NUOVO STEMMA PAPALE

Per discutere sull'araldica / Discussions on heraldry

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Messaggioda MMT » giovedì 7 aprile 2005, 17:42

Signori miei,
non scordiamo che Roma non sarebbe stata quella che oggi ammirate e fotografate se non vi fossero state i "nobili accattoni"! :twisted: Ricordiamo poi che ogni cosa dev'essere necessariamente contestualizzata: il Papa fino alla Presa di Roma era il PapaRe, con la sua corte, i suoi cortigiani, i suoi intrighi. Una cosa era il sovrano temporale, altra quello spirituale.
Inoltre va bene alleggerire e modernizzare la Chiesa da tutte quelle "vetuste" usanze, ma ricordiamoci che oggi il Papa, il Sovrano dei Sovrani, non ha più una vera corte! :shock: Se non quei pochi gentiluomini.

Sono d'accordo con i cambiamenti, ma ad ogni cosa dev'essere moderata e non drastica. Ripeto che i Romani non hanno un buon particolare ricordo dei "Sesti"... :roll: .... ci sarebbe una pasquinata da riportare ma non credo sia il caso... :roll:


Michele Tuccimei di Sezze
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Messaggioda MMT » giovedì 7 aprile 2005, 17:43

Anch'io, come Alessio, credo che il prossimo Pontefice prenderà il nome di Giovanni Paolo III... e non solo il nome; anche se avrà un compito molto difficile: di essere all'altezza del suo predecessore.


Michele.
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Messaggioda Michele Baroncini » giovedì 7 aprile 2005, 17:44

Alessio Bruno Bedini ha scritto:...proprio per il lungo e riformista ultimo pontificato, ritengo improbabile un'altra nuova stagione come quella di Roncalli (che apra magari un C. Vaticano III ) mentre penso sia piu probabile (come affermato qualche topic piu su) che il prossimo pontificato sia nella totale continuità di Papa Wojtyla ... appunto immaginando Giovanni Paolo III


Mi trovo concorde con l'affermazione di Alessio. Ritengo che l'ipotesi di un candidato "di continuità" sia ottimale ed auspicabile, avuto riguardo alla grandezza e allo spessore del Romano Pontefice che ci ha lasciati!

Chiunque tentasse, ora, di mutare la rotta della nave rimarrebbe inevitabilmente (e giustamente) schiacciato dall'imponenza della figura e del magistero di Papa Woityla.

Per noi uomini, che siamo così poca cosa, è certo impossibile intuire le vie dello Spirito Santo... certo è che una volta tanto tutto appare chiaro.

A me sembra che la via da seguire sia ben spianata e battuta... un uomo venuto dall'Est ha appena finito di percorrerla. Ed era uno che di comunione con lo Spirito Santo se ne intendeva non poco!

Raccogliamoci nella Fede per ora... il resto verrà! 8)


saluti

Michele
Michele Baroncini
 

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 7 aprile 2005, 17:48

Giusto.

Il resto verrà.

Spiritus flat ubi vult: e lunedì 18 aprile inizierà a volare...

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Messaggioda MMT » giovedì 7 aprile 2005, 17:50

Già... il conclave inizierà a poche ore dal mio (e non solo!) compleanno... che è il giorno dopo...

:!: :!: :!:


Michele.
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Messaggioda Grimaldi » giovedì 7 aprile 2005, 18:00

Cari signori
effettivamente c'è poco da ribattere...

La storia è quella e non può essere "giudicata", soprattutto non con gli occhi dei moderni....

Il nuovo Papa avrà un grande compito. Speriamo davvero che il Signore guidi questa elezione.

Saluti


G.
Grimaldi
 

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 7 aprile 2005, 19:24

Grimaldi ha scritto:Caro Alessio, stavo in effetti scivolando (mio solito) fuori topic...

Se è per questo, ci torniamo subito...

Non volendo fare paragoni fra l'appena defunto ed amato Papa con il più lontano (negli anni ma non nel cuore) Giovanni XIII io sinceramente propendo per quest'ultimo, per la sua idea di Chiesa soprattutto (sono un "giovannita" potrei dire, un progressista...).

Dal punto di vista strettamente araldico, il Beato Giovanni XXIII fu l'ultimo Pontefice concretamente interessato alla materia, avendo Egli una vasta e profonda conoscenza storica. E, non ultimo, fu sotto di Lui che Mons. B. B. Heim potè ascendere al rango "ufficioso" che tutti conoscono. Ciò significa "essere progressista"? Ai politologi l'ardua risposta...

E vorrei non aggiungere altro per non fare, ripeto, un poco gradevole e fuori luogo confronto fra i due Papi.

