla lontana, eppure al di là dello stile, che dipende solo dai gusti personali di ognuno, ribadisco che approvo in pieno la scelta, mi sono piaciute le motivazioni dell’uso della mitria (anche la versione grafica stilizzata che la ricollegava comunque al triregno) e del pallio, i colori e le disposizioni delle figure.
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Messaggioda antonio_conti » giovedì 12 maggio 2005, 12:19

Buongiorno,
mi permetto di inserirmi nella risposta che il signor D'Antino fornisce all'intervento del signor von Trotta.
danti73 ha scritto:Non tutti i gusti sono alla menta caro signor von Trotta.
Si immagini che ho conosciuto persone che non amano affatto lo stile usato da mons. Heim (non parlo dello stile usato per gli stemmi dei pontefici) e uno di loro un tempo mi disse che quei leoni gli sembravano gatti investiti dal tram.
:shock: Forse lo stile degli stemmi pontifici disegnati da mons. Heim non era profondamente lo stile di mons. Heim?
Diciamo poi la verità lo stemma disegnato da mons. di Montezemolo non ha alcuno stile.
Sia ben chiaro, io sono un sostenitore del detto che chi non fa non sbaglia mai, ergo chi fa rischia di sbagliare e assume il rischio di essere giudicato... Naturalmente io apprezzo chi fa, COMUNQUE!
Criticare il lavoro araldico di mons. di Montezemolo non deve essere considerato un delitto di lesa maestà, anche se si tratta dell'arma del papa 8) .


Concordo con quanti dicono che questo sarà lo stemma definitivo con buona pace di quanti avrebbero voluto vederlo disegnato in un altro stile.
A noi tutti non resta davvero altro che constatare l'evolversi degli eventi, passati, presenti e futuri (se ve ne saranno).

Quando Benedetto XVI ha scelto il suo stemma avrà valutato tra varie rappresentazioni, difficilmente avrà scelto un primo ed unico stemma, sicuramente avrà dato delle direttive sulla scelta dei colori e l’utilizzo del pallio e della mitria.
Personalmente non mi permetto di fare congetture, prendo atto di quanto è stato possibile leggere e di quanto è stato possibile ascoltare nell'intervista del realizzatore dell'arma pontificia, a molti cultori di araldica quelle parole sono sembrate quantomeno inadeguate :roll: .

Il Santo Padre ha scelto quello stemma, in quello stile, con quei colori, con quelle figure, con quei cambiamenti, è uno stemma personale, uno stemma che lo rappresenta e di fatto noi possiamo solo esprimere un opinione, positiva o negativa. Il prossimo pontefice sarà libero di riprendere la tiara, di eliminare il pallio ma l’attuale pontefice ha fatto questa scelta.
In parte concordo, ma il papa non è Antonio Conti che per gioco (per quanto serio sia il gioco) assume un'arma. E' il Pontefice della Chiesa Cattolica, il sovrano dello Stato della Citta del Vaticano, funzioni e titoli che da sempre in araldica sono stati connessi a determinati emblemi araldici. Il cambiamento è certamente sempre possibile, ma dal racconto fatto a viva voce da mons. di Montezemolo non traspare un'approfondita discussione sul tema :shock: .
L'emblematica e la simbologia hanno un valore che è connesso alla consuetudine (direi più alla consuetudine -con tutti ciò che significa-, più che alla legge, alla norma sovente promulgata ex novo, magari senza retroterra), la Chiesa Cattolica meriterebbe quantomeno una stabilità degli emblemi e dei simboli, sottratti all'arbitrio del singolo pontefice o di chi lo consiglia di volta in volta :? .



Il moro, la conchiglia e il tapiro, come lo chiama lei, gli saranno piaciuti così come sono, se gli fossero dispiaciuti rispetto alle altre diverse raffigurazioni, che sicuramente avrà avuto modo di vedere nella sua lunga attività vescovile, li avrebbe fatti cambiare.
"Tapiro di Frisinga" è definizione coniata da von Trotta :lol: , ma come questi testimonia, il paragone con la povera bestiola ha il mio copyright... :wink:
Nel merito non posso che concordare con lei, prendendo atto della scelta compiuta dal papa sulla base del racconto di mons. di Montezemolo. Io, comunque, non mi capacito :( .


