da Pantheon » mercoledì 14 dicembre 2011, 16:50
Trovai l'articoletto....
antico odio dal sacco di Lamarmora nell' 800: i giovani della citta ' non entravano in quel corpo
Genova e bersaglieri: e' pace
festa per il raduno dopo un secolo e mezzo di " esilio " . Amedeo d ' Aosta in tribuna " ricordate la resistenza " . folla e simpatia in occasione del 42o raduno nazionale
------------------------- PUBBLICATO ------------------------------ Antico odio dal sacco di Lamarmora nell' 800: i giovani della citta' non entravano in quel corpo TITOLO: Genova e bersaglieri: e' pace Folla in strada per salutare i 50 mila fanti piumati Il sindaco: "C' e' bisogno di andare al loro passo" E lo speaker chiama "Sua altezza" il cugino di Vittorio Emanuele Festa per il raduno dopo un secolo e mezzo di "esilio" - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - NOSTRO SERVIZIO GENOVA . Poteva suonare anacronistico l' antico solco che ancora divideva Genova e i bersaglieri dal lontano 1849, con l' aria di revisionismo storico che tira. Ieri e' tornata finalmente la pace, sancita dal calore della gente scesa nelle strade a salutare i 50 mila fanti piumati, venuti sotto la Lanterna da molte regioni per il loro 42.mo raduno nazionale all' insegna della riconciliazione. E accaduto pero' anche qualcosa di piu' e di troppo che certo non poteva entusiasmare lo spirito repubblicano e mazziniano di gran parte della citta' . Un conto era mettere una pietra sopra, dopo quasi un secolo e mezzo, a una buia pagina ottocentesca: il sacco della Superba, ribellatasi ai Savoia, eccidi, stupri e saccheggi delle truppe di Lamarmora, per cui era tradizione che nessuna famiglia qui mandasse un ragazzo in quel corpo. Una cosa ben diversa era accogliere per la prima volta sul palco d' onore, insieme alle massime autorita' civili e militari, Amedeo d' Aosta, chiamato dallo speaker al microfono "Sua altezza". C' era chi parlava di clamorosa gaffe e chi di provocazione. E non e' stato un caso che il sindaco Adriano Sansa, dopo aver dichiarato chiuse le remote ferite ed espresso sentimenti di simpatia per i bersaglieri ("C' e' davvero bisogno di andare al loro passo per tirar su il Paese"), non abbia rivolto neanche la parola al cugino di Vittorio Emanuele. Minimizzava invece il secondo pretendente al trono: "Mi spiace, nella confusione non ho potuto salutare di persona il sindaco; gli ho dato il buongiorno soltanto da lontano, sulla tribuna". Resta il fatto senza precedenti della presenza del discendente di un ramo cadetto di casa Savoia sul palco ufficiale durante la cerimonia militare. Semplice incidente protocollare, o non piuttosto un segno dei tempi cambiati? Amedeo d' Aosta si limita a ricordare di essere intervenuto per favorire una rappacificazione, cioe' onorare la memoria di Alessandro De Stefanis, uno dei mille genovesi vittime della repressione ordinata dai Savoia in quel triste 1849. Ne' vecchie ne' nuove divisioni hanno comunque fatto ombra alla giornata di festa e di folla (decine di migliaia di persone hanno fatto ala al corteo) che Genova ha riservato ai bersaglieri di oggi e di ieri. Dai carruggi del centro storico al lungomare di corso Italia fino al porto antico, ovunque si sentivano risuonare le fanfare di veci e reclute. La sfilata e' cominciata alle 11, preceduta dalla staffetta dei bersaglieri ciclisti e aperta dal primo battaglione Lamarmora (nome fatidico da queste parti, un po' come quello del generale Custer nelle riserve indiane). Per tre ore sono quindi sfilati reparti in armi e associazioni di ex militari, tutti piume al vento. Due personaggi, tra tutti, sono stati particolarmente festeggiati in tribuna: Carlo Zaccariotto, arrivato col suo cappello piumato da Sidney, stabilendo cosi' il record di lunga distanza, e il sergente maggiore Paolo Cucchi, ormai alla soglia dei 100 anni e "vivo per miracolo", come ricorda mostrando divertito una moneta di rame bucata, quella che gli fermo' un colpo di fucile austriaco, che voleva far entrare il suo nome nel gia' lungo elenco dei caduti della guerra ' 15 18. ------------------------- PUBBLICATO ------------------------------ TITOLO: Amedeo d' Aosta in tribuna "Ricordate la Resistenza" IL CASO - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - GENOVA . "E stato un momento di particolare calore sia da parte dei bersaglieri che dei genovesi, torno a casa felice e commosso, non mi aspettavo tanto". Ieri anche il duca Amedeo d' Aosta ha assistito dalla tribuna delle autorita' alla sfilata dei bersaglieri in occasione del loro 42.o raduno nazionale. E stata la prima partecipazione di un Savoia ad una manifestazione ufficiale e il duca non si e' sottratto alle domande. Gli e' stato fatto notare che al microfono lo speaker lo ha chiamato "Altezza": "Un riconoscimento che non so quanto meritato, sono un ufficiale subalterno di marina", ha risposto. A proposito di una candidatura alle elezioni europee (non andata in porto) ha spiegato: "Fini mi aveva chiesto di candidarmi, ma ho risposto di no: per il ruolo sopra le parti che dobbiamo avere". "Bossi . ha poi detto . e' stato il primo ad esprimersi favorevolmente per il rientro dei Savoia, dei morti e dei vivi. A volte pero' ha toni un po' forti, che non sempre approvo". Si e' detto abbastanza favorevole ad alcune forme di decentramento, soprattutto fiscale, "pur sempre nel rispetto del concetto di nazione". Dopo essersi rammaricato di non aver potuto salutare il sindaco Adriano Sansa, Amedeo d' Aosta ha concluso con un altro accenno alla situazione politica italiana, dopo che sabato aveva manifestato il suo apprezzamento per il presidente del Consiglio designato Berlusconi: "Ora in Italia c' e' stata una svolta a destra voluta dal popolo, ma proprio qui a Genova, citta' della Resistenza, non dobbiamo dimenticare quella fase storica. Non ne ho mai parlato prima, ma bisogna parlarne. La Resistenza nel suo complesso ha fatto molto e bene, e Genova e' una citta' che si e' comportata molto bene contro i nazisti".
Arcuri Camillo
Pagina 10
(9 maggio 1994) - Corriere della Sera