Bene. Non sarebbe nè il caso, nè il luogo. Quindi, de hoc satis.

Saluti

G.


Ciao.

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Messaggioda Grimaldi » giovedì 7 aprile 2005, 19:30

Ben trovato esimio frate.
Essere "progressista" non credo che vada in disaccordo con l'essere uno studioso di materie e scienze antiche... Oppure qui saremmo tutti o quasi dei "reazionari conservatori"! :D
Scherzi a parte è interessante quello che ci fa notare: un "rivoluzionario" (dal punto di vista politico, ideologico, ecc. ) come Giovanni XXIII che era un cultore di scienze storiche! Fa riflettere davvero!
Magari è proprio perchè la storia da il senso della realtà e della verità (non sempre, ahimè) che questa cultura permette poi di illuminare la mente e spingerla verso il progresso... che non vuol dire azzeramento del passato... ma miglioramento.
Lei cosa ne pensa?... Anche se la domanda sembrerebbe superflua...
visto che anche lei è un cultore di queste materie... :)
A risentirla.
Ciao

Giovanni
Grimaldi
 

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 7 aprile 2005, 20:01

La storia è maestra di vita, ed ha la forma di un fiore che si fa ascoltare solo da chi è così tanto umile da chinarsi verso di lei.

E che, soprattutto, non va manipolata per nessun motivo: per quanto la si rendesse bella, perderebbe comunque la freschezza e la pienezza che le sono proprie.

Perderebbe il suo nome per assumerne un altro, non importa quale (leggenda, fantasia, invenzione, eccetera eccetera), ma che comunque non farebbe mai rima con il suo secondo nome, quello più intimo e nascosto: VERITA'.

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Messaggioda Grimaldi » venerdì 8 aprile 2005, 11:33

Impeccabile definizione.
Non c'è altro da aggiungere.
Grazie ancora.

G.
Grimaldi
 

Messaggioda antonio_conti » sabato 9 aprile 2005, 0:16

Buongiorno a tutti,
visti gli ultimi avvenimenti, come giusto, in questo spazio dedicato all’araldica si è aperta la discussione sull’ stemma del prossimo pontefice.
Michele Tuccimei ha ricordato la figura dell’arcivescovo Heim, ed anche io sono andato a rivedere il bel libro sull’araldica nella chiesa cattolica che il prelato scrisse anni fa, anche perché ricordavo il gradevole ed umano racconto della nascita dello stemma di papa Giovanni XIII.
Mi auguro che l’editore non se ne avrà a male se mi permetto di riportare quanto scritto da mons. Heim:
“ Papa Giovanni XXIII venne eletto nel tardo pomeriggio del 28 ottobre 1958. Pochi giorni prima dell’elezione l’autore di questo libro iniziò a dipingere lo scudo del cardinale Roncalli con tiara papale e chiavi. Quella sera completò il lavoro in meno di due ore e lo spedì per posta aerea. Venti ore dopo l’elezione, il dipinto era nelle mani del papa.
Lo scudo recava solo l’arma personale o di famiglia del pontefice, senza il leone di San Marco che, come patriarca di Venezia, egli portava nel capo. Papa Giovanni sapeva bene che solo cinque papi suoi predecessori avevano avuto figure estranee nei propri scudi: quattro di loro appartenevano a ordini religiosi, e questa era una ragione valida per unire alla propria arma di famiglia quella dell’ordine religioso di appartenenza. Nel caso di Pio X era stata probabilmente l’ignoranza di coloro che gli disegnarono lo stemma a far loro utilizzare lo scudo che egli aveva usato a Venezia semplicemente sostituendo la croce arcivescovile e il cappello cardinalizio con la tiara e le chiavi. Venezia è uno dei pochi luoghi d’Italia dove viene usata l’arma della diocesi.
Comunque, per ragioni sue personali e come io mi aspettavo, papa Giovanni volle tenere il leone di San Marco e me lo fece sapere. Feci dunque un secondo disegno con il leone di profilo e lo spedii a Roma prima di partire per partecipare all’incoronazione del papa. Quando mi ricevette in udienza alla vigilia del gran giorno, papa Giovanni mi disse: “Questo leone con quei denti e quegli artigli ha un aspetto troppo feroce. E’ troppo transalpino! Non si potrebbe dargli un aspetto più umano?”.
Di conseguenza nella notte del 3 novembre, disegnai una tersa versione con il leone a mezzo profilo, la bocca chiusa e gli artigli retratti. Quando lo presentai al papa mi disse: “Ci stiamo avvicinando a quello che ho in mente, solo lasciamo che il leone sia visibile in faccia e non appaia così magro: ha bisogno di un po’ più di corpo!”.
Così nacque la versione definitiva, con un leone quasi sorridente, che ricevette l’approvazione del papa Giovanni il quale ne ordinò la pubblicazione.”