Anch’io disegno e dipingo stemmi, onestamente lo stile dello stemma del Papa non è il mio e non gli si avvicina nemmeno alla lontana, eppure al di là dello stile, che dipende solo dai gusti personali di ognuno, ribadisco che approvo in pieno la scelta, mi sono piaciute le motivazioni dell’uso della mitria (anche la versione grafica stilizzata che la ricollegava comunque al triregno) e del pallio, i colori e le disposizioni delle figure.
Come si dice “de gustibus…”

Come lei sa bene, io sono un estimatore del suo disegno araldico, e non mi capacito di come tra tanti disegnatori si sia poi scelto quello che vediamo e vedremo negli atti ufficiali. Al di là della questione mitra-triregno e della presenza del pallio, per rimanere in ambito di "stile", mi auguro che per opere d'arte e oggetti liturgici da decorare con l'arma pontificia, si vorrà proporre la realizzazione disegnatori araldici di altro spessore... io, altri sicuramente, ed i posteri ne saremmo davvero felici e grati.

Mi scuso se ho ripetuto alcuni concetti che ho già ripetuto altrove (ma dove!?... con tutti i topic aperti sullo stemma del papa mi sto perdendo... AIUTO :3: ), ho ritenuto di intervenire ancora perchè le osservazioni proposte meritavano, a mio giudizio ulteriori considerazioni (naturalmente personali :wink: )

Un cordiale saluto :P

Antonio Conti

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Messaggioda Franz Joseph von Trotta » giovedì 12 maggio 2005, 16:12

Da un po' di tempo Le parole del signor Conti potrebbero essere le mie: mi ritovo sempre a sottoscriverle in pieno: caspita non sarò lo pseudonimo di Conti senza rendermene conto?

La questione è centrale: in araldica spesso di tollera, - se non si loda acriticamente a seconda di chi sia l'illustre volenteroso - il dilettantismo e il pressapochismo. Il dilettantismo è degno del massimo rispetto sia inteso, e del massimo incoraggiamento per chi si avvicina all'arte araldica, ma si suppone (o meglio si spera) che a certi livelli si possa e si debba pretendere qualcosa in più. Come le sartorie che confezionano gli abiti di Benedetto XVI non gli faranno certo vesti corti o malsagomate, o rattoppate, anche per un così importante stemma si spererebbe in qualcosa di più…

Ma temo che motivazioni artistiche siano state del tutto ininfluenti rispetto alla scelta e questo ahime è il "bel" risultato: un tapiro annidato nello stemma…

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Messaggioda antonio_conti » giovedì 12 maggio 2005, 17:01

Franz Joseph von Trotta ha scritto:Da un po' di tempo Le parole del signor Conti potrebbero essere le mie: mi ritovo sempre a sottoscriverle in pieno: caspita non sarò lo pseudonimo di Conti senza rendermene conto?

Sfortunatamente per me... ma molto fotunatamente per lei, caro von Trotta, non è così :lol:

La questione è centrale: in araldica spesso di tollera, - se non si loda acriticamente a seconda di chi sia l'illustre volenteroso - il dilettantismo e il pressapochismo. Il dilettantismo è degno del massimo rispetto sia inteso, e del massimo incoraggiamento per chi si avvicina all'arte araldica, ma si suppone (o meglio si spera) che a certi livelli si possa e si debba pretendere qualcosa in più. Come le sartorie che confezionano gli abiti di Benedetto XVI non gli faranno certo vesti corti o malsagomate, o rattoppate, anche per un così importante stemma si spererebbe in qualcosa di più…

Ma temo che motivazioni artistiche siano state del tutto ininfluenti rispetto alla scelta e questo ahime è il "bel" risultato: un tapiro annidato nello stemma…

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Naturalmente sottoscrivo :P

Cordialmente

Antonio Conti
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Messaggioda T.G.Cravarezza » giovedì 12 maggio 2005, 19:11

mcs ha scritto:Ho inviato a Cravarezza un'immagine del Sommo Pontefice ove si intravede lo stemma di cui tanto abbiamo discusso :P e grazie al quale abbiamo imparato (o ripassato) tante nozioni di araldica e non solo :D !
L'evento è stato anche una grande occasione di crescita!!!

mcs


Gentili Signori,
ecco la foto in quesitone, ma purtroppo si vede molto male lo stemma:

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Messaggioda mcs » giovedì 12 maggio 2005, 19:39

Perdonatemi per la scarsa nididezza dell'immagine :oops: ...ma non ho potuto/voluto fare a meno di mostrarvi questo scatto!!!
E' troppo bello il gesto del saluto di Benedetto XVI :2: ...lo stesso che fece appena eletto!

mcs

P.S. Michele...ci mancavi tu a farmi da cavalletto :wink:
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Messaggioda danti73 » giovedì 12 maggio 2005, 22:52

