Matrimoni civili e divorziati

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Matrimoni civili e divorziati

Messaggioda mareCP » giovedì 16 dicembre 2010, 17:28

Buonasera,
pongo due quesiti ai più esperti:

un collega ufficiale dei carabinieri insignito del cavalierato di merito SMOC (napoli), all'epoca dell'investitura era sposato (lo è tuttora) solo civilmente. E' normale? può incorrere in qualche sanzione? in che modo?


un maresciallo dell'A.M. cavaliere d'ufficio SMOC (non so quale ramo) è stato insignito di tale onorificenza quando era scapolo, l'anno scorso si è sposato negli stati uniti con regolare matrimonio civile con una cittadina italiana (entrambi residenti in Italia) ed ha ottemperato alla trascrizione del matrimonio anche nel nostro paese.
Anche per lui valgono le stesse domande di sopra.


grazie
cordialità
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Re: Matrimoni civili e divorziati

Messaggioda Lord Acton » giovedì 16 dicembre 2010, 18:10

mareCP ha scritto:un maresciallo dell'A.M. cavaliere d'ufficio SMOC (non so quale ramo) è stato insignito di tale onorificenza quando era scapolo, l'anno scorso si è sposato negli stati uniti con regolare matrimonio civile con una cittadina italiana (entrambi residenti in Italia) ed ha ottemperato alla trascrizione del matrimonio anche nel nostro paese.

Civile o religiosa ?

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Re: Matrimoni civili e divorziati

Messaggioda mareCP » giovedì 16 dicembre 2010, 18:11

...sempre civile!

grazie della sua attenzione. [notworthy.gif]
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Re: Matrimoni civili e divorziati

Messaggioda adj » giovedì 16 dicembre 2010, 18:18

Visto che, come si sottolinea sempre, trattasi di ordini cavallereschi cristiani (anche a prescindere dalla qualifica o meno di ordini militanti), nel primo caso non avrebbe dovuto essere insignito e nel secondo caso dovrebbe essere escluso dai ranghi.
Anche se esistesse la possibilità di nomina per non cattolici (cristiani di altre confessioni, o addirittura membri di altre religioni o atei), chi risulta essere cattolico non può assumere un atteggiamento contrario ai dettami della propria confessione religiosa.

Una domanda: ma lo "status" matrimoniale del primo caso, era noto a chi lo ha ammesso nell'Ordine? Se sì, non ho parole. Se no, perché? L'ammittendo ha taciuto - o peggio mentito - sulla sua situazione matrimoniale? O nessuno si è preso la briga di chiedergliela? Neppure l'esibizione di un misero stato di famiglia?
Ultima modifica di adj il giovedì 16 dicembre 2010, 18:22, modificato 2 volte in totale.
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Re: Matrimoni civili e divorziati

Messaggioda mareCP » giovedì 16 dicembre 2010, 18:21

la ringrazio molto gentile adj.
ma come si può "smascherare" chi commette tale, diciamo, leggerezza? (voglio credere nella buona fede)
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Re: Matrimoni civili e divorziati

Messaggioda adj » giovedì 16 dicembre 2010, 18:25

mareCP ha scritto:la ringrazio molto gentile adj.
ma come si può "smascherare" chi commette tale, diciamo, leggerezza? (voglio credere nella buona fede)


In parte ho risposto sopra, aggiungendo qualcosa.
Nel secondo caso, credo che l'interessato stesso avrebbe dovuto comunicare l'avvenuta mutazione, chiedendo di uscire dall'Ordine.
Purtroppo c'è anche di peggio del matrimonio solo civile, ed è la pura convivenza (magari neanche eterosessuale...), su cui, non risultando da alcuno stato di famiglia, si può allegramente sorvolare o mentire... [hmm.gif]
adj
 

Re: Matrimoni civili e divorziati

Messaggioda mareCP » giovedì 16 dicembre 2010, 18:32

posso asserire con estrema precisione che nulla è stato chiesto all'epoca.
molto triste, capisco.