Riportare un brano così lungo può apparire pesante (in realtà lo scritto di mons. Heim non lo è affatto), ma mi fa piacere riproporre questo scorcio sul rapporto tra mons. Heim e papa Giovanni che evidenzia il rapporto tra il “committente” e l’ “artista-araldista” nella composizione di un arma… e che arma!

L’arcivescovo Heim realizzò anche l’arma di papa Giovanni Paolo I, l’ideatore del nome che per ventisette anni ha avuto così grande fortuna col suo successore Giovanni Paolo II.
Giovanni e Paolo, i papi del Concilio Vaticano II, i due predecessori di papa Luciani, uniti non solo nel nome, ma anche nello stemma voluto da Giovanni Paolo I.
Scrive, infatti, mons. Heim che papa Luciani “…espresse il desiderio di avere nello stemma elementi propri degli scudi dei due pontefici…”.

Chissà come vorrà rapportarsi il nuovo pontefice con l’eredità clamorosamente grande lasciatagli da papa Wojtyla? Questo rapporto avrà un riflesso nel nome che sceglierà? Avrà forse un riflesso nello stemma?
Scriveva Heim: “A giudicare dall’uso che venne fatto dell’arma di Giovanni Paolo II, è evidente che l’araldica nella Chiesa cattolica gode non solo di una rinascita, ma di una popolarità sino ad ora sconosciuta”.
Nell’era della globalità questo stemma, questo “marchio”, sarà lasciato solo alla memoria di questo grande papa?

Vedremo.

Scusandomi per la lunghezza, un cordiale saluto

Antonio Conti
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » sabato 9 aprile 2005, 16:22

antonio_conti ha scritto:...(omissis)...Chissà come vorrà rapportarsi il nuovo pontefice con l’eredità clamorosamente grande lasciatagli da papa Wojtyla? Questo rapporto avrà un riflesso nel nome che sceglierà? Avrà forse un riflesso nello stemma?...(omissis)...


Caro Antonio,
domande da un miliardo di euro... :oops:

Tieni conto che i casi proposti sono relativamente eccezionali: Paolo VI, ad esempio, mantenne inalterata l'arma che aveva da cardinale (a sua volta derivata da quella di famiglia), e lo stesso fecero la maggioranza dei suoi immediati predecessori.

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Messaggioda marco foppoli » sabato 9 aprile 2005, 17:52

Gentili Signori,

a proposito della recente araldica papale vorrei riportare un curioso aneddoto che Monisgnor Heim, che per anni mi ha onorato della sua amicizia, mi raccontava sulla creazione dello stemma di Giovanni Paolo II.

Nonostante i ripetuti suggerimenti di M.gr Heim che da "purista" aveva consigliato il neo eletto Woitila a sostituire la "M" nel quarto della croce con il noto attributo simbolico mariano della "stella maris", Giovanni Paolo II non volle sentire "ragioni araldiche" e, così, con la scusa che l'araldica polacca tollerava anche figure geometriche, lo stemma papale si defini nel noto emblema che tutti abbiamo ben conosciuto.

Tuttavia M.gr Heim per se stesso aveva realizzato uno stemma identico ma con una "M" onciale, dall'aspetto medioevale con le aste tondeggianti e morbide, un bell'emblema che io stesso ho potuto ammirare anni fa nel suo studio ad Olten.

Quel bozzetto anni dopo era stato visto anche da Giovanni Paolo II e riconosciutane la miglior bellezza e armonia chiese perché mai Heim non l'avesse proposto a tempo debito. l'Arcivescovo con la cordiale ironia che gli era usuale non poté far altro che ricordare al Papa che appena eletto non aveva voluto… "consigli araldici"

Un saluto,

Marco Foppoli
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » sabato 9 aprile 2005, 22:13

Grazie dell'interessante testimonianza, caro Marco.

Ma (come tu sai) l'amato Padre Giovanni Paolo II di venerata memoria una modifica al suo stemma cardinalizio la fece comunque apportare, nel divenire Papa...

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Messaggioda MMT » domenica 10 aprile 2005, 1:22

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:Grazie dell'interessante testimonianza, caro Marco.

Ma (come tu sai) l'amato Padre Giovanni Paolo II di venerata memoria una modifica al suo stemma cardinalizio la fece comunque apportare, nel divenire Papa...

Bene :D vale



già e, se non erro, riguardava il colore di uno smalto.



Michele.
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