antonio_conti ha scritto:PS
Un tuo omonimo guirisperito del XIV si occupò della rappresentazione araldica anche sulle bandiere: Bartolo da Sassoferrato, De insignis et Armis, pubblicato ultimamente a cura di MAURO CIGNONI, da Giampiero Pagnini Editore di Firenze.
Torno su questo bel forum dopo un lungo periodo di assenza, per cui vorrei innanzitutto scusarmi con tutti voi...
Nel frattempo le mie ricerche in campo vessillologico si sono potute espandere su più fronti, non ultimo grazie all'aiuto del gentilissimo Antonio Conti, il quale mi ha addirittura inviato il prezioso trattato di Bartolo da Sassoferrato! Lo ringrazio pubblicamente per questo cordialissimo gesto.
Devo assolutamente prendere a prestito il testo del BASCAPE', anche perchè i dubbi maggiori che restano sono riferibili ai
criteri di scelta delle diverse fogge vessilifere nel secolo XV. L'iconografia, da questo punto di vista, non mi è stata molto di aiuto... Orifiamma, gonfanon, banners, ho visto un po' di tutto sui dipinti di Piero della Francesca, Carpaccio, Gozzoli, incisioni dell'Hesperidos di Basinio da Parma e quant'altro. Ma qual'è il filo conduttore, ammesso che ce ne fosse uno?
Anche dal punto di vista delle
dimensioni, non sempre si vede rispettata la celebre proporzione 2:3, frequentemente citata nei trattati.
Di grande aiuto mi sono stati, invece, i
reperti originali quattrocenteschi di stendardi borgognoni sparsi un po' ovunque nei musei europei (Museo dell'Arsenale di Solothurn, Museo Storico di S. Gallo, ecc). Si tratta di "bottini di guerra" razziati dai Confederati svizzeri in diverse battaglie (Grandson e Morat in primis), intorno al 1475.
Peccato si tratti di bandiere NON-italiane, ma almeno ora non ho più dubbi circa il materiale maggiormente utilizzato (taffetà di seta).
Altra documentazione interessante si trova in appendice all'inestimabile libro di Gastone Cambin
Le rotelle milanesi - Giornico 1478 (ediz. limitata, Società Svizzera di Araldica, 1987). In esso sono riportati diversi disegni, realizzati nel 1647 da un certo Pierre Crolot, i quali raffigurano nel dettaglio alcuni
stendardi milanesi di fine XV sec (razziati nel ducato di Borgogna). Nello stesso libro, tra l'altro, si trova una disamina completa ed estremamente accurata di tutte le armi e le imprese araldiche utilizzate dai Visconti e dagli Sforza nel corso dell'intera vita del ducato milanese.
Spero che queste informazioni, che per quanto non esaustive presto provvederò a tradurre in un piccolo saggio, possano servire a chiunque abbia necessità/desiderio di documentarsi in tema di vessilli e stendardi nell'epoca di transizione tra Umanesimo e Rinascimento.
Dr. Andrea Carloni