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Tilius ha scritto:Appunto.
Le tradizioni recentissime sono quasi più squalificanti dell'assenza di tradizioni.
nicolad72 ha scritto:tra l'altro lo stemma della provincia di Milano ha un famoso papà... che di araldica un pochino se ne intende....


Franco Benucci ha scritto: nel caso specifico l'alternativa per Scola era eliminare del tutto il capo, per ragioni diciamo 'diplomatiche', con conseguente squilibrio grafico-estetico dello stemma (v. sopra anche FJvT).

Franco Benucci ha scritto:Tilius ha scritto:Le tradizioni recentissime sono quasi più squalificanti dell'assenza di tradizioni.
Su questo siamo d'accordo,
(...) ma quello di Milano che, sia pure identico, non si è 'inventato' lui, ma appunto i padri nobili di quel nuovo stemma provinciale. In araldica civica mi pare che ci sia solo un 'partito di Milano' (Pioltello).

Franz Joseph von Trotta ha scritto:C'è il caso del comune di Vizzolo Predabissi (MI) che ha proprio il "capo di Milano".
Franco Benucci ha scritto:Allora forse l'hanno inventato loro, qualche tempo prima della Provincia, dato che il decreto di concessione è del novembre 1979: la tradizione si allunga e si consolida, ma resta pur sempre priva di radici storiche. Si può far tutto, certo, ma suona un po' forzato e 'falso': ricordo anche il caso del 'capo di Pisa', richiamato tempo fa da don Antonio (viewtopic.php?f=1&t=12878), che sembra però avere radici quattrocentesche: http://www.diocesidipisa.it/index.php?o ... Itemid=297.

Franz Joseph von Trotta ha scritto:Perchè suonerebbe "falsa" una così limida consuetudine dell'araldica di tutti i tempi?

Oltre ai motivi già ben richiamati da Tilius, direi che più in generale è tutta (o quasi) l'araldica ecclesiastica contemporanea a essere 'falsa', direi spesso fumettistica, in particolare quando pretende di accostare nuove trovate simboliche a procedimenti tradizionali. Ma anche l'araldica civica è sulla 'buona' strada...Franz Joseph von Trotta ha scritto:Mi sfugge questa sorta di avversione all'uso, tra le tante partizioni disponibili per la creazione di uno stemma, del "capo" ove si voglia richiamare per i motivi suddetti un'arme cittadina. Perchè suonerebbe "falsa" una così limida consuetudine dell'araldica di tutti i tempi? Ogni stemma moderno allora sarebbe "falso" se si sottende un valore o una scadenza cronologica a determinate partizioni

Franz Joseph von Trotta ha scritto:Sulla partizione, il capo, direi che era il modo operativamente e graficamente più semplice e meno "invasivo" per fare il "passaggio" senza troppi problemi o stravolgere l'insegna - c'era un modo mooolto più originale e anche denso di significato per unirvi la croce milanese ma si sarebbe dovuto ridisegnar l'arme... come altre soluzioni con un partito etc.- e tuttavia anche la famosa "consuetudine" dei patriarchi mi parrebbe cosa recente... non più che ottocentesca?
Sulle pubbliche ed evidenti ragioni di opportunità - Venezia sullo scudo del Pastore, Milano invece no... perchè? - si è già detto, i milanesi avrebbero potuto adombrarsene...
Proprio l'arme di Scola invece mi parrebbe ben lontana dalla più decadente, fumettistica, banale e ritrita araldica ecclesiastica citata da Franco; è uno stemma semplice, bello e originale. E il capo non è una "trovata" - una "trovata moderna" sarebbe stato porre la facciata del duomo nello stemma ad esempio... - ma, al contrario, lo scrupoloso rispetto del lessico araldico che destina proprio al "capo" la raffigurazione di stemmi di altri titolari per denotare ossequio, rispetto, dedizione, etc.
Franz Joseph von Trotta ha scritto:... e tuttavia anche la famosa "consuetudine" dei patriarchi mi parrebbe cosa recente... non più che ottocentesca?

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