la domanda resta: ma i controlli "dopo", cioè per verificare la veridicità di quanto si afferma, non si fanno o si fanno a campione? [arf2.gif]

cordialità
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Re: Matrimoni civili e divorziati

Messaggioda adj » giovedì 16 dicembre 2010, 18:42

Penso che se non si fa alcun semplice controllo "prima" poco senso abbiano faticosi e spioneschi controlli "dopo".
Non so come si comportino i vari Ordini se vengono a conoscenza - in modo ufficiale o ufficioso - di situazioni irregolari (qualcuno saprà risponderle con più precisione).
Certo che un cavaliere che sa benissimo di essere così poco cristiano da non potersi neanche accostare ai sacramenti (o magari è così buon cristiano da ignorare anche questo!) deve avere una ben misera considerazione di sé stesso e - purtroppo temo - anche dei suoi confratelli.
adj
 

Re: Matrimoni civili e divorziati

Messaggioda Antesterione » giovedì 16 dicembre 2010, 20:01

Fonte: Sito Ufficiale Ordine Costantiniano, Madrid, Statuti dell'Ordine

Omissis

CINQUE: Quei Cavalieri e Dame dell'Ordine Costanti­niano che non dovessero professare la Religione Cattolica Apo­stolica Romana, e che per speciale concessione di Sua Altezza Reale il Gran Maestro o dei suoi Predecessori, fossero già membri dell'Ordine, sono immediatamente trasferiti alla catego­ria di "Onore".



Solo a titolo di riflessione "teorica", tenuto conto che almeno uno dei due esempi fa esplicito riferimento all'altro Gran Magistero o Ordine (a seconda delle posizioni),

pensavo alla croce costantiniana conferita nella classe di "onore" (Gran Maestro Don Carlos, Duca di Calabria),
in cui forse potrebbero "migrare" automaticamente coloro che non risultassero cattolici successivamente all'ammissione come membri dell'ordine o che non possedessero le qualità religiose necessarie per la permanenza nella categoria dei membri.

Ma il caso non è applicabile perché i due esempi non corrispondono in quanto le persone non hanno cambiato confessione cristiana, ma rimanendo cattoliche, vivono in stato di peccato e non possono accostarsi ai sacramenti.

Gli statuti sembrano fare riferimento a persone di diversa confessione cristiana già ammesse in quanto tali per "speciale concessione" del Gran Maestro, precedentemente all'atto di creazione della categoria di Onore.

Dunque le condizioni sarebbero due:
1) Persona di diversa confessione cristiana, che viene ammessa, a partire dal 19 Settembre 1988, direttamente nella categoria di onore, decorato dalla croce, non ha titolo di membro dell'ordine, pur vantando i titoli delle classi dell'ordine con l'aggiunta "d'onore".
2) (che sembrerebbe non più ripetibile a partire dal 19 Settembre 1988) Persone di diversa confessione cristiana già ammesse nell'ordine come "Membri" per "Speciale Concessione" Magistrale (quindi non ammessi come cattolici), che successivamente alla creazione della classe di onore sono stati immediatamente trasferiti in categoria d'onore (e dunque de facto espulsi dalla categoria dei membri, perdendone la qualità).

Direi che nei casi specifici degli esempi fatti da MareCP vi sia una condizione di indegnità e decadenza dallo stato di membri dell'ordine. Anche l'eventuale migrazione nella categoria di "onore", costituirebbe comunque perdita del titolo di membro dell'ordine, ma non può essere considerata automatica, poiché l'ammissione è avvenuta in qualità di cattolici , in un caso lo stato di peccato precedeva l'ammissione e dunque essa sarebbe formalmente illecita, nel secondo subentrava una condizione di indegnità, sanabile dal sacramento del Matrimonio.
A l'heure où le mal a si souvent droit de cité parmi les hommes, et jusque dans les plus hautes institutions, le réveil de la vocation chevaleresque est une urgence, à laquelle le ciel n'a jamais tardé à répondre. P. Philippe-Emmanuel RAUSIS o.p.
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Re: Matrimoni civili e divorziati

Messaggioda Cristiano Ciani » giovedì 16 dicembre 2010, 23:05

adj ha scritto:Visto che, come si sottolinea sempre, trattasi di ordini cavallereschi cristiani (anche a prescindere dalla qualifica o meno di ordini militanti), nel primo caso non avrebbe dovuto essere insignito e nel secondo caso dovrebbe essere escluso dai ranghi.
Anche se esistesse la possibilità di nomina per non cattolici (cristiani di altre confessioni, o addirittura membri di altre religioni o atei), chi risulta essere cattolico non può assumere un atteggiamento contrario ai dettami della propria confessione religiosa.

Una domanda: ma lo "status" matrimoniale del primo caso, era noto a chi lo ha ammesso nell'Ordine? Se sì, non ho parole. Se no, perché? L'ammittendo ha taciuto - o peggio mentito - sulla sua situazione matrimoniale? O nessuno si è preso la briga di chiedergliela? Neppure l'esibizione di un misero stato di famiglia?
io non sarei così tranchant. L'essere sposati solo civilmente, dal punto di vista canonico ha la stessa rilevanza della convivenza. Ricordi, peraltro, che la Chiesa non impedisce la separazione. Diceva un insigne giurista cattolica che il matrimonio civile è semplice contratto, ancorchè stipulato in forma di particolare pompa. Non c'è sacramento. Dunque resta una situazione irregolare, certo, ma da risolvere col confessore. Se non erro, infatti, chi è sposato solo civilmente e non è divorziato ha tranquillo accesso all'eucarestia come ogni altro peccatore.
E' peggio lo sposato in Comune buon padre di famiglia, o lo sposo "concordatario" che va a... escort???
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Re: Matrimoni civili e divorziati

Messaggioda adj » venerdì 17 dicembre 2010, 0:07

Cristiano Ciani ha scritto:io non sarei così tranchant. L'essere sposati solo civilmente, dal punto di vista canonico ha la stessa rilevanza della convivenza. Ricordi, peraltro, che la Chiesa non impedisce la separazione. Diceva un insigne giurista cattolica che il matrimonio civile è semplice contratto, ancorchè stipulato in forma di particolare pompa. Non c'è sacramento. Dunque resta una situazione irregolare, certo, ma da risolvere col confessore. Se non erro, infatti, chi è sposato solo civilmente e non è divorziato ha tranquillo accesso all'eucarestia come ogni altro peccatore.
E' peggio lo sposato in Comune buon padre di famiglia, o lo sposo "concordatario" che va a... escort???


A me invece la situazione semba estremamente grave.

1) Che canonicamente il matrimonio solo civile equivalga alla convivenza non depone certo a favore.
2) La separazione qui non c'entra: si parla, per l'appunto, di matrimoni solo civili. Ricordo che la Chiesa ammette, in casi gravi, la separazione, ma non il divorzio, in quanto quest'ultimo è finalizzato alla contrazione di nuove nozze. Certo se uno "subisce" il divorzio da parte del coniuge non è colpevole, sempre che a sua volta non colga l'occasione per convolare a nuove nozze.
3) Le situazioni irregolari non si risolvono col confessore, ma eliminando l'irregolarità. Vabbé che con certi confessori del giorno d'oggi...
4) Chi è sposato solo civilmente - anche senza divorzi alle spalle - vive di fatto in stato di concubinato e non ha diritto alcuno ad accedere all'eucaristia. Non fosse altro per il disprezzo esibito verso le norme ecclesiastiche.
5) In ogni caso una situazione "irregolare", magari risolvibile col confessore, non è certo indice di quella specchiata moralità cristiana richiesta (o che dovrebbe essere richiesta) dagli Ordini Cavallereschi.

Infine, non voglio pronunciarmi se sia peggio un buon padre di famiglia sposato in comune o chi è sposato in Chiesa e poi va a escort, ma faccio presente che:
1) Andare a escort può essere evento singolo o occasionale e - questo sì - sanabile tramite confessione (e ovvio proposito di non perseverare), mentre nel caso del matrimonio solo civile e della convivenza si configura una situazione stabile di peccato.
2) Il buon padre di famiglia sposato solo civilmente dimostra o di infischiarsene altamente delle norme della Chiesa (e allora cosa diamine vuol fare il cavaliere cristiano?) o di non potersi sposare in Chiesa causa precedenti legami suoi o della compagna (idem come prima per il cavalleresco impulso).
3) Mentre andare a escort non è facilmente dimostrabile, la situazione di irregolarità matrimoniale lo è.
Fermo restando che anche chi va a escort non è certo un modello di cavalleria cristiana.
adj
 

Re: Matrimoni civili e divorziati

Messaggioda GENS VALERIA » venerdì 17 dicembre 2010, 0:09

Cristiano Ciani ha scritto:(...) Non c'è sacramento. Dunque resta una situazione irregolare, certo, ma da risolvere col confessore. Se non erro, infatti, chi è sposato solo civilmente e non è divorziato ha tranquillo accesso all'eucarestia come ogni altro peccatore.
E' peggio lo sposato in Comune buon padre di famiglia, o lo sposo "concordatario" che va a... escort???


Non sono certo un moralista , ma è noto che per la Chiesa chi convive o vive sposato solo civilmente è considerato peccatore pubblico perchè vive stabilmente e pubblicamente in stato di peccato, ovvero si pone da solo ( non viene posto ) fuori dalla comunione ecclesiale. Temo che l'accostarsi all'eucarestia sia molto problematico.
In ogni caso va da sé che questa situazione sia incompatibile con l'appartenenza alla Cavalleria Cristiana proprio per la sua natura ( anche ) religiosa .
Suppongo che chi omettesse di dichiarare questa situazione irregolare e per questo evitasse di produrre il certificato di matrimonio religioso ( che è richiesto ) correrebbe concretamente il rischio di espulsione , di certo i cavalieri che presentandolo all'Ordine avevano, in qualche modo, garantito per lui si troverebbero in forte imbarazzo.

Dallo statuto SMOC S. Giorgio ( Spagna ) :
ARTICOLO V
Il titolo di Grande Inquisitore sarà sostituto con titolo “Auditore-Generale”. L’Auditore-Generale veglia sull'esatto adempimento delle disposizioni statutarie dell'Ordine, ed ogni qualvolta dovesse accertare che Cavalieri Costantiniani si comportino in modo contrario ai loro doveri cavallereschi, ne riferirà al Gran Prefet­to, il quale, a sua volta, dovrà renderne edotta la Deputazione per provocare, se necessario, i provvedimenti del caso.
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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Re: Matrimoni civili e divorziati

Messaggioda Pantheon » venerdì 17 dicembre 2010, 10:39

[sorry.gif] [offtopic.gif]
Mi stupisco di certi quesiti..... [hmm.gif]
Tuttavia non si finisce mai di imparare, mettiamola sotto quest'ottica... [confused.gif]
Una lode particolare agli ottimi Adj e Gens Valeria per la pazienza e la consueta precisione dei Loro interventi.... ;)
Saluti.
Pantheon
 
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Re: Matrimoni civili e divorziati

Messaggioda adj » venerdì 17 dicembre 2010, 11:52

Pantheon ha scritto:
Una lode particolare agli ottimi Adj e Gens Valeria per la pazienza e la consueta precisione dei Loro interventi.... ;)


Grazie per l'immeritata (per me) lode. Gens Valeria ha sintetizzato e pecisato meglio il concetto.
E... non dimentichiamoci Antesterione, come al solito di esemplare chiarezza e oltretutto dotato dell'invidiabile abilità (a me purtroppo assai carente) di non essere mai polemico nei suoi interventi, anche quando si tratta di argomenti spinosi.
adj
 

Re: Matrimoni civili e divorziati

Messaggioda Pantheon » venerdì 17 dicembre 2010, 11:56

Vero....Chiedo venia... [cheers.gif]
Sia anch'Egli un "Lucchettato".... ;)
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