Penso non ci sia nessun legame di parentela con il domenicano Johann Tetzel, figlio di un orefice, predicatore di indulgenze ai tempi di Lutero: sarebbe un bel contrappasso.
Moderatori: Novelli, Antonio Pompili, mcs, Lambertini
Antonio De Battisti ha scritto:Ci troviamo a Kirchensittenbach (40 km NE di Norimberga).
Stemma della famiglia TETZEL von und zu Kirchensittenbach auf und Vorra und Artelshofen.
Scudo rovescio della medesima.
Poichè la famiglia si è estinta nel 1736, è possibile che tale rappresentazione dello stemma sia dovuta a questo accadimento ?

Franco Benucci ha scritto:Sicuramente

Franco Benucci ha scritto:Se fosse stato fatto apposta per "enfasi barocca", l'iscrizione sarebbe sì parzialmente coperta, ma -ritengo- con effetto vedo-non-vedo ben calcolato, che non pregiudicherebbe la lettura, diversamente da quanto accade qui.
I lambrecchini magari ci starebbero anche, come ci stanno adesso
piuttosto è il calice/pisside sommitale che dovrebbe sparire o essere del tutto coperto dal cimiero.
)
Tilius ha scritto:Questa é la parte meno diffcile: il calice sarebbe una interpolazione successiva per riempire il buco lasciato dal cimiero (interpolazione eucaristica non troppo pertinente al tripudio funerario della restante iconografia, e anche stilisticamente ha un che di estraneo, successivo, quasi neoclassico...piuttosto è il calice/pisside sommitale che dovrebbe sparire o essere del tutto coperto dal cimiero.)
Franco Benucci ha scritto:O urna cineraria, altrettanto neoclassica ma più in tema?

Anche prima (XVI sec.), e soprattutto dopo (XIX sec.), se è per quelloTilius ha scritto:anche le faci all'ingiù sono di derivazione classicheggiante (anche se largamente cannibalizzate in epoca barocca)
Tilius ha scritto:Epperò il tutto mi sembra rientrare in un'enfasi funeraria barocca che in Germania assunse forme persino più estreme che non in Italia: ergo non marchio d'infamia, ma estrema espressione del sic transit gloria mundi , cioé dell'ineluttabile fine delle cose terrene, ribaltate e rese non più funzionali (ne senso di destinate a estinguersi nella morte della schiatta, nella fatidica data del 1736 appunto riportata in apertura dell'iscrizione) al pari delle faci rovesciate che affiancano questa funerea rappresentazione araldica.

contegufo ha scritto:[Per me l'oggetto è nato così com'è dal momento che stemma e lambrecchini (foglie d'acanto) che si ampliano verso il basso hanno da cornice i panneggi del manto che tende ad allargare.
Quindi le due cose sono calcolate fin dall'inizio così come pure lo stemmino in alto a dx.
Anche il calice o quello che rappresenta non è stato giustapposto dal momento che lo stemma (se rovesciato) presenta cimiero a quattro cancelli di fronte, sottostante collare onorifico, corona (marchionale?) e orso rampante a salutare.
Quindi lo stemma era già completato senza necessità di aggiungere altro.

Tilius ha scritto:Franco, come fai a dire che ci sta?
Dovresti metterlo sovrapposto alle pieghe del manto (tipo lo stemmino piccolo), lasciando una intercapedine vuota di notevole spessore fra stemma e fondo del manto che chiaramente sarebbe stata assurda.
![bangin [bangin.gif]](./images/smilies/bangin.gif)



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