Lo stemma dell'arazzo sembra quello creato da mons. Montezemolo...
Vede signor Conti, quando ho nominato lo stile di mons. Heim non intendevo dire che per gli stemmi pontifici avesse abbandonato il suo stile per usarne un altro, volevo sottolineare che per dipingere quegli stemmi usò un compromesso che si avvicinasse di più al "classico", se si può chiamare così, rispetto a quello usato di solito.
Il mio punto di vista può essere condiviso o meno, per carità, ci mancherebbe altro, anch'io capisco e rispetto il vostro pur non condividendolo, però mi sembra esagerato associare lo stemma o lo stile di mons. Montezemolo ad un livello dilettantistico, non credo sia l'unico prelato ad intendersi di araldica, a sentire certe parole sembrerebbe di vedere uno scarabocchio araldico disegnato da uno scaricatore di porto che si è svegliato una mattina con una matita in mano e la voglia di disegnare per la prima volta in vita sua uno stemma.
E' una novità e già qualcun altro, in uno dei tanti topic, ha giustamente detto che prima o poi la digeriremo come si fà con tutte le cose nuove. Ripeto, ognuno ha i suoi gusti, ma dire che a certi livelli bisognava pretendere di più è un tantino esagerato, anch'io avrei disegnato diversamente però non mi sento di puntare il dito sul lavoro di mons. Montezemolo (giuro, non siamo parenti!).
Trovo anche geniale l'idea di fondere la tiara e la mitria stilizzandola in quel modo. Probabilmente centomila altri araldisti ne avrebbero trovata una migliore, ma altrettanti la avrebbero fatta peggio. Non è che ci siamo fatti viziare e ammaliare troppo dal grande e compianto mons. Heim?
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Messaggioda danti73 » giovedì 12 maggio 2005, 23:00

Volevo porre alla vostra attenzione, senza bisogno di commentarlo, questo articolo trovato navigando su internet http://www.unavoce-ve.it/04-05-44.htm :

Uno stemma assurdo

Lo stemma papale di Benedetto XVI proposto in questi giorni viola tutte le regole dell'araldica ed eliminando la tiara toglie il segno del Primato del Romano Pontefice a vantaggio di un errato concetto di collegialità

di Maurizio Bettoja*

Un articolo dell'Osservatore Romano del 28 aprile 2005, firmato da mons. Andrea Montezemolo, ci illustra il nuovo stemma papale proposto ed ideato dal suddetto prelato.

A parte la scadente qualità artistica e grafica, le infelici innovazioni introdotte da Montezemolo sono: la sostituzione della tiara Pontificia con una buffa mitria zebrata; l'aggiunta di un pallio sotto la punta dello stemma. Inoltre nell'arma è conservato il quarto della diocesi di Monaco di Baviera.

Come è noto, è al Vescovo che spetta la mitria quale espressione della sua carica e giurisdizione, ed il pallio, qualora concessogli dal Sommo Pontefice. Con l'introduzione della mitria e del pallio viene a cadere la funzione precipua dello stemma, cioè quella di identificarne il possessore ed indicare le dignità da lui ricoperte. Il triregno con le chiavi identificano inequivocabilmente il Sommo Pontefice da oltre un millennio, e lui solo: privo del triregno, ma con l'aggiunta del pallio, nonostante le orfane chiavi, lo stemma assomiglia a quello di qualsiasi Vescovo. Montezemolo sembra ignorare che gli ornamenti esteriori permettono di esprimere il munus ed il rango di colui a cui appartengono, che nel caso del Sommo Pontefice sono la giurisdizione universale ed il Magistero Petrino.

Ipocrita compromesso, la mitria ostenta tre brutte strisce unite da un'altra striscia verticale, che con goffo simbolismo vorrebbero ricordare le tre simboliche corone della tiara.

Assurdo l'inserimento del quarto della Diocesi di Monaco e Frisinga nello stemma Papale: le diocesi dipendono dal Papa, che non è il loro Vescovo; così non solo il superiore porta l'arma dell'inferiore, ma porta lo stemma che compete a colui che è l'effettivo titolare della Diocesi; portando tutti e due il medesimo stemma, viene ulteriormente a cadere l'aspetto identificativo dell'arma stessa.

Né Paolo VI né Giovanni Paolo II hanno mai rinunciato a portare il triregno sulle loro armi o sentito la necessità di questo gesto così esteriore e forzato. Capziosa poi è l'argomentazione che da Paolo VI in poi i Papi non l'hanno usato: ricordiamo che uno splendido triregno è stato donato a Giovanni Paolo II dagli Ungheresi. Con la stessa motivazione dunque dovrebbero scomparire anche i cappelli con i fiocchi sugli stemmi dei prelati, non più portati da lungo tempo, o le corone su quelli di tanti Re.

Benché sottaciuto dall'articolo di Montezemolo, è evidente la gratuita e non richiesta da alcuno volontà di rottura coll'identità e la tradizione del Primato Petrino, il superficiale ecumenismo che si evidenzia nel far scomparire gli elementi che indicano il Sommo Pontefice (la tiara e le chiavi) e la sua giurisdizione universale, inutile tentativo di captatio benevolentiae nei confronti delle altre Chiese e delle denominazioni protestanti, evidenziando invece quelli "egualitaristici" del pallio e mitria comuni a tutti i vescovi, e dando una spinta alle aspirazioni alla collegialità di tutti coloro che ambirebbero contare di più, e che forse, non potendo pretendere la tiara, si accontentano di levarla al Papa...

Si tratta di un pasticcio "politicamente corretto" che, se poteva ancora avere un senso (non una giustificazione) trent'anni fa, oggi è un gesto antistorico, non richiesto e certamente lontano dallo spirito di Verità che anima da sempre il Pontefice.



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Messaggioda antonio_conti » giovedì 12 maggio 2005, 23:35

Che dire, Maurizio Bettoja dovrebbe sapere che non è la mitra che caratterizza araldicamente i vescovi cattolici :roll: , e nemmeno il pallio :roll: .
L'autore affronta sostanzialmente gli argomenti che abbiamo affrontato a lungo (perchè l'importanza dell'avvenimento lo meritava!), dallo stile del disegno, alle modifiche dell'arma in senso stretto e degli ornamenti esterni.
Visto che si parla di araldica, però, sarebbe bello si prestasse un po' più di attenzione proprio all'araldica. :wink:

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Messaggioda antonio_conti » giovedì 12 maggio 2005, 23:38

Cara Maria Cristina,
la tua foto è davvero storica! Da conservare! :D

Ciao

Antonio
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Messaggioda Franz Joseph von Trotta » venerdì 13 maggio 2005, 9:04

Gentile signor Danti

il basso livello qualitativo del disegno in se è stato rilevato dai più nei termini più disparati. A mio avviso, pur nella ovvia e legittima variabilità dei gusti personali, è un dato acquisito.

Il moro e l'orso a mio parere sono l'evidente creazione di una mano non particolarmente dotata anche se le due figure araldicamente non sono certo le più semplici da trattare (se Lei è anche artista araldico lo saprà benissimo) e questo, oltre che la veneranda età, è certo motivo di comprensione verso l'Autore.

Tuttavia ribadisco il concetto per me lapalissiano: a certi livelli ci si aspetterebbe una certa professionalità e competenza; sono certo che in Vaticano tra i molti incisori, disegnatori etc. che realizzano gli splendidi francobolli delle poste vaticane, vi sarebbe stato qualche artsita professionista che, certamente guidato dalle istruzioni del bozzetto di Montezemolo, avrebbe realizzato un lavoro artistico non dico "degno di un Papa", ma almeno di un vescovo?

Un caro saluto,

FJVT

P.S. dove posso trovare qualche esempio delle Sue creazioni? Grazie.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 13 maggio 2005, 17:34

danti73 ha scritto:Volevo porre alla vostra attenzione, senza bisogno di commentarlo, questo articolo trovato navigando su internet:
Uno stemma assurdo
Lo stemma papale di Benedetto XVI proposto in questi giorni viola tutte le regole dell'araldica ed eliminando la tiara toglie il segno del Primato del Romano Pontefice a vantaggio di un errato concetto di collegialità
di Maurizio Bettoja...(omissis)...Assurdo l'inserimento del quarto della Diocesi di Monaco e Frisinga nello stemma Papale: le diocesi dipendono dal Papa, che non è il loro Vescovo; così non solo il superiore porta l'arma dell'inferiore, ma porta lo stemma che compete a colui che è l'effettivo titolare della Diocesi; portando tutti e due il medesimo stemma,

Non è esatto, l'Arcivescovo titolare di Monaco-Frisinga inquarta la propria arma con quella dell'Arcidiocesi.
Benedetto XVI non inquarta un bel nulla, ma porta la figura dell'Arcidiocesi completa del rispettivo campo.


viene ulteriormente a cadere l'aspetto identificativo dell'arma stessa...(omissis)...


Tanta veemenza sarebbe stata apprezzabile, se allargata anche agli altri stemmi pontifici gravati di analoghi (se non maggiori) "peccati araldici", come quelli dotati dei capi patriarcali di Venezia (che furono trasposti nell'arma papale in forme ben più dirette che non il moro di Frisinga